Mah... Ho preso questo libro nella speranza di trovare un'analisi oggettiva e imparziale di quanto successo negli anni '70 per capire meglio perchè tanti pareri discordanti davanti alla figura di Battisti, che fino a prova contraria è stato giudicato e condannato in ogni grado di giudizio come terrorista omicida.
Ma in questo libro si può trovare solo una raccolta di articoli dichiaratamente di parte, nessuna vera analisi se non una lunga lista di accuse a magistrati e giudici tutti irrimediabilmente di parte, oscurantisti e asserviti al "regime". Peccato però che a parte un elenco delle leggi "eccezionali" promulgate durante gli anni di piombo e tutta una serie di proclami a gran voce sull'innocenza di Battisti io abbia trovato davvero pochi dati obbiettivi o analisi/confutazioni degli atti processuali.
L'affermazione poi, continuamente ripetuta, secondo cui Battisti andrebbe lasciato stare (o gli andrebbe concessa l'amnistia) perchè in fondo sono trent'anni che si comporta in modo ineccepibile, è uno scrittore affermato e gli anni di piombo sono ormai un lontano ricordo mi lascia davvero basita, ma cosa significa? Gli omicidi non cadono mai in prescrizione, se è colpevole deve pagare. Punto. Altrimenti il discorso si potrebbe allargare a chiunque, a partire dagli ex gerarchi nazisti che si sono rifugiati in Sud America dove hanno vissuto anche troppi anni da adorabili vecchietti in pensione! E se davvero è innocente che si attivi per vie legali per dimostrarlo. Troppo comodo vivere lontano e in pace affermando a gran voce la propria innocenza che, nonostante i mille appoggi in ogni campo, ancora non è stato capace di dimostrare!
Gli ultimi saggi potrebbero anche essere interessanti, se non fossero parte di un libro così tanto di parte. Non parliamo poi della difesa ad oltranza dei "rifugiati politici" che a Parigi, poveri, devono adattarsi a lavori umili, a lavorare troppe ore, a sottostare a "gerarchie e vessazioni sul lavoro che in Italia non sarebbero mai ammesse" (Ah no? Ma allora perchè la lotta di classe armata, se poi non si stava così male?!), la mancanza di possibilità di fare "lotta politica" ed il dover dedicare il proprio tempo "solo" al lavoro (come tutti i comuni mortali, per altro!). Mi sembra surreale già che questi uomini accusati (e spesso condannati) di terrorismo e di azioni violente se ne stiano belli tranquilli a Parigi, ma che poi vengano anche definiti "rifugiati politici" come se l'Italia fosse uno stato dittatoriale privo di leggi e di diritti e si lamentino pure della loro situazione di esuli, è paradossale!!!
discutevamo, discutevamo all'infinito. anche del caso battisti. lei estremista, io... mi regalò questo libro per in seguito a un'accesa discussione sulla legalità e il colore politico degli imputati.