Basta davvero poco per dar sfogo al lato oscuro che giace in ognuno di noi. Una lieve scossa, per trasformare quanto di più ordinario in un’azione improvvisa e malvagia. Una scossa che colpisce e accomuna tutti: un mansueto poliziotto come un pensionato stanco, una giovane hacker come un appassionato d’arte o un rappresentante di cosmesi. E nessuno ne è indenne: perché il male non è fuori, ma dentro di noi.
Gianluca Mercadante è nato nel 1976 a Vercelli. Ha pubblicato “McLoveMenu” (Stampa Alternativa, 2002), “Il banco dei somari” (NoReply, 2005), “Nodo al Pettine - Confessioni di un parrucchiere anarchico” (Alacràn, 2006), e per Las Vegas edizioni “Polaroid” (2008), “Cherosene” (2010), “Caro scrittore in erba...” (2013, uscito in una nuova edizione nel 2021), “Caro lettore in erba...” (2015), “Casinò Hormonal” (2018), “Le trasmissioni riprenderanno il più presto possibile” (2020), “L’Isola Senza Tempo” (2020).
Cherosene è il titolo del primo dei dodici racconti di Mercadante, ma vi assicuro che gli undici che seguono sono altrettanto infiammabili ed emanano un odore forte e pungente; fastidioso.
Comportamenti individuali da border line in cui la perdita di equilibrio dei soggetti -basta a volte un impercettibile input- sfocia in situazioni di raptus violento. Ed è allora che la pazzia dà pieno spettacolo di sé.
In uno dei racconti che mi è più piaciuto, Wannakill, gli atteggiamenti sono pericolosamente vicino, nelle modalità, al delirio collettivo di certe situazioni indotte dalla TV.
La lettura del libro non è certo rilassante, ma la mediazione letteraria dell'autore permette di affrontare gli argomenti che lasciano il lettore più in uno stato di turbamento che di disgusto, a riflettere sulle potenzialità negative della nostra mente, anche scatenate da delle semplici circostanze.