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L'odore del sangue

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A compelling tale of a husband's obsession with his wife's disastrous affair

"A smell very similar to that of slaughterhouses at dawn, but infinitely sweeter and slightly nauseating, or rather, to be more precise, exhilarating."

The smell of blood is really the smell of life. The psychiatrist narrating the story has the power to detect it. His young mistress hungers for it. And his middle-aged wife Silvia has just begun to emanate it--overpoweringly.

Silvia has begun an affair with a violent young idler and neofascist who despises and exploits women. At first her husband reacts with good humor--he has long been unfaithful himself. But jealousy soon colors his curiosity, and his obsession with the details of Silvia's relationship leads to fantasies that become self-fulfilling prophecies. At times coolly analytical, at others driven to know more, the narrator watches as Silvia's actions become more and more self-destructive. When she becomes a slave to her lover's wishes the smell of blood grows stronger, and the odor of life becomes an omen of death.

Goffredo Parise wrote The Smell of Blood in 1979 after suffering a heart attack. Once finished he sealed the manuscript in lead and wax and did not look at it again until a few days before his death in 1986. It was published posthumously in 1997 in Italy.

234 pages, Paperback

First published January 1, 1997

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About the author

Goffredo Parise

80 books22 followers
Goffredo Parise è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, saggista e poeta italiano.
Nasce a Vicenza l'8 dicembre del 1929; la mamma Ida Wanda Bertoli, ragazza madre, cerca con grandi sacrifici di riempire il vuoto della mancanza del padre. Nel 1937 muore il nonno e la madre sposa il giornalista Osvaldo Parise, direttore del «Giornale di Vicenza»; il piccolo Goffredo, sempre alla ricerca di una figura paterna, gli si affeziona ed è ricambiato e Parise dopo otto anni lo riconosce come figlio.
Goffredo appena quindicenne partecipa alla resistenza in provincia di Vicenza; finita la guerra frequenta il liceo e in seguito si iscrive a vari indirizzi universitari senza arrivare mai ad una laurea (sarà laureato «ad honorem» solo nel 1986 dall'Università di Padova).
Tramite alcune conoscenze il padre adottivo lo introduce al mondo della carta stampata. Goffredo incomincia a scrivere per quotidiani come «l'Alto Adige» di Bolzano, «l'Arena» di Verona e il «Corriere della Sera» e in questo periodo il giovane capisce la sua vera passione: l'inclinazione a scrivere storie. Parise nel 1950 si trasferisce a Venezia e in una stanza in affitto scrive il suo primo libro, il «cubista» Il ragazzo morto e le comete, pubblicato dall'amico Neri Pozza (il quale però suggerisce cambiamenti che Parise si rifiuta di fare).
Dopo un'iniziale stroncatura sia dalla critica sia dal pubblico, Parise pubblica nel 1953 il libro La grande vacanza, con una lusinghiera recensione sul «Corriere della sera» di Eugenio Montale: «...affascinato dall'abilità di Parise e dal suo calarsi nell'infanzia senza modi nostalgici e crepuscolari»; questo libro viene definito nel 1968 da Carlo Bo autentica poesia.
Nel 1953 si trasferisce a Milano, dove lavora alla casa editrice di Livio Garzanti, e dove conosce Leo Longanesi che lo incoraggia a continuare a scrivere. Con il romanzo Il prete bello (1954), lo scrittore acquisisce grande notorietà non solo in Italia, ma, con decine di traduzioni, anche all'estero. Intanto, è diventato amico di Eugenio Montale e Nico Naldini; si sposa il 29 agosto 1957 con Mariolina Sperotti, detta «Mariola», giovane vicentina. Testimone di nozze è l'amico Giovanni Comisso.
Cominciano gli anni di spostamenti e viaggi. Tornando a Vicenza, incontra Guido Piovene, del quale diventa amico, scoprendo però di non voler più tornare nella sua città. Dopo una vacanza a Capri, è indeciso se tornare a Milano o a Venezia o andare a Roma, dove vive un altro amico, Carlo Emilio Gadda, del quale diventerà nel 1964 vicino di casa (in via della Camilluccia). Nel 1956 pubblica Il fidanzamento e nel 1959 Amore e fervore (che poi verrà intitolato Atti impuri). Nel 1961 fa un lungo viaggio in America, dove Dino De Laurentiis vorrebbe che scrivesse un film per il regista Gian Luigi Polidoro. È insieme colpito e deluso da New York, ma soprattutto è affascinato dai viaggi e, appena uscito Il padrone (1965), visita la Cina, il Laos, il Vietnam, la Malesia, e di nuovo New York, Londra, Parigi, Giacarta, Tokio, Mosca (reportage in parte raccolti postumi in Lontano).
È ormai uno scrittore affermato e frequenta intellettuali, scrittori, registi e pittori nella Roma degli anni Sessanta. Ma i suoi punti di riferimento sono Gadda e Moravia, e poi nel 1963 ha incontrato Giosetta Fioroni che considera la sua nuova compagna (con la moglie il matrimonio è naufragato da tempo). In occasione de Il padrone è passato da Garzanti a Feltrinelli, e qui pubblica anche Il crematorio di Vienna (1969). Intanto ha scoperto una casa nel bosco di Salgareda, nel trevigiano, e riesce a trovare il modo per comprarla. Escono I sillabari, il primo volume nel 1972 presso Einaudi e il secondo nella collana «Medusa» di Arnoldo Mondadori Editore, che raramente pubblica italiani, ma nella quale Parise voleva essere incluso perché vi aveva letto i suoi amati Ernest Hemingway e William

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1 star
6 (3%)
Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for paper0r0ss0.
653 reviews57 followers
January 4, 2022
Deludente romanzo d'interno borghese. Quello che forse vorrebbe essere la descrizione di un morboso e distruttivo rapporto a tre, si rivela piu' che altro uno sterile esercizio di scandalo per benpensanti. La pecca piu' grave e' quella di essere inesorabilmente vecchio, vecchio piu' degli anni effettivamente passati, vecchio nello stile, nell'argomentazione, nei luoghi comuni, nei personaggi in puro stile anni '70/'80. Manca del tutto la capacita' o la qualita' per trascendere in un classico. Tutto lascia pensare che la pubblicazione postuma del libro non ancora rifinito dall'autore, sia stata ai tempi piu' che altro un'operazione commerciale.
Profile Image for Camilla.
38 reviews7 followers
March 19, 2021
Vi prego non permettete mai più ad un maschio etero di scrivere delle scene di sesso etero, io vi scongiuro
Smettetela con questa ossessione per la virilità del maschio, che si traduce esattamente con "potenza del suo cazzo": piace solo a voi.
Profile Image for Massimo Magon.
78 reviews2 followers
April 9, 2018
L'odore del sangue, leggermente esilarante, dolcemente nauseabondo, quello della gioventù prepotente e istintiva, spermatico e vaginale, è la percezione sensoriale che diventa l'ossessione di Filippo, sposato da vent'anni con Silvia, cinquantenni di ottima cultura nella Roma di fine anni '70, una città gretta già assediata dallo squallore.
Filippo, che da tempo tradisce Silvia con una venticinquenne ragazza di campagna, quando anche la moglie si trova un amante della stessa età, un perdigiorno affascinato dalle idee di destra, inizia un resoconto che dalla genesi del loro rapporto conduce il lettore fino all'epilogo. C'è l'amore, ma platonico, nell'accezione migliore del termine, e annoiato; c'è l'affetto e la sincerità di due coniugi che rimangono tali senza volersi separare nonostante sappiano dei tradimenti e della solitudine propria e dell'altro. Ci sono le mancanze, che dopo molto tempo affiorano sempre più necessarie nei desideri di Filippo e Silvia: quella di figli, della passione, del sesso o di una complicità sessuale che pare non esserci mai stata. Un legame che si nutre di telefonate smisurate, come se ormai solo attraverso il telefono, e quindi la distanza che li separa, Filippo e Silvia siano in grado di comunicare, di non lasciarsi andare.
Ma la vicenda è raccontata da Filippo, esclusivamente dal suo punto di vista, e viene da chiedersi: è un narratore affidabile o dobbiamo diffidare della sua ricostruzione? Filippo è un dottore dell'anima, se psicanalista o psichiatra non è chiaro. Analizza meticolosamente i comportamenti di Silvia. Utilizza la razionalità e gli strumenti dell'indagine professionale per risalire alle cause, diagnosticare le patologie. Quasi fosse uno sciamano ne predice il futuro o forse la spinge a realizzare le sue fantasie e le sue paure. Davvero è completamente sincero? Quali sono i veri motivi che lo spingono a indagare ogni dettaglio, a ricercare la verità in confessioni senza pudore? E' davvero Silvia l'oggetto delle sue riflessioni, oppure la moglie non è altro che uno strumento per indagare se stesso?
Parise scrisse il romanzo a 50 anni, di getto, prima che la sua salute peggiorasse notevolmente. Lo tenne nascosto fin quasi alla morte, facendo solo in tempo a rileggerlo ma non ad apportare le revisioni che sarebbero state necessarie a correggere sintassi e ripetizioni, a bilanciare meglio i materiali che lo compongono, a isolare con maggior chiarezza i punti focali che erano di suo interesse. Ma nonostante l'imperfezione di un'opera postuma, L'odore del sangue lascia l'impressione della necessità, di un romanzo che non è solo un romanzo ma una approfondita ricerca dell'autore, un'autoanalisi tanto cinica quanto dolorosa. Un romanzo ossessivo, morboso e torbido che affronta la complessità della contemporaneità novecentesca: i desideri, la violenza, il sesso, l'eros, la virilità, la lotta che ingaggiano con i sentimenti tradizionali - l'amore, il romanticismo, il possesso, la sottomissione, le promesse eterne - la prossimità della morte che inevitabilmente lascia i soccombenti sul campo.

"Sapevo che il massacro era cominciato, non sapevo chi era il regista: se il ragazzo oscuramente e genialmente dotato di violenza, se Silvia masochista ma sadica come tutti i masochisti, se io stesso. Veniva spontanea una domanda. A chi serviva tutto questo? A un oscuro e crudele piacere femminile di Silvia, al ragazzo che forse era a conoscenza di simili telefonate, e forse le suggeriva o le imponeva egli stesso per quella sua follia di dominio, o a me per amare sempre più disperatamente Silvia? Erano tutte domande senza risposta, che mi lasciavano in uno stato fisico e psichico come fossi stato battuto a sangue. Era forse quello che cercavo? A questo punto una domanda così era la sola sensata".
Profile Image for Fede La Lettrice.
837 reviews87 followers
February 28, 2023
"L'odore del sangue" l'ho trovato meraviglioso pur con i suoi limiti, con le sue imperfezioni (come varie ripetizioni per esempio) dovute al fatto che non fu mai rivisto e sistemato dall'autore.
È incredibilmente diretto e, nella sua semplicità di trama e naturalezza di scrittura e di sviluppo (non saprei come altro esprimermi, ma Parise la racconta con tale genuinità e spontaneità che pare di essere rapiti da un racconto orale), è tra i libri più crudi, duri, sconvolgenti e veri che abbia mai letto (e di libri duri, di violenza psicofisica ne ho letti molti). Raramente, o forse mai, ho trovato uno specchio così reale, efficace e, quasi, tangibile di quanto possa essere sbagliato l'amore e di come facilmente si possa, o si voglia, confonderlo con il plagio, con la necessità, con la mancanza anche di se stessi. Di quanto possa essere calamitante il male, tanto affascinante da ridurre a oblio tutto il resto.

Voto: 4&mezzo/5
Profile Image for Alberto Palumbo.
317 reviews43 followers
September 8, 2022
Perché tre stelle? Per il semplice fatto che, sebbene l’idea di fondo mi è abbastanza piaciuta, vista la natura incompleta del romanzo non è per tutti: è un romanzo da leggere solo se già si conosce e si adora Parise (non di certo, quindi, vi consiglio di iniziare da questo libro per conoscerlo), ma allo stesso tempo se studiate filologia moderna o se come me avete intenzione di sapere il nesso fra questo libro e “Il continente bianco” di Andrea Tarabbia, che leggerò a breve e che da questo romanzo incompiuto di Parise muove i passi.
È un libro, dunque, scritto nel 1979, quando Parise ebbe un infarto, e mai concluso, poiché riposto nel cassetto per un po’ per poi essere ripreso nel 1986, alla morte di Parise. Questo libro, dunque, è stato maneggiato - nel limite del possibile - da Cesare Garboli e Giacomo Magrini, che hanno cercato di dargli una forma filologicamente accettabile.
Detto questo, cosa racconta Parise? Un’ossessione alla chiarezza di Filippo, io narrante e psicanalista, nei confronti dell’improvviso slancio passionale della moglie Silvia verso un giovane venticinquenne fascista - che nel romanzo di Tarabbia diventa un neofascista e avrà un nome, Marcello. Silvia è una donna che, sentitasi sola e abbandonata da Filippo e dalle sue scappatelle, fra cui quella con Paloma in campagna, decide anche lei di provare l’impeto della passione, arrivando addirittura a sfiorare impulsi estremi a causa del ragazzo fascista, che forse non la ama e vuole solo usarla come oggetto su cui sfogare le sue pulsioni. Questo sarebbe, secondo Filippo, “l’odore del sangue”: un impeto di passione giovanile e di vita che nel taedium vitae è andato scemandosi. Il tutto, però, è da intendersi al condizionale, perché a narrare la storia è Filippo, che razionalmente cerca di piegare al suo potere il “destino” di Silvia, senza riuscire completamente ad addentrare il lato oscuro della faccenda. In questo fallimento nel narrare la storia di Silvia si nota, come scrive Garboli nella prefazione del 1997, un complesso di castrazione del protagonista, che non ha mai ricevuto un vero e proprio amore materno da un lato e che sta perdendo la propria virilità dall’altro.
Una cosa interessante che salta fuori nell’apparato critico è il sodalizio con Truffaut, noto esponente della nouvelle vague, un tipo di cinema lento e senza artefici e prodezze cinematografiche che scruta senza moralismi l’animo umano. Così fa Parise, quel Parise che dal manoscritto ha tolto solo una cartella dedicata a Roma (posta in appendice al libro) dall’animo sociologico e pasoliniano, e che nella sua scrittura ripetitiva, ossessiva e chiusa in se stessa (anche se la scrittura non ha subito editing, vista la morte nel 1986) racconta una curiosità che diventa gelosia e ossessione senza partecipazione e con freddezza per esorcizzare quelle stesse sensazioni forti che forse pure lo stesso Parise ha provato.
Profile Image for Ficie.
327 reviews12 followers
unfinished
May 13, 2013
Abbandonato a pagina 60. Eccessivamente ripetitivo, negli argomenti e nel linguaggio.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books132 followers
October 22, 2017
"Come conoscere le tracce del destino quando esso si avvicina e tocca una persona?" (p. 165)
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
March 1, 2023
Opera scritta nel 1979, pubblicata postuma (1997, per insistenza di Cesare Garboli) anche se - secondo P. - rimasta da rifinire (soprattutto nelle tante ripetizioni), eppure così definita nella violenza del suo tema, che è quello del sesso e della vita, dunque della morte. È un Parise molto diverso dagli altri - anche dai temporalmente vicini Sillabari. È crudo e dolente, senza possibilità di redenzioni, lascia tracce forti e amare. Forse si insiste troppo sul fatto che è una scrittura post-infarto e sui cenni autobiografici relativi alla relazione con Giosetta Fioroni, resta il fatto che questo non è tanto un libro sulla gelosia, quanto sulla noia, noia della vecchiaia che si scontra contro la giovinezza (che è quella bucolica, infantile della ragazza di montagna e insieme quella brutta e violenta dei giovani fascisti di Roma, gli stessi che uccidono Pasolini e le ragazze al Circeo, nota Parise, gli stessi di cui ha scritto Albinati ne La scuola cattolica, per chi l'ha letto - io ho visto il film, brutto). Ci sono poi temi interessanti, in particolare il punto di vista eminentemente maschilistico (soprattutto nelle descrizioni del sesso più "scandalose"), figlio del 1979 in cui P. scrive (credo che Moravia negli stessi anni avesse scritto "Io e lui") e certo impensabile per l'oggi. Sicuramente è un maschilismo che risolve il tutto fin dall'inizio come "malattia" femminile (il protagonista è maschio e analista) e alla fine sopravvive con soltanto qualche rammarico romantico.
24 reviews1 follower
July 9, 2019
** spoiler**
E' un libro molto crudo, che si legge con qualche difficoltà. L'Autore sembra aver scritto le pagine di getto, quasi rincorrendo i ricordi di una tragica esperienza personale, e probabilmente non aveva alcuna intenzione di rendere pubblico il libro, che ha tenuto chiuso nel cassetto per diversi anni, senza mai rimettervi mano. E' la storia di due coniugi, legati tra loro, più che da un sentimento d'amore, da un forte vincolo di dipendenza psicologica reciproca che li rende, l'uno nei confronti dell'altra, vittime e carnefici allo stesso tempo. Il legame viene dallo stesso Autore paragonato a quello che esiste tra la rovina di un tempio antico e la pianta che gli si arrampica sopra: l'uno non può esistere senza l'altra e un'eventuale separazione dei due ne comporterebbe la morte certa. Il protagonista è uno psicologo, che, inconsciamente, attraverso le sue confessioni telefoniche alla moglie, innesca nella mente di questa una volontà autodistruttiva che la porterà verso una tragica fine.
Profile Image for gabriele.
2 reviews
May 5, 2023
Ho stretto i denti per riuscire a finirlo. Credo sia il personaggio più fastidioso e disprezzabile mi sia possibile immaginare. Gaslighting, mansplaining, un tocco di pedofilia che, se trattati con più sincerità e tragicità avrei persino apprezzato, posti così rendono questo Filippo solo un essere abietto, ma di un'abiezione inelegante, morta, senza alcuna poesia. Tra tutti i difetti poi il più imperdonabile e che può essere preso a supremo esempio della sua pochezza travestita da sicurezza onnicomprensiva: uno smaccato e cantato dualismo.
Dateci i Céline, prendetevi i Parise.
Profile Image for Gabi Arrigoni.
28 reviews
March 6, 2022
Parisi si conferma tra i miei autori del cuore. L'odore del Sangue e' scritto con un linguaggio semplice, basato sulla ripetizione e la concentrazione riflessiva sui personaggi. Se come me, lo leggi a 40 anni, come non ritrovarsi nell'analisi impietosa del desiderio di giovinezza, sesso, potere o sottomissione che influenza le azioni di Silvia e Filippo? La dimostrazione che la comprensione profonda di cio' che viviamo non ci rende liberi.
Profile Image for Mariaelvira.
6 reviews
June 8, 2025
Non credo di aver mai amato un libro tanto quanto ne ho odiato il protagonista. Scrittura semplice, libro molto scorrevole e storia intrigante: Filippo scopre il “tradimento” della moglie Silvia, è geloso, ma di cosa? di Silvia, della sua relazione con l’amante, o dell’amante stesso?
Profile Image for Ametista.
365 reviews
March 15, 2014
Scambiabile, edizione mondolibri con copertina rigida e sovracopertina, differente dall'edizione qui in libreria. Posso inviare foto.

Un amore complesso si articola tra i due personaggi.
La maturità della coppia è in dissonanza con gli atteggiamenti di Silvia e Filippo. Lui vive in campagna in compagnia di un'altra ragazza, quando la moglie cede alle attenzione di un giovane ragazzo Filippo diviene geloso, si infastidisce ma non esplode mai. Personaggi piatti, poco consistenti.
Profile Image for Donato.
182 reviews18 followers
July 3, 2007
Of the Italian books I've read this was the easiest. But certainly not "simplest". It was easy because the narration was very conversational, but the subject matter? Wow -- mesmerizing and disquieting.
Profile Image for Paola Marcon.
30 reviews
December 7, 2024
Se Parise non voleva che fosse pubblicato, c'era sicuramente un motivo, e leggendolo lo si comprende.
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