"Ricordati che un amico sarà sempre felice per te se tu sarai felice. L’invidia esiste soltanto nel cuore di quelle creature che non sanno accettare la tua felicità. E non sono tuoi veri amici".
Sergio Bambarén è uno dei miei autori preferiti, lo definisco il “Poeta dell’ Oceano”. In tutti i suoi libri il mare è sempre presente e le sue pillole di saggezza sono un incoraggiamento ad amare la vita e a viverla nel modo migliore.
Questo romanzo racconta dell’amicizia tra una bambina, Serena, e un delfino. Serena abita vicino al mare e ogni giorno, ritornata da scuola, si mette il costume e si precipita in spiaggia. Qui si sente davvero se stessa, non si sente sola e incompresa come a scuola in mezzo ai suoi compagni. Un giorno mentre gioca nell’acqua si avvicina un delfino e tra di loro nasce una profonda amicizia.
"I veri amici amano condividere i momenti preziosi che la vita riserva loro, come le piccole cose dell’esistenza per cui vale la pena di vivere ogni giorno".
Il delfino porta la bambina in giro per l’oceano, qui le fa conoscere i suoi amici e ognuno di loro ha qualcosa da insegnarle.
"Ieri è storia, domani è un mistero, oggi è dono, un dono immediato da condividere insieme con altri".
Serena è felicissima, incontra le tartarughe, la razza e tante altre specie di animali acquatici.
"I veri amici sono quelli che si rispettano anche sulle cose per cui non sono d’accordo".
Serena ha molta paura degli squali, ma non perchè ne abbia mai visto uno ma per quello che raccontano gli altri. Delphi però gliene fa conoscere uno molto simpatico e anche lui ha qualcosa da insegnarle.
"Ogni cosa non è necessariamente ciò che sembra. Un vero amico ama dare, piuttosto che ricevere. Tutti noi abbiamo bisogno di amici, e non importa ciò che siamo".
Anche il lettore viene trasportato in questo viaggio meraviglioso con Serena. Abbiamo molto da imparare sull’amicizia e Sergio Bambaren ci indica la strada con le sue stupende frasi.
"A volte le persone perdono di vista i propri sogni e allora questi si assopiscono nell’oblio della solitudine, come spettri nella tomba".