Nel febbraio 1535, durante una sfida matematica, Niccolò Tartaglia trova una formula capace di risolvere diversi tipi di equazioni cubiche.
La sua notorietà cresce, mentre i più valenti studiosi cominciano a capire l’enorme portata del risultato raggiunto.
A Milano, c’è qualcuno che arde dal desiderio di conoscere questa formula, tenuta ancora segreta. Non si tratta di un personaggio qualunque, bensì di un intellettuale tra i più brillanti e controversi del Cinquecento: il medico, matematico, filosofo, astrologo, mago, taumaturgo, oniromante e giocatore d’azzardo Gerolamo Cardano…
Brescia, febbraio 1512. Le truppe francesi di Luigi XII invadono la città, saccheggiandola e massacrandone gli abitanti. Nel furore degli scontri, un ragazzo dodicenne è colpito da una sciabolata in pieno volto. Per le gravi lesioni subite, resterà balbuziente e sarà sempre conosciuto con il soprannome di Tartaglia.
È questo grande matematico, insieme al collega e rivale Gerolamo Cardano, il protagonista di un momento cruciale per la storia della scienza: la scoperta e la disputa intorno alla formula risolutiva per le equazioni di terzo grado, il primo vero progresso dell’algebra dopo un sonno che durava da secoli.
Nel Cinquecento, in Italia, i matematici si affrontavano in pubblici duelli, davanti a folle di spettatori, sfidandosi a risolvere problemi complessi. Dalla vittoria o dalla sconfitta dipendeva la successiva fortuna personale e scientifica dei due avversari. Secondo questa tradizione, Tartaglia e Cardano furono vividi attori – insieme a Scipione Dal Ferro, Ludovico Ferrari e ad altri comprimari – della polemica più feroce che la storia della matematica ricordi.
Fabio Toscano – nel suo maturo stile narrativo, che rende giustizia anche al fascino delle fonti dirette – ricostruisce questo episodio di acerba rivalità e di progresso scientifico: tra Brescia, Venezia, Bologna e Milano, tra successi intellettuali e povertà, giuramenti e tradimenti, astuzie e ingenuità, la storia della più grande contesa matematica dell’epoca.
[se vuoi una mia recensione più seria di questo libro, va' su Galileo, http://www.galileonet.it/recensioni/1... ] Non vi siete mai chiesti perché a scuola ci abbiano insegnato la formula per risolvere le equazioni di secondo grado, ma non quella per le equazioni di terzo grado? La formula esiste, come anche esiste quella per le equazioni di quarto grado (per il quinto grado no, ma quella è un'altra storia...), ma non è che sia così utile in pratica. Ma quello che è davvero importante in quella formula è un'altra cosa: né i greci né gli arabi erano riusciti a trovarla, e quindi è stata un trionfo della matematica rinascimentale, ancora più prezioso considerando che non esisteva ancora la notazione algebrica simbolica. La caccia alla formula risolutiva avvenne in Italia: Scipione Dal Ferro, Niccolò Tartaglia, Girolamo Cardano e Lodovico Ferrari sono i protagonisti. Toscano racconta in questo libro la storia dietro la scoperta di questa soluzione; si vede così che i matematici non sono affatto persone con la testa nelle nuvole, ma gente che si fa la guerra tra loro. In questo caso, poi, le cose sono spesso narrate con la voce stessa dei protagonisti, di cui conserviamo le opere scritte nel volgare dell'epoca e che Toscano cita a profusione. Insomma, la matematica non è nemmeno la parte più importante del libro... Il mio unico dubbio è se diciotto euro non siano un po' troppi per quello che non è certamente un tomo da lanciare come arma contundente.
Nella prima metà del '500 in Italia vengono rese pubbliche le formule per calcolare le soluzioni delle equazioni di terzo grado (e anche di quarto), dopo che per circa 3000 anni l'algebra è rimasta in uno stato di totale acquiescenza. Passati alla storia col nome di Formule di Cardano, questi procedimenti risolutivi hanno alle spalle una storia degna della piú sfrenata fantasia di uno sceneggiatore hollywoodiano: disfide, intrighi, offerte, rivelazioni, fughe, duelli, scommesse, colpi di scena; non manca nulla alle vicende che hanno condotto un pugno di matematici rinascimentali a venire a capo di un problema che per secoli è sembrato inattaccabile. In questo snello libretto, Fabio Toscano ricostruisce puntualmente i fatti storici adottando un avvincente taglio narrativo e accompagnandoli con adeguate spiegazioni di natura algebrica, in modo da chiarire gli aspetti piú tecnici della formidabile scoperta anche a chi della matematica ha solo un vago ricordo dei tempi delle superiori. Ma non è tutto qui, perché l'autore riesce con insospettabile maestria a far rivivere le personalità dei protagonisti di questa rivoluzione epocale. Pagina dopo pagina scopriamo il carattere schivo ma orgoglioso di Tartaglia, la spregiudicatezza di Cardano, l'abilità superiore di Ludovico Ferrari e il genio di Scipione dal Ferro: uomini di un'altra epoca che improvvisamente tornano a parlarci delle lotte intellettuali per cui hanno messo a rischio il loro nome e il loro onore. Un libro che riesce a trasmettere il fascino, il mistero, la passione e soprattutto la prorompente vitalità che sta al cuore della ricerca della verità, anche in un campo, come quello della matematica, che legioni di professori si sono prodigati a insegnarci nel modo piú desolante possibile. Consigliato (di cuore!) a tutti, ma soprattutto a chi pensa che equazioni e numeri non abbiano nulla da dirci sulla natura umana: avrà di che ricredersi.
Quick, illuminating read. There are probably many other histories of mathematics and 16th-century intellectual culture, but this one was enjoyable for a couple of reasons: it offered glimpses of how people made amazing strides in calculation and theory from the time of the Sumerians to Renaissance Italy; it brought alive the richness of Italian business and intellectual life in the 1500s and showed surprising examples of people's mindsets during that time. There's also entertaining drama; this is basically a story of a clash of egos involving three highly advanced math masters. Leonardo da Vinci may have towered over others but it appears a number of polymath geniuses or close to geniuses populated Italy's commercial and university landscape during his era. We don't usually see much information about them. The book is also an easy read. It includes several algebraic formulas but understanding these is not necessary for enjoying it. How good it is as a history I leave to others.