Lorenzo Cerè cerca il riscatto da un’infanzia di solitudine e abusi. Il sesso è per lui un lenitivo in un’esistenza che brucia, mentre il passato continua a colpirlo sotto forma di terribili emicranie e nevrosi. Lorenzo conosce la Storia, conosce gli uomini, i loro crimini, e s’ispira a loro per ideare i suoi omicidi. Lorenzo Cerè è un assassino metodico, inflessibile e preciso, ma non ha calcolato le eccezioni, e la più grande eccezione è lei, la dottoressa Malaspina che lo aspetta in uno studio psichiatrico...
Marilù Oliva, nata a Bologna, dove vive, è insegnante e scrittrice. Laureata in lettere moderne con una tesi sulle civiltà precolombiane e specializzata SSIS per l’insegnamento di lettere e di latino, prima di approdare come docente alle scuole superiori ha lavorato per diverse redazioni ed è stata direttrice artistica di una rivista di musica e cultura latinoamericana. Ha scritto saggi di storia contemporanea e di critica letteraria. La sua attività di scrittura è però principalmente legata alla narrativa: oltre a racconti per il web e per antologie cartacee e oltre a una sostenuta attività di critica (fa parte delle redazioni di Carmilla, Thriller Magazine, Sugarpulp e Bibliomanie), ha scritto tre romanzi: Repetita (Perdisa, 2009), Tu la pagaràs!(Elliot, 2010) e Fuego (Elliot, 2011). Negli ultimi due compare la scanzonata protagonista Elisa Guerra, soprannominata La Guerrera, forte delle sue imperfezioni, grande salsera ma anche lottatrice di capoeira, appassionata di criminologia e spalla di un ispettore impeccabile, Gabriele Basilica. La Guerrera è una protagonista dannata, po’ vanitosa e un po’ maschiaccio, rabbiosa verso un mondo ostico, sempre alle prese con problematiche concrete, quali la precarietà del lavoro e le manchevolezze umane. Sullo sfondo dei suoi romanzi prevale un’ambientazione bolognese. I romanzi di Marilù Oliva hanno ottenuto diversi riconoscimenti di critica e non solo. Repetita, ha vinto il Premio Azzeccagarbugli al Romanzo Poliziesco 2009, sezione Opere Prime Raffaele Crovi, e si è classificato secondo al Premio Camaiore Letteratura Gialla 2009. Inoltre è arrivato secondo al Bloody Mary Award per i migliori thriller pubblicati nel 2009. ¡Tú la pagarás! è arrivato tra i cinque finalisti al prestigioso Premio Scerbanenco 2010 all’interno del Courmayeur Noir in festival. Inoltre è arrivato terzo al Bloody Mary Award per i migliori thriller pubblicati nel 2010. Entrambe le opere si sono classificate, rispettivamente nel 2009 e nel 2010, nella decina dei libri più significativi del sito Sugarpulp, portavoce dell’omonimo movimento letterario.
Solferino ha ripubblicato questo thriller di Marilù Oliva che era stato pubblicato per la prima volta nel 2009 dalla casa editrice (a me completamente ignota) Perdisa pop.
Il protagonista è Lorenzo Cerè, che a causa dei suoi fortissimi mal di testa è costretto a cambiare medico, psichiatra e psicologa. La sua peregrinazione di specialista in specialista termina quando incontra la dottoressa Marcella Malaspina, l’unica a cui vuole dire tutta la verità sulla propria storia.
Tutti usano il detto latino “Repetita iuvant”, ma per Lorenzo è meglio dire “Repetita” e basta, senza alcuno “iuvant”. Perché quel detto lo ripeteva sempre Mariano, il compagno della madre, quando lo picchiava: e lo diceva così, senza neanche capirne bene il significato
“Per tanti anni la mia rabbia è stata cauterizzata dai sedativi e dalla chimera che, studiando la Storia e deprecando i crimini del passato, avrei alleggerito il fardello che pesava sulle mie spalle. Repetita iuvant mi ribadiva Mariano quando faceva schioccare a terra e poi sulle mie spalle la sua cinghia di finto coccodrillo acquistata a duemila lire nel mercato bolognese detto la Piazzola, un’area quadrangolare densa di colori, odori, colma di baracchine e un ciarlare babelico. Non si sarebbe mai sporcato le mani con me. Repetita iuvant e via la prima frustata. Neanche lui sapeva esattamente il significato di quella frase, solo percepiva un vago senso per il quale occorreva ripetere ostinatamente. Questo lo applicava a tutto, errori compresi. Repetita iuvant, seconda frustata. Ed eravamo solo all’inizio.”
Per questo è meglio dire REPETITA e basta, perché
“La frase Repetita iuvant è un grave insulto per le vittime della Storia. Dall’era delle antiche civiltà fino a oggi, l’umanità ha contrassegnato le sue impronte con la ripetitività dei misfatti, delle bassezze, delle sopraffazioni. L’umanità ha cronicizzato la sua abilità nel dimostrarsi sempre, banalmente, quasi artificiosamente ripetitiva. Per questo ritengo che sia doveroso cancellare il verbo iuvant dalla frase latina e cristallizzare la parola repetita a simbolo della Storia. La Storia è un ossimoro malcelato. Oggi come dalla notte dei tempi. Certo, le situazioni cambiano. Ma si ritrovano le stesse cancrene di potere, le stesse perversioni, gli stessi templi. Ancora imbrogli, sangue, all’orizzonte l’allucinazione di un’eternità che fluttua in promesse visionarie. I millenni che scivolano ripidi lungo calanchi infecondi, il tempo che passa, le prevaricazioni che si perpetuano. Se qualcosa è migliorato, certo non è bastato a riscattare la Storia.”
Un thriller psicologico avvincente, nei meandri delle ferite della psiche di un uomo la cui storia è sì un granello nella Storia dell’umanità ma è anche simbolo di tutti i disperati della Storia
“Lo so che mi sono posto in una posizione sbagliata rispetto al metodo storico. Mi sono lasciato trascinare dal giudizio e dal disprezzo scaturito verso l’umanità. Tuttavia non sono uno storico, sono solo un disperato della Storia, un poveretto che ha cercato in essa giustificazioni ai suoi delitti. E ne ha trovate a valanghe. […] Ho macchiato la Storia, anche se nel mio piccolo, di sangue. Per disperdere il rancore ingabbiato dall’infanzia e quello in gestazione nei secoli dei secoli. La mia acrimonia è stata quella degli schiavi ribelli al seguito di Spartaco, poi quella dei popoli affamati in rivolta, è stata quella degli eroi sconosciuti morti sul lavoro o in una guerra in cui non credevano, dimenticati dalla quotidianità.”
Sarebbe potuto essere davvero interessante, mi hanno coinvolto moltissimo le motivazioni del protagonista e la sua tendenza a legare gli omicidi alla storia. "Repetita" è però troppo breve, privo di colpi di scena realmente significativi e soprattutto inconcludente.
"Ho consultato ventun psichiatri perché mi prescrivessero una cura decente contro il mal di testa. La neurologia mi aveva proposto solo dei palliativi, tutti dicevano che occorreva andare all’origine. Non posso prendermela con i dottori che non mi hanno mai guarito: in fondo lo so, sono un pessimo paziente. Indisciplinato, propenso a bidonare, reticente. Non ho quasi mai trovato qualcuno che mi convincesse. [...] Il giorno in cui ho messo piede nello studio della dottoressa Malaspina Marcella ho capito che tirava un’aria diversa. Ho puntato alla cieca su di lei solo perché mi ispirava il suo cognome. Malaspina, nobile famiglia di origine medievale che resse la Lunigiana. Poi mi piaceva il numero. Ventuno, lei era la ventunesima professionista..." 😰
Wowww! Marilù Oliva è riuscita a trascinarmi nella mente di un serial killer, di uno psicopatico, il suo nome è Lorenzo Cerè, ed è lui che ci racconta in prima persona, tutti i suoi traumi infantili e del passato (tanti... troppi) che non ha superato e che lo perseguitano anche adesso a trentasette anni. È tormentato da devastanti mal di testa, anche questi influiscono sul suo lato oscuro e aumentano il suo bisogno di uccidere 😱 Delitti feroci senza il minimo rimorso, poi su ogni corpo lascia l'immagine di un personaggio storico che per lui è il collegamento all'omicidio appena compiuto, come Cesare Borgia, Cleopatra o Bonifacio VIII 🤔 Sta seminando cadaveri tra le campagne di Bologna e intanto la stampa l'ha soprannominato “Il Valentino”. Lorenzo non manca una seduta con la "sua" dottoressa!
"Mi piaceva tutto di lei." 🧐
"Durante la terapia ho prestato grande attenzione affinché non capisse che sono uno psicopatico. Uno psicopatico consapevole di esserlo. Tradotto, significa che appartengo alla razza peggiore..." 😬
Al contrario degli altri medici, la dottoressa che veste come una rockstar (tubino nero e stivali alti in pelle) finalmente lo capisce, oltre ad attrarlo con la sua sensualità naturale quanto conturbante. Ma più si avvicina a Lorenzo, più Marcella si trova in pericolo 😱 Bellooooo 😊 un viaggio che ci porta a conoscere il lato più oscuro della natura umana, un thriller noir coinvolgente... un’illusione d’amore. Lorenzo e la sua dottoressa "L’unica cosa al mondo per cui abbia mai pensato che, forse, fosse valsa la pena di vivere la mia merdosa vita" 🖤 Di Marilù Oliva ho già letto Biancaneve nel Novecento, un romanzo bellissimo, Bianca e Lili mi sono rimaste nel cuore ❤️ eppoi, scrive molto bene. Che altro aggiungere? Una lettura consigliata a chi ama il genere. Buona lettura
Ho approfittato della ristampa per i tipi di Solferino e della contestuale pubblicazione su Audible per ascoltare questo noir di Marilù Oliva - autrice che non conoscevo. La storia è quella di Lorenzo, serial killer appassionato di storia che imbastisce le scene del crimine ricorrendo a morti celebri del passato. Afflitto da emicrania, si rivolge a vari psichiatri fino a conoscere la dottoressa Malaspina, della quale si innamora. Questa in soldoni la trama, non certo una novità. Quel che colpisce del libro è piuttosto la scrittura asciutta e cruda, nella quale si dispiega il monologo di Lorenzo. Con il suo racconto delle sedute con la dottoressa, gli omicidi, la dura infanzia, esce il ritratto di un credibile psicopatico capace di restare impresso nella memoria. P.S. Gran lettura di Viola Graziosi.
Un romanzo che ti rimane appiccicato addosso. E' una storia che unisce fascino conturbante e tossicità, per i temi toccati e per i personaggi. La storia vuoi finirla, vuoi capire come va a finire e fai congetture. Dopo aver raggiunto un climax secondo me perde un po' di forza nel finale, ma comunque (seppur a tratti un po' ridondante) è un romanzo che consiglio.
Splendido noir questo libro di Marilù. La storia vista dagli occhi del serial killer e non dall'investigatore. Angosciante e terribile. Per ogni vittima trovata, c'è un segnale che rimanda alla morte di un personaggio del passato. Consigliato.
Lorenzo Ceré ha un passato difficile e doloroso ed ama la Storia, dalla quale prende ispirazione e che inserisce in ogni omicidio che commette, lasciandoli agli inquirenti come dei "rebus" da risolvere tanto che per le autorità ed i giornali, tra cui il @corrieredellasera, lui sarà rinomitato "il Valentino".
Lorenzo è un serial killer psicopatico, calcolatore, preciso, metodico, sadico, rancoroso e vendicativo che soffre di continue emicranie a cui nessuno specialista riesce a trovare soluzione. Si ritrova così a cambiare spesso psichiatri, finché non giunge nello studio della dottoressa Marcella Malaspina.
Questa nuova dott.ssa troverà una cura definitiva per le sue emicranie? Riuscirà a capire che è proprio lui il ricercatissimo Valentino oppure nonostante le sedute Lorenzo sarà in grado di non farsi smascherare? 🤔🧐
Ve lo lascio scoprire. 🙊❤️
⭐⭐⭐⭐⭐/5
Vi siete mai chiesti se i serial killer "nascono così" o se qualche episodio scatenante ce li fa diventare?! Durante la lettura di questo bellissimo thriller psicologico me lo sono domandata spesso.
Contrariamente alle mie aspettative, ho empatizzato moltissimo con Lorenzo (complice il fatto che sia stato scritto in prima persona), per la sua storia ma soprattutto per la scrittura asciutta, cruda, a tratti "disturbante" e quindi "dannatamente" veritiera.
‼️Inevitabilmente nei thriller c'è violenza (fisica e non, tra cui 2/3 brevi episodi sugli animali) e dei termini ma super contestualizzati ai fini della narrazione (talmente realistica da essere degna dei "migliori" serial killer) e dalla quale si evince il grande lavoro di ricerca svolto per ottenere questo risultato.‼️
Spero di leggere altri thriller dell'autrice in futuro. 🤞🏻❤️
Che dite, vi ispira? Se lo avete letto o leggete fatemi sapere nei commenti del post su Instagram ( @libriconmarta ). ❤️
Per quanto possa essere affascinante entrare nella mente di un serial killer, non è un viaggio tentato da tutti, soprattutto al proprio romanzo d’esordio. Marilù Oliva ci sbatte in faccia la realtà: ci sono criminali ben consapevoli di quello che fanno, e che sanno eseguire bene il proprio mestiere. Prendiamo Lorenzo Ceré, il protagonista di Repetita, neo serial killer con le spalle macchiate da un’infanzia tormentata passata con una madre assente e un patrigno irrequieto: in sostanza, la peggior persona che vi possa capitare dentro casa. Psicopatico e consapevole di esserlo, Lorenzo cercherà di trovare una soluzione con l’aiuto dell’ “eccitante” dottoressa Malaspina, una psichiatra alla prese con un paziente che non ne vuole sapere di parlare di sé, un paziente che le fa urlare: «Me lo dici, allora, come cazzo ti posso aiutare se non ti sbottoni? Non so chi sei, chi frequenti, non mi hai detto niente del tuo passato, della tua famiglia… hai una donna, degli amici?».
Tuttavia, smettere di uccidere non è semplice, soprattutto se si sa chi colpire e so lo si fa a causa di motivazioni inamovibili come radici d’una quercia e che resistono alle intemperie e ai sentimenti…
Marilù Oliva ci dona un romanzo semplice ma ben costruito: ogni delitto ha un collegamento storico – la storia si ripete, sempre – e il killer è descritto come una persona colta, creativa (non uccide semplicemente, tortura prima di tutto) ma non facilmente condannabile. Le pagine scorrono veloci in un trascinarsi d’eventi e pensieri che portano il lettore all’immedesimazione: può capitare così di immaginarsi, tra una pagina e l’altra, come piccoli Lorenzo Cerè, in giro per i locali della nostra città alla ricerca di un po’ di sano sesso senza troppe chiacchiere o in altre situazioni certo ben meno innocue.
Il romanzo ha ricevuto recensioni positive su tutti i principali quotidiani e Fernando Pellerano, giornalista de Il Corriere della Sera ha scritto: “Romanzo crudele e acido che alterna sofferenze, complicate pulsioni sentimentali ed efferati delitti, sempre visti con l’occhio e la mente dell’omicida”, frase che descrive esattamente tutto quello che potrete trovare leggendolo. Inoltre, Repetita ha quasi fatto vincere il premio Camaiore – sezione opera prima – alla sua autrice arrivata seconda a soli 8 punti dal vincitore (Marco Vichi con Morte a Firenze).
Per chi fosse interessato ad incontrare l’autrice, il 9 ottobre 2010 Marilù Oliva sarà a Roma presso la Libreria Rinascita Ostiense (via Prospero Alpino, 48) e presenterà il suo nuovo libro, ¡Tú la pagarás! (Elliot Ed. 2010).
Edit – Venerdì primo ottobre 2010 Marilù Oliva e il suo Repetita sono stati proclamati dalla giuria del premio Azzeccagarbugli 2010, “Miglior opera prima” nella sezione “Raffaele Crovi”.
Impressionante come la scrittrice Marilù Oliva si immedesima nel personaggio dell'assassino. Il romanzo è raccontato in prima persona dal killer, Lorenzo Cerè. La sua storia da bambino fino ad arrivare ad essere omicida seriale. I soprusi e le violenze che ha subito e che poi ha ripetuto, da qui il titolo repetita, sulle sue vittime. In una sorta di contrappasso Dantesco. La parte preponderante in questo thriller, non è la caccia all'assassino ma il suo maturare psicologico aiutato dall'incontro con la psichiatra. Dico "la" perché, Malaspina, non è la prima specialista a cui si rivolge Lorenzo per curarsi dai suoi mal di testa. Però è l'unica che ha trovato il modo di avvicinarsi così tanto al suo animo e di conseguenza alla verità.
Che cosa si nasconde negli anfratti della coscienza di ogni essere umano. Qual'e' il grado di solidita' delle barriere da sempre presenti dentro di noi che ci contengono impedendoci di dare sfogo alla rabbia piu' cieca che spesso sfocia nel sadismo piu' feroce. Che cosa sono il bene e il male a livello emotivo? E come vengo impartiti? Si puo' considerare veramente malvagia una persona che fin dalla piu' tenera eta' e' stata fatta oggetto di sevizie e crudelta' del tipo piu' infimo e subdolo? ...
Scrittura semplice e lineare, elemento che spesso risulta non gradevole ai miei gusti. Anche la trama manca di complessità, la immaginavo labirintica, come la complessità psicologica che dovrebbe avere un serial killer. Invece il protagonista è un personaggio la cui storia viene svelata sin dal'inizio. Non sono riuscita a provare stupore o orrore, la crudeltà è finta e meccanica. Per di più regna un cinismo relativo, annacquato da un sentimentalismo mal celato.
Di ritorno da Torino ho letto, tutto d'un fiato, "Repetita" di Marilù Oliva . Ragazzi, e' un film e di quelli che ti riempiono di adrelina, dalla prima all'ultima pagina. Non avrebbe sfigurato nella serie "Crimini" che la Rai ha dedicato hai soliti Lucarelli, Di Cataldo e quant'altro. Se non lo avete letto, fatelo!