Una vita normale, quella del ragionier Mario Rossi, contabile in una ditta di imballaggi a Scandicci. Un'esistenza tranquilla, scandita dal tran tran quotidiano, una moglie, due figli, le domeniche in collina o al cinema se piove. Un tran tran che l'ha portato, quasi senza accorgersene, a sessantatré anni, alle soglie della pensione. Eppure, negli ultimi giorni, qualcosa sembra tormentarlo, un'insoddisfazione di fondo, un malumore che nemmeno lui sa spiegarsi, una specie di rabbia, di rivalsa contro il mondo. Ma poi, un venerdì sera qualsiasi, un evento tragico sembra aprire a Mario tutte le porte rimaste chiuse, tutte le meravigliose possibilità prima solo intuite e vagheggiate. E la sua mente si affolla di fantasie, mescolate a episodi dell'infanzia lontana, sempre più pericolosamente vicino a quel confine labile che separa il malessere dall'orrore. Dall'autore del commissario Bordelli, la storia «nera» di un uomo come tanti, desideroso di indipendenza ma condannato a non viverla.
Marco Vichi was born in Florence. The author of eleven novels and two collections of short stories, he has also edited crime anthologies, written screenplays, music lyrics and for radio, and collaborated on and directed various projects for humanitarian causes. His novel Death in Florence won the Scerbanenco, Rieti and Camaiore prizes in Italy. Marco Vichi lives in the Chianti region of Tuscany.
la storia di un anonimo impiegato, sull'orlo della pensione, 62 anni, sposato, due figli, due nipoti, un po 'sfigato'. la sua vita e' piatta e sciatta, una moglie servizievole, abitudini racchiuse in limiti definiti. cambia tutto all'improvviso, e per Mario Rossi e' l'inizio di una catena di montagne russe e castelli stregati che lo trasportano in una realta' che fino a poche settimane prima non immaginava neppure. Il nostro antieroe vive la sua nuova vita in un altalena di stati fra estrema ansia ed euforia incontrollabile. Seguiamo le sue peripezie con curiosita' ma non possiamo fare a meno di provare una sensazione mista al fastidio e l'imbarazzo che fa da costante sottofondo alla storia.
Mario Rossi: veramente un tipo tranquillo. Ma della vita lui che ne sa? Si ritrova a 63 anni a non aver vissuto se non una vita abitudinaria, scontata... Ma non si può dare niente per scontato quando si ha per compagni la solitudine ed un'amarezza nei confronti di tutto e tutti... Ma da oggi - dice lui, alla fine - da oggi tutto cambierà, ricomincio dalle cose più belle del mio passato, andrò a Parigi, ci sono bellissime donne a Parigi... Potrebbe far rabbia, invece ispira solo tanta, ma tanta pena... Certo, non è Bordelli, però... Bravo Vichi!
Primo libro che leggo di Vichi, pur avendone acquistati da tempo tre o quattro. ( eterno e il problema di scegliere cosa leggere quando oltre 10.000 libri non letti su quasi 15.000 ti aspettano...) Ma da subito la lettura mi conquista e tanto pure. Finito. Un libro tragico e triste, con un protagonista che pur arrivando a fare orrori imperdonabili,non so, ma più che l'odio nel lettore, suscita un immensa pietà. Un libro che in qualche modo disturba. E proprio questo lo rende valido.
La classica storia dell'uomo tranquillo della porta accanto, della brava persona dentro la quale si cela.... qualcos'altro. Angosciante come il migliore Simenon, i cui libri non a caso sono sul comodino del protagonista. Penso si possa considerare questo libro come un omaggio dell'autore proprio a Simenon.
Incipit «Amore? Ti sei addormentato?» Mario aprì gli occhi, allungò una mano e abbassò la musica. Si mise a fissare la porta, un po’ irritato, e sentì bussare di nuovo..... Un tipo tranquillo incipitmania.com
L'ho trovato eccezionale..Il rimpianto, le colpe del passato, la perdita di un equilibrio collegato ad una stanca quotidianità,tutto “vero”, prodromico agli eccessi, alle stranezze ,all'autodistruzione.