Sato Norikiyo, nato nel 1118 a Kyoto in un'importante famiglia con ascendenti nella casata imperiale, era destinato a una carriera militare di alto livello. Ventenne, era già un ufficiale con importanti responsabilità e godeva dei favori dell'ex imperatore Toba, senonché nel 1140 pianta tutto: carriera, ricchezze, una moglie e una figlia piccola. Si fa monaco buddhista prendendo il nome religioso di Saigyo , va a vivere in una capanna, viaggia in povertà e soprattutto scrive poesie. I suoi versi, caratterizzati da partecipazione emotiva e sentimenti forti, diventano un modello etico-letterario che avrà una lunga influenza sulla cultura giapponese, prima di lui ancorata a modelli di una bellezza più algida. Quasi subito dopo la sua morte (1190) fiorì tutta una letteratura sulla sua vita, sui suoi detti, sulle sue poesie. La Storia di Saigyo, qui per la prima volta tradotta in italiano, è il piú importante di questi racconti e nello stesso tempo una sorta di antologia della sua attività poetica.
«Giunto la sera tornò alla sua dimora: appena ne ebbe varcata la soglia, la sua bambina, di quattro anni, da lungo tempo diletta e di aspetto assai leggiadro, con i capelli sciolti tagliati all'altezza delle spalle, gli corse incontro ed esclamò: "Che gioia avervi qui, padre! Perché tornate cosí tardi? Non avevate il permesso di Sua Maestà?", e come un tenero garofanino si aggrappò alla kariginu del padre, che, pur rapito dalla sua incomparabile grazia, meditò: "In passato rinunciai a farmi monaco proprio per questa figlia. Si dice che il re dei demoni dei sei cieli abbia escogitato i legami di mogli e figli proprio per impedire a tutte le creature di divenire Buddha e per ostacolare il sentiero della liberazione. Come potrei, pur essendone consapevole, lasciarmi sviare dall'affetto? Esso è veramente un'orda di nemici schierati di fronte a me: inizierò dunque con il troncare i vincoli delle passioni". E allontanò con un calcio la figlia scaraventandola senza pietà giú dalla veranda».
Saigyō Houshi (西行 法師, 1119 – March 23, 1190) was a famous Japanese poet of the late Heian and early Kamakura period.
Born Satou Norikiyo (佐藤 義清) in Kyoto to a noble family, he lived during the traumatic transition of power between the old court nobles and the new samurai warriors. After the start of the Age of Mappō (1052), Buddhism was considered to be in decline and no longer as effective a means of salvation. These cultural shifts during his lifetime led to a sense of melancholy in his poetry. As a youth, he worked as a guard to retired Emperor Toba, but in 1140 at age 22, for reasons now unknown, he quit worldly life to become a monk, taking the religious name En'i (円位). He later took the pen name, "Saigyo" meaning Western Journey, a reference to Amida Buddha and the Western paradise. He lived alone for long periods in his life in Saga, Mt Koya, Mt Yoshino, Ise, and many other places, but he is more known for the many long, poetic journeys he took to Northern Honshuu that would later inspire Basho in his Narrow Road to the Interior. He was a good friend of Fujiwara no Teika. Some main collections of Saigyo's work are in the Sankashuu, Shin Kokin Wakashuu, and Shika Wakashū. He died in Hirokawa Temple in Kawachi Province (present-day Osaka Prefecture) at age 72.
A translation of the story of Saigyo's life as it was written shortly after he died. It's not all true, but even the parts that didn't happen give a window onto a society almost 900 years ago.