Kielce, città della Polonia sud-orientale, venne occupata dalle truppe tedesche appena pochi giorni dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale. I tedeschi incominciarono immediatamente le persecuzioni contro gli ebrei della cittadina (circa 24000 persone). Un ghetto venne instaurato nell'aprile 1941: furono ammazzati prima gli ammalati e gli orfani e poi vennero deportati a Treblinka gli ebrei che restavano. Alla fine della guerra rimanevano in città, soltanto due ebrei. Nei diciotto mesi successivi, circa 150 ebrei si raccolsero nell'ex edificio della comunità ebraica. Nonostante tutto ciò che era successo, gli ebrei furono vittime di un violentissimo pogrom. Il 4 luglio 1946, una folla inferocita attaccò i sopravvissuti, massacrandone 42 e ferendone una cinquantina. Quando l'ordine venne infine ristabilito, sette tra gli aggressori vennero condannati a morte. Nessun ebreo rimase a Kielce.
Adam Michnik, a leading force in the Solidarity trade union movement against communist totalitarianism, is the founder and editor in chief of the largest Polish daily newspaper, Gazeta Wyborcza, where he sometimes writes under the pen-names of Andrzej Zagozda or Andrzej Jagodziński. In 1966–1989 he was one of the leading organisers of the illegal, democratic opposition in Poland. A historian, essayist and political commentator, he is the recipient of many awards, including Knight of the Legion of Honour and European of the Year.