Ho letto i libri indirizzati alla prima adolescenza un po' troppo presto, forse, ma non mi è sembrato un male. Perché la Pitzorno scrive in un modo così bello che si è capaci di apprezzarla a tutte le età.
Giulia - che, in realtà, si chiamerebbe Juliet, ma essendo una ribelle per natura, non ha mai accettato il suo vero nome - ci guida attraverso la vera Sardegna, quella che pochi turisti conoscono. Milanese, spera di poter trovare quell'isola del mare, delle spiagge, del sole, dei vip. Invece no, la nonna la conduce in un paesino dell'entroterra dove Giulia farà il suo incontro con l'archeologia nuragica della Sardegna.
Essendo nata in quella stessa terra, quasi mi sembravano ovvie le descrizioni di quelle 'torri in pietra' e di tutta l'archeologia nuragica. Eppure, quando mi sono ritrovata a fare un discorso su come l'aspetto archeologico e preistorico sia poco sfruttato ai fini del turismo e non solo, mi sono sentita chiedere cosa fossero i nuraghi, cosa fossero i pozzi sacri, cosa fossero le tombe dei giganti, cosa fossero le domus de janas. E mica da delle persone straniere, no, da dei romani, napoletani e toscani, e ho scoperto che nei libri di storia l'archeologia sarda è una parte insignificante.
E la Pitzorno, da brava sarda qual'è, ne traccia una descrizione basilare ma soddisfacente, rendendola un tutt'uno con la storia affascinante e quasi misteriosa, narrata tra i normali problemi di un'adolescente e le sue avventure alla scoperta della tradizione sarda, delle vecchie signore, della notte magica in cui tutti si dimenticano i litigi, le differenze di età e non solo e, dandosi la mano, saltano il fuoco.
Un sorriso e un po' di nostalgia scapperà alle persone che in mezzo a queste tradizioni ci hanno vissuto, e si sentiranno piacevolmente stupiti di come anche Giulia possa trovarsi attaccata e sentire un po' di quel sentimento che non ha un nome, ma è quel tipo di attaccamento che ognuno prova per la sua terra e che è diverso dal patriottismo, soprattutto quando la propria terra è un'isola piena di tradizioni che da nessun'altra parte si possono trovare, e che ti sanno sempre scaldare il cuore. Quel tipo di sentimento di cui tutti siamo un po' gelosi, perché nessuno capisce l'affetto per 'sa terra mia'.
E sicuramente qualcosa di nuovo, non solo a livello di romanzo, ma anche a livello di archeologia, di clima e folklore colpirà coloro che questo mondo non lo conoscono ancora, e lo vedranno attraverso gli occhi di una persona che non lo conosce, descritto in maniera impeccabile, sempre coinvolgente e mai noiosa, che non sembra mai voler insegnare qualcosa di storico o archeologico, ma semplicemente raccontare una fantastica storia.