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Tous les enfants sauf un

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Dix ans après, Philippe Forest revient sur l'événement qui fut à l'origine de son premier roman, L'enfant éternel. Le récit d'hier est devenu un essai. Que peuvent signifier dans notre monde aujourd'hui la maladie et la mort d'un enfant?
Le chagrin provoqué par la perte, l'effarement devant la vérité crue et la révolte exigent d'être pensés sans répit. Les mythologies mensongères, le prétendu «travail de deuil», le recours à la religion et à tous ses substituts, la sentimentalité carnassière avec laquelle la société considère la souffrance des enfants forment les questions de fond soulevées dans ce livre.
«Tous les enfants, sauf un, grandissent», écrivait James Barrie au début de son Peter Pan. Le premier roman de Philippe Forest citait cette phrase qui donne son titre à l'essai qu'on va lire, car la mort d'une enfant constitue en soi une exception à la règle de la vie.

176 pages, Pocket Book

First published January 1, 1997

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About the author

Philippe Forest

78 books8 followers
French author and professor of literature.

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Community Reviews

5 stars
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Displaying 1 - 20 of 20 reviews
Profile Image for La lettrice controcorrente.
597 reviews250 followers
January 6, 2020
Tutti i bambini tranne uno di Philippe Forest (Fandango) è un libro difficile da digerire: "Il lungo anno in cui morì nostra figlia fu il più bello della mia vita.".

Come si può raccontare un libro così? Ecco, non lo so. Ha aspettato nella mia libreria per più di un anno perché non arriva mai il momento giusto. Ironia della sorte quel momento è arrivato durante le vacanze di Natale, il periodo per me più difficile dell'anno.

Pauline è una bimba di tre anni che un giorno accusa un preoccupante dolore al braccio. A raccontarci la sua storia è il papà che è una voce narrante dolce e disperata. Pauline è una bambina come tante, nel senso che è il centro dell'universo per i genitori che sono costretti ad affrontare l'impossibile: la diagnosi di cancro per la figlia. Alice e Philippe scoprono che la malattia è rara, rarissima e la terribile realtà non ci mette molto ad affacciarsi: i medici andranno per tentativi, le possibilità di guarigione non sono alte.  Quella maledetta pallina si ingrandisce sempre di più: è il cancro che li guarda in faccia, è la disperazione che vuole trovare il posto in questa famiglia.

La malattia di Pauline è stata di una crudeltà estrema. Ma non lunga. Ha avuto la brevità del lampo. Noi ci auguravamo che non finisse mai, che durasse un secolo o due almeno.

Diffido dei libri che raccontano storie come questa, a volte il dolore viene usato per creare un'empatia effimera e poi della storia resta poco e niente. Tutti i bambini tranne uno è diverso: c'è tanta bellezza in questo libro, c'è tanta verità. Come si fa a spiegare il male a una bambina di due anni? Come si fa a  scartare i regali di Natale pensando che quello sarà l'ultimo in tre? Come ci si sente quando si compra la morfina per una bambina che ha così tanto dolore da non riuscire a giocare, parlare e dormire? Non lo so, ma lo sa molto bene Philippe Forest che non risparmia un solo dettaglio di questo calvario. Un calvario che è una lettera d'amore, la più potente che abbia mai letto. Le pagine in cui il papà si sdraia con Pauline cercando di alleviare il suo dolore al braccio sono così cariche di amore che fanno male.
RECENSIONE COMPLETA: www.lalettricecontrocorrente.it
Profile Image for Fede La Lettrice.
838 reviews88 followers
February 21, 2019
Questo padre scrive la morte della figlia, a soli quattro anni per un cancro feroce; scrive la lotta di genitori innamorati e amorevoli contro la fatalità del male, contro l'inconcepibile e contro lo stillicidio dei giorni che si esauriscono; scrive della fatica di non mentire a una bambina dagli occhi grandi che ti guardano, nonostante tutto, gioiosi ma consapevoli come a dire "papà io so tutto ma fingo di non sapere per non addolorare mamma e te"; scrive il coraggio e la forza di una scricciolo che lotta e sogna e costruisce castelli, isole incantate, voli impossibili solo agli adulti. Scrive tutto ciò con una delicatezza e una dignità invidiabili, intervallando passi di saggi sul dolore, sulla perdita, sull'amore.
Tutti i bambini tranne uno crescono, solo Peter Pan può permettersi di restare fanciullo per sempre.

Tutti i bambini tranne uno
Philippe Forest
Traduttore: G. Bosco
Editore: Fandango Libri
Pagine: 352
Voto: 4/5
Profile Image for ⚔️Kelanth⚔️.
1,118 reviews165 followers
January 15, 2026
Di solito sono ordinato quando scrivo una recensione. Mi do una struttura, un percorso: introduzione, trama, qualche riflessione, un’idea di a chi possa piacere il libro.
Qui no. Qui quello schema non solo non funziona: è impossibile da applicare.

La prima domanda che mi viene è anche la più semplice, e la più onesta: a chi può piacere questo libro?
La risposta è una sola: a nessuno.
E lo dico senza provocazione.

Tutti i bambini tranne uno racconta la morte di una bambina di tre anni per cancro. Non in modo allusivo, non filtrato, non “letterario” nel senso consolatorio del termine. Forest ne scrive la cronaca puntigliosa, dai primi sintomi fino alla fine irreversibile. È una lettura devastante, straziante, innaturale. Solo pensarla fa male; leggerla significa attraversarla senza protezioni.

Ho tenuto questo libro tra le mani per molto tempo senza riuscire ad aprirlo. Non ne avevo il coraggio, soprattutto perché mia figlia aveva la stessa età della piccola Pauline. Poi, come spesso accade con le cose più dure, l’ho iniziato senza un vero motivo, quasi per distrazione.
Ed è stato come ricevere un colpo diretto al petto.

Questo libro è un vomere: ti spacca in due. Porta alla luce la paura più nascosta di ogni genitore, quella che non si nomina mai, nemmeno nei pensieri: seppellire un figlio. Non viceversa. Quella paura primordiale, oscena, che non dovrebbe esistere e invece esiste.

Mi pento di averlo letto? No.
Gli do cinque stelle senza esitazione. Ma è una lettura per cui bisogna essere pronti, e non so davvero quanto si possa esserlo. Le pagine sono scritte in modo eccelso, lucidissime, e proprio per questo scavano senza pietà. Scavano e basta. Fino ad arrivare nei punti più bui di noi, dove abitano le paure più autentiche, quelle che non si raccontano e non si condividono.

Non è un libro da consigliare.
È un libro da affrontare, se e quando si è in grado di farlo.
350 reviews3 followers
August 30, 2017
La storia è triste da star male, tanto triste, troppo triste. Ma al di là di questo è infarcita di mille divagazioni cultural-letterarie di cui sinceramente non ho capito molto il senso, quanto meno in una storia come quella.
Profile Image for Virginia.
948 reviews39 followers
January 3, 2019
Come si festeggia un compleanno del quale si ha ragione di credere che sarà l’ultimo? Com’è fatto un albero di Natale dopo il quale non ne verrà un altro?
Profile Image for Sandrine.
212 reviews2 followers
July 27, 2011
Un bel essai sur la mort et plus particulièrement sur le décès d'un enfant...une superbe réflexion sur la maladie, l'hôpital, le deuil...et tant d'autres sujets.
Profile Image for Valentina Alberto.
4 reviews
May 3, 2023
Ho dovuto sospendere la lettura per più di un mese, sebbene mi trovassi a quaranta pagine dalla fine. La storia è straziante.
In parte è questa la motivazione della mia reticenza. Ma non solo.
I primi tre quarti del libro non sono tollerabili, non tanto per l'insostenibilità della tematica (il sarcoma osseo di una bambina di tre anni), quanto più per lo stile adottato dall'autore. La narrazione è quasi del tutto astratta, un susseguirsi di ragionamenti e di parallelismi che lasciano il lettore spaesato e solo, senza appigli reali per connettersi alla storia se non a livello intellettuale. È una storia che è stata narrata seguendo uno stile che definirei un compromesso fra diario e saggistica, con qualche risvolto di cronaca, insieme.
Per fortuna l'ultima parte del libro concede al lettore di stare nella storia e di trovare il proprio spazio senza necessariamente essere trascinato forzosamente negli astrattismi dei capitoli precedenti. Gli eventi precipitano, ma la narrazione migliora. L'autore rende sottile e preciso il discorso, parla per immagini e azioni reali, e nel rifiutarsi di dire esplicitamente cosa prova, racconta attraverso gli eventi tutto quanto.
Per un istante avevo temuto un finale pieno di patetismi e di morbosità, ma con mio stupore questo non è avvenuto, e finalmente il lettore riesce a vedere e a esperire per davvero quel biancore splendente e privo di senso, su cui Forest aveva insistito lungo tutto il libro attraverso simboli ed immagini ricorrenti, immagini che non avevano veramente parlato al lettore se non fino ad ora, alla fine del libro.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Ilaria Giordano.
11 reviews
September 5, 2018
“L’ignoranza ci proteggeva. Ci teneva al riparo dal dolore.”; è difficile scrivere qualcosa su questo libro. Una storia vera, un dolore acuto, che si intensifica ad ogni pagina, perché da subito sappiamo come finirà la storia. “La neve. La ghiaia. L’Eco. Il lago.” Il racconto inizia così, con una famiglia in vacanza per la fine dell’anno. Al loro ritorno, purtroppo, tutto cambia. Perché la loro bambina è malata, ha un Osteosarcoma che le distrugge il braccio sinistro, come assaggio, per poi mordere più a fondo, strappandole la vita all’età di 4 anni. Come si dice ad una bambina, che sta morendo? Questo papà ci prova raccontandole, tra tutte, la storia di Peter Pan.

Tutti i bambini tranne uno, Crescono. E viene già la pelle d’oca così.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books132 followers
September 30, 2017
"Continuo a pensare che nonostante tutto la vera letteratura non fornisca alcun rimedio al disastro di vivere. Che sia l’espressione di una insensata fedeltà all’impossibile e che non transiga mai sul non senso che è suo compito dire, verso il quale deve incessantemente tornare. Tutta la mia etica sta in questa convinzione." (p. 118)
41 reviews2 followers
January 2, 2026
Ben scritto, ma terribile. Forse qualche divagazione letteraria di troppo, per questa non ho messo cinque stelle. Se non siete pronti a soffrire, non leggetelo.
Profile Image for Filippo Da Ros.
15 reviews15 followers
September 11, 2019
“Ma io cosa ne so di più della morte, più del più piccolo dei bambini? Sono io in grado di pensare alla mia fine meglio di una bimba di quattro anni? Posso leggere tutti i libri, vivere tutte le vite: resterò sul bordo di questo abisso che le religioni, con il loro apparato artificioso di dogmi, non arrivano a colmare. La scienza mi lascia inerme come un bambino, e un bambino non ha lezioni da ricevere da nessuno di quei benintenzionati che gli nascondono il precipizio al quale è più prossimo di loro.” 📖”La morte è la verità dell’istante. Penetra il tempo, lo avvolge. [...] Perché l’assenza futura e la presenza passata saranno due fantasmi ugualmente intangibili, irreali, una volta scomparso colui che era. Il tempo non è diviso. Ognuno vive nell’assoluto di un tempo singolare. La morte abolisce questo assoluto.”

L’autore racconta in prima persona la sua esperienza: la perdita della figlia di 4 anni a causa di un rarissimo sarcoma osseo. L’ambientazione varia principalmente tra Parigi e Londra, nella maggior parte del tempo nei numerosi ospedali francesi visitati dalla famiglia.

È un libro straziante, devastante, coinvolgente. Com’è facile immaginare l'autore non fa sconti a nessuno, mettendo in atto una feroce critica al sentimentalismo della società, farcendo le pagine di un cinismo impossibile da biasimare. Offre molti spunti di riflessione sull’impotenza della specie umana davanti all’ineluttabilità della morte, sulla tragicità dei suoi meccanismi inspiegabili all’occhio incapace dell’uomo.

Ho apprezzato un po’ meno la digressione verso la metà del libro, ricca di riferimenti al ruolo di critico letterario dell’autore e ad autori francesi (da me) poco conosciuti, di cui non comprendevo a pieno alcuni discorsi: ho gradito il paragone con Hugo e con la perdita di sua figlia Léopoldine, il resto ha leggermente appesantito la lettura già di per sé non facile, distogliendo l’attenzione (anche volutamente) dal tema principale.

L’ho trovato comunque un buon libro, ma non lo consiglierei a tutti: per riuscire a leggerlo dovete essere pronti a reggerlo.
Profile Image for Padmin.
991 reviews57 followers
July 26, 2023
Indicazioni editoriali
“Il lungo anno in cui morì nostra figlia fu il più bello della mia vita.” Una frase così, la può dire solo un un padre sfacciatamente innamorato, arrogante, disperato, esibizionista, inerme, sarcastico, corazzato di tutta l’eloquenza della lingua francese. Philippe Forest ci racconta la vita e la morte di Pauline dal primo all’ultimo giorno. Pauline è un’adorabile bambina di tre anni che ha un lieve dolore al braccio sinistro. Il pediatra, un po’ preoccupato, le prescrive una serie di analisi. Si tratta di un cancro rarissimo che si diffonde rapidamente e le fa gonfiare il braccio. I genitori, Alice e Philippe, seguono costernati l’ingranaggio clinico. Dopata di morfina, la bimba subirà un’operazione… è un successo di breve durata, la “pallina” torna e con essa il dolore. Dopo il calvario di più ospedalizzazioni risulta che il male ha raggiunto un polmone. Una seconda operazione riesce, ancora una volta, a sopprimere il tumore e tuttavia “il cancro era come una fiamma che correva su un grande foglio di carta”. Si estende all’altro polmone, impedisce alla bimba di respirare. Stavolta è veramente la fine, è soltanto una questione di ore, di minuti. I genitori assistono alla morte della loro unica figlia. Questa la trama, fredda, spietata. Philippe Forest non lo è. Con una scrittura vibrante e poetica racconta le giornate di vacanza con Pauline, i suoi giocattoli preferiti, le fiabe condivise, la pazienza e il coraggio di quella creaturina, la sua maturità di fronte al dolore e all’impensabile. Intreccia e fonde questa storia con la storia della letteratura, lascia che venga sbranata dalla letteratura proprio perché ha imparato che i corpi amati scompaiono, mentre le parole che verranno fabbricate dopo la morte non salvano e non abbelliscono nulla. Vincitore del Prix Femina 1997, Tutti i bambini tranne uno, pubblicato per la prima volta da Alet nel 2005, e oggi riproposto da Fandango, è il libro che ha reso celebre in Italia questo autore.
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Quando lo avrò elaborato, scriverò qualcosa di mio. Forse.
Profile Image for Arwen56.
1,218 reviews338 followers
Read
September 5, 2012
Niente giudizi per questo libro, esattamente come per Diario di un dolore, Paula e L'anno del pensiero magico. Come ho già detto, un dolore vero non si può giudicare. Sarebbe fuor di luogo per me, lettrice, mettermi a questionare sul modo in cui lo strazio di chi scrive viene veicolato ed espresso, poichè tutti i libri citati non sono romanzi, ma esperienze reali.
Certo, mi si potrebbe obiettare che tutta la letteratura parla di esperienze "reali", perchè, gira e rigira, è pur sempre dal reale e da esperienze personali che traggono origine tutti i libri. Vero. Però, il fatto stesso che l'autore sia riuscito a trasporle in romanzo, ossia a superare l'impatto emotivo iniziale trasformandole in "storie" di più ampio respiro, è testimonianza del fatto che lui stesso ha preso le distanze dagli accadimenti in sè, tanto da poterle elaborare, arricchire, ampliare e persino affiancare ad elementi di completa fantasia.
Ma non è questo il caso. Qui la scrittura è ancora pericolosamente vicina al punto dolente. Le parole sono ancora sfogo e non letteratura. Dunque, posso solo ascoltarle, ma non giudicarle.

Profile Image for Roberto/Isairon.
287 reviews7 followers
abbandonati
September 10, 2017
Un viaggio negli inferi della malattia. In tutto il testo non c’è un momento, anche in quelli “felici” dei ricordi, dove non faccia da padrone una sensazione di vuoto, di tristezza, di morte. L’atrocità della disgrazia raccontata in questo libro è indescrivibile, ma arrivare a cercare conforto, paragone, nella letteratura, di casi simili, lo trovo assurdo. E’ scavarsi la fossa con le proprie mani. Volersi far male, continuare a soffrire senza scopo, ragione. Sono arrivato a metà del libro, non so se riuscirò a continuare a leggerlo. Sento la necessità di una pausa. Sopravvivere ai propri figli è contro natura, ma impregnare la propria vita di dolore, rammarico, rancore, lo trovo inutile e irrispettoso verso chi la vita cerca di percorrerla fino alla fine con dignità e speranza. Verso sua figlia.
Profile Image for Greta.
271 reviews6 followers
September 5, 2023
Pur non avendo figli, nipoti piccoli, questo libro mi ha fatto male. Un dolore nell’ immedesimarmi in questo padre che vive e rivive la malattia della figliola.
Sono ancora molto turbata, non posso dire che mi è piaciuto: un tumore su una creatura di solo 4 anni non è un qualcosa di cui si può pregustare la lettura.
4 stelle.
Profile Image for Marvin.
186 reviews6 followers
August 20, 2019
Difficile de dire du mal d'un livre où l'auteur parle de la mort de son enfant, mais j'ai trouvé que P. Forest se (me) perdait un peu dans ses réflexions sur l'hôpital d'aujourd'hui. Mais les chapitres où il raconte simplement la maladie de sa fille sont bouleversants.
Profile Image for Paola Calvetti.
Author 21 books70 followers
July 17, 2016
Imperdibile. La scrittura limpida di un dolore: è possibile.
Profile Image for Simona Garbarini.
564 reviews3 followers
April 27, 2017
Cosa succede se ti muore una figlia che hai quattro anni, e non hai niente - nessuna ideologia salvifica a cui aggrapparti? Puoi scegliere la via della disperazione - che sicuramente non è un'opzione condannabile - oppure puoi scegliere la strada del guardare la verità fino in fondo, più in fondo del fondo, e cercare - con un punto di vista umano - esclusivamente umano - di spiegare quello che ti è successo, il dolore che hai provato - ma anche - il potere salvifico che la letteratura ha avuto su tua figlia fino alle ultime ore. Serve qualcosa - potrebbe servire qualcosa? Philippe Forest dice di no - di certo Pauline non tornerà mai a casa - ma - in compenso - Forest giunge ad una chiave di lettura sulla morte e sulla sofferenza umana, lucida e nitida come un gioiello incastonato. Vera perchè parte da esperienze dolorissimamente vere. un grandissimo libro.
Displaying 1 - 20 of 20 reviews

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