L'Alligatore è uno dei personaggi che hanno contribuito a innovare la scena letteraria del romanzo giallo in Italia, ma anche all'affermazione internazionale del noir "mediterraneo". Quando apparve nel 1993 (con il primo romanzo della serie, "La verità dell'Alligatore") fu come un fulmine a ciel un investigatore che usciva di galera, aveva pochissima fiducia nelle istituzioni, era ossessionato dalla giustizia e dalla verità al punto di accettare solo casi in cui era stato fatto un torto ai più deboli, svolgeva le sue indagini con l'aiuto di un malavitoso vecchio stampo e di un bizzarro "analista" d'informazioni reduce dei movimenti politici degli anni Settanta. Subito i lettori capirono che questo strano personaggio non era una pittoresca invenzione per movimentare il giallo tradizionale, bensì il soggetto necessario per raccontare l'Italia il groviglio tra economia e criminalità, le contraddizioni della giustizia e della politica. Questo volume raccoglie i cinque episodi della saga che vede protagonista l'investigatore privato Marco Buratti - "La verità dell'Alligatore", "Il mistero di Mangiabarche", "Nessuna cortesia all'uscita", "Il corriere colombiano", "Il maestro di nodi" - e due racconti pubblicati rispettivamente nel 2002 e nel 1999: "Storia di Gabriella, vedova di mala" e "Il confronto".
Massimo Carlotto began his literary career in 1995 with the noir novel The Fugitive, a fictionalized account of his time on the run. In 1998 he published Le irregolari, the semi-autobiographical novel on the Argentine military regime of the Seventies. In 2001 he released Arrivederci, amore ciao, which was adapted into a movie in 2005. In 2004 he published Death's Dark Abyss, a nihilistic noir on the theme of revenge.
1 Mi piace bere il calvados. 2 Mi piace il blues. 3 Mi piacciono i jeans. 4 Mi piace come nasce il personaggio**. 5 Mi piace il suo senso dell'amicizia e della giustizia.
6 Mi piace da che parte sta. 7 Mi piace perché si sporca le mani. 8 Mi piace come si lascia convincere a coinvolgersi in un'indagine. 9 Mi piace che le sue indagini siano inchieste. 10 Mi piace perché è diverso da tutti gli altri.
L’Alligatore è ex cantante di blues, che per aver ospitalo la persona sbagliata nel periodo storico sbagliato, si è fatto sette anni di carcere duro, adesso è investigatore privato senza licenza, e malgrado se stesso.
Ammazza oh, sarà che ho letto questo primo romanzo dopo altri e che a Beniamino Rossini mi ero affezionata già da L'amore del bandito e soprattutto dopo La terra della mia anima, ma cavolo, il protagonista, Marco Buratti, l'Alligatore, è l'antieroe per eccellenza. Non è simpatico, non è manco sveglissimo, mezzo alcolizzato ma con stile (ebbeh, solo Calvados e per una donna...), si scopa le donne altrui, gira con stivaletti di pitone e jeans attillati (bbbbrivido!) e fa sporcare le mani al socio, che le sue son tremebonde... Il che non significa che non sia una piacevolissima lettura, tutt'altro!
Il mistero di Mangiabarche - ***1/2
1/2 di meno perché uno che si chiama Marlon Brundu è TROPPO improponibile!
Nessuna cortesia all'uscita - ****
Leggere tutto di seguito dopo un po' fa venire l'ansia: l'inizio del romanzo prevede sempre, anche giustamente, la ripresentazione dei personaggi...solo che ad un certo punto m'era venuto il dubbio che Carlotto le facesse col copiaincolla! Però ogni volta mi dà particolari sempre più agghiaccianti su questo scemo di un Alligatore: va in giro con una camicia viola! Ma siamo seri, su! E a una certa calza persino stivali di alligatore. A proposito, leggere ogni volta nelle varie descrizioni della pelle di quale malcapitato animale sono vestiti e calzati i personaggi un po' mi scoccia. Inoltre mi addentro sempre più nel suo alcolismo e quindi mi sta ogni volta più antipatico. Con queste premesse, e considerando che continuo la mia tirata di 5 romanzi, posso confermare la piacevolezza di lettura! Ecco, magari se uno non è malato se li legge uno alla volta intervallandoli e non tutti di fila...
Il corriere colombiano - ****
Il maestro di nodi - ****
Quest'ultimo racconto fa un po' strano: parla di sadomaso, è dedicato ad Horst Fantazzini e narra le vicende del G8 di Genova, senza dimenticare di citare le infami prove generali di Napoli dello stesso anno. L'indagine diventa una scusa, come è già stato altre volte, per raccontare un particolare momento storico-politico italiano, forse quello che mi ha colpito stavolta è l'averlo visto con i miei occhi...compresi i tonti (scusate, non riesco a definirli in altro modo) che di fronte ad una carica della polizia si mettevano in ginocchio a mani alzate, sperando di venire così magicamente esclusi dalle botte, tipo in un gioco da bambini. Mi ha lasciato un po' d'amarezza, ecco.
Tirando le somme sulla raccolta...se Rossini fosse un po' più giovane, meno puttaniere, non andasse in giro col braccio sinistro tintinnante ed evitasse la tintura per capelli, io me lo sposerei! Ed ancora non mi capacito di come si possa cercare una qualsiasi verosimiglianza nel fatto che un tizio come Marco Buratti rimorchia tantissimo e se le tromba tutte (o quasi).
Bella lettura...e, una volta abituati alla mole, decisamente conveniente il cofanetto!