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L'ultimo rosa di Lautrec

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Era un pittore scandaloso, impegnato a ritrarre la realtà nascosta sotto le superfici più brillanti: nei suoi quadri i teatri e i bordelli parigini della Belle époque rivelano i sudori di cui sono nutriti, le carni stanche delle ballerine, le tristezze degli uomini. Deforme e buongustaio, nano e viveur, il conte de Toulouse-Lautrec preoccupò non poco i benpensanti: nobilitando col suo segno netto i manifesti pubblicitari, aveva anche osato inventare la grafica moderna. E poi, beveva. E poi, spendeva con gentaccia il patrimonio di famiglia. E poi, voleva vedere tutto, senza mai curarsi delle convenienze. Infatti una domenica prestissimo, con un freddo dannato, ecco il nano che scende per una stradina ripida di Montmartre. È una mattina di febbraio del 1899. Lautrec è già quasi arrivato al capolinea della sua vita, ma ancora non lo sa. Immagina una rossa. Gli piacciono le rosse. E questa è una ragazza magra, lentigginosa, dai modi molto strani per una ballerina del Rat Mort. Ieri sera voleva offrirle da mangiare ma lei ha detto di no, e non si è entusiasmata come tutte le altre davanti alla proposta di farle un bel ritratto. Ma adesso la ragazza lo aspetta, rintanata nella sua soffitta a tremare dal freddo e a sognare che arrivi davvero quel signore, brutto sì ma gentile, e soprattutto ricco... Dei colpi di pistola la fanno sussultare, si affaccia all'abbaino, si precipita dabbasso: sulla strada, laggiù, disteso a terra, c'è proprio quel signore, Monsieur Henri, il pittore, il nano ricco. Ma non sembra ferito: si dibatte in un accesso di delirium tremens, muove le mani come per difendersi da uno sciame di orrende bestioline invisibili. Bisogna portarlo via di là, chiedere aiuto, impedire che muoia o, peggio, che lo scopra qualcun altro e che lui, il nano, si ritrovi prima di sera chiuso in manicomio. Romanzo straordinario per la forza della rievocazione storica, per l'incalzare degli avvenimenti, per l'amaro realismo che trasforma la più lunga giornata di Lautrec nell'atroce commedia di una moltitudine di destini che si incrociano e per lo più si mancano, questa nuova avventura di Alessandro Barbero ci trasporta nel cuore di un passato di ormai mitica bohème, ricreandone vivi i colori e gli odori, le aberrazioni e le febbrili ebbrezze, la fame inappagabile di arte e di vita.

232 pages, Hardcover

First published January 1, 2001

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About the author

Alessandro Barbero

125 books884 followers
Si laurea in lettere nel 1981 con una tesi in storia medievale all'Università di Torino. Successivamente perfeziona i suoi studi alla Scuola Normale Superiore di Pisa e nel 1984 vince il concorso per un posto di ricercatore in Storia Medievale all'Università degli studi di Roma "Tor Vergata".
Nel 1996 vince il Premio Strega con il romanzo "Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo".
Dal 1998, in qualità di professore di Storia Medievale, insegna presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro".
Oltre a saggi storici, è anche scrittore di romanzi.
Collabora con il quotidiano "La Stampa", e lo speciale "Tuttolibri", la rivista "Medioevo" e con l'inserto culturale del quotidiano "Il Sole 24 Ore". Dal 2007 collabora ad una rubrica di usi e costumi storici nella trasmissione televisiva "Superquark".
Il governo della Repubblica Francese gli ha conferito il titolo di “Chevalier de l’ordre des Arts et des Lettres”.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Benedetta.
33 reviews
January 21, 2021
Un riuscitissimo divertissement dello storico Alessandro Barbero ci fa vivere per un giorno nella Parigi del 1899 con il celebre pittore Henri de Toulose Lautrec tra nani, ballerine, prostitute e vari personaggi di variegata umanità.
Profile Image for Sara Paderno.
3 reviews
July 24, 2016
A mio parere, benché meno conosciuto, e definito dall'autore stesso un "divertissement", è forse il romanzo meglio riuscito di Barbero.
Profile Image for Lydia Ferraris.
390 reviews4 followers
April 4, 2023
L'ultimo rosa di Lautrec è un romanzo biografico di Alessandro Barbero, ambientato in una Parigi di fine '800, dopo l'affare Dreyfus, nell'inverno del 1899. Una domenica mattina Henry de Toulouse-Lautrec, un conte con una malattia genetica che lo ha condannato al nanismo, un pittore di prostitute, pubblicità di cafè concerti, ballerine, donne e uomini dediti al vizio dell'alcol, sviene e cade per strada.
Lautrec ormai manifesta i segni di una pazzia: vede scarafaggi, ragni, topi immaginari attorno a sé, il tutto acuito da un consumo smodato di alcol. A soccorrerlo per strada è una ragazza di diciassette anni, Yvonne Lesueur, una ballerina al Rat Mort: Yvonne ha pochissimo denaro, delle calze logore, pochi vecchi stracci addosso. Yvonne conosce il "nano", lui è venuto spesso a trovarla al quarto piano sopra al locale da ballo: lei sogna che un giorno lui possa salvarla dalla miseria. Proprio il sogno ad occhi aperti di essere salvata dal ricco conte pittore spinge la ragazza a chiedere l'aiuto di un lavandaio. Questo carica Lautrec su una carriola e, dirigendosi verso la residenza di alcune prostitute poco lontano, dove anni prima lo stesso pittore aveva vissuto, incrocia un cronista, che cerca la notizia da sbattere in prima pagina su Le Figaro.

Quest'ultimo viene allontanato, mentre Lautrec viene trasportato inerme e senza pince nez alla casa di piacere. Per Madame, Céleste e tutte le altre Lautrec è un ospite molto gradito, anche se la sua situazione presente incute non pochi timori sulla sua salute mentale. Poi quella stessa domenica arrivano il dottore incaricato di visitare le prostitute tutte le settimane per controllare la presenza o meno di malattia veneree, accompagnato da un commissario di polizia. Così il nano viene scovato all'interno della casa e trascinato in caserma, dove verrà richiesta l'autorizzazione all'internamento.

Lautrec prima di riaddormentarsi, in uno dei suoi eccessi di sincerità mista a follia, chiede a Yvonne di cercare un suo cugino medico, che sicuramente lo aiuterà e lo salverà dalle grinfie di una famiglia che lo vuole diseredare e lo vuole impoverire. Yvonne corre verso i quartieri meno e più alti di Parigi, cercando il dottore.

Leggiamo così i vari punti di vista dei personaggi coinvolti, in questa domenica d'inverno, alla vigilia dei funerali di stato del presidente Faure, quando lo spirito antisemita serpeggiava, i dissidi tra soldati e borghesi scontenti aumentavano. Alessandro Barbero con la scusa di raccontarci una giornata del grande pittore della belle époque, ci presenta l'affresco di una Parigi fredda, la Parigi dei più poveri, dei piccoli commercianti, delle prostitute tesserate e schedate, dei ricchi che sperperano denaro in lungo e in largo, dei travolgimenti politici che avrebbero portato pochi anni dopo alla Grande Guerra.

Da queste pagine esce il ritratto di un artista, di un uomo, molto ricco e nobile di natali, ma che a causa del suo nanismo si è sempre sentito inadatto a rappresentare la sua classe sociale e per questo ha scelto rifugio negli ambienti dove cresce e si sviluppa un'umanità più laida, dove scorrono sesso e alcol, decidendo di rappresentarli nella sua pittura. Nel romanzo L'ultimo rosa di Lautrec siamo ormai alla fine della sua vita; nel 1901 Henry de Toulouse-Lautrec morirà, eppure da queste pagine il personaggio è tremendamente vivo e urla la sua vita, fa sentire la sua voce, per sovrastare chi lo ritiene pazzo e per rivendicare se stesso e il suo posto nel mondo.

Accanto a lui spicca la figura di Yvonne, una ragazza poco più che adolescente, costretta da una famiglia che l'aveva rinchiusa alla Salpetrière, un ospedale psichiatrico nella città, ad andarsene a vivere da sola secondo le sue capacità. Rimane sul fondo il richiamo ad una mancanza generale di fame, a un desiderio di non volersi alimentare, un po' per difficoltà economiche, un po' perché Yvonne sembra sempre in guerra con se stessa: se riesce a non mangiare per lei è una vittoria. D'altronde anche se tanto magra, ha le curve nei punti giusti e le sue gambe la fanno ballare e guadagnare.

L'ultimo rosa di Lautrec, romanzo ambientato in un unico giorno, offre grandi spunti di riflessione, soprattutto agli amanti dell'arte dell'artista: peccato che il libro sia ormai fuori catalogo e le uniche copie in commercio nei mercatini online siano a prezzi proibitivi. Consiglio la lettura con il prestito bibliotecario.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 232
Prezzo: 14,98€
Voto: 7/10
Profile Image for Pierre.
292 reviews7 followers
May 30, 2026
Alessandro Barbero è noto per il suo stile di divulgazione storica molto sorridente, direi quasi gustoso. Questo si riconosce anche nella sua scrittura romanzesca, come ho già potuto notare in altri libri.
In effetti, L'ultimo rosa di Lautrec ha il sapore di un divertissement: le sue 230 pagine raccontano un'unica giornata del 1899, quella in cui il pittore Henri de Toulouse-Lautrec, dopo una notte di bagordi, diretto a casa di una ballerina del locale chiamato Rat Mort, crolla esanime in una strada di Montmartre dopo un attacco di allucinazioni alcoliche.

Il nostro Lautrec verrà ospitato in un bordello poco lontano, mentre la ballerina del Rat Mort (di cui per molti capitoli non si userà il nome) attraverserà Parigi in cerca di un cugino del pittore, che possa salvarlo dall'arresto e dal ricovero in manicomio. Qui si capisce finalmente lo scopo del libro: Barbero traccia un dipinto della Ville Lumière dell'epoca, alle porte dell'esposizione universale e del nuovo secolo, immersa nella recente industrializzazione, nei conflitti tra monarchici e repubblicani e nel noto Affaire Dreyfus. Lautrec, seppur allettato, e la ballerina, nel suo vagare per la città, incontrano operai, medici, poliziotti, lavandai, prostitute, borghesi, criminali, ruffiani, lottatrici, nonché i residui dell'ormai insignificante nobiltà (di cui il pittore fa parte, almeno nominalmente). Sembra di respirare quell'atmosfera.

È un libro leggero e senza pretese, dallo stile accattivante seppur curato; insomma, una lettura da tre stelle e mezzo, capace però di trasportare in un tempo e un luogo altri e di divertire nel farlo, che è ciò che di meglio possiamo chiedere alla letteratura.
Lo consiglio.
Profile Image for Les75.
520 reviews8 followers
November 28, 2023
Siamo in piena Belle Epoque e Barbero traccia un quadro vivido e realistico della vita quotidiana parigina. Non si parla di Moulin Rouge, teatri e vita di spettacolo, ma l'autore racconta una piccola porzione della vita del pittore Henri Toulouse-Lautrec, una ghiotta occasione per narrare le differenze sociali delle persone comuni, nella vita di tutti i giorni. E due sono i protagonisti di questo romanzo: una ragazza gracile, scheletrica e molto povera di nome Yvonne, che sbarca il lunario come ballerina e che, infatuata di Lautrec, si fa convincere a passare un'odissea notturna in giro per Parigi alla ricerca di un parente del pittore. Lautrec è detenuto al commissariato di polizia dopo l'ennesima notte di bagordi e di deliri alcolici. Il nano bizzoso, alcolizzato, farneticante, vede creature inesistenti che attentano quotidianamente alla sua vita e ormai è sul far del delirium tremens. La famiglia ormai è rassegnata a farlo internare in una clinica psichiatrica e Henri si gioca l'ultima carta, sguinzagliando una ragazzetta in giro per Parigi affinché trovi un suo cugino dottore, l'unico che potrebbe prendere le sue difese, prima che sia troppo tardi.
Ottima terza fatica romanzesca di Barbero, che mischia l'accuratezza delle descrizioni storiche con (finalmente!) uno stile coinvolgente. Lontano dai due mattoni precedenti, questo romanzo è una vera perla.
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