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Le rondini di Montecassino

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Montecassino, 1944. Per quattro mesi gli alleati tentano di sfondare le linee tedesche. Su quel fronte terribile non sono impegnati solo americani e inglesi, ma anche truppe di altri continenti che il vortice della guerra mondiale ha risputato in Ciociaria: indiani, nepalesi, magrebini e persino un battaglione di maori della Nuova Zelanda. Ci sono i polacchi, un esercito di ex deportati del Gulag che combattono in terra straniera per la libertà da Stalin e da Hitler. Fanno parte di quella strana compagine anche un migliaio di ebrei, che imbracciano le armi per il puro diritto a esistere. E ci sono i civili, tra due fuochi. Chi erano quegli uomini che, pur dalla parte dei vincitori, vanno incontro a un destino di vinti? E quali segni ha lasciato l’immenso sconvolgimento della Seconda guerra mondiale?
Helena Janeczek cerca di rispondere con un affresco di storie che, ricongiungendo il passato al presente, nascono sia dall’invenzione, sia dallo scavo nella memoria più personale. Partendo con un taxi da Milano, incontriamo John Wilkins, sergente texano, Rapata Sullivan, nipote di un veterano maori, Edoardo e Anand, ragazzi cresciuti a Roma che a Cassino vanno per spirito di avventura, e ancora, Irka, fuggita dal ghetto per ritrovarsi in Siberia dove finisce anche il soldato Milek, reduce ebreo-polacco, morto a Milano senza trasmettere ai suoi figli un’esperienza fatta di orrore e di coraggio.

368 pages, Paperback

First published April 1, 2010

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About the author

Helena Janeczek

28 books63 followers
Helena Janeczek (Monaco di Baviera, 1964) è una scrittrice e giornalista tedesca naturalizzata italiana.
Nata a Monaco nel 1964 da una famiglia di ebrei originari della Polonia e naturalizzati tedeschi attualmente vive in Italia dal 1983, dove ha pubblicato una raccolta di poesie in tedesco ed è lettrice per Mondadori della sezione Letteratura straniera.

Lezioni di tenebra - ampiamente autobiografico - è uscito in prima edizione per Mondadori nel 1997 ed è stato ripubblicato nel 2011 da Guanda. Il libro ha vinto il Premio Bagutta Opera Prima. Del 2002 è il romanzo Cibo. Segue, per il Saggiatore, Bloody Cow, storia di Clare Tomkins, la prima vittima della malattia di Creutzfeldt-Jakob, comunemente nota come "mucca pazza".

Per Guanda ha pubblicato il suo ultimo libro Le rondini di Montecassino, per raccontare la presenza di polacchi, pachistani (e altre nazionalità dimenticate) a una delle battaglie più cruente della seconda guerra mondiale. Di recente il romanzo è stato tradotto in altre lingue.

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Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Wu Ming.
Author 38 books1,309 followers
December 29, 2010
WM4: Le Rondini di Montecassino è un potente oggetto narrativo a metà tra il romanzo e la ricostruzione storica documentale. Biografie reali si intrecciano a quelle di personaggi contemporanei immaginari ma verosimili. Il rischio in questi casi è sempre lo stesso: i personaggi desunti dalle cronache risultano inevitabilmente più forti di quelli immaginati; le storie del passato si stagliano sulla pagina in maniera più nitida e forte di quelle contemporanee. Credo che valga anche per il libro della Janeczeck, davanti al quale nondimeno mi tolgo il cappello. Il libro ci parla di quanta storia ha attraversato l’Italia senza essere registrata o celebrata dalle cronache ufficiali, ma restando magari nella memoria viva o nel rimosso collettivo (perfino in un paradossale “rimosso monumentale”). Dalla Nuova Zelanda alla Polonia, dalla Siberia alla Palestina, la globalizzazione ante litteram provocata dalla guerra mondiale ci viene raccontata e viene riconnessa al presente. La sensazione forte che ho alla fine è che la storia, quella storia e quelle storie, siano ancora tutte qui.
Credo che uno dei punti di forza della storia raccontata stia proprio nel restituire la “mondialità” del contributo bellico. L’appennino Tosco-Emiliano-Romagnolo è costellato di cimiteri del Commonwealth, americani e polacchi. Sappiamo che alla lotta contro i nazi-fascisti in Italia hanno partecipato contingenti di ogni angolo del globo, eppure molto raramente tale contributo è stato rappresentato dalla narrativa o dal cinema. Del resto, prima che Peter Weir girasse Gli anni spezzati - Gallipoli, poco o niente era stato raccontato sull’analogo contributo di sangue versato dalle truppe coloniali nella guerra mondiale precedente.
La retorica dei liberatori - e in parte anche dei liberati - si è concentrata, per ovvie ragioni politiche, sullo sforzo anglo-americano e sovietico. Ma i cimiteri parlano chiaro. Nel mio primo intervento in questo thread ho usato l’espressione “rimosso monumentale”, perché sembra assurdo che si costruiscano cimiteri militari per poi dimenticarsene. Alle porte di Bologna, la città in cui vivo, c’è un grande cimitero di guerra polacco, ma se uno non fa mente locale è un po’ come se non ci fosse (mentre il sacrario dei caduti partigiani è in Piazza Maggiore ed è, giustamente, ineludibile). Ricordo che molti anni fa mi trovai per caso in un paese sul crinale appenninico, Castiglione dei Pepoli, e mi imbattei in un cimitero di guerra Sudafricano, che contiene ben 500 tombe. Chi l’avrebbe mai detto? Mi sono ricordato di quanto la cosa allora mi avesse colpito proprio mentre leggevo Le Rondini di Montecassino. Ecco i cimiteri dei “coloniali” sono un po’ nascosti, sperduti sui monti, o in periferia. Non può essere casuale.
Vorrei inoltre aggiungere qualcosa sulla torsione finale del romanzo, senza “spoilerare”. Alla fine il romanzo della Janeczek diventa una riflessione sul rapporto col padre, con i padri, combattenti e non, e con la memoria che hanno voluto o non voluto tramandarci. E’ appunto una torsione repentina, quasi una brusca epifania, che però manda a posto tutte le caselle del quadro in un colpo solo e rivela il vero tema del romanzo, per altro preannunciato all’inzio, in quella sorta di prologo che si intitola, non a caso, “Prima della battaglia”. La dedica è “A mio padre e a mio figlio”. Due figure maschili, in mezzo alle quali si colloca una donna, l’autrice e, ovviamente, la sua alter ego narrativa, la detective che ricompone e ripercorre i sentieri che dal resto del mondo conducono a Montecassino e ritorno.
Su tutto questo sto ancora rimuginando, ma è davvero un romanzo miniera.
Profile Image for Anfri Bogart.
131 reviews14 followers
June 2, 2019
Non è un libro facile. È la narrazione sofferta di cosa è stato Montecassino, battaglia fondamentale per lo sfondamento della linea Gustav. È stata una battaglia simbolo anche perché hanno partecipato eserciti provenienti da ogni parte del globo, in questo libro viene ricordato fra tutti il contributo dei soldati maori, partiti 2 anni prima dalla Nuova Zelanda per venire a liberare un paese a loro completamente sconosciuto. Sono cose incredibili realmente accadute e poi pressoché dimenticate, Janeczek le riporta alla luce e fa un lavoro molto accurato per cercare di comprendere cosa può aver significato (allora e ancora oggi) per un maori venire a morire in Italia in una guerra non sua. Poi soprattutto questo libro serve a raccontare un'altra storia pazzesca, quella dell'esercito polacco in esilio, l'odissea di un popolo schiacciato nella tenaglia del nazismo e del comunismo, e ancora il destino particolare degli ebrei polacchi, veri reietti della storia. Non è facile raccontare queste cose e Janeczek non ci risparmia nulla. Ma la sua fatica nel comprendere è anche la nostra e non mi dispiace di aver arrancato nella lettura di queste pagine dense e complesse, non c'è un modo più facile per affrontare questa storia.
Profile Image for Rubenovik.
86 reviews
March 2, 2020
Empece a leer este libro por accidente y a la mitad de este tuve que tomar la determinacion de continuar o parar. Me alegro de haber continuado. En mi resolucion de leer un libro de cada pais consegui por ahi este libro de la autora Helena Janeczek supuestamente de Monaco. Francamente no se donde encontre que ella es de ese pais. Eventualmente a la mitad de la lectura me di cuenta de que ella nacio en Alemania y luego se mudo a Italia, pero con fuertes raices Polacas (o algo asi). (Creo que me di cuenta de ello cuando me empece a preguntar cuando iria a aparecer Monaco en la lectura). Una lectura de altas y bajas. Bajas cuando se concentraba en el relato del tiempo presente y debido al estilo narrativo un poco dificil para mi, pero con muy fuertes altas en la narracion de los eventos durante la guerra y postguerra. No pude dejar el libro cuando leia y entendia acerca de los horrores por los que tuvieron que pasar hombres y mujeres en aquellos tiempos, especialmente la comunidad judia y polaca. Los libros de historia no cuentan este tipo de situaciones tan detalladamente. Leer este tipo de libros nos deberia abrir los ojos para que nunca mas hubiera un conflicto entre humanos y mucho menos de esta magnitud.
Profile Image for Fernando.
264 reviews29 followers
May 7, 2020
Alrededor de un tema muy interesante y unas cuantas ideas muy inteligentes, la escritora construye una historia que que discurre por varios caminos y que muchas veces me fue casi imposible conectar. El libro por momentos vuela muy alto, pero muchas veces a penas se arrastra. Pude sentir y apreciar el gran esfuerzo de la autora por escribir una historia super original con una estructura innovadora, alrededor de unos hechos históricos que valen la pena conocer y reflexionar. En ocasiones creo lo logra, pero demasiadas veces siento que el libro se dispersa demasiado.
Profile Image for Roberto Cruz.
19 reviews1 follower
May 31, 2020
Excesivas digresiones . Un mosaico que no supo unir .
Profile Image for Francyy.
711 reviews73 followers
September 27, 2015
Alternando romanzo a saggio storico illustra una parte della storia italiana, europea e mondiale trascurata da molti. A Montecassino hanno combattuto truppe provenienti da molti Stati, il libro parla in particolare dei polacchi e dei Maori della Nuova Zelanda, sulle cui orme giungono ai piedi del'abbazia i nipoti, studenti liceali che visitano i cimiteri in cui sono sepolti i loro connazionali. Ben poco si legge della guerra, forse questo è elemento più debole del libro
Profile Image for Elalma.
948 reviews109 followers
June 16, 2012
L'ho trovato noioso e poco organico.
81 reviews
January 12, 2018
Magistral construcción del Recuerdo de la guerra en la cotiadaneidad de los actores y sus descendientes. Las partes de ficción se mezclan con naturalidad con las históricas y también con las autobiográficas de la autora.
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