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Storia di Neve

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Neve Corona Menin, l'unica bambina nata nel gelido inverno del 1919, è una creatura speciale. Tutti lo capiscono quando, con il semplice tocco della sua mano, alcuni compaesani in punto di morte guariscono miracolosamente. In effetti Neve altro non è che la parte buona della strega Melissa - guardiana di un raccapricciante inferno di ghiaccio - tornata sulla Terra per riparare i torti commessi in vita. Il padre di Neve però non tarda a vedere in questo dono misterioso un'occasione per arricchirsi e organizza insieme ad altri cinici compari una serie di finti miracoli, che attirano schiere di malati pronti a pagare pur di ottenere la grazia dalla piccola santa e innescano una spirale inarrestabile di ricatti, violenza e delitti...

817 pages, Hardcover

First published January 1, 2008

25 people are currently reading
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About the author

Mauro Corona

58 books115 followers
Mauro Corona è nato nel 1950. Da ragazzo ha lavorato come boiscaiolo e cavatore. Fin da bambino ha cominciato a intagliare il legno. Lo scultore Augusto Murer ha intuito il suo talento e lo ha accolto nel suo studio di Falcade, dove Mauro Corona ha approfondito la tecnica e l'arte che gli ha permesso di diventare uno scultore ligneo conosciuto in tutta Europa.

Alpinista e arrampicatore, ha aperto numerosi itinerari sulle Dolomiti d'Oltre Piave e partecipato a diverse spedizioni internazionali.

Nel 1997 pubblica il suo primo libro "Il volo della martora". La scrittura diventa così un'altra delle sue grandi passioni, grazie alla quale è oggi annoverato tra gli scrittori più apprezzati in Italia.

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5 stars
165 (31%)
4 stars
160 (30%)
3 stars
123 (23%)
2 stars
47 (8%)
1 star
32 (6%)
Displaying 1 - 30 of 51 reviews
Profile Image for Evi *.
395 reviews308 followers
October 15, 2017
Libro feroce, stranissimo, intriso di una tale efferata cattiveria che pure a me che a volte non sono così indulgente con la natura umano ha lasciato stupefatta.
Poi però c’è la montagna e si riconcilia tutto: il bosco che parla a chi lo sa ascoltare, paesini sperduti lassù sepolti dalla neve in un inverno senza tregua, il ciclo delle stagioni, la fienagione in agosto e allora si riscatta quella spietata crudeltà che si cela ovunque anche nei piccoli presepi di montagna.
Per l’epilogo bisogna fare un piccolo atto di fede, ma il bello del libro sono le pagine che vengono prima, perché bello è bello, ma di una bellezza nerissima, crudissima, violenta, senza quasi possibilità di redenzione per la natura umana.
Quando lessi questo libro Mauro Corona era ancora un romito scrittore conosciuto dai pochi, non la star che è oggi, il propugnatore indomito di un new-style-life (e parodiato in maniera esilarante da un esilarante Crozza), a me però continua a fare simpatia anche così
Profile Image for Mariana.
142 reviews3 followers
August 25, 2010
Premessa - l'italiano non è la mia prima lingua e non sono cresciuta in italiana quindi sono cosciente del fatto che ho ancora tanto da imparare sulla cultura italiana.
Credo che questo sia uno dei motivi per cui ho avuto molte difficoltà con questo libro. La storia in sè è interessante ed abbastanza coinvolgente ma il tutto per me è rovinato da alcuni aspetti dello stile di scrittura. Il libro è ambientato in un paese di montagna, le descrizioni del luogo, del tempo, della natura e del atmosfera del luogo aiutono il lettore a trasportarsi lì con la mente. Purtroppo però, queste descrizioni, come molte parti della storia, vengono ripetute ad infinito. Credo che l'autore stia cercando di riprodurre lo stile del racconto orale, è facile immaginare un boscaiolo seduto accanto ad un fuoco a raccontare gli avvenimenti del libro ad un pubblico dagli occhi spalancati... per me come lettore rileggere le stesse frasi, le stesse descrizioni ed informazioni ha stancato molto, lo trovavo condiscendente.
In più mi sentivo spesso irritata dalla scelta del lessico - per esempio nelle descrizioni di scene di sesso tra i protagonisti veniva sempre usato il verbo "montare" (uomo a donna) per qualsiasi tipo di rapporto (di amore, violenza o altro).
Queste sono alcune considerazioni, sarei molto interessata di sentire altre opinioni sul libro per capire meglio se si tratta di una questione di cultura o altro..
Profile Image for Eileanór Bláth.
432 reviews19 followers
February 11, 2017
Non sono riuscita nemmeno ad arrivare a metà: mi spiace ma è lo stile di Corona che proprio non riesco a digerire. Questa è la terza volta che provo a leggere un suo libro e a questo punto penso sia meglio non tentare ulteriormente.
Leggendo, avevo la costante sensazione di avere a che fare con uno che potrebbe scrivere meglio, in modo un po' più ricercato, ma che vuole invece ricordarti di continuo che lui è uno di paese, un montanaro ruspante e via dicendo. E' uno stile forzato e ridondante, e la terminologia elementare non lo rende più genuino: semmai il contrario.
Profile Image for Marianna.
357 reviews20 followers
October 15, 2019
Questo romanzo dalle tinte un po' horror è una sorta di Malavoglia ambientato a Erto, nei monti del Friuli Venezia Giulia, uno dei luoghi più pericolosi e difficili per la vita di tutta l'Italia. È una specie di epopea della civiltà contadina, che viene raccontata in maniera molto veritiera e disincantata nel susseguirsi di alcuni eventi dagli inizi del Novecento al periodo post-bellico, passando per diverse generazioni tutte accomunate da alcuni personaggi e situazioni, in un ritratto della società dell'epoca poliedrico e multisfaccettato.
Corona ha uno stile particolare, un po' rustico, mi viene da dire, asciutto e senza fronzoli, che arriva subito diretto e sulle prime spiazza. Ma, a differenza di quanto avevo sperimentato da questo autore in altre letture precedenti, qui ho conosciuto anche il suo lato più poetico e lirico che prima mi era rimasto nascosto: è riuscito a comunicarmi l'amore per il suo territorio e le sue montagne, per quella vita "semplice" ma irta di difficoltà che ti temprano alla vita, per quelle tipiche persone "di una volta", magari all'apparenza un po' burbere ma in verità genuine e dal cuore d'oro, che hanno dovuto adattarsi ad una vita difficile sia per il territorio sia per le varie sfortune, ma che non esitano a condividere le pochissime fortune che hanno e sono sempre disposte a dare una mano a chi ne ha bisogno. Allo stesso tempo non è un libro buonista, niente affatto; anzi, per lo più dipinge l'essere umano nelle sue sfumature negative, senza risparmiare al lettore nessun particolare crudo, pur non esagerando, secondo me, in cattiveria. Ogni personaggio è credibile, ci si affeziona ad alcuni e si prova rancore per altri, proprio come nella vita reale. Inoltre gli eventi raccontati non stancano mai, c'è grande inventiva e variazione nei vari quaderni che compongono questo romanzo. Neve è il filo conduttore più che la vera protagonista, i cori principali sono multipli e per questo lo definirei un romanzo corale, anche se probabilmente è talmente particolare che sfugge a ogni definizione.
Riassumendo in una parola, direi che questo romanzo è un'opera vera, che ci parla della realtà sì attraverso una storia inventata, ma senza mai dimenticare le esperienze di vita vissuta.
Profile Image for Mirela.
200 reviews80 followers
March 20, 2021
Mi piaciuto tanto. Particolare e tuttavia, molto bello.
Profile Image for NonnaBaigia.
95 reviews7 followers
January 29, 2019
Era da un po' che non leggevo un libro cosi...gli ultimi letti non mi avevano lasciato nulla, riempiendomi di vuoto e togliendomi quella brillantezza da lettrice in cui mi crogiolavo già da un paio di anni. Passato lo svilimento iniziato da Pamuk eccomi qua a parlare di un libro partorito da uno scrittore cosi lontano dal Pamuk che mi ha fatto tirare un respiro di sollievo (Pamuk è un eccellente scrittore, ma passatemelo...che du bàl...). Tornando a Mauro Corona ci tengo a precisare che per una banalissima questione di superficialità non mi aveva mai convinto...a pelle, cosi, non mi è mai interessato ciò che aveva da dire, per cui non avevo mai preso in considerazione di leggere un suo libro. Altrettanto banalmente, a quanto pare, invece il mio destino ha incrociato per caso questo libro a casa dei miei genitori. Cosi per caso...vagavo alla ricerca di qualcosa da leggere, avevo bisogno di leggere qualcosa di fresco, di avvincente, qualcosa che ti tiene incollato alle pagine fino a che non crolli o fino a che qualcuno non ti chiede se sei "normale". Il libro era li sulla credenza, non si vedeva la copertina, ma quello che mi attirò era il suo volume (pochissimi libri cosi voluminosi non hanno attecchito su di me....penso che l'unico sia stato Anna Karenina...due scatole di libro che mi sono costretta a finirlo...mai più...), poi senza neanche leggere titolo e autore chiesi ai miei se l'avevano letto...entusiasti entrambi...baaaaam....difficile mettere d'accordo due persone che leggono cose completamente diverse. Due + due quindi fa sempre quattro, l'ho iniziato.
Storia avvincete e singolare, protagonista sarebbe tale Neve, ma in realtà non si può dire che sia lei la protagonista principale, perchè comunque ogni personaggio ha avuto il suo spazio e nell'insieme ciò che a me risulta è la storia di un paese sperduto nelle montagne friulane e vicino al torrente Vajont. Ciò che rende speciale questo libro è la descrizione viva, palpabile che fa Corona di queste terre che parrebbero dimenticate da Dio, ma che a me, cittadina non per scelta, ma per nascita e dovere, invece si avvicinano vagamente alla mia idea di Paradiso terrestre (personaggi a parte...credo che Felice l'avrei bruciato vivo già dalle prime pagine). Mi piacciono le persone ruvide , che si sanno fare gli affari loro, ma quello che mi piace ancora di più sono quegli inverni che non ti permettono di mettere il naso fuori di casa: fuoco, piumone, libri da leggere, tisane da sorseggiare e nessuno che ti rompe i coglioni (come direbbero loro). Ci metto la firma.
La descrizione del paesaggio e dei momenti storici, ambientato nella prima metà del '900, (la parte relativa alla Seconda Guerra Mondiale è talmente scritta bene che la rileggerei altre 100 volte, una descrizione cosi viva cosi realistica, cosi...ho pianto un sacco, mi si è strizzato il cuore, ma che dico, l'anima leggere queste pagine, ma ne valeva la pena, ogni singola lacrima...poche pagine ma intensissime!) hanno reso questo libro meritevole di entrare nella mia Top Ten SuperGold...ho paura che per Corona questa sia la sua unica possibilità, ma non voglio disperarmi o rassegnarmi alla superficialità, per cui leggerò un altro libro scritto da lui sicuramente.
Lo voglio consigliare a tutti, soprattutto a quelli che sentono un forte bisogno di natura, di territorio, di scoprire di più sul Bel Paese con tutte le sue tradizioni, leggende e storie raccontate dai vecchi.
Con tanto strazio ho amato questo libro e a breve non mancherò di andare a farmi un giro lassù.
Profile Image for Laura Jelenkovich.
Author 8 books39 followers
August 20, 2015
Ancor prima di finire il libro ero in dubbio se dargli 1 o 2 stelle, perché non volevo valutarlo in base al fastidio emotivo che mi ha generato, ma il più oggettivamente possibile. Alla fine ho optato per 1 stella per diversi motivi. Il romanzo per le prime 90 pagine mi è sembrato interessante, nonostante il linguaggio di Corona, così strettamente legato al dialettale, non sia il mio preferito. Ma mi son detta: è il suo stile, personale ed unico, quindi andiamo avanti. Alcune descrizioni sono estremamente poetiche, i boschi e le montagne sono descritti con lo stesso amore con cui ne parlava Dino Buzzati e a tratti mi è sembrato di rivederlo in questa storia. Poi è iniziato il dramma. Le descrizioni che all'inizio mi avevano colpito mi hanno colpito nuovamente come pugni nello stomaco di pesantezza. Centinaia di frasi sempre uguali, tediose e fastidiose. La ripetitività nell'uso dei nomi dei protagonisti e di quello che hanno fatto è ossessiva. Alla decima volta che mi parli di tizio, quello che è morto così o che lavorava cosa' mi annoio. Quando parli di pisciate, cazzi, figa, montate da bestie, bestemmie, topi, pantegani e bestiacci che divorano la gente alla fine mi disgusti. Quando bestemmi mi fai schifo. Ho perso il conto delle donne violentate. La storia di Neve parla di tutto tranne che di Neve. In 360 pagine passano 2 anni, in 20 quindici, in 3 ancora uno. Il linguaggio diventa progressivamente più volgare, inteso come triviale e del volgo, popolano. La trama è sconclusionata, i 12 patimenti di Neve sono robetta comparati a tutti gli omicidi e alla fine non vengono nemmeno spiegati tutti. Ad un tratto cose su cui l'autore si soffermava compulsivamente nella prima metà del libro spariscono, tipo il fuoco di San simone. Una cosa che ho notato è che nelle ultime 100 pagine la narrazione varia notevolmente, diventa sempre più dialettale, come se alla fine anche gli editor abbiano gettato la spugna, alzato bandiera bianca e detto basta, non ce la facciamo più! Compaiono espressioni che non erano state scritte prima, ripetute anche più volte nella stessa pagina, tipo a uso, che riempie gli ultimi capitoli. Insieme alla bestemmie nero su bianco. Mi vuoi dire che i paesani bestemmiano da far tuonare i cieli e già mi infastidisci, ma quando la bestemmia non è più ipotetica ma esplicita mi irrito. La scena tipo esorcista con Fiorina che fa e dice cose turpi è da far accapponare la pelle per la volgarità e la gratuità. La morte di Neve insulsa e ridicola. Offensiva per la protagonista. Insomma la trama ed il modo di dipanarla non mi sono piaciuti, ma la stella singola e' anche per le nette variazioni di stile e mancanza di coerenza all'interno di un romanzo da ben 900 pagine. 900 pagine di martirio, altro che quello di Neve. Lasciando l'oggettività posso dire che questo è decisamente il libro più brutto che abbia mai letto e non capisco le recensioni entusiaste. Fa cagare
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Letizia.
18 reviews1 follower
May 24, 2012
Mai letto niente di simile. Bello, bello, bello! Se non vi farete scoraggiare dalla lunghezza del romanzo avrete tra le vostre mani un libro incredibile. Finitelo e sarete frastornati.. di una durezza estrema, totale...a tratti si fatica a sostenerne la lettura... Attraverso uno stile, che non esito a definire unico, scoprirete l'indubbia capacità di Corona, nell'esaltare l'eterna diade Bene e Male; calata in atmosfere che oscillano tra l'horror e il mistico.. Assolutamente imperdibile!Gustatevi ogni pagina.. tra grottesco e fiabesco... questo libro è tutto.
Profile Image for Isabella Perego.
54 reviews1 follower
September 5, 2017
Credo che sia il libro più brutto che io abbia mai letto. Ho odiato tutto. Lo stile, la storia, le ripetizioni ridondanti di questo scarso e sopravvalutato autore che se la tira in ogni pagina sproloquiando sui montanari, il sesso e i topi che ammazzano la gente. E ci ho provato eh.. davvero! Ho retto fino alla 822sima pagina e poi ho detto : vaffanculo.
Profile Image for Mara.
353 reviews
November 22, 2010
E' il primo libro che ho letto di Mauro Corona e non sarà sicuramente non l'ultimo. L’ho trovato cosi avvincente da non riuscire a staccarmi fino alla fine, nonostante la sua mole e qualche piccola ripetizione qua e la. E’ un libro unico, allo stesso tempo epico e poetico, tragico e romantico, è estremamente realistico (anzi in molti punti è crudo fino all’eccesso) e contemporaneamente pieno di fantasia. Bellissime le parti descrittive del contesto naturale che fa da sfondo e filo conduttore a tutte le storie, anzi la natura talvolta sembra la vera protagonista del libro: inverni “da castigo”, che durano otto mesi l’anno, l’estate che riempi la restante parte dell’anno, i boschi e i colori delle foglie, il fiume Vajont, i fuochi che festeggiano l’inizio dell’inverno e della primavera.
Profile Image for Matteo Fulgheri.
Author 2 books22 followers
August 30, 2022
Prima rilettura da quando uscì anni ed anni fa. Esattamente come ricordavo è triste e bellissimo, meraviglioso e brutale. Un vero Capolavoro...
Profile Image for Mariateresa.
866 reviews17 followers
June 30, 2021

Chiudo il libro e penso: “ Storia di Neve” cos’è? È la storia di una ragazza magica destinata a morire giovane? Una fiaba? Una storia di quelle antiche con un piede nella realtà e l’altra nel folklore? La storia di una comunità montana?

Per lo più è un grande quadro della vita del paese di montagna dove Neve nasce, cresce e muore, un affresco di un’umanità spregevole, bestiale, disgustosa.
Uomini e donne pieni di malvagità, di smania di potere e denaro, e gonfi vino, incapaci di pentirsi del male fatto e inclini alla brutalità,alla violenza e lasciarsi andare agli istinti più bassi e bestiali (Felice, Fiorina, le matte Accione, ecc..). Rarissime le eccezioni (Matteo, Valentino,Maria)
Le ultime parole di don Chino, che definisce la comunità un gruppo di malvagi balordi, ben descrivono quella risma di gente che ben starebbe in un girone dell’inferno.
E in effetti è lì che li aspetta la strega Melissa, di cui si apprende la storia proprio all’inizio – ed è uno dei capitoli più interessanti- grazie al “sogno” di Matteo.

Un quaderno dopo l’altro ( la narrazione è divisa in quaderni di scrittura dove Corona spiega a che punto è arrivato e dove vorrebbe arrivare) è tutto un susseguirsi di omicidi, stupri, furti, e delle vendette che ne derivano, in un circolo vizioso che nemmeno la morte interrompe perché quel che è stato fatto in vita verrà ripetuto dall’altra parte.
Come dicevo, di Neve Menin c’è poco e quel poco fa intristire: è la parte buona della strega Melissa, tornata sulla terra per riparare al male fatto. Ma la sua bontà non farà altro che farla soffrire ancora di più, fino a quell’epilogo che la vede sciogliersi per amore, dopo che i più malvagi (in primis suo padre) sono morti, e tornare a ricongiungersi con lo spirito della strega che è all’inferno a torturare chi le ha fatto del male.



Se “neve” lo si legge minuscolo, non più come nome proprio della protagonista – che poi “protagonista”, le parti che la riguardano saranno sì e no 200 pagine a dir tanto- , ma come nome comune, allora diventa un titolo più calzante: la neve cade su tutti, indifferentemente. Abbraccia l’intero villaggio, buoni e cattivi, giusti e disonesti, preti e streghe. Arriva con l’inverno e se ne va con la primavera, ma tornerà ancora proprio come si ripeteranno le azioni degli uomini.
Neve bianca e pura che si contrappone all’anima nera dei montanari e all’inferno che li aspetta.
In questo senso il titolo è perfetto.

Il bianco, la purezza, la quiete. Tutto quello che manca a questo libro che non sono riuscita ad apprezzare in pieno.
L’ho trovato “troppo”: troppo lungo, troppo ripetitivo, troppo pieno di bruttezza e oscurità.
Troppo scabro nel linguaggio (che non so se sia una scelta stilistica per rendere la ruvidezza della gente di quelle montagne o meno), troppo dispersivo.
Forse è così perché è stato uno dei modi dell’autore di smettere di bere (come racconta tra un quaderno e l’altro), per tirare fuori i propri mostri e per restare in riga. Ma si sente che ci sono momenti in cui si è “perso” e/o ritorna a battere lo stesso chiodo.
Lo posso dire? Lo dico: “e che palle!!!”

Avevo adorato “la casa dei sette ponti” e mi immaginavo qualcosa di simile, e invece le mie aspettative si sono sciolte come Neve al cospetto di Valentino.
(che tra l’altro sembra fare una fine orrenda. E a fine libro ricompare in modo un po’ forzato per trasformarsi in un albero)
Quindi, mi spiace, ma il mio voto è una stella.
Se vi piacciono le storie di montagna, c’è molto di meglio in circolazione, anche dello stesso autore.
Questo, che dovrebbe essere una specie di fantasy, manca il bersaglio: alla fine il narratore/ autore dice di aver riportato la storia di Neve così come è riuscito a ricostruirla e spera che non gli capiti nulla di male, dato che chiunque ha parlato di Neve e del paese, ha fatto una brutta fine.
Insomma, è a metà tra una leggenda e una fiaba, ma senza essere pienamente l’una o l’altra.

C’è poco da aggiungere. Finisce dritto nella rubrica: #tisconsigliounlibro.

Buone letture e alla prossima!

citazione: " non siete capaci di perdonare, non sapete neanche cosa vuol dire lasciar perdere. Magari andate a messa (...) ma non vi hanno insegnato a perdonare" (il vecchio della segheria al Zonfo.)
3 reviews
January 6, 2021
Una scoperta eccezionale. Corona é in grado di bilanciare picchi di efferata cattiveria a picchi di pura dolcezza. La meschinità della natura umana è il fil rouge del romanzo, l'unico modo per tenerla a bada é l'amore: l'amore in ogni sua forma, che regala e distrugge. Un romanzo per certi versi struggente, a leggerlo a volte viene voglia di chiudere e prendere un lungo respiro, per affrontare la difficoltà di quelle pagine; la descrizione di quel luogo aspro e maledetto viene fuori dal profondo dell'autore e si sente tutto il suo odio/amore per quei pendii. Sorprendente
Profile Image for Alessia duegemelletantilibri .
181 reviews6 followers
October 22, 2023
Non me lo aspettavo così!

Vi è mai capitato di leggere la trama di un libro e poi scoprire che il contenuto è diverso da come ve lo eravate immaginato?

A me succede più spesso di quanto vorrei, ma in questo caso sono rimasta piacevolmente, o forse dovrei dire stranamente, sorpresa.

Mi aspettavo sì, una sorta di fiaba fantasy ma non così oscura e feroce condita da molteplici dettagli raccapriccianti e espressioni ingiuriose.

Lo stile di Corona non è sicuramente uno dei più fluidi. La sua è una penna dialettale, ricca di termini tipici di un piccolo paesino.
Inoltre è molto ridondante ed esplicita.

Da trama sembra che la storia si concentri su una sola persona, Neve, bambina miracolo capace di guarire gli uomini con un solo tocco della mano, ma in realtà non è così. Non solo Neve compare poco ma non è nemmeno il vero motore del romanzo. Questa storia ambientata negli anni '90 e lunga ben 800 pagine viene timonata da tutto il paese e dai suoi abitanti.
Abitanti uno più orribile dell'altro, tutti scorbutici, avari, poveri, disonesti, violenti e terribilmente volgari. Corona si sofferma su molti di loro, raccontandone i crimini e le disgrazie.
Tra un abitante e l'altro compare il padre di Neve, delinquente patentato e personaggio più caratterizzato di tutto il romanzo, il quale decide di arricchirsi truffando gente con finti miracoli utilizzando la figlioletta.

Vendetta, morti, truffe, copulamenti e topi sono i mattoni che costruiscono questa storia tragicomica, ricca di usanze e credenze, rendendola a mio avviso davvero unica e avvincente.

Primo libro che leggo di Corona direi un successone!
Profile Image for Il Rospo Lettore.
197 reviews5 followers
December 31, 2017
Storia di una ragazza "speciale" nel paese di Erto, dove magia e realtà si fondono all'ombra delle montagne e dei boschi, laddove la Natura (o Dio stesso) segue i suoi ritmi millenari poco curandosi dei piccoli uomini che vivono sulle sue pendici. Streghe e demoni, fattucchiere, boscaioli, pastori, mercanti avidi e senza scrupoli, matti e solitari che vivono nelle anse del fiume Vajont, preti maneschi e armati (assolutamente lontani dal cliché televisivo di Don Matteo), delitti e situazioni horror (il terribile cane Diavolo...) fanno da cornice all'esistenza terrena di una bambina (e poi donna) nata sotto una spaventosa nevicata, che fa di tutto per fare del bene in un mondo che di bontà ne ha davvero poca. Da leggere per chi ama la montagna e le vicende "fiabesche" che riescono a incidere le immutabili rocce. Non crediate, però, di trovare una favoletta "bella e buona, politicamente corretta". Come le favole dei fratelli Grimm, crudeltà e orrore scaturiscono per inquietare e far riflettere.
5 reviews
August 11, 2021
Non riesco davvero a capire con quale spirito o con quale intento sia stato scritto. Scritto benissimo, lo ho divorato, ma solo con la speranza di trovare una svolta ad una storia davvero cruda, puerile addirittura animale.
Profile Image for Giorgia Saolini.
Author 6 books39 followers
September 24, 2025
Questo libro è stata, senza mezzi termini, una grande delusione. Entravo nella lettura con aspettative alte: l’ambientazione sembrava promettere un mix intrigante di atmosfere cupe e suggestive, con quel tocco di soft fantasy che raramente stona e che, anzi, in genere riesce a dare corpo e fascino alla trama. I primi capitoli confermavano questa impressione positiva: lo scenario era descritto con cura, i toni erano quelli giusti per trasportarmi in un mondo diverso dal nostro, e persino la protagonista sembrava destinata a un percorso avvincente.

Poi, però, è arrivata la vera caduta. Il difetto più grave del libro è di ordine strutturale e riguarda il ritmo della narrazione. Siamo messi a conoscenza del fatto che la protagonista, Neve, vivrà 29 anni: una prospettiva ampia, che lascia immaginare un grande affresco narrativo in cui si possa osservare la sua crescita, le sue prove e la sua evoluzione. Ma a questo punto arriva la frustrazione: delle quasi tre decadi che compongono la sua vita, ben 400 pagine vengono dedicate soltanto al suo primo anno. Un anno! Capite anche voi che una proporzione simile non è sostenibile. La lettura si trascina, si appesantisce, e a lungo andare diventa faticosa, quasi estenuante. Non si tratta di un dettaglio marginale, ma di una vera zavorra che mina la struttura stessa del romanzo.

Anche cercando di ignorare questa sproporzione, ci si scontra con un altro problema: i personaggi. Nessuno di loro riesce a lasciare davvero il segno. Sono figure appena abbozzate, superficiali nella caratterizzazione e prive di quella profondità che rende memorabile anche un personaggio secondario. Terminato il libro, mi sono reso conto che non solo non mi ero affezionato a nessuno, ma addirittura facevo fatica a ricordarne i tratti distintivi. È come se fossero stati lì solo per riempire la scena, senza mai conquistare un ruolo vivo e pulsante nella narrazione.

A questo si aggiunge un elemento che, lo ammetto, è più soggettivo ma non meno importante: le morti improvvise, aleatorie e violente. Un certo grado di crudezza non mi disturba affatto quando è coerente con il contesto e contribuisce a rendere realistica o intensa la vicenda. Ma qui no: qui mi sono sembrate inserite quasi a caso, senza una funzione reale se non quella di scioccare per qualche pagina. E se a questo aggiungiamo che non avevo sviluppato alcun legame emotivo con i personaggi, l’effetto è stato soltanto quello di infastidirmi e stancarmi ancora di più.

In definitiva, un libro che aveva tutte le carte in regola per catturarmi e che invece si è rivelato un’esperienza frustrante. L’inizio lasciava intravedere un potenziale notevole, ma si è perso strada facendo in scelte narrative poco felici e in una gestione del ritmo e dei personaggi che definire deludente è dire poco. Non posso che considerarlo un’occasione sprecata.
Profile Image for Martina.
208 reviews6 followers
December 30, 2023
Tempo fa avevo scritto in una recensione che i libri così lunghi o si amano o si odiano, non c'è via di mezzo.

Ecco, mi rimangio quello che ho scritto.

Questo libro non l'ho nè amato nè odiato, è stata una lettura a suo modo piacevole ma non ha lasciato il segno.

Mi è piaciuto lo stile narrativo di Corona e la sua descrizione della montagna, per cui penso che leggerò altri libri di questo autore.

A parte questo, mi è risultato tutto troppo piatto. I personaggi in primis, non hanno una propria individualità ma risultano un'unica entità collettiva che pensa e agisce allo stesso modo. Ogni volta che sembra di imbattersi in qualche eccezione, si rimane subito delusi quando il soggetto in questione si rivela l'esatto omologo di tanti altri precedenti, tutti fatti con lo stampino. L'unico personaggio che si distacca da questa massa informe, Neve, per più della metà del libro viene solo nominata, e nella parte restante viene descritta in modo talmente debolmente che non si riesce proprio a entrare in sintonia con lei.

Lo stesso dicasi per la trama. Un libro così lungo dovrebbe avere un'evoluzione, sia come susseguirsi di eventi, sia come crescita dei personaggi. In questo romanzo, nulla cambia e nulla si evolve:
I personaggi rimangono tali e quali dall'inizio fino alla fine della storia, senza neanche un accenno di cambiamento e gli eventi che su susseguono sono tutti ripetitivi e lasciano il tempo che trovano, non c'è un colpo di scena che sia uno.

Insomma, una lettura che non è del tutto terribile ma non lascia neanche il segno.

La trama, non ha una vera e pro
Profile Image for BuzzBuzz.
212 reviews1 follower
April 21, 2019
Una certa dose di iperrealismo violento in prosa che non piacerà a tutti.

Ne sono tutt'ora spiazzata. Lo stile di Corona è vivo, difficile descriverlo in altro modo. Potente, limpido e probabilmente tanto vero da irritare. Realtà e fantasia sono componenti presenti in parti eguali, e le figure così vivide e di impatto utilizzate dallo scrittore restano impresse. L'attenzione è mantenuta per tutto il romanzo, che è piuttosto lungo: attorno alle 800 pagine; una delle cose che mi ha lasciata più sorpresa. La vita, gli eventi annuali vissuti da tutti i compaesani, le tradizioni, leggende tramandate in un piccolo villaggio di montagna.

Interessante, ma personalmente mi ha lasciato disorientata.
Profile Image for Kuruccha.
42 reviews15 followers
May 4, 2021
Più di 800 interminabili pagine, distribuite nello spazio di quasi tre mesi, eppure ogni volta che riprendevo in mano questo libro rientravo immediatamente nella trama, nei personaggi, nell'atmosfera. Per me è questa la cosa più incredibile: a conti fatti, "Storia di Neve" è un racconto orale sotto forma di libro, quasi come se a narrartelo fosse la vecchia del paese alla sera davanti al camino e tu fossi lì a sentirla dire che il tale che è partito in guerra aveva un cugino che lavorava nella segheria del tizio la cui sorella ha sposato talaltro. Annuisci e pensi che non te li ricorderai mai, invece non li dimentichi più. Ecco, uguale.
Profile Image for PaoPao.
54 reviews2 followers
December 30, 2018
un bell’esempio di letteratura Gore in italia. C’è un morto ammazzato ad ogni capitolo, cannibalismo, magia nera, stragi, castighi divini e una cattiveria da far spaventare il diavolo. Poi la gente si lamenta che “è troppo insommina perdincibacco i valory very della montagna” MA INSOMMA OH ANDATE A LEGGERE POLLYANNA
7 reviews
August 26, 2023
L’impatto con questo scrittore e’ molto forte. L’ho conosciuto, prima del personaggio mediatico, con questo romanzo che non può lasciare indifferenti. E’ un insieme sorprendente di fiaba, sentimento, orrore, brutalità, ignoranza, saggezza. Narrazione con i toni del parlato, molto accattivante, tanti personaggi e immagini che accompagnano per sempre.
500 reviews5 followers
May 11, 2020
Paurosamente bello.
Paurosamente per il buco nero che ti si apre davanti quando provi a guardare quello che descrive.
Bello perché lo descrive con la stessa oggettività amorosa (non è un controsenso) con la quale descrive la natura.
E il buco allora si fa più nero, se pensi che possa essere reale..
4 reviews
February 3, 2022
una storia cruenta, soffocante, travolgente e immensamente magica. I dettagli di Mauro Corona sono unici, con un idioma tutto suo e che fa anche sorridere; leggi e nel frattempo ti ritrovi a fare una chiacchiera con dei boscaioli.
Profile Image for Raffaella.
208 reviews4 followers
December 27, 2023
Storie di montagna, crude, secche o umide a seconda della stagione. Animali e flora hanno menti e braccia per ascoltare, escogitare, vendicare.
L’ignoranza della gente si nasconde nella verghiana magia cattiva.
Vero e graffiante, ma sopratutto onirico.
Profile Image for Andrea.
8 reviews
August 25, 2019
Noioso, di certo i voli di fantasia misto a realtà sono poco adatti allo stile di Corona. Preferisco quando parla dei suoi mobti.
Profile Image for Eleonora Monti.
42 reviews
September 25, 2019
Credo che questo sia in assoluto il miglior libro di corona, è una storia incantevole, scritto benissimo, bello per davvero ✨
Profile Image for Emanuela M..
55 reviews
October 5, 2019
Molto bello sin dall'inizio.
Una bella storia e un Corona che non delude, neanche questa volta.
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