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Lezioni spirituali per giovani Samurai e altri scritti

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italian - 136 pages - - Sono qui riuniti, per la prima volta in un libro, cinque testi non narrativi che Mishima scrisse tra il 1968 e il 1970: anni decisivi non soltanto per il grande scrittore, ma per la nuova generazione giapponese dell'epoca. Attraverso questi scritti di eccezionale importanza testimoniale, il lettore ha dunque modo di conoscere il senso profondo delle trasformazioni sociali avvenute in quegli anni in Giappone, e anche il significato simbolico e sacrificale del suicidio con cui Mishima chiuse la propria vita. Due temi maggiori percorrono e legano gli scritti qui quello della sfiducia nell'attività artistica e quello, contrapposto, dell'azione. Ma se "Lezioni spirituali per giovani samurai", il testo del '68 che apre il volume, è ancora una proposta pedagogica, dunque discretamente ottimistica, fondata su una tradizione di valori plurisecolari, "I miei ultimi venticinque anni", scritto nel '70 (il cui tono ricorda da vicino l'ultimo Pasolini), ne è l'abiura finale.

160 pages, Paperback

First published January 1, 1969

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About the author

Yukio Mishima

464 books9,308 followers
Yukio Mishima (三島 由紀夫) was born in Tokyo in 1925. He graduated from Tokyo Imperial University’s School of Jurisprudence in 1947. His first published book, The Forest in Full Bloom, appeared in 1944 and he established himself as a major author with Confessions of a Mask (1949). From then until his death he continued to publish novels, short stories, and plays each year. His crowning achievement, the Sea of Fertility tetralogy—which contains the novels Spring Snow (1969), Runaway Horses (1969), The Temple of Dawn (1970), and The Decay of the Angel (1971)—is considered one of the definitive works of twentieth-century Japanese fiction. In 1970, at the age of forty-five and the day after completing the last novel in the Fertility series, Mishima committed seppuku (ritual suicide)—a spectacular death that attracted worldwide attention.

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Displaying 1 - 30 of 56 reviews
Profile Image for Carlo Mascellani.
Author 17 books293 followers
March 21, 2022
Mishima era nazionalista? Sessista? Guerrafondaio? Esteta dannunziano? Non saprei. Ne son state dette tante su quest'uomo, sui principi che propugnava, sulla sua morte, sulla sua sessualità. Forse è tutto vero. Forse no. Forse, come sempre, è indice di superficialità etichettare le persone in base a due o tre elementi caratterizzanti. Sia come sia, da queste pagine, emerge la figura di un fine intellettuale deciso a vivere la vita in maniera piena sia dal punto di vista materiale che, soprattutto, culturale e spirituale. Perché, ben oltre le idee di Mishima, sulle quali si può essere o meno d'accordo, da ogni riga traspare un percorso di ricerca personale, l'amore per il proprio valore di uomo, il desiderio di ridestare, in persone ormai narcotizzate dai principi del consumismo e dell'apparenza, quell'anelito di sincerità ,di coerenza e, perché no, di salutare messa in discussione che rappresentano, indubbiamente, ottime occasioni per formare se stessi e migliorare.
Profile Image for Franco Vitaliano.
Author 7 books26 followers
March 17, 2025
"Lezioni spirituali per giovani samurai", non è solo un libro, è un vero manuale che insegna come sviluppare il pensiero in azione. Come ho scritto in altre recensioni di libri di Mishima Yukio, lui non scrive girando intorno al problema, lui va dritto al punto, senza fronzoli, usando la sua penna come fosse una katana di un samurai.
Affronta numerosi temi della vita quotidiana e di come rispettare l'etichetta, l'arte, le persone anziane, la natura e altre cose del quotidiano. Lui da buon tradizionalista qual era combatteva la perdita dei valori della sua nazione, che veniva pian piano invasa da quei valori così diversi che arrivavano proprio da quel paese che avevano combattuto e che aveva portato distruzione. Nel libro ci sono anche dei testi tratti da; "L'associazione degli scudi" (1968); "Introduzione alla filosofia dell'azione" (1969-1970); "I miei ultimi venticinque anni" (1970), per poi finire con il proclama che che Mishima lesse il 25 novembre 1970, pochi istanti prima di fare seppuku il suicidio rituale.
Profile Image for Diletta.
Author 11 books243 followers
March 22, 2014
Dunque, non è una lettura leggera, ovvio, ma non è proprio una lettura da dire "ok, iniziamo questo". È un libro pieno di parole e di voglia di cose, di fatti, di riscatto ovvio, è davvero una lezione, a modo suo. Lo consiglio più o meno a tutti, però, andateci piano, perché a modo suo, è stravolgente.
Profile Image for Vitani Days.
454 reviews13 followers
September 8, 2017
Lettura purtroppo molto frammentata a causa dei corsi universitari ricominciati. Era un saggio, questo, che da tempo avevo in mente di leggere perché davvero, per chi vuole capire Mishima contiene dei testi che sono davvero delle perle. A partire dalle "Lezioni spirituali per giovani samurai", passando per la sua filosofia dell'azione, per un compendio dei suoi ultimi venticinque anni di vita e per il proclama letto prima del suicidio rituale, emerge la figura di un uomo controverso, coltissimo, che amava il Giappone sopra ogni altra cosa. Imprescindibile poi la parte riguardante la "filosofia dell'azione", che è un po' la sintesi di quei valori estetici che ha trasfuso in tutte le sue opere. La lettura di questi saggi è poi zeppa di rimandi alla cultura occidentale, di cui Mishima era grande conoscitore: il tema della morte torna sempre, assieme a quell'ipocrisia di fondo della società del dopoguerra, un voler "proteggere la vita a tutti i costi" che a lui - uomo che credeva in valori ben più elevati della vita - non andava proprio a genio. A dispetto di tutte le sue contraddizioni, del suo pensiero più o meno condivisibile, ciò che ho io negli occhi è l'immagine di un'anima purissima, di un angelo ferito. Mi viene da dire... Mishima, hai fatto bene a suicidarti: perché quello che è diventato il mondo adesso, a quarant'anni di distanza, tu non l'avresti proprio sopportato. Arrivederci, ultimo vero samurai: alla prossima lettura.
Profile Image for Ciro Cicogna.
68 reviews4 followers
January 9, 2023
finalmente ho rivalutato un pochettino Mishima, dico finalmente perchè personalmente trovai spesso germogli interessanti ma per quello che ero prima non mi risultava diciamo sufficiente questa banale reference all'azione. Vedendo oggi la morte di una qualsivoglia identità delle cose questa "filosofia dell'azione" mi risulta molto più fertile di tanta altra riflessione vuota, certo però che rimane ampiamente pericolosa. Se penso alle influenza per dire su un background anarchico temo che si ripercuota in una ossessione verso la distruzione non generativa per così dire. Che poi questo possa rappresentare un futuro migliore del deserto all'interno dell'identità umana mah può essere di discussione. Detto questo: Mishima comunque dà semplicemente una riflessione estetica, formale, seppur sempre proponendo una prassi ed una lavorazione su di sé. Questo è il principale pregio, non l'unico perché è anche un abile scrittore
Profile Image for Marco Svevo.
434 reviews21 followers
August 26, 2017
la terribilita' della vita consiste nel fatto che nulla può garantirci maturità ed evoluzione. per quante conoscenze possiamo accumulare, esse non necessariamente conferiranno sicurezza e stabilità alla nostra esistenza.
"ma il tormento maggiore non è lavorare. la tortura più dolorosa ed innaturale è quella subita da chi, pur avendo talento, è costretto a non usarlo o a usarlo in misura inferiore a quanto potrebbe. l'essere umano ha una natura bizzarra: si sente vitale soltanto quando puo' esprimere al massimo le proprie possibilità"
"nel corpo è insito un caratteristico piacere del movimento, che si esprime nella danza (sic!) e negli sport"
"quando penso ai miei ultimi 25 anni mi meraviglio di quanto siano stati vuoti. non posso dire di avere realmente "vissuto". sono soltanto passato oltre turandomi il naso... in questi 25 anni la conoscenza non mi ha procurato che infelicità...è vero ho continuato a scrivere romanzi. e anche numerose opere teatrali. ma per un autore accumulare scritti equivale ad accumulare escrementi. non giova assolutamente a diventare più saggi. e neppure a trasformarsi in meravigliosi idioti." "non amo molto la vita. a meno che lottare contro i mulini a vento non significhi amare la vita."
Profile Image for Javier.
185 reviews186 followers
October 5, 2018
"¿Queréis tanto la vida como para sacrificar la existencia del espíritu?"

Colección de ensayos escritos por Mishima entre 1968 y 1970, en los que expone sus ideas sobre diversos asuntos: la política, el arte, el valor, la acción, las fuerzas militares, etcétera. Una interesante mirada al ethos del escritor, que se complementa con la lectura de La ética del samurái en el Japón moderno y El sol y el acero. No obstante, en este caso se me hicieron mucho más pesadas ciertas partes, sobre todo aquellas en las que se explaya sobre el asunto de la acción. Desconozco si será por la traducción o si simplemente es un terreno algo árido, pero no llegaron a llamar mi atención. Otras secciones, por el contrario, tienen mucho jugo y hasta pueden llegar a sorprender. Esta edición incluye la proclama que escribió para el día en el que realizó ritual del seppuku, lo que suma otro punto a favor en cuanto a importancia biográfica.
Recomendado para completistas de Mishima, amantes de la vida militar y opositores al mundo moderno.
Profile Image for Persaefone.
147 reviews6 followers
November 28, 2021
Molto figlio del suo tempo per quanto riguarda i ruoli binari e infatti, in quanto karateka che lavora in questo campo da dieci anni e donna, mi ritrovo molto di più nel ruolo maschile descritto dal libro.

Il mio consiglio in merito è: se volete leggerlo prendetelo per ciò che è ovvero un libro figlio del suo tempo.
Profile Image for Black Tea Lady ☕️📚.
377 reviews26 followers
May 25, 2017
Leer a Mishima es leer sobre la sensibilidad y carácter del espíritu japonés. Es la segunda vez que leo éste libro y cada vez encuentro algo nuevo y me gusta más. El libro es un escrito que dejó para las nuevas generaciones japonesas después de su seppuku el 25 de noviembre de 1970.
El libro está dividido en 5 partes:
1. Lecciones espirituales para jóvenes samurais
2. La Sociedad de los Escudos
3. Introducción a la Filosofía de la Acción
4. Mis últimos 25 años
5. Proclamación. 25 noviembre de 1970
En la primera parte del libro, Mishima comparte memorias de cuando era niño y cómo descubre la belleza en la muerte heróica de un hombre joven que lo dejó marcado para siempre. La mayoría de sus recuerdos se encuentran más desarrollados en *Confesiones de una Máscara*, después hace una reflexión sobre el Japón de la posguerra en donde ve a una juventud derrotada y marcada por el nihilismo americano del consumismo y sus valores vacíos. Mira como sus compatriotas han dejado atrás sus principios y en silencio se dirigen a un precipicio en dónde se encontrará la soledad y la perdición del alma-espíritu japonés. Hace un recordatorio de la enseñanzas del Bushido y la importancia del ejercicio físico y mental, así como lo proclamaron los griegos como Platón.
Después de la derrota de Japón, el Emperador perdió su divinidad y de algún modo la valentía y la esencia del japonés cambió y mira cómo los movimientos estudiantiles de los 60´s son muy diferentes a cómo eran los japoneses antes y después de la guerra del Pacífico. Crea la Sociedad de los Escudos, que es vista con recelo y desaprobación por la comunidad, ya que de algún modo recuerda a el Ejército Imperial, aunque Mishima dirá que no es lo mismo pero el uniforme y el ejercicio del Kendo y la bandera de la sociedad, lo delatan. Hay muchos argumentos políticos durante los primeros 3 escritos del libro, ya que por los 60´s los movimientos estudiantiles se hicieron presentes y Mishima los vío y de algún modo participó en ellos.
Después viene el final, un resumen discreto de sus últimos 25 años en donde marca la necesidad de regresar a los valores arcáicos y revivir el fuego del alma japonesa. La Proclamación es el documento que leyó ante los soldados japoneses después de raptar al comandante, en medio de rechiflas, helicópteros y medios de comunicación, apenas y se escuchó su discurso. Habiendo terminado, se dirigió a la oficina del comandante y se suicidó por seppuku, abriendo sus víceras en lo que le cortaban su cabeza con una katana.
Mishima de algún modo es un romántico y nostálgico de una época que dudo que regrese a Japón. Por un lado, como profeta ha dado en el clavo en cuanto a que las nuevas generaciones japonesas no tienen interés en saber las viejas costumbres, las viejas canciones, los antiguos valores y algunas tradiciones e historia son desconocidos para muchos de ellos. Aunque por otro lado, los japoneses hicieron mucho daño durante la Segunda Guerra Mundial y fue un fuerte motivo para evitar tocar cualquier tema relacionado pero Mishima lo que hizo fue mostrarles con un espejo la esencia del japonés y la necesidad de aceptarlo y retomar los valores.
Profile Image for Roberto.
366 reviews41 followers
August 25, 2017
Al samurai che è in noi e che, più o meno con onore, muore

Non un romanzo, ma pensieri. Analisi e riflessioni sulla realtà del Giappone post-bellico, prima occupato e poi intenzionalmente plagiato dal sistema di potere culturale statunitense, allo scopo di renderlo impotente. Laddove tutto o quasi tutto della cultura ancestrale dei samurai, dell'onore e dei valori è andato via via dimenticato. E a chi si rende conto di ciò e cerca di resistere, con le proprie opere e non solo, restano solo sforzi infruttuosi e delusione e sgomento.

L'immagine dell'uomo che cerca di resistere al tempo misero che avanza (e tutto rende più insulso e corrotto) che resta di Mishima dopo queste letture può, in prima impressione, sembrare che ci riguardi poco. Cosa abbiamo a che fare noi con l'antico sol levante, col bene e col male che appartenevano al samurai, con la sacralità dell'imperatore e quella dell'azione non finta ma convinta e reale? Se questa fosse la domanda, risponderemmo di certo nulla.

Ma le cose non stanno esattamente così. A guardarle meglio, le riflessioni e le frustrazioni di Mishima di fronte al cambiamento degenere acquistano oggi valenza universale. Son simili a quelle che riconosciamo tristemente in noi stessi, tra coloro che avevano sperato che tutto potesse evolvere meglio. O almeno in modo rispettoso dei sacrifici e dei valori già dei nostri padri, di ciò che ci hanno insegnato essere il bene e il male, di ciò che va difeso o combattuto.

Oggi noi, come ieri Mishima, ci ritroviamo impotenti e frustrati dinanzi alla corruzione spicciola del sistema, ai mille meschini interessi che sfilacciano questo mondo in poltiglia e ne pregiudicano il futuro. Ad occhi aperti e ben consapevoli, riconosciamo la direzione del cammino. E forse sapremmo anche cosa fare, ma siamo esausti dal lungo provare ed ormai impotenti. Come Mishima, abbiamo infine capito e restiamo a trastullarci coi nostri inutili rimpianti.

"In questi venticinque anni ho perso ad una ad una tutte le mie speranze, ed ora che mi sembra di scorgere la fine del mio viaggio, sono stupito dell'immenso sperpero di energie che ho dedicato a speranze del tutto vuote e volgari. Se avessi riversato altrettanta energia nel disperare, avrei forse ottenuto qualcosa di più."
Profile Image for The Frahorus.
1,000 reviews100 followers
August 25, 2018
Il libro è formato da cinque saggi dello scrittore, morto suicida per un ideale politico, Yukio Mishima (celebre per l'autobiografia "Confessioni di una maschera"), una delle personalità più controverse ed emblematiche del Giappone moderno. Questa raccolta di suoi scritti è la prima opera che leggo di lui, e sinceramente sono curioso di leggere anche altro, come la già citata biografia.
Questo libro è formato dalle seguenti parti:
1) LEZIONI SPIRITUALI PER GIOVANI SAMURAI (saggio), dove l'autore riflette e fa le proprie considerazione su varie tematiche come la vita, il piacere, il corpo, sul mantenere la parola data, eccetera.
2) L'ASSOCIAZIONE DEGLI SCUDI (scritto minore), dove parla della associazione da lui fondata, un piccolo esercito di cento persone (che lui definisce veri guerrieri), un vero e proprio esercito pronto ad intervenire in qualsiasi momento. Crea questo esercito proprio perché disgustato da un Giappone debole e incapace, asservito al potere degli Stati Uniti. Il suo sogno è realizzare una restaurazione del Giappone imperiale.
3) INTRODUZIONE ALLA FILOSOFIA DELL'AZIONE (saggio);qua Mishima discute assolutamente in modo politico e cita spesso i movimenti studenteschi, una sorta di pamphlet politico.
4) I MIEI ULTIMI VENTICINQUE ANNI (articolo);
5) PROCLAMA, che lesse il 25 novembre 1970, pochi istanti prima di suicidarsi).
Con queste lezioni Mishima intende formare una nuova generazione di samurai, che ridia vigore al termine "samurai", eccessivamente stravolto dalle trasformazioni del folklore nell'apertura del Giappone all'Occidente, da lui sempre contestata (e odiata). Partendo da questo intento, che porta dapprima l'autore a discorrere di arte, di bellezza dei corpi (rifiutando peraltro il disprezzo buddhista per il fenomenico e la materia), del ruolo della tradizione e del rispetto degli anziani, ben presto passa ad argomentare una corposa critica al Giappone moderno e ai costumi delle nuove generazioni, osservate e discusse con occhio critico.
Profile Image for Libia Fibilo.
237 reviews11 followers
June 27, 2025
La divisione che seguo corrisponde a quella di Mishima. Il testo sotto ogni capo non è un riassunto o una copia del pensiero di Mishima, ma quanto ne ho capito o che cosa mi ha ispirato.

VITA: ORIGINE DELL'ARTISTA 5/5

La vita presenta opportunità di esperienza tramite pericoli. Minore è l'esperienza, minore è la percezione dei pericoli, e maggiore è il loro pericolo, perché giungono inattesi. Maggiore è il pericolo e minore è il ruolo dell'immaginazione. Il pericolo richiede l'azione, l'osservazione razionale del mondo esterno.

Ma una sensibilità ferita dai pericoli e protetta, cercherà invece nell'immaginazione un espediente per la propria insoddisfazione o noia. La sensibilità ferita troverà delle incongruenze e tenterà di rimediarle nella propria immaginazione. Ne segue che quelle forze utili per affrontare la vita si dirigono invece verso questa arte dell'immaginazione. L'artista non cresce davvero, l'infanzia resta la sua fonte e il suo rifugio e la sua vita emana quel profumo irresponsabile dei sogni. L'artista cerca protezione per questa coltivazione dell'immaginazione nei propri sensi. L'artista nasce dall'inesperienza che si ferisce, dalla forma ferita della sensibilità, e da un conseguente culto dell'immaginazione sensibile, del sogno irresponsabile che cerca una protezione per creare l'inesistente mondo dove non c'è la propria insoddisfazione.

Ci sono esempi di una vita di avventure poi riversata in talento letterario, come il Casanova; e una vita di insoddisfazione che defluisce nell'arte con potenza, come Stendhal.

Inesperienza ferita, rifugio immaginifico, irresponsabilità che cerca rifugi, rimedio all'insoddisfazione o alla noia sono i tratti da cui origina l'artista. Il terreno dell'artista è il nulla, perché il mondo della sua soddisfazione non esiste, quindi deve crearlo.

Per farlo deve accettare la realtà come rifugio onirico e non come balia della sua sensibilità ferita.

ARTE 5/5

La vita che al primo contatto con la morte si spezza è vetro. Il valore della vita si testa attraverso la difficoltà, il modo in cui la si affronta. Ai tempi odierni la morte ha perso valore tragico: si muore in un incidente d'auto, per malattia, dopo avere trascorso una vita rannicchiata in un lavoro. In assenza di pericoli mortali l'impulso della vita si è dato in una folle corsa al sesso e all'azione politica con un surrettizio desiderio di impura violenza.

Ma l'arte nasce dalla gioia del proprio cuore solitario e perciò perde significato come bellezza e ne acquista come stimolante alla vita, vedi i romanzi di spionaggio per esempio. Queste avventure sono un'illusione di avventura per chi non le ha provate, un autoinganno di averne in qualche modo saggiato il sapore, e un ricordo per chi davvero ne visse.

Così l'arte del tormento che incoraggia alla vita nei Karamazov non può essere vissuta da un politico in pensione, così come un lavoro classico e olimpico come quelli del Goethe non giungono al cuore, e sono di una bellezza sterile.

Il paradosso è che la pace genera il meglio dell'arte, ed è anche una condizione impossibile per goderne, perché questo godimento implica la capacità di tollerare le ansie della vita.

POLITICA 5/5

Ripresa del concetto: la vita mostra il suo splendore quando affronta il pericolo, percepisce la morte. Le persone cercano nella politica la violenza che non trovano nella vita. Così le persone non odiano la pace, ma il bisogno di conoscere la morte le porta all'azione politica violenta. Così la pace stabilita dalla politica porta alla noia e alla ribellione.

La politica di per sé ha due funzioni: 1. preserva l'ordine della vita civile secondo scopi realistici e moderati e 2. preservazione di quell'ordine tramite l'ottenimento della fiducia del popolo, correggendo gli errori dell'amministrazione, riformando con gentilezza secondo le opinioni delle persone. Con il fatto delle condizioni di reale miseria e le contraddizioni sociali tra ruolo della politica e carattere della preservazione dell'equilibrio sociale si è creato un nuovo tipo di politica violenta e sovversiva.

Il politico che preserva l'ordine perde il suo fascino e diventa un noioso burocrate conformista, così anche in situazioni dove non c'è motivo si è diffuso un sentimento di rivolta.

L'insoddisfazione artistica trasferisce l'impulso artistico nella vita reale, nell'azione e proietta l'inquietudine della vita nell'irrequietezza sociale, nel tentativo di provocare in modo artificiale un contatto tra la vita e la morte, e provare la propria esistenza tramite la lotta.

Così la politica è diventata arte, spettacolo, da cui si esigono le soddisfazioni che dovrebbe dare l'arte. Nella loro essenza, la politica è responsabilità, l'arte è irresponsabile. Ma se l'arte fallisce e sfocia nella politica, allora la politica è contaminata dall'irresponsabilità dell'arte. Per il fatto che la politica si giudica dai risultati, allora priva di responsabilità, la politica adotta la massima per cui il fine giustifica i mezzi. Per un sofisma, ogni politico è responsabile dei risultati, ma non dei mezzi. Così l'irresponsabilità dell'arte testimonia il suo ingresso in politica. La vita è finzione, la società è un teatro, i cittadini sono spettatori o attori, che posano come eroi che affrontano la morte. L'esempio di vera emozione della morte che trasborda in realtà è il suicidio solitario di un ragazzo nella sua stanza (Kozaburo).

L'UOMO CORAGGIOSO 4.5/5

Per i giapponesi, il samurai è un antenato. Per chi non lo è, il samurai è un selvaggio esotico. Quando accade che qualcuno crei un mito negli altri perché incapace di formare in sé delle idee ed essere loro fedele, non si deve vergognarsi della propria storia e del proprio credo. Questo non significa diventare fanatici o creare una bandiera o un movimento. L'azione non ha natura collettiva, ma l'azione dell'individuo può individualizzare la sua appartenenza ad una collettività con dei gesti, rituali.

Il codardo fa sempre ciò a cui lo conduce il piacere. Il codardo non impara, e spende i soldi in moda, vestiti, pasti sofisticati o lussuosi. Ha o dice di avere un appetito sessuale straordinario, e lo persegue con lo stesso fanatismo con cui respinge ogni forma di obbligo o tenta di deformare il più a lungo possibile la percezione del destino. Spesso il codardo finisce per le sue decisioni in condizioni di afflizione, di cattiva salute e di trascuratezza corporea e invece di reagire si inacidisce.

Generalmente le donne amano la pace a qualsiasi costo, perché in loro è scritto il destino della generazione, che lo compiano o no. Coloro che soccombono a questo carattere fatale della loro psicologia, sia per esaudire che per respingere, trascorrono la vita a negare istericamente ogni barlume di crisi o di realtà esterna, per il fatto che la realtà esterna è pericolo. Un sintomo di questa decadenza è il pensiero che le donne siano indipendenti in essenza dagli uomini e che siano in grado da sole di fare fronte ai pericoli della realtà. Vi farebbero fronte coi loro mezzi di pretesa isterica, pur di non vedere come la possibilità stessa della complementarietà umana è una crisi che ognuno affronta in se stesso per completarla, e non per evitarla. Le donne che predicano l'indipendenza delle donne non capiscono l'essenza degli esseri umani e dimostrano un ridicolo tentativo di imporre alla realtà una certa immagine confidente di sé, di cui in fondo sono del tutto prive.

Queste donne in alcuni casi sono tali perché hanno compreso l'inaffidabilità degli uomini, ovvero hanno incontrato solo codardi. Il codardo reagisce con la costrizione, di se stesso alle pretese delle donne o di altri uomini, o contro le donne o gli uomini, regredendo in un sistema di tradizioni per imposizione, e non per progresso fertile e orgoglioso. Il codardo si gloria di appartenere a un gregge, ma sbraita quando deve riconoscere di appartenere ad una storia.

Mishima trae la conclusione che l'uomo deve coltivare in sé il suo naturale stato di tensione, perché un uomo è tanto più coraggioso quanto è in grado di controllare questa tensione.

Allo stesso modo, aggiungo, la donna coraggiosa coltiva in se stessa il suo naturale stato di abbandono, e tramite la consapevolezza di questo scorrere lungo la sua vita non vi ceda. Per questo la donna coraggiosa sa meglio scegliere, e tanto di più quanto è in grado di controllare questo abbandono che coltiva.

In generale il coraggio è resistere a quello che coltiviamo in noi stessi, perché continui a svilupparsi e possa restare intatto davanti alla crisi.

IL DECORO (O PUDORE, NELLA TRAD ITALIANA) 4.5/5

Di solito il pudore si associa all'inesperienza e alla cautela riluttante nel procedere verso le esperienze. Ma il pudore si addice soprattutto all'ambizione. L'ambizione senza decoro perderà nella purezza e diventerà un'ansia furibonda di raggiungere la fine.

Il pudore in generale riguarda il fatto che mostrare per prima cosa a chi non ci conosce la parte peggiore significa allontanare oppure avvicinare chi vuole sfruttare la debolezza.

Nelle telefonate vedo crescere l'indelicatezza nel conoscere le intenzioni o i sentimenti altrui. Come una porta che non viene oliata poi non si può aprire senza cigolare, così senza l'unzione delle parole la porta della comunicazione cigola in modo insopportabile i suoi molti e consumati ingressi. Il pregiudizio per cui la sincerità sia immediatamente comprensibile rivela ignoranza delle parole e una confusione con l'impazienza dei desideri. Le parole sono un passaggio tra sponde opposte, separate dalla forte corrente delle emozioni. Il decoro le rende un solido ponte.

Inoltre è normale considerare l'intimità come uno scioglimento di ogni formalità, invece che come un intensificarsi di un linguaggio segreto estraneo ad altri.

Il decoro continua a vigere soprattutto in ambito militare. Per paradosso, il decoro ha reso senza classi il sistema militare. In ambito militare, la recluta ricca è trattata come la recluta povera, per ragioni di anzianità e grado interne. Questo avviene idealmente perché il decoro fa precedere la forma sul contenuto del discorso. Così, la comunicazione cessa di essere sul personale, e ci sono minori occasioni che il discorso degeneri in alterco violento. Per i più intelligenti, la priorità della forma indica la via per unificare i loro pensieri prima di parlare; per i meno dotati, c'è comunque il notevole vantaggio delle fluidità del discorso basata sulla struttura del discorso o la reciprocità nel riconoscerne le forme in senso rituale. I peggiori o i manipolatori useranno il meccanismo delle forme per inflazionare un'autorità da stolido burocrate, per vendicarsi della loro individuale impotenza. Queste persone non prendono dal decoro le forme per definire la propria persona, ma fanno coincidere le forme del decoro con la loro personalità, e la loro personalità con il loro potere sugli altri, non con la loro magnanimità. La magnanimità è non deviare dai propri principi al variare della fortuna.

In politica questo si vede nella corsa al voto, o, per essere più acuti, nell'accordo tra parti per mantenere uno spettacolo e diffondere l'idea di un lavoro strenuo, teso nello spazio di una poltrona.

Il decoro in generale è eleganza nell'uso della forza, qualunque forma essa assuma. Per i critici della convenzione, il decoro è una specie di rigidità che compensa alla mancanza di spontaneità. Di solito con la parola spontaneità i critici cercano di celare una mancanza di autocontrollo. Chi manca di autocontrollo può ancora avere una grande intelligenza ed acume a riversare nelle giuste occasioni ogni genere di forza che sia in lui.

Personalmente, chiamo questa personalità della fogna.

Il decoro permette anche di vivere ognuna delle emozioni, se per decoro si intende la capacità del proprio spazio interiore di reggere la contraddizione tra il dovere di una pace esterna e l'impulso ad una distruzione interna tramite azione trascinata da una passione. Di solito la pace esterna è un desiderio per seguire il corso di passioni forti. Una passione è tanto più forte quanto minore è la sua violenza. Infatti, se una passione deve essere forte per muoverci, questo significa che in noi è debole, e che noi valutiamo la sua forza da quanto ci trascina invece di quanto la riconosciamo.

Il decoro apre la socialità, perché niente è più fastidioso dell'ignoranza dello spazio personale. L'intrusione e l'ospitalità si escludono.

SUL CORPO 4.5/5

Il Giappone non ha conosciuto Venere né Apollo. La bellezza giapponese è stata Canonica, fino ad Utamaro, 18 esimo secolo. I suoi disegni evocano una tangibile sensualità femminile. La bellezza neutra o canonica è quindi considerata un passaggio inferiore al vero svilupparsi e maturare della sensualità, maschile e femminile.

Questo non significa che il Giappone non abbia avuto un'intensa sessualità. Nella corte, così come a quella più celebre, francese di Luigi 14, vigeva una regola per la bellezza rigida, e questa rigidità portava con sé fragilità e debolezza nel corpo. Non era il corpo NUDO a costituire la bellezza nobile.

Quello che è importane è che si cela qui l'idea per cui il corpo è la metafora di qualcosa di più alto di cui il corpo è materia, assoggettata dalla mente. Il corpo è la manifestazione di qualcosa che lo trascende.

Non concordo con Mishima nello spirito platonico di questo pensiero, perché Platone vedeva nel simbolo matematico in generale ciò che nel materiale eleva al regno delle idee. L'amore del Platone essoterico era più che altro un'analogia.

Allo stesso modo non concordo con Nietzsche sul fatto che il cristianesimo abbia svilito il corpo. Al contrario, fu proprio il pensiero cristiano a vedere nel corpo un'occasione di venerazione (come nel corpo di Cristo). Questa venerazione è stata poi riversata dai signori su architettura e vesti, ma l'afflizione corporale è lontanissima dal cristianesimo cattolico, che anzi subì pretenziosamente il luteranesimo proprio per questo. Strano a dirsi per un pensatore tanto acuto, che in questo caso si lasciò guidare più dalla crociata che dall'osservazione, le pratiche del cristianesimo di rinuncia mirano a rendere onirico il sesso, oltre che intriso di qualcosa di molto più strano.

A proposito si veda l'ossessione di Mishima per la morte di s.Sebastiano, e la fantasia del Paese delle Melagrane, contenuta in: Mishima, Il Tempio dell'Alba. (Se vi va di ascoltare in italiano, visitate il mio canale Letteracura: lì c'è un video di lettura di questo passo (paragrafo 25).)

Il corpo maschile ha subito un destino diverso, ma ugualmente negletto. Mentre la glorificazione del corpo femminile ha portato a trascurarne le parti, per una visione di insieme canonica, il corpo maschile muscoloso era considerato da classe sottomessa. Il corpo nobile del maschio a cui la donna sussurrava parole lascive era debole, fragile, flaccido ad indicare che non era sottomesso a fatiche fisiche da cui deriva la forza.

Curioso il fatto che mentre in Grecia abbellire il corpo equivaleva ad abbellire lo spirito, nella cultura samurai l'esercizio era connesso soltanto al valore spirituale, senza passare per il corpo. Così il corpo di Masashi era "tecnico", cioè elegante invece che rigido, leggiadro invece che brusco, ma non si parla della bellezza carnale. Il corpo dell'essere umano tra il corpo del samurai e il corpo del filosofo ha valore soltanto strumentale. Il corpo del maschio doveva dimostrare gravità, ed era per ciò avvolto in vesti che la dimostrassero.

L'America ha un forte culto del corpo, come per esempio nel culto del sorriso. Chi ha brutti denti non può ottenere successo sociale nel senso della bellezza. Si diffonde così la chirurgia estetica in tanto che il corpo non è testimone di elevazione, di disciplina, ma di impressione sugli altri. Questo culto che implica la bellezza spirituale nella bellezza corporea senza la mediazione di una venerazione è un decadimento del culto greco, perché la venerazione non è una forma di decoro nel rapporto, ma un'impressione. L'esempio di Marylin Monroe mostra come la bellezza sia stata venduta a pezzi, con disdegno per gli aspetti spirituali. Al contrario in giappone si trascura la sensualità del corpo per esasperare il decoro.

Il detto di Wilde non è solo un paradosso, ma una verità: curare lo spirito con i sensi, e i sensi con lo spirito.

Il fato dell'umanità implica che nella bellezza del corpo ci sia anche la potenza della sensualità, e in questa il trascinarsi al sesso. Accordare questo destino con la tensione del decoro è il compito dell'etichetta.

SULLA LEALTA'

La scuola si struttura in modo che ognuno guadagni confidenza attraverso molte piccole obbedienze e altrettante sconfitte o rese. Per la confidenza sarebbe migliore avere tante piccole vittorie. Ma se alla confidenza si associa la ribellione, allora si prova a sceverarla, così che chi si ribellerà o trionferà sarà qualcuno degno di essere al comando.

Questo si riflette come un ambiente sempre teso, dove la tensione è mantenuta con piccole trasgressioni che minano la fiducia in se stessi per imprese di propria iniziativa: arrivare in ritardo, non mantenere le promesse. In genere questo atteggiamento si inverte in una stima eccessiva della socialità quando si tratta di occuparvi un ruolo. Questo è il modo in cui si crea il tipo del burocrate zelante, il peggiore mostro di mediocrità autocompiaciuta che esista.

Questo non potrebbe esistere in una situazione di guerra- argomenta Mishima, quindi gli esempi di mantenimento delle promesse resta in ambito militare, così la cultura stessa prende la forma di una lotta tra opposizioni, un gioco di alleanze e tradimenti.

La teoria del contratto supporto questo gioco: il contratto porta l'obbligo in un piano di comunicazione con gli altri. Serve una riflessione che superi l'istinto a trovare forza nei gruppi perché si capisca che l'obbedienza a principi da se stessi scelti per formare una personalità definita vale più di un cieco seguire ogni istinto, che termina con accusare ogni ostacolo, perché non avrebbe il diritto di frapporsi fra noi e- tutti gli altri che non hanno la forza di superarlo o anche solo pensarlo come una pietra miliare nel proprio sviluppo. Chiamo questa: personalità del richiamo.

Lo stesso vale nei rapporti tra uomo e donna, che sono degenerati nella teoria dell'indipendenza, a sua volta dipendente dall'assunto completamente errato per cui la società si basa sulla competizione egualitaria tra adulti. Per questo il sesso ha preso un'importanza eccessiva e per nulla strumentale.

L'essenza della relazione sociale è la lealtà, e senza di questa non c'è bellezza che possa compensarne l'assenza.

[continua nei commenti]
Profile Image for Procyon Lotor.
650 reviews111 followers
January 27, 2014
La sensazione che si prova leggendo quest'uomo di grande cultura, � il continuo reperimento di numerosissimi elementi in comune con la cultura greca, romana, europea rinascimentale e per finire moderna o popolare, per� con gli stessi elementi con cui qui da noi abbiamo costruito che ne so, una caffettiera, in Giappone ne � uscito un frullatore. L'effetto � straniante. (se poi pensiamo che lo stesso paese che ha generato Mishima ha generato pure Murakami e la Yoshimoto... dire "il Giappone" � molto fuorviante.) Il libro contiene svariati scritti: le lezioni spirituali per giovani samurai (il pi� ampio: in pratica un compendio storico, etico-estetico aggiornato all'oggi), l'associazione degli scudi, (la fondazione di un nucleo paramilitare) introduzione alla filosofia dell'azione (un'addestramento del precedente), i miei ultimi venticinque anni (contemplazione della sua obsolescenza) e il proclama (letto prima di uccidersi in seguito al ripudio generalizzato dei sui valori). Dai titoli se ne dedurrebbero farneticazioni di un nazifascista yellowmonkey. No. Allego un estratto del primo scritto: Semplicemente, in quest'epoca in cui la fiacchezza di spirito dei letterati si � diffusa in tutto il Giappone, provo l'urgente desiderio di mostrare quanto astuta sia la struttura psichica dell'intellettuale. La letteratura � la professione ideale per chi desideri rifugiarsi in una zona sicura, come un granchio si occulta nella sua tana. La letteratura si fonda infatti sulla premessa che il suo mondo non abbia alcun rapporto con la realt�, e cos� pu� sfuggire ad ogni criterio di valutazione. I veri intellettuali sono coloro che non hanno altri interessi o impegni all'infuori della letteratura, che pongono come ideale di vita un'immortalit� ed una dissolutezza ammissibili soltanto in un'opera letteraria. Avverto costantemente il pericolo che la letteratura annienti la morale. E ho pi� volte analizzato i tranelli in cui cadono inconsciamente coloro che tentano di trovare un'etica ed un obiettivo di vita nella letteratura. Conosco dunque molto bene la pericolosit� del fascino che essa esercita sui giovani. Chi infatti cerca un obiettivo di vita nella letteratura � in qualche modo insoddisfatto dell'esistenza reale. Ma invece di risolvere concretamente la sua insoddisfazione nell'ambito della realt�, anela ad un mondo diverso, con la speranza di poter risolvere in esso i propri problemi, e tenta di scoprire nella letteratura un obiettivo di vita o una morale. Ma la letteratura che soddisfa tali richieste � inevitabilmente di second'ordine: va per� detto che i giovani da essa influenzati non subiscono che lievi danni. Non voglio citare alcun nome di scrittore, ma � certo che una simile letteratura � esistita ed � stata utilizzata in ogni epoca. Essa incita l'uomo ad una spiritualit� pi� alta, � molto abilmente costruita al fine di illudere l'essere umano, dandogli l'impressione di elevarlo, anche se di poco, dal livello della morale comune, e di rischiarare, anche se con una debole luce, la sua vita. Naturalmente simili romanzieri agiscono con astuzia. Confortano i giovani delusi in amore, infondono nuova energia a coloro che hanno fallito, in modo che possano ritentare l'impresa. A chi � perdutamente innamorato e in preda alla disperazione, dicono: �Ecco com'� la donna�, e lo guidano ad una visione lievemente pi� trascendentale. A chi � tormentato dalla povert� insegnano che al mondo non � solo il danaro ad avere importanza, che esistono anche i valori dello spirito. Chi ritiene di essere un debole sia fisicamente sia spiritualmente viene consolato con l'affermazione che pi� si � deboli pi� si � vicini alla verit�. Sono insegnamenti gentili, a volte severi, come la mano di una madre o di un maestro, e non poche persone si sono risvegliate alla vita frequentando una simile letteratura. Essa � inoltre generalmente fornita di spirito umoristico e di un certo fascino volgare, cui sono abilmente intrecciati, cos� da attrarre l'attenzione, insegnamenti che n� la scuola n� i genitori sanno dare. Il livello pi� basso di una tale letteratura � rappresentato dalla maggioranza dei racconti per l'infanzia. Le bambine incominciano a leggerli nei primi anni delle elementari, e si abituano ad immaginare i loro vaghi sogni cristallizzati in puri amori che saranno poi infranti dalle vicissitudini dell'esistenza. La vera letteratura � totalmente diversa. Ci� da cui desidero mettere in guardia i giovani intellettuali � il pericolo insito nell'autentica letteratura. Essa ci mostra con durezza, senza alcun eufemismo, quale orribile destino gravi sull'essere umano. Ma non lo mostra suscitando un fremito di paura come nella �casa degli spiriti� dei giardini d'infanzia: la letteratura non ricorre a simili trucchi, bens� a meravigliose frasi ed a descrizioni incantevoli, che rapiscono l'animo, con le quali ci rivela che la vita umana non ha alcun significato e che nell'uomo si cela una malvagit� che non sar� mai redenta. Pi� la letteratura � di buona qualit�, pi� ci comunica l'idea che l'essere umano � condannato. Chi fa di essa il proprio scopo di vita, non � condotto nel dominio della religione, che occupa senza dubbio una posizione lievemente pi� avanzata, ma viene portato sull'orlo del pi� terribile precipizio, e qui � abbandonato. Chi frequenta la terribile letteratura di alta qualit� e si lascia portare fino al baratro - ad eccezione di quanti sono in grado di creare con analogo talento opere letterarie dello stesso valore - diviene preda dell'illusione di aver raggiunto quel precipizio con le sue sole forze. Da un tale miraggio scaturiscono vari sentimenti. Si comprende la propria impotenza - si � solo degli intellettuali privi di forza, non si pu� cambiare la propria vita n� attuare alcuna rivoluzione - e per� si ritiene che la posizione raggiunta consenta di prendersi gioco di tutti. � una conquista ottenuta grazie alla letteratura: e sebbene si abbia coscienza della propria inferiorit� fisica, del disprezzo degli altri, dell'assenza di principi morali e della mancanza di qualche particolare talento, si � ormai preda della strana presunzione di avere il diritto di deridere il mondo intero. Si considera quindi ogni cosa con cinismo, si deride ogni impegno, si scoprono grotteschi difetti in chi dedica a qualche ideale tutte le proprie energie, si dileggia la sincerit� e la passione, e ci si attribuisce il privilegio di disprezzare tutto ci� che � bello e superiore, le azioni pure ed impetuose che sono una sorta di cristallizzazione dello spirito umano. Questo atteggiamento si manifesta inconsciamente nel volto e nell'atteggiamento. Mi � sufficiente uno sguardo per distinguere tra la folla un ragazzo posseduto da simili idee: i suoi occhi sembrano limpidi, ma privi di luce nel profondo, ed � totalmente sprovvisto di pura naturalit� e di forza animalesca, le principali prerogative della giovent�: non � che una sorta di crittogamo. Non v'� dunque da stupirsi che io abbia cercato di sottrarmi a questo tipo di letteratura, conoscendone pi� di altri il veleno. Tuttavia, essendo un uomo di lettere, continuo a subirne la persecuzione; non � dunque strano che io desideri almeno mostrarne la pericolosit� a chi non esercita tale professione. Ed � su questo che si fonda il mio biasimo per i giovani intellettuali. Soltanto in anni recenti ho capito che basta praticare il kend? e brandire una spada di bamb� per evadere, anche se per brevi istanti, dal pantano del nichilismo. Mi sono occorsi molti anni per poter comprendere che l'azione pi� semplice ha il potere di risanare dal morbo della letteratura: ma ormai esso aveva gi� avvelenato met� della mia giovinezza. Spero che i giovani intellettuali tormentati dalla febbre della letteratura possano risvegliarsi prima di quanto abbia saputo fare io. Mi auguro che ci sia qualcuno di loro in grado se non altro di scrivere un'opera non contagiata dal veleno altrui, ma intinta genuinamente nel proprio. Lo buttiamo?
Profile Image for Alessandro Caltabiano.
Author 1 book10 followers
April 13, 2022
Avevo già apprezzato il Mishima romanziere, qui ho avuto modo di apprezzare il Mishima intellettuale nell'ultimissimo periodo della sua vita (è contenuto nel libro anche il discorso che fece prima di compiere il suicidio rituale dei samurai). Perché sì, questo era Mishima: un finissimo intellettuale e patriota romantico impegnato in un profondo percorso di ricerca interiore, culturale e spirituale, senza dimenticare il lato materiale dell'esistenza - da non confondere assolutamente con il consumo, o con il consumismo.

Le sue idee politiche, la sua sessualità, alcune morbosità del suo carattere (tipo quelle che possono portare un uomo a farsi decapitare con una katana, tanto per dire... 😁) sono solo apparenza che trovo giusto passi in secondo piano.
Il valore di queste pagine per il lettore risiede in altri aspetti: la necessità per ognuno di noi di elaborare un percorso ideale e coerente in un'epoca priva di valori, di riscoprire l'importanza di saper mettere in discussione la "realtà" per stimolare la nostra intelligenza e la nostra cultura (quante "notizie" accettiamo per buone ogni giorno solo perché le sentiamo dalla TV?) e soprattutto di combattere l'apparenza, il consumismo e l'appiattimento culturale portato dalla globalizzazione riscoprendo il valore della nostra unicità, della nostra storia, delle tradizioni che indicano anche ciò che siamo e del Paese che è, nel bene e nel male, la nostra casa.

Un libro da conservare a vita, per la vita.
Profile Image for Mª Inmaculada.
32 reviews
September 11, 2025
Este ejemplar en concreto, el de la editorial Palmyra, posee una larga introducción a cerca del autor, hablando sobre todo de su amor obsesivo por la muerte y la gloria del Japón de antaño.

Es un escrito filosófico y muy crítico con el Japón moderno (en su época, los años 60), por el hecho de haber olvidado su legado samurái.
Mishima habla sobre el heroísmo de eras pasadas en la época de los shogunes, de la grandeza militar, de la muerte en plena batalla y su belleza. Y por otro lado critica al Japón de posguerra, por haberse inclinado ante Estados Unidos, aceptando tener un ejército de defensa, y comprometiéndose a no intervenir en ningún conflicto bélico internacional.

El autor, culpa duramente al ejército por aceptar esta situación y proteger una Constitución contraria a un Japón militarizado, lo que según él, ha llevado a la sociedad Japonesa a un estado de hipocresía y de sedentarismo, donde la acción ha sido sustituida por la economía, el rango social y la política.

El último capítulo del libro, fue el discurso que leyó ante los soldados de un cuartel donde se atrincheró con su propio ejército de cien hombres (La sociedad de los escudos), antes de hacerse el seppuku, y morir de manera (según él) bella y heróica.
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Profile Image for Chiara Galatro.
19 reviews
September 15, 2025
Lezioni spirituali per giovani samurai non è un manuale, né un semplice commento all’Hagakure: è un saggio in cui Mishima riversa la sua visione del Giappone moderno, intrecciando critica sociale, estetica e filosofia personale.
Il testo colpisce per tre aspetti:
La polemica: Mishima attacca il materialismo e l’apatia del Giappone postbellico, auspicando un ritorno a disciplina e coraggio.
L’estetica del sacrificio: la sua idea di bellezza è legata a un’onorabilità estrema, fino all’accettazione (e persino esaltazione) della morte.
Il tono radicale: più che un trattato equilibrato, è un manifesto che rivela la tensione interiore dell’autore, preludio alla sua tragica fine.
È un libro breve ma denso, affascinante e disturbante insieme. Non sempre condivisibile, ma sicuramente potente. Più che un testo da “applicare”, lo vedo come una testimonianza viva della mente di Mishima, con tutte le sue contraddizioni.
Per me merita quattro stelle: non tanto per la “condivisione” dei contenuti (che restano radicali), ma per la forza con cui trasmette un pensiero estremo e unico. È un libro che si legge in fretta, ma che rimane a lungo nella mente.
Profile Image for Roberto Bertero.
82 reviews4 followers
March 2, 2022
"Avverto costantemente il pericolo che la letteratura annienti la morale. E ho più volte analizzato i tranelli in cui cadono inconsciamente coloro che tentano di trovare un'etica e un obiettivo di vita nella letteratura. Conosco dunque molto bene la pericolosità del fascino che essa esercita sui giovani. Chi infatti cerca un obiettivo di vita nella letteratura è in qualche modo insoddisfatto dell'esistenza reale. Ma invece di risolvere concretamente la sua insoddisfazione nell'ambito della realtà, anela ad un mondo diverso, con la speranza di poter risolvere in esso i propri problemi, e tenta di scoprire nella letteratura un obiettivo di vita o una morale"
Profile Image for Alessandro Chirchiglia.
116 reviews
November 13, 2023
Un libricino interessante e attuale. Mishima intuisce quelli che diventeranno i problemi della società moderna: l'appiattimento sociale causato dalle democrazie, l'adozione passiva del modello americano, la crisi dell'uomo moderno dovuta alla mancanza di azione e di pericoli di morte.

Viene rivendicata l'azione come punta dell'iceberg estetico dell'esistenza, azione che tuttavia rimane infafferabile e indescrivibile, e si esaurisce in un attimo. Il resto della vita del samurai è una paziente attesa carica di tensione, per essere pronti, nell'unico istante in cui ci è concessa l'opportunità, a entrare in azione e lasciare un marchio nella nostra esistenza.

Profile Image for Andrea.
167 reviews
September 26, 2023
Il grande Mishima filosofa sul grande Giappone e sulla deriva conformista e scialba a cui è stato portato dall’americanismo. Leggendo i saggi ho pensato alla povera Italia. Americanizzata, europeizzata, senza più una identità tradizionale. L’altro giorno leggevo una pubblicità di Mediobanca che sponsorizzava un convegno sulla “semplificazione della lingua italiana”. Quando si ristruttura la lingua si perde ogni tipo di identità nazionale. Per lo meno il Giappone, nei suoi riti quotidiani ha ancora qualcosa della tradizione, l’Italia è invece perduta.
Profile Image for Alexx.
35 reviews
January 12, 2025
2,5/5⭐️
Frente a los otros ensayos leídos de Mishima, con este realmente he sentido que estaba entendiendo su forma de pensar y la manera en la que retrata su ideología en los personajes y tramas de su obra. Pese a no estar de acuerdo con la mayor parte de lo que escribe, sí que es cierto que algunas de las predicciones que hacía el autor sobre la situación futura de Japón han resultado bastante acertadas. Recomendable para conocer lo que pasaba por la mente de Mishima Yukio, pero me quedo con sus novelas.
Profile Image for Michele Capotosto.
10 reviews
December 25, 2025
Incredibile racconto di una mentalità che oggi ci pervade ma di cui non siamo consapevoli. Il Giappone descritto da Mishima, mutatis mutandis, non è altro che la nostra società asservita al comfort e all’immobilismo figlio di una visione dell’Azione completamente opposta da quella presentata nel libro.
Queste lezioni vanno affrontate e recepite da chiunque lo legga come un monito a vivere la vita non vedendo l’azione come negativa o per il profitto ma a vivere l’Azione nel senso nobile, riscoprire la bellezza dell’animo del samurai non solo a parole ma con le Azioni
Profile Image for Eleonora B. F..
22 reviews3 followers
February 1, 2023
2.5, scritto molto bene ed è scorrevole, ci sono molti spunti che sono interessanti e altri che mi trovano in completo disaccordo ma alla fine è pur sempre un libro del suo tempo. Se non si ha voglia di fare due ricerche veloci veloci per capire il contesto e gli eventi citati allora non fa per voi, se invece c’è interesse lo consiglio.
Profile Image for El Usuario.
69 reviews3 followers
June 25, 2017
El libro me hizo sentir lo tonto de mi falta de acción. Están muy buenos los ensayos por la perspectiva del autor. Lo malo es que al final los editores o compiladores pusieron un discurso que pos no da el ancho. No está como lo demás. Lástima.
Profile Image for Daniele Iavarone.
3 reviews16 followers
November 13, 2017
Definitely worth reading and well written, but my personal views collide with the author's perspective and even though the work itself is really interesting from an historical and philosophical point of view, I felt it was in some parts a bit redundant and empty.
Profile Image for Anna Colarusso.
7 reviews
February 3, 2019
Non il mio genere anche se interessante. Le riflessioni dello scrittore giapponese, alquanto estreme su alcuni fronti, lasciano al lettore la possibilità di indagare fenomeni e sensazioni di carattere generale attraverso metafore militari e della tradizione giapponese.
Profile Image for Rodrigo.
186 reviews4 followers
July 3, 2023
Interesante selección de textos que revelan la filosofía y la forma de pensar de Yukio Mishima en sus últimos años hasta su fatídico sepukku. Recomiendo ampliamente este libro para todos aquellos interesados en Mishima más allá de su literatura
Profile Image for Pablo Ignacio.
30 reviews
June 13, 2025
Fascinante la expresión de individualidad de este sujeto, muy interesante todas sus consideraciones acerca de la acción y la lógica detrás de su filosofía, pero no se si es por no ser japonés o no ser de esa época el tipo me ha acabado pareciendo que está sonadisimo de la cabeza.
398 reviews5 followers
September 23, 2025
Affascinante risposta reazionaria al clima studentesco del 1968 in Giappone, che ci fa capire meglio il dramma in cui si trovò la cultura giapponese dopo la seconda guerra mondiale.

(Letto nell'edizione SE, ISBN 8877100753.)
Profile Image for Antonio Meridda.
Author 22 books8 followers
March 20, 2019
Libro impregnato dello spirito giapponese di un vero samurai, che non a caso ha fatto harakiri quando ha pensato che la sua vita fosse inutile.
Displaying 1 - 30 of 56 reviews

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