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Una generazione che ha dissipato i suoi poeti. Il problema Majakovskij

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«Lo scritto di Jakobson è molto più di una necrologia politicamente appassionata o poeticamente elevata: è un tentativo, il primo, di considerazione letteraria globale di Majakovskij. Singolare saggio critico, in cui un modo sistematico di lettura, intrinseco a Jakobson, si complica e si amplia non solo per la pur umana commozione dell'amico, ma più ancora per la ben umana penetrazione del testimone, di chi ha appartenuto, anche se in disparte e a distanza, alla "generazione che ha dissipato i suoi poeti". [...] Majakovskij è nella sua generazione, una generazione che è storia, e solo dentro la realtà intensa e dilaniata di questa storia i significati simbolici di vita e di poesia di Majakovskij si rendono decifrabili. [...] Nella sua leggenda in contrappunto si fondono i tamburi del sovvertimento e i flauti dell'angoscia; e la sua voce s'è fatta più struggente da quando, come Esenin, se n'è andato "fendendo le stelle". A penetrarne il timbro aiuta l'intelligenza amara e pacata di uno studioso che di lui fu amico.» (dallo scritto di Vittorio Strada)

79 pages, Paperback

First published January 27, 1932

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About the author

Roman Jakobson

183 books87 followers
Roman Osipovich Jakobson was a Russian linguist, formalist, and literary theorist.

As a pioneer of the structural analysis of language, which became the dominant trend of twentieth-century linguistics, Jakobson was among the most influential linguists of the century. Influenced by the work of Ferdinand de Saussure, Jakobson developed, with Nikolai Trubetzkoy, techniques for the analysis of sound systems in languages, inaugurating the discipline of phonology. He went on to apply the same techniques of analysis to syntax and morphology, and controversially proposed that they be extended to semantics (the study of meaning in language). He made numerous contributions to Slavic linguistics, most notably two studies of Russian case and an analysis of the categories of the Russian verb. Drawing on insights from Charles Sanders Peirce's semiotics, as well as from communication theory and cybernetics, he proposed methods for the investigation of poetry, music, the visual arts, and cinema.

Through his decisive influence on Claude Lévi-Strauss and Roland Barthes, among others, Jakobson became a pivotal figure in the adaptation of structural analysis to disciplines beyond linguistics, including anthropology and literary theory; this generalization of Saussurean methods, known as "structuralism," became a major post-war intellectual movement in Europe and the United States. Meanwhile, though the influence of structuralism declined during the 1970s, Jakobson's work has continued to receive attention in linguistic anthropology, especially through the semiotics of culture developed by his former student Michael Silverstein.

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Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Mélanie.
931 reviews196 followers
April 6, 2025
Récit passionnant sur la naissance et la mort de la poésie surréaliste russe. Un voyage court et précis dans l'héritage poétique des années 1920.
Profile Image for Laginestra.
187 reviews44 followers
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November 16, 2010
Jakobson parla di qualcosa che conosce: appartiene a quella "generazione che ha dissipato i suoi poeti", di Majakovskij era amico. Al centro dell sua appassionata necrologia la figura gigantesca del poeta, la sua densa parola: "perchè la parola di Majakovskij è qualitativamente diversa da tutto ciò che nel verso russo c'è prima di lui". Questo nell'ottica di un principio stabile nell'opera di Majakovskij: "il poeta deve affrontare il tempo". E il tempo dell'autore è il tempo della rivoluzione:

Io mi sento
una fabbrica sovietica,
che produce felicità.

La rivoluzione d'ottobre è per Majakovskij il momento in cui può realizzarsi concretamente la "meravigliosa vita" di tutto il mondo, spazzando via gli "uomini artificiali", i cacciatori di ozio ed agio, coloro che tramite i piccoli traffici quotidiani inseguono una felicità personale.

Lascia.
non occorrono
nè parole
nè preghiere.
Che senso ha,
se tu
solo
ti salvi!?
Voglio
salvezza per tutta la terra priva d'amore,
per tutta
la folla umana
del mondo.
Sto qui da sette anni,
e rimarrò altri duecento,
inchiodato
ad aspettare questo.
Sul ponte degli anni,
tra il disprezzo
e le beffe,
con l'incarico di redentore dell'amore terrestre
dovrò rimanere
e rimango per tutti,
per tutti pagherò,
piangerò per tutti...

Un colpo di pistola sancì il sacrificio del poeta. Per favore, non fate pettegolezzi, il defunto non li poteva soffrire, lascerà scritto.
Il suo sacrificio è completamente terreno, nonostante la fede nell'immortalità: il sogno di Majakovskij è "l'eterno terrestre".

Io in tutta questa vita, in questo mondo - pagando col cuore - ho creduto e credo.

Profile Image for Rachel Vincenzi.
93 reviews1 follower
May 20, 2023
Roman Yakobson in poche pagine crea un ode a Mayakovskij, poeta rivoluzionario che cade vittima del nuovo regime e della censura politica dell'URSS.
Attraverso gli occhi di Yakobson, capiamo chi era realmente Mayakosvkij, un poeta rivoluzionario, ed anticonformista.

Consigliato.
Profile Image for Louis Côté.
3 reviews
May 10, 2020
Unique livre par un grand homme de lettres, de mots et de structure.
Profile Image for Anna.
139 reviews
June 7, 2022
Uno dei migliori affreschi del poeta russo Majakovskij.
5 reviews1 follower
August 25, 2025
Magnifique hommage à Maïakovski
(qui a infatigablement pris d'assaut les forteresses du statisme,
avant de s'écraser sur les inévitables écueils de la petitesse).
Profile Image for Julia Boechat Machado.
77 reviews60 followers
May 25, 2019
Quando Maiakóvski deu um tiro no coração, a reação da maior parte dos críticos russos foi de surpresa. Muitos diziam que ele era a última pessoa da qual se esperaria esse fim. Muitos falaram do seu amor à vida. Muitos viram isso como uma traição à causa revolucionária.
Seu amigo Roman Jakobson escreveu então A Geração Que Esbanjou Seus Poetas, em que ele mostra esse suicídio como o último de uma série de poetacídios em que se devastou toda a geração de prata da poesia russa - e vai mais além para mostrar como também os poetas da geração de ouro morreram cedo. Com isso, ele chega a conclusão de que é perigoso ser poeta na Rússia. Em nenhum país se levou a literatura tão a sério, em nenhum país tantos morreram por isso.
Ele também analisa os versos de Maiakóvski para mostrar que seu suicídio não foi nada fora de caráter, como queria a imprensa, mas o resultado de um processo longo e público.

“O fuzilamento de Gumilióv (1886-1921), a longa agonia espiritual e as torturas físicas levaram Blók (1880-1921) à morte, as privações cruéis e a morte desumana de Khlebnikóv (1855-1922), os suicídios anunciados de Iessiênin (1895-1925) e Maiakóvski (1893-1930). Assim pereceram, no curso dos anos 20 deste século, na idade de 30 a 40 anos, os inspiradores de toda uma geração. E cada um deles teve a nítida e insuportável consciência do irremediável.”
125 reviews7 followers
April 9, 2023
"Viktor Šklovskij scrive in memoria di Chlebnikov: 'Perdonaci per te e per gli altri che uccideremo... Lo stato non risponde della morte degli uomini, al tempo di Cristo non comprendeva l'aramaico e in generale non ha mai capito il linguaggio umano. I soldati romani, che inchiodavano le mani di Cristo, non sono più colpevoli dei chiodi. Eppure chi è crocefisso soffre molto'."
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