Negli ultimi tempi è in corso una profonda riflessione sulla figura dell'eroe, come ci è stata tramandata dai miti classici e dalla "Poetica" di sulla sua crisi, sulla sua decadenza o esaurimento, sul suo "lato oscuro" e nondimeno sulla sua necessità. Smontare la figura dell'eroe nei suoi aspetti odiosi e deteriori, per riconnotarla, sembra necessario e soprattutto stimolante. Chi è, in fondo, l'"eroe" oggi? Come raccontare di un eroe che però non sia... quell'eroe? Che possa, cioè, essere identificato e ricalato nell'agire sociale quotidiano? Si tratta di riempire quella "sfera d'azione" (anche etica) con gesti sensati, emblematici, fecondi per la comunità. Ma dove trovare le basi per ricostruire l'eroe/eroina? Con quale lanterna farci luce mentre lo/la cerchiamo? Porre queste domande è fondamentale, ed è il campo d'azione di questo volume di Wu Ming 4. L'obiettivo è di verificare se gli elementi classici in base ai quali la storia e la mitologia hanno identificato il profilo dell'eroe abbiano ancora un senso per noi, possano cioè ancora parlare alla nostra ragione, ai nostri sentimenti, anche in relazione alla drammaticità del vivere contemporaneo, che richiede sempre più prese di posizione in prima persona. Una ricerca sul campo, densa di echi letterari, sociali, psicologici, etici, un libro a tutto tondo firmato Wu Ming 4.
Wu Ming 4 is a member of the Wu Ming collective. Wu Ming 4 devoted many writings to J.R.R. Tolkien (including a novel entitled Stella del mattino), took part to several public inititatives in the field of Tolkien Studies, and edited an Italian critical edition of Tolkien's The Homecoming of Beorthnoth, Beorhthelm's Son.
Parte della mia ammirazione per i Wu Ming è dovuto al metodo di lavoro con cui approfondiscono un àmbito tematico tanto con gli strumenti della narrativa quanto quelli della critica, di modo che romanzi, saggi e Unidentified Narrative Objects rientrino in un medesimo cluster tematico. I risultati, a dirla tutta, mi sono spesso sembrati più interessanti nella saggistica che nella narrativa, e un professore di italianistica della mia università rivolgeva perciò al collettivo la critica di predicare bene e razzolare male. Io trovo che i Wu Ming siano sempre stato coerenti nel definirsi artigiani della narrazione; e d'altro canto, considerata la mia formazione e i miei interessi, un testo come questo è gratificante di per sé.
Stella del mattino, il romanzo solista di WM4, era un ritratto dei War Poets, la generazione di letterati che aveva vissuto in prima persona la Grande Guerra, e che aveva cercato di elaborarne il trauma collettivo anche con la poesia e la narrativa. Nonché, come appunto ha dimostrato WM4, con il mito. Una breve lista di nomi, pur prescindendo da quello di T.S. Eliot, è sufficiente a dimostrare quanto fosse profondo il bisogno postbellico di mitopoiesi: C.S. Lewis, J.R.R. Tolkien, e forse su tutti Robert Graves, prima poeta e poi autore del Golden Bough della sua generazione. E c'è di più: perfino Thomas Edward Lawrence, personaggio centrale di Stella del mattino e più noto come Lawrence d'Arabia, con The Seven Pillars of Wisdom ha scritto, secondo WM4, più un romanzo epico che un memoriale di guerra.
Dall'approfondimento di questo contesto storico, umano e letterario, WM4 ha ricavato una serie di saggi e conferenze (uso dei termini sostenuti ma pertinenti), spesso reperibili sul sito del collettivo; in particolare studi approfonditi sull'opera di Tolkien, in collaborazione tanto con il collettivo romano R.A.S.H. che con l'Associazione Romana di Studi Tolkieniani, unendo come sempre militanza di strada e rigore testuale, e smontando puntualmente l'uso strumentale che gli evoliani italiani hanno lungamente fatto di Tolkien. Lo studio su questo autore è culminato nella pubblicazione di Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm, testo finora bistrattato in Italia, nel quale Tolkien non solo critica l'ideale nordico dell'eroismo, ma dimostra che questa critica era presente già negli stessi poemi sassoni sui quali quell'ideale è fondato.
E questo è il nodo centrale: l'ideale eroico. WM4 tira le fila degli argomenti che ho finora esposto, e il risultato è L'eroe imperfetto. Il testo contiene tre saggi.
Da Camelot a Damasco In cui si dimostra come T.E. Lawrence abbia costruito la propria immagine di "prima icona pop moderna" e abbia usato la propria cultura oxoniense e archeologica per proiettarsi in una dimensione epica ed eroica ma non priva di ombre e, com'è ovvio, di manipolazioni.
Un giorno a Maldon In cui si narra della battaglia di Maldon, nella quale il pirata norvegese Olaf Tryggvason (futuro re di Norvegia) ammaliò il conte sassone Byrhthnoth con la promessa di una morte eroica sul campo di battaglia, guadagnando la prima storica vittoria dei vichinghi in terra inglese e aprendo la strada al "giogo normanno" e ai regni vichinghi. Il poema sassone The Battle of Maldon, monco di incipit ed explicit a causa della perdita del foglio esterno, ha suscitato l'attenzione e l'ésprit narrativo di ben due letterati con la passione per l'Old English: Borges e Tolkien. Entrambi hanno voluto immaginare la possibile conclusione del poema.
L'eroe e la Dea Il saggio più lungo, da solo occupa i due terzi del totale. In cui l'Aiace di Sofocle, il Sir Gawayn and the Green Knight di cui Tolkien era stato curatore, il romanzo d'esordio di Steinbeck (!), e The Lord of the Rings vengono letti attraverso un medesimo filo tematico: un modello eroico "alternativo" a quello patriarcale, rispettoso del divino femminile caro al già citato Graves.
Queste pagine sono profonde, intelligenti, sorprendenti. Ma del resto, questa è la norma con i Wu Ming.
Abbastanza interessante, anche se per me la parte migliore é stato l'ultimo racconto, quello di Loki, che immagino sia stato scritto da Wu Ming 4 stesso visto che non ci sono fonti bibliografiche a riguardo. Molto sull'onda di American Gods se vogliamo, ma peccato non sia diventato un libro a sé stante.
Nonostante sia un saggio e non un romanzo, quindi non è presente una storia sua ma va a raccontare pezzi di altre storie, questo libro è molto coinvolgente. Tutti gli spunti di lettura e gli eroi imperfetti che prende in considerazione Wu Ming 4 fanno venir voglia di leggere tutti i libri citati. Così si potranno osservare i personaggi con un occhio critico e fare più attenzione alle loro caratteristiche peculiari.
Lezioni di narrativa Si parla di gesta eroiche, o meglio si parla dei mattoncini costitutivi della narrazione di tali gesta… ed è lì che la costruzione del mito ha al tempo stesso il suo punto di forza e la sua debolezza! Conoscere la “forma” dei mattoncini e come si “incastrano” al meglio tra di loro è alla base dello sforzo narrativo. Si parla de I sette pilastri della saggezza, della Battaglia di Maldon, del Beowulf, di Sir Gawain and the Green Knight, La vita di Sir Henry Morgan e del Signore degli Anelli. Prendete appunti se volete continuare il mito!
Un excursus sui difetti del'eroe come figura letteraria; un viaggio che, da Gilgamesh a Lawrence d'Arabia passando per gli Hobbit di Tolkien, accompagna il lettore in un'analisi affascinante su quanto l'idea "senza macchia e senza paura" sia in realtà un concetto fallace. L'eroe imperfetto è un saggio breve molto interessante, soprattutto se dotati di una conoscenza (anche scolastica) delle opere trattate.
Libro scorrevole e di facile lettura. Si divide in 4 parti, le prime tre sono dissertazioni, molto chiare e interessanti che esaminano l'eroe sia recente che letterario rimarcando come certe caratteristiche siano ricorrenti anche se magari inconsapevoli. Il quarto è un racconto di Wu Ming 4 aggiunto per l'ultima edizione di questo libro che vede gli antichi Asi intervenire nella Norvegia sotto attacco nazista, eroi antichi e moderni si incontrano.
Saggio molto interessante e particolare sulla figura dell'eroe. Una lettura scorrevole e piacevole, nonostante sia un saggio con un saldo background bibliografico. Mi è piaciuto il racconto di Loki e delle sue traversie.