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Latte

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Due fratelli gemelli che si sorprendono a essere diversi. Un racconto di formazione in trentotto minuti. Una notte in commissariato sognando Harpo Marx. Un cabarettista sull'orlo della schizofrenia. Una storia d'amore che non sa come cominciare. Un partigiano in un paese senza guerre. Un inter-rail che diventa un naufragio malinconico. Una generazione che per crescere è costretta ad ammettere di non essere immacolata.
Latte raccoglie otto racconti (di cui due in versi) intelligenti, comici, commoventi: l'esordio sorprendente di un giovane narratore che ha già la stoffa del vero autore.

180 pages, Paperback

First published June 1, 2001

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About the author

Christian Raimo

55 books28 followers
Christian Raimo è uno scrittore, traduttore e insegnante italiano.

Ha studiato filosofia all'Università di Roma "La Sapienza" con Marco Maria Olivetti. Ha lavorato e scritto per il cinema, la radio e la televisione. Per un periodo ha fatto anche cabaret con un gruppo denominato "I cavalieri del Tiè".

Ha collaborato con diverse riviste letterarie («Liberatura», «Elliot-narrazioni», «Accattone», «Il maleppeggio»), quotidiani («Il manifesto», «Liberazione») e con la casa editrice romana minimum fax, per la quale ha tradotto Charles Bukowski e David Foster Wallace. Con la stessa casa editrice ha pubblicato nel 2001 la sua raccolta di racconti di esordio "Latte".

Ha pubblicato per la Fandango Libri la traduzione del romanzo in versi di Vikram Seth "The golden gate", assieme a Luca Dresda e alla sorella Veronica Raimo. Per la minimum fax ha curato inoltre nel 2004 l'antologia "La qualità dell'aria" (con Nicola Lagioia) e nel 2007 la raccolta di inchieste "Il corpo e il sangue d'Italia" (che raccoglie otto inchieste di Alessandro Leogrande, Antonio Pascale, Silvia Dai Pra', Stefano Liberti, Piero Sorrentino, Alberto Nerazzini, Gianluigi Ricuperati e Ornella Bellucci). Ha fatto parte della redazione del blog letterario «Nazione Indiana», sul quale ha pubblicato parecchi articoli, ed è tra i fondatori del blog letterario minima&moralia.

Attualmente è consulente per le collane Nichel e Indi di minimum fax, e insegna filosofia e storia nella scuola superiore.

Il suo primo romanzo, "Il peso della grazia", è uscito nel 2012 per Einaudi.

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Community Reviews

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4 stars
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3 stars
17 (39%)
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1 star
2 (4%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Andrea.
1,141 reviews56 followers
June 11, 2015
Dialoghi smozzicati fra disadattati depressi, e Raimo non è (ancora) Agota Kristof né Joan Didion. Acerbo
Profile Image for Stefania Crepaldi.
232 reviews44 followers
March 9, 2017
Latte è una raccolta di sette racconti difficili da inquadrare in una corrente, in un messaggio univoco e in un solo stile di scrittura.

Ho scelto di leggere questo libro per due motivi: uno è la challenge di lettura a cui sto partecipando; l’altro è che apprezzo molto Christian Raimo come operatore editoriale e desideravo da tempo cimentarmi con la sua scrittura.

Apparentemente le storie che racconta l’autore sono banali, quasi sciatte. Situazioni talmente ordinarie da risultare poco accattivanti.

"Il cuore colpito" tratta il tema del difficile rapporto che si crea tra una figlia di genitori divorziati con il padre, e di riflesso con il fidanzato.

"Proprio un altro tipo di dolore" è una storia che racconta del rapporto tra la normalità e il desiderio di essere invincibile, quasi un supereroe, di un ragazzo che finisce col sembrare più che altro uno schizofrenico paranoide.

"Giovanni Gabrini Impilota" è forse uno dei racconti più interessanti. Narra di una famiglia che ha problemi economici. Il capofamiglia ottiene una proposta di lavoro facile facile pagata un sacco di soldi. Deve solo prestarsi, assieme alla moglie e al figlio, alla televisione e fare due comparsate nel programma Scomparsi e in Reality Show. Questo racconto è davvero una fotografia di una società abituata a dare credibilità solo a quello che passa attraverso uno schermo, ridicolizzando al massimo l’italiano medio.

"Heartfilled Baked Potato" è la rivisitazione in chiave contemporanea di tre amici che compiono una versione moderna del Grand Tour Europeo, che ogni giovane aristocratico faceva prima di mettere la testa a posto e dedicarsi agli affari.

"Midsummer night blues" è un flusso di coscienza continuo, che racconta una notte fuori dagli schemi di uno studente di filosofia che si ritrova ad assistere ad un pestaggio in un quartiere di Roma.

"Latte", il racconto che dà il titolo alla raccolta, è la descrizione di una mattinata di una ragazza, Martina, che si ritrova immersa in una depressione esistenziale, una sorta di brodo primordiale di incertezza, in cui si chiede ossessivamente “Chi è Martina?”. La ricerca di sé che diventa sinonimo di esistenza e di incapacità di scrivere e partecipare a un concorso letterario. La quintessenza della frustrazione di un’aspirante scrittrice che non sa che dire, forse perché è talmente vuota di contenuti da non avere, in fondo, niente da comunicare.

"Quel fiore siete voi" è il racconto conclusivo. I temi trattati sono forti: ecoterrorismo e aborto. Apparentemente non hanno nulla in comune, se non che sono tematiche importanti per cui si è iniziato a lottare e a manifestare, più o meno nello stesso periodo. Bello il richiamo dell’inserire fiori nelle bocche dei cannoni, a simboleggiare un desiderio di pace mentre si combatte la guerra.

I racconti non trattano un tema comune. Offrono vari spunti di riflessione e altrettanti punti di vista sulla società italiana. Tantissimi i rimandi colti e di nicchia, sia alla letteratura (Filippo Marinetti e il manifesto futurista, per esempio) che alla politica.
Non trovo sia una lettura adatta a tutti, anzi. Umberto Eco non la definirebbe un’opera di narrativa popolare. Per far comprendere quanto sia elitario il linguaggio di questa raccolta lascio una citazione emblematica.

"I terroristi erano un affaire lontano. O meglio, lontanizzato. Il problema di quel che avevano fatto, di quel che era stato, aveva subito una silenziosa lenta negli anni centrifugazione ed emendazione."

Se un aspirante lettore si dovesse approcciare ad una raccolta di racconti per la prima volta con questo esperimento… non so se continuerebbe a leggerne. L’autore è perfettamente consapevole di questo, perché nei ringraziamenti — io adoro leggere i ringraziamenti — nomina il suo editore, sottolineando che è stato solo grazie ai suoi consigli se la raccolta non è diventata un bestseller.

A questo libro non manca nulla: ci sono sette buone idee che da banali si sono trasformate in banalità impreziosite; c’è un ottimo e consapevole uso della lingua, anche se a volte sfiora la supercazzola e assomiglia all’eloquio dell’Antani; gli stimoli e le riflessioni politiche, che io non amo ritrovare così spinte in un’opera narrativa, sono presenti e ricostruiscono una sola faccia di una medaglia assai sfaccettata.

Ma oltre a tutto questo, quello che davvero resta, è la risposta alle domande che ogni lettore onesto con se stesso deve porsi alla fine di un’opera a cui si approccia per la prima volta — rileggerei ancora qualcosa di Raimo? La raccolta mi è piaciuta davvero?

Beh, no.
Profile Image for Matteo Baggio.
53 reviews2 followers
August 6, 2020
Prima opera di un Raimo ventenne. Raccolta di racconti, in cui si percepisce l’acerbità dell’età del autore. Pochi i racconti ben riusciti, troppo fumo lessicale e virtuosistico a discapito di un contenuto povero. Alla fine mi rimane poco, se non un senso di vacuità.
Profile Image for Federica.
408 reviews115 followers
February 23, 2025
I primi racconti più interessanti degli ultimi, ma comunque do un generale giudizio positivo
Profile Image for Cec.
38 reviews
March 11, 2025
alcuni racconti da 2 stelle, altri da 4. facciamo una media onesta. leggerò qualcos'altro di Raimo molto volentieri.
Profile Image for Roberta.
19 reviews
July 30, 2017
L`unica cosa che mi è chiara dopo la lettura di questi otto racconti è che se non si è molto colti è inutile leggerla. Io non mi considero tale, sono una semplice lettrice che ama leggere e capire cosa sta leggendo. In questo caso è stato impossibile: tranne il primo racconto intitolato “Ricorrenze” ed il quarto “Giovanni Gabrini impilota”, di cui fortunatamente sono riuscita a seguire tutto lo svolgersi della storia, per gli altri non ho neanche capito se una storia c’era. Era come cercare di intravedere una trama con gli occhi offuscati da paroloni, parole interrotte, in corsivo, in rima e chi piú ne ha piú ne metta. È la prima volta che mi cimento in una raccolta di racconti, mi aspettavo di trovare un filo conduttore che li tenesse uniti (immagino che ci debba essere), ma in questo caso non riuscirei a trovarlo, il mio sforzo è stato giá immane nel dover decifrare ogni riga letta. Mi sono sentita frustrata ed ignorante! Capisco lo spessore e la preparazione dell’autore, ma a mio parere un’ opera letteraria dovrebbe essere accessibile a tutti, a prescindere dal grado di preparazione che il lettore ha alle spalle e siccome anche i lettori incolti come me comprano il libro, suggerirei di porre un bollino rosso, come nei film a voler indicare: non adatto a tutti i lettori... La mia esperienza con questo autore inizia e finisce qui.
Profile Image for Hex75.
986 reviews60 followers
August 17, 2017
a me piace il christian raimo che scrive articoli e riflessioni su minimaetmoralia e internazionale: non sempre mi trova concorde ma va benissimo così, mi piace la passione che ci mette e il modo in cui scrive. poi c'è quello che scrive racconti: ecco, non mi fa proprio impazzire. però qui ci sono un paio di racconti che mi sono davvero piaciuti, ma piaciuti davvero tanto, che se tutto quello che raimo pubblicasse fosse così sarebbe uno dei miei preferiti tra quelli emersi in italia negli anni zero (e non che ci sia tutta sta gran concorrenza, eh). tre stelle, ma sarebbe un tre e mezzo.
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