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79 pages, Paperback
First published January 27, 1932
Io mi sento
una fabbrica sovietica,
che produce felicità.
La rivoluzione d'ottobre è per Majakovskij il momento in cui può realizzarsi concretamente la "meravigliosa vita" di tutto il mondo, spazzando via gli "uomini artificiali", i cacciatori di ozio ed agio, coloro che tramite i piccoli traffici quotidiani inseguono una felicità personale.
Lascia.
non occorrono
nè parole
nè preghiere.
Che senso ha,
se tu
solo
ti salvi!?
Voglio
salvezza per tutta la terra priva d'amore,
per tutta
la folla umana
del mondo.
Sto qui da sette anni,
e rimarrò altri duecento,
inchiodato
ad aspettare questo.
Sul ponte degli anni,
tra il disprezzo
e le beffe,
con l'incarico di redentore dell'amore terrestre
dovrò rimanere
e rimango per tutti,
per tutti pagherò,
piangerò per tutti...
Un colpo di pistola sancì il sacrificio del poeta. Per favore, non fate pettegolezzi, il defunto non li poteva soffrire, lascerà scritto.
Il suo sacrificio è completamente terreno, nonostante la fede nell'immortalità: il sogno di Majakovskij è "l'eterno terrestre".
Io in tutta questa vita, in questo mondo - pagando col cuore - ho creduto e credo.