L'erotismo morboso e ossessivo, l'atmosfera di mistero e di angoscia, il gusto per il perverso e il sinistro, che caratterizzano l'opera, specie quella giovanile, del grande scrittore giapponese, sono magistralmente rappresentati in questo racconto del 1912. "Il demone" ci mostra l'influenza che ebbero su Tanizaki i grandi maestri del decadentismo europeo, da Poe a Wilde, e ci illumina sulle origini del tema decisivo di tutta la sua produzione: l'attrazione per la donna bella e crudele il cui desiderio più forte è umiliare e annientare l'uomo, il quale a sua volta trova in questo il piacere più estremo.
Jun'ichirō Tanizaki (谷崎 潤一郎) was a Japanese author, and one of the major writers of modern Japanese literature, perhaps the most popular Japanese novelist after Natsume Sōseki.
Some of his works present a rather shocking world of sexuality and destructive erotic obsessions; others, less sensational, subtly portray the dynamics of family life in the context of the rapid changes in 20th-century Japanese society.
Frequently his stories are narrated in the context of a search for cultural identity in which constructions of "the West" and "Japanese tradition" are juxtaposed. The results are complex, ironic, demure, and provocative.
Essenzialmente credo di essere una delle poche persone al mondo ad amare in modo incondizionato tale libro, dato che sia alle persone a cui l'ho consigliato che a molte persone sul web sembra non essere piaciuto.
La storia è molto semplice e tipicamente come in po' tutti i racconti di Tanizaki ha una svolta incredibile verso la fine. La storia che è ambientata all'inizio del 1900, parte dall'arrivo di Saeki a Tokyo, che è ospite a casa di uno zio, ormai defunto, per poter frequentare l'università. Sin da subito Saeki si dimostra un ragazzo tormentato, infastidito dalle generalità della vita, attratto in minima parte da cose perverse e soprattutto annoiato. Difatti la maggior parte della storia è ambientato in casa, dato che il ragazzo dimostra ripugnanza a lasciare addirittura la propria stanza. Vi sono altri personaggi che bazzicano nella casa ove il nostro Saeki passa le giornate a leggere, come le cugine, la zia ed in particolare un'altro ospite dei parenti che avrà un impatto devastante nella storia. Credo che la recensione sulla trama debba interrompersi qui, perché dire altro sarebbe inappropriato per un libro così breve.
Il demone credo sia uno dei romanzi d'esordio più carismatici che abbia mai letto; sarà che in piccolissima parte riuscissi a rivedermi nel protagonista, sarà una mia propensione verso questo tipo di storie e sarà l'ammirazione enorme che provai verso Tanizaki sapendo che il libro l'avesse scritto a 19 anni, età in cui effettivamente lo lessi, ma non riesco a capire come mai tale opera sia così poco apprezzata, anche e soprattutto dagli amanti del genere.
In conclusione straconsiglio questo libro, che è molto veloce da leggere, molto interessante e soprattutto nel finale avvincente. Purtroppo non è un libro per chi legge racconti giapponesi perché amante di una particolare caratterizzazione storica, siccome ci sono solo dei piccolissimi accenni a qualche termine e festività nipponica; infatti prima di venire a sapere che il libro fosse stato scritto ed ambientato agli inizi del XX secolo, credevo tranquillamente stessimo parlando di un periodo di almeno 15/20 anni successivo alla seconda guerra mondiale, dato appunto gli scarsi se non assenti accenni storici e la caratterizzazione di alcuni personaggi, che li rende più attuali. Spesso on-line si sconsiglia di iniziare l'antologia tanizakiana con tale opera, invece io qui vi dico di essermi innamorato a quest'ultima proprio partendo da Il Demone. Quindi se siete lettori che si fanno influenzare dal primo libro di uno scrittore, un po' come quei professori che inquadrano gli alunni dal primo voto che gli mettono all'inizio del liceo, posso consigliare di leggere "Morbose Fantasie", altro classico di Tanizaki ma più "soft" per certi versi, contenente alcuni degli archetipi principali dell'autore e scritto in modo migliore dato che stiamo parlando di un Tanizaki adulto e affermato e non di un 19enne in erba come nell'altro caso.
In poche parole è la descrizione della gelosia di due uomini per la stessa donna, ma la storia d'amore della donna con loro due (...più che donna ragazzina) è descritta in poche pagine in maniera insufficiente. Il libro mi ha lasciata un po' insoddisfatta, soprattutto per l'ultima pagina, infatti ero convintissima che la trama continuasse e invece si tronca di botto. Peccato.
Uno dei primi libri di Tanizaki (1912) in cui i tre attori principali identificano tre caratteristiche tipiche di quel periodo in Europa: la femme fatale, l'erotismo morboso e l'ossessività che portano all'autodistruzione dei due protagonisti maschili in contrasto per la donna che li sta consumando davanti ai loro occhi.
Un triangolo amoroso dalle tinte decadenti, dominato dalla suspense e dalle metafore sul mondo animale, in cui tutto sembra spingere verso un'inevitabile tragedia. Il personaggio migliore sembra essere Teruko, ragazza giovane ma dal carattere forte e capace di manipolare a suo piacimento sia la madre che Saeki e Suzuki.
Tanizaki ricava una propria identità stilistica sovrapponendo il decadentismo baudeleriano alla letteratura gotica ed alla nozione tutta giapponese di hare e kegare, purezza ed impurità; un'identità narrativa, raccontando il percorso attraverso il quale personaggi disperati ed in preda alla nevrosi diventano preda di forze o entità malvagie a loro superiori; ed infine un'identità formale, attraverso il frequente ricorso al racconto breve.
Senza mettere affatto in dubbio il meritato posto di riguardo che occupa al tavolo degli autori giapponesi moderni, a mio personalissimo avviso il "Libro d'Ombra" - che è un saggio - costituisce l'eccellenza della sua produzione, altrimenti meno interessante. "Il demone" non mi ha fatto cambiare idea.