Edward D. Hoch è una figura leggendaria nel campo del mystery, nelle cui fila ha militato per tutta la seconda metà del Novecento. Scrittore creativo, amante degli enigmi deduttivi e fine caratterista, Hoch si è distinto tra gli altri autori di tale narrativa in quanto fu uno dei pochissimi ad aver costruito tutta la sua carriera letteraria sulla forma del racconto: per quanto il giallo classico sia stato sempre aperto alle versioni ridotte, per la loro capacità di porre in rilievo ciò che è più importante nel genere stesso, ossia il mistero da risolvere, senza troppi orpelli e divagazioni, i grandi nomi del genere vi si dedicarono solo salturiamente, tra un romanzo e l'altro. Hoch ha invece seguito una rotta praticamente opposta, arrivando a pubblicare migliaia di corti a partire dal 1955 e che, dal 1973 fino al 2007, uscirono mensilmente, senza alcuna interruzione, sulla prestigiosissima rivista di settore "EQMM".
Gli scritti di Hoch spiccano spesso per la costruzione di enigmi ben curati, spesso delitti impossibili/camere chiuse, con sapienti e astuti indizi, e la presenza di personaggi ben caratterizzati e gradevoli. Tra le serie di maggior successo si possono citare quella con il dottor Sam Hawthorne, un medico della cittadina americana di Northmont, esperto nella risoluzione di delitti bizzarri e impossibili, quella con Nick Velvet, un ladro gentiluomo che ruba solo oggetti di scarso valore, quella con il Capitano Leopold, poliziotto dalle grandi doti deduttive e, tra le più peculiari, quella con Simon Ark, prete copto di oltre 2000 anni, che risolve numerosi casi strambi, spesso legati a questioni religiose-spirituali, mentre è alla ricerca perpetua di Satana per sconfiggerlo.
Simon Ark è un personaggio bizzarro nel campo del mystery, che, con i suoi misteri, la pretesa di essere venuto da un lontanissimo passato, bloccato in un limbo temporale per una sua colpa religiosa, diviene protagonista di storie che racchiudono in sé elementi gialli e altri prettamente gotici e soprannaturali, unendo al fascino dell'enigma quello di atmosfere macabre e cupe.
"The Quests of Simon Ark" (1984) è una raccolta che riunisce racconti precedentemente pubblicati su riviste specializzate incentrati proprio su questa figura. L'opera presenta intrecci diversi, di varia qualità, tutti però accomunati da una certa attenzione al lato esoterico e teologico del crimine.
THE VILLAGE OF THE DEAD (3 STELLE)
Nell'isolato e minuscolo villaggio americano di Gidaz è avvenuto un fatto raccapricciante e avvolto dal più fitto dei misteri: tutti i suoi abitanti, 73 persone, tra cui anche dei bambini, sono stati rinvenuti dal postino morti al di sotto del dirupo in cui termina la sola strada che percorre il paese. Per motivi ignoti, sembrerebbe che tutti si siano buttati di sotto, come spinti da influsso maligno ma irresistibile. Sulla scena dell'eccidio giunge un anonimo giornalista che comincia ad indagare, cercando indizi per comprendere cosa fosse avvenuto nelle varie case. Incontra nel municipio un uomo misterioso dai modi oscuri e sibillini, che si fa chiamare Simon Ark e con lui prova a svelare le ragioni dietro lo sterminio di un'intero villaggio. Ben presto vengono a conoscenza di un mistico, Axidus, che negli ultimi anni avrebbe circuito quelle persone incolte e lontane dalla civilizzazione moderna, facendole divenire adepti della sua oscura setta. Non si sa però né chi sia, né dove risieda. Simon Ark, in perenne lotta con il male, rappresentato da Satana, riuscirà a scoprire la cruda e orribile verità.
Racconto molto macabro e cupo che introduce per la prima volta la figura di Simon Ark, uomo dalle origini misteriose, che si professa un copto di 2000 anni fa, alla perenne ricerca del Maligno. Nonostante l'atmosfera cupa, misterica, molto soffocante, in cui il buio fa padrone e si avverte tangibilmente la presenza di effluvi mefitici e diabolici, la soluzione al racconto è scontata e poco ispirata. Semplice capire anche il colpevole dietro tutto, in quanto l'autore svela troppo presto le proprie carte. Più un racconto gotico che un giallo vero e proprio, ma di cui è perdonabile l'acerbità visto che si tratta della prima pubblicazione dell'autore.
THE MAN FROM NOWHERE (4 STELLE)
Il misterioso Simon Ark chiama l'anonimo narratore, divenuto nel frattempo suo compagno d'avventure, per recarsi in quelle fredde giornate novembrine nel Maine. Dove c'è Ark c'è mistero, per cui il protagonista non se lo fa ripetere due volte e accetta l'invito. Durante il viaggio, Ark spiega che andranno a visitare Douglas Zadig, un ragazzo che 10 anni prima era apparso a Londra asserendo di non ricordare nulla del suo passato e che non era mai stato identificato. Insomma, un uomo venuto dal nulla. Nel frattempo era stato preso sotto l'ala del dottor Adam Hager ed era divenuto una sorta di profeta, scrivendo libri a proposito dell'eterna lotta tra Bene e Male. E durante questa loro spedizione, il Male avrà decisamente la meglio...
Ark, proprio in relazione alla sua lotta costante con il regno delle tenebre, è attratto dalla figura di Zadig, la cui storia sembra essere la riattualizzazione di un evento avvenuto nel passato e in cui sembra esserci stato proprio lo zampino di Satana. Una volta giunti nella villa, qui vi trovano altri due ospiti, Mrs Brent e il vecchio signor Kingsley, discepoli entusiasti della dottrina del giovane mistico. Ark, tuttavia, accortosi che molti dei pensieri del ragazzo non sono che riprese delle teorie di Zoroastro, mette alla prova Zadig che, infuriato per la sua impertinenza, esce fuori per fare una passeggiata nei campi innevati circostanti per sbollire la rabbia. La storia, tuttavia, ha il vizio di ripetere sé stessa e, proprio come avvenuto in passato, Zadig morirà in circostanze dalle sembianze diaboliche: sotto lo sguardo atterrito dei presenti, il mistico si accascia a terra, in mezzo alla neve intatta che comincia a tingersi di rosso. È stato pugnalato al cuore. Ma come è possibile dal momento che nessuno gli era vicino e non ci sono altre impronte se non le sue a distanza di centinaia di metri? Simon Ark è conscio che più feroce dei tranelli del demonio c'è solo una cosa: l'astuzia di una mente umana malvagia.
Racconto molto interessante, con un'atmosfera chestertoniana intrisa di misticismo, di malvagità palpabile e di esoterismo che conferisce delle note tenebrose e irreali alla trama. L'enigma, ben strutturato e ingegnoso, presenta una soluzione credibile e giocata su un'ottima variazione di un antico trucco per il delitto impossibile su neve, riprendendo nella messinscena la dinamica di un famoso e cupo romanzo di Carr. Un Hoch di alta qualità, in cui soprannaturale e realtà si confondono sino a quasi a distorcere qualsiasi considerazione razionale.
THE VICAR OF HELL (2 STELLE)
L'anonimo protagonista, impiegato ora in una casa editrice americana, si reca a Londra per incontrare una ragazza, Rain Richards, a proposito dell'interessante scoperta di un antico folio che svelerebbe il mistero dietro la morte di Sir Francis Bryan, confidente di Enrico VIII e cugino di Anna Bolena, denominato "Vicario dell'Inferno" forse per il tradimento nei confronti di quest'ultima durante la sua condanna a morte. Una volta arrivato, la ragazza gli confessa che però il libro non è in suo possesso ma che era stato ritrovato da un signore, Hugo Carrier, il quale è disposto a venderglielo per 10.000 sterline. L'appuntamento per incontrarlo viene fissato per la mattina seguente. Peccato che l'indomani, presentatisi nel suo appartamento, lo trovino assassinato in modo brutale, con due frecce conficcate nei palmi e una al centro del petto. E cosa ancor più inquietante, sul pavimento è stato disegnato con il suo sangue un pentacolo satanico... Il caso non può che attirare Simon Ark, che dovrà districarsi tra satanisti, strani e antichi luoghi e vari attentati omicidi.
"The Vicar of Hell" è un racconto che parte da premesse interessanti, da vetusti omicidi, culti misterici e cruenti crimini, per divenire poi un thriller scialbo e dai toni molto pulp. Il finale è assolutamente piatto, prevedibilissimo, e molte delle questioni affrontate vengono tralasciate completamente nell'epilogo. Nessun colpo di scena, tutto è esattamente ciò che sembra e la risoluzione è venata da un moralismo alquanto irritante. Assolutamente mediocre.
THE JUDGES OF HADES (3 STELLE)
Il protagonista riceve un telegramma lapidario che accende però in lui un garbuglio di violente emozioni: suo padre e sua sorella sono morti in un incidente stradale nella loro città natale, Maple Shades, in Indiana. Partito con sua moglie e arrivato nel suo vecchio e stantio paese natale, viene a conoscenza del fatto che i due sono morti perché scontratisi frontalmente la mattina precedente, ognuno con la sua rispettiva auto, su un rettilineo. Non solo il protagonista deve affrontare questo doloroso lutto, ma deve fronteggiare un'amara verità: non si è trattato di un semplice incidente, ma uno dei due ha volutamente provocato l'urto mortale. Ma chi dei due? Si sa che non correvano tra loro buoni rapporti per via di un'annosa disputa legale con il marito della donna, Frank Broderick, che era stato ingiustamente trattato dal padre di quest'ultima, giudice della cittadina. Imperterrito nel voler andare a fondo della faccenda, il protagonista chiama Simon Ark per aiutarlo nelle indagini, pur non essendo questo il suo campo di interesse. Ma Ark troverà l'ombra del Male anche in questo sonnacchioso paese...
Racconto lungo che, contrariamente ai precedenti, non presenta alcuna atmosfera macabra, se non dovuta al titolo, soprannome dato ai giudici del luogo per la loro severità. La trama dunque non risente di quel fascino cupo solito nelle storie con Ark, ma risulta monotona, nonostante l'implicazione personale del narratore. La soluzione risolleva in parte l'intreccio, grazie ad una verità ingegnosa raggiunta tramite un ragionamento basato su un ottimo indizio, ma l'andamento lento e poco frizzante e un certo moralismo pedantesco nelle ultime pagine non contribuiscono a renderla una lettura piacevolissima.
SWORD FOR A SINNER (3 STELLE)
Simon Ark e il suo inseparabile "Watson" si recano nel piccolo villaggio di Santa Marta, immerso nel deserto tra il Colorado e il New Mexico, per discutere dei poteri medianici che un prete cattolico della zona, padre Hadden, afferma di possedere. Ma il loro colloquio deve essere rimandato perché nel frattempo una telefonata al prete da parte del capo di un gruppo della Fratellanza dei Penitenti, seguaci di una rigida dottrina che prevede la crocifissione come penitenza dei propri peccati, lo informa che nel loro monastero avvenuto un delitto. Uno degli adepti, tale Greg Summer, gestore di un bar della zona, era stato pugnalato con una spada spagnola mentre era in preda al furore mistico, legato con delle corde su una croce. Chi è stato? E come ha fatto senza esser visto dagli altri discepoli? Simon Ark, tra culti antichi e moderni vizi, riuscirà a scoprire la verità.
Racconto molto carino, con una tinta macabra e mistica particolarmente interessante. L'ambientazione afosa e asfittica acuisce il senso di desolazione che ben si abbina alla patina peccaminosa che pervade l'intreccio. La soluzione, tuttavia, nonostante faccia buon uso di alcuni indizi, delude in quanto la supposta impossibilità non risulta alla fine essere tale. Buono il connubio tra religione e ragionamento che conduce al disvelamento, incanonico per un cristiano come Ark, attraverso la topica seduta spiritica.
THE TREASURE OF JACK THE RIPPER (3 STELLE E MEZZO)
Simon Ark, assieme al suo fido assistente, vola in Inghilterra, a Londra, perché chiamato da un antiquario specializzato in libri rari, Ceritus Vats, in quanto temerebbe per la sua vita. Questo perché lui si è aggiudicato il diario di Jack lo Squartatore, ritrovato dalla sua apparente pronipote, tale Glenda Coxe, che svelerebbe tutta la verità sull'orrenda serie di omicidi, inimicandosi il suo rivale in affari Martin Rood, che di fatto lo aveva minacciato di morte. La scia di Jack lo Squartatore, però, ispirerà qualcun altro al delitto e Simon Ark dovrà districare i fili dell'ingarbugliata matassa fatta di mappe, furti del passato e segreti per arrivare alla verità.
Racconto carino, che appartiene a quella famosa schiera di storie che cercano di rielaborare e proporre soluzioni ai grandi crimini del passato. Hoch, allontanandosi dalla solita tesi della follia dell'omicida, intreccia quelle vicende con una sorta di "caccia al tesoro", creando un intreccio buono, credibile e molto interessante. Ottimo il motivo dietro le mutilazioni delle vittime da parte dello Squartatore, più piatta la soluzione dietro l'omicidio del presente, sebbene accuratamente sostenuta da solidi indizi.
THE MUMMY FROM THE SEA (3 STELLE E MEZZO)
Simon Ark viene chiamato in Brasile dall'avvocato Felix Brighter per risolvere un misterioso caso di omicidio, che sembra collegato con lo spiritismo che l'oscuro detective conosce molto bene: la vittima era un suo cliente, Sergio Costa, commerciante di souvenir, scomparso durante la Vigilia e rinvenuto alcuni giorni dopo Natale imbalsamato sulla spiaggia di Copacabana. Brighter sospetta che dietro questa strana morte ci siano i seguaci del culto della dea marina Yemanja, a cui la popolazione locale, nell'ultimo giorno dell'anno, offre doni vari, gettandoli nel mare nella speranza che la divinità li accetti e non li respinga con le onde. Ark scoprirà però che dietro il caso c'è qualcosa di ben più concreto e pericoloso di una primitiva religione...
Racconto molto carino e folkloristico, in cui si avverte la presenza di spiriti animistici e atavici, connessi strettamente con le forze elementari della natura. Il caso è bizzarro e presenta una soluzione ingegnosa e sorretta da un ottimo apparato indiziario.
THE UNICORN'S DAUGHTER (1 STELLA)
Un romanziere esordiente, Harvey Cross, si presenta nella casa editrice Neptune Books, dove lavora l'anonimo protagonista, per proporre di pubblicare il suo libro "fiabesco", dal titolo "The Unicorn's Daughter". Il protagonista, pensando che si tratti di uno dei soliti autori ostinati e insistenti, per non ferirlo, gli consiglia di lasciarglielo ma, mentre è al telefono con la sua segretaria, l'ospite si butta giù dalla finestra del palazzo, morendo sul colpo. Perché? Nel caos creatosi nel frattempo, il manoscritto scompare e il narratore chiama Ark in suo aiuto per venire a capo di una realtà più assurda di qualsiasi fantasia, in cui mitologia e razionalità si mescolano in maniera indissolubile.
Racconto che ha una partenza molto stramba e interessante, ma che si rivela essere un insieme di sensazionalismo e vicende prive di senso, totalmente assurde. La storia è sconclusionata e sembra essere stata scritta unicamente per utilizzare la mitologia, forzando il tutto. Più un racconto pulp scadente che un giallo. Molto deludente.
THE WITCH OF PARK AVENUE (4 STELLE)
Simon Ark viene contattato dall'avvocato Greg Hopkins perché preoccupato per una sua anziana cliente, Maud Slumber, la quale afferma di essersi arricchita con la stregoneria e di aver ucciso il suo ex-marito, per via della sua insistenza, grazie a tali arti. Quest'ultimo, in un negozio, aveva infatti avuto un colpo, cadendo dalla finestra e tagliandosi la gola con le schegge dei vetri. È stato un omicidio o un incidente che la donna ha sfruttato per far credere ai suoi poteri? Il problema è che Maud sta minacciando di una fine analoga il fratello del defunto, Eric, e l'avvocato, pur non superstizioso, teme che possa accadere l'irreparabile. Purtroppo Ark giunge troppo tardi: Eric, giunto nell'appartamento della ricca anziana, rimane bloccato nella porta girevole e, davanti agli occhi di Simon e del narratore, muore senza che nessuno abbia potuto avvicinarglisi. È stato apparentemente avvelenato col cianuro per via endovenosa. Ma come? Sarà compito di Ark separare l'astuzia di un piano diabolico dall'apparenza di esoterismo e magia nera.
Finalmente un racconto molto ben strutturato, con un gustoso delitto impossibile e una trama articolata, interessante e convincente. Il trucco dietro l'uccisione richiama un meccanismo tanto amato e usato da Carr in alcuni suoi racconti, combinandolo con un altro espediente tipico della camera chiusa. C'è anche un grazioso messaggio in punto di morte in stile queeniano. Tra i migliori dell'intera raccolta.