Yukio Mishima sale in cattedra per dare consigli di scrittura, ma è solo un espediente per farci gustare la storia di due coppie, una di adulti (o di non più giovani, come a loro piace sottolineare) e una di ragazzi destinati a innamorarsi. Ma l’amore segue vie complesse, e le pulsioni dei quattro si intrecceranno in un garbuglio reso ancora più intricato dal fatto che, se è vero che la bellezza sfiorisce con l’età, è vero anche che l’orgoglio ha un andamento opposto e nutre il gusto della macchinazione. In quello che appare come una rivisitazione giocosa delle Relazioni pericolose, con il guizzo dell’intuizione Mishima aggiunge una quinta figura: il giullare che spariglia le carte. Sarà il suo comportamento imprevedibile, ma in realtà più assennato di quello di chiunque altro, a riportare ordine e pace in un gruppo che però (ci suggerisce l’autore) era forse più attraente quando ancora si lasciava lacerare dalle passioni. Il romanzo ha avviato in Giappone la riscoperta delle qualità di intrattenitore di Yukio Mishima, riavvicinandolo sia al grande pubblico che a quello di nicchia, accomunati dalla felice conferma di qualcosa che già si sospettava da tempo: che di Mishima si è ancora ben lontani dall’aver detto tutto. Un testo inedito, nel solco del romanzo filosofico francese, dove la noia è bandita e tutti possono essere buoni e maligni, alleati e traditori, vincitori e sconfitti.
Yukio Mishima (三島 由紀夫) was born in Tokyo in 1925. He graduated from Tokyo Imperial University’s School of Jurisprudence in 1947. His first published book, The Forest in Full Bloom, appeared in 1944 and he established himself as a major author with Confessions of a Mask (1949). From then until his death he continued to publish novels, short stories, and plays each year. His crowning achievement, the Sea of Fertility tetralogy—which contains the novels Spring Snow (1969), Runaway Horses (1969), The Temple of Dawn (1970), and The Decay of the Angel (1971)—is considered one of the definitive works of twentieth-century Japanese fiction. In 1970, at the age of forty-five and the day after completing the last novel in the Fertility series, Mishima committed seppuku (ritual suicide)—a spectacular death that attracted worldwide attention.
Il pretesto per scrivere questo romanzo è quello di fornire una sorta di lezione che Mishima vuole impartire su come scrivere una lettera moderna. La struttura del romanzo invece vede 5 personaggi scambiarsi continuamente lettere finchè si giunge ad un epilogo pacificatore. I personaggi sono tutti molto diversi e ben caratterizzati; si lasciano amare ed odiare con facilità. La qualità della scrittura è alta, un mix di cinismo ed ironia che in alcuni punti forse sfocia nel cervellotico e nella nevrosi specialmente quando la parola tocca alle donne. Il romanzo del suo insieme mi è piaciuto, mi ha divertito ricordandomi che gli opposti si attraggono, ma chi si somiglia si piglia.
Non capita tutti i giorni di leggere un libro "nuovo" di uno dei miei autori (defunti) preferiti, per cui appena è uscito "In Punta Di Penna" di Yukio Mishima mi sono fiondata ad acquistarlo.
La produzione non ancora tradotta di Mishima è numerosa e varia, soprattutto in ambito teatrale, e apprezzo molto Feltrinelli per continuare ad investire in questo autore.
Il libro in questione appartiene al filone della "letteratura d'intrattenimento" di Mishima, cioè quella che pubblicava ad episodi nelle riviste femminili e che usava come cassa per le proprie spese e per potersi dedicare in altra sede alle opere più complesse della sua produzione (come la sua tetralogia che inizia con "Neve di primavera" e di cui vi parlai qualche post fa) che però non gli permettevano da sole di fargli sbancare il lunario.
La "letteratura d'intrattimento" di Mishima non è comunque da sottovalutare perché in primis permette di avvicinarsi a questo autore che semplicissimo non è e questo libro, come altri dello stesso filone come "La voce delle onde" o "Musica", sono belli, compiuti e, sì, anche con qualche colpo di scena inaspettato.
"In punta di penna" è un romanzo epistolare che si propone di insegnare come cambiare registro in base a diversi tipi di corrispondenza: si va dalla lettera tra amiche alla confessione d'amore, dalla richiesta di denaro al rifiuto di una relazione fisica... insomma, ce ne sono di tutti i colori, e intanto Mishima intreccia le storie di due coppie più un "giullare", una figura che rimescola le carte e sembra meritevole solo di prenderlo a scherzi. Chi ha conosciuto e amato Laclos in "Le relazioni pericolose" si ritroverà ad apprezzare ancora di più questo esempio di virtuosismo a più mani.
Mishima mi fa sempre sorridere. In questo caso ci dà consigli di scrittura, utilizzando lo stile epistolare per raccontarci la storia di 5 personaggi che definire bizzarri è poco. E' stata un'avventura eccentrica e spassosa.
Grazie per avermi consentito di leggere il Suo romanzo epistolare.
Filtrare Laclos con Shakespeare sarebbe stato di certo più rischioso in un tentativo più articolato, ma forse meno efficace.
Qual è la qualità più efficace per un romanzo?
La bellezza può essere estranea, la storia può essere distante, ma il gioco non annoia. In questo libro non ci si annoia.
Vedo che in molti sostengono che questo sia un libro scritto con il pretesto di insegnare a scrivere. Un'elisione intrigante: quanti aspiranti scrittori o maligni denigratori dell'arte gradirebbero illudersi di comprendere "la tecnica", e con la comprensione inorgoglirsi della futilità dell'arte. L'arte sarebbe una mantenuta dei loro mestieri utili.
Ma qui Lei non insegna a scrivere in generale: lei insegnerebbe a scrivere lettere.
"Scrivete il nome del destinatario giusto" Lei dice. Aggiungerei che non importa scrivere giusto quello del mittente, anzi, in certi casi non è conveniente.
Spero di avere compreso bene il suo secondo principio:
A nessuno interessa quello che avete da dire. Alle persone interessano solo 4 cose: denaro, prestigio, sesso, sentimento. Per le prime 3 cose si può scrivere orribilmente, e si raggiungerà comunque lo scopo: catturare l'attenzione del lettore e trascinarlo nella realtà dello scritto. Solo nel quarto caso serve qualcos'altro che il contenuto e una tecnica. Cosa serve? Sapere scrivere lettere dettate dal momento. Generalmente negli istanti in cui un sentimento ci sopraffà, noi non scriviamo. Questo ci rende incapaci di trasmettere un sentimento alla nostra scrittura, perché noi per primi preferiamo vivere e agire. Ma proprio riversare questa vita nella scrittura significa elevare la scrittura stessa al rango di azione.
Terrò conto di queste preziose indicazioni.
Le coppie nel romanzo, gli anziani manipolatori e i giovani, sono collegate dal cugino della giovane, un grasso uomo che adora soltanto la televisione e il cibo.
L'idea semplice e potente è che le emozioni nutrono soltanto secondo un ritmo: tutte positive e tutte negative non sapranno destare che fastidio. Ricorda il celebre esperimento dei topi con i pulsanti che erogavano cibo. Quel pulsante che eroga cibo ad intermittenza, cioè a volte sé e altre no, è il pulsante che genera più pressioni, ovvero dipendenza.
Per il resto, il libro si legge in qualche ora, non c'è un briciolo di noia, c'è leggerezza senza frivolezza e si resta con una sensazione benefica dopo la lettura.
Un ulteriore prova della versatilità del suo talento, e del rimpianto per la sua scomparsa. So che Lei non gradirebbe questo rammarico, ma come non intristirsi nel pensare ad un Mishima più maturo. in cui questa giocosità avrebbe maturato fino a combinarsi con gli aspetti più cupi del Suo pensiero, in uno stile potente e affascinante?
Mishima potrebbe descrivere un pezzo di cartaccia per terra e farmi commuovere. Ho riso e mi sono commossa assieme ai 5 personaggi di queste lettere, che temevo sarebbero stati un calco troppo ovvio delle maschere del teatro no e invece non avrei mai dovuto dubitare di Mishima. Perché ognuno dei personaggi ha una chiara voce e carattere, che capiamo perfettamente dalle lettere. I due personaggi più 'anziani' sono stati senza dubbio i miei preferiti. Spigliati e arguti, dotati di un umorismo glaciale che misura alla perfezione insulti e complimenti. Alla fine due cuori d'oro.
Menzione speciale la lettera di uno dei giovani amanti che descrive la vita che sta per nascere nel ventre della moglie, paragonando il battito del cuore del feto ad un faro di notte. L'ho riletta circa dieci volte, commuovendomi sempre più.
Fin da subito l'autore avverte che queste libro ha un formato particolare, l'idea è quella di proporre le lettere scritte da cinque personaggi che forniscono, così, spunto da prendere a esempio. Si capisce però fin dalle prime pagine che questo testo è di più di semplici lezioni di scrittura. I personaggi, più che un escamotage metodologico, sono attori in una pièce, che appaiono e scompaiono dal palcoscenico aprendo e chiudendo i cassetti della trama. Essi risultano tutti molto diversi e ben caratterizzati; si lasciano amare ed odiare con facilità. La qualità della scrittura è alta, un mix di cinismo ed ironia che in alcuni punti forse sfocia nel cervellotico e nella nevrosi. Un libro che non annoia mai e che risulta solo apparentemente giocoso.
Interessante l’espediente narrativo di introdurre la storia, raccontata tramite corrispondenza di lettere, come se fosse una lezione sulla buona scrittura. Per il resto i personaggi sono anonimi, macchiettistici e piatti, le lettere e le vicende sono estremamente banali e la penna non è particolarmente brillante. Apprezzabile la buona volontà dell’autore di scrivere qualcosa di “diverso” ma l’esperimento non è, a mio gusto, riuscito.
A me è piaciuto. L' ho trovato molto particolare, almeno per le mie limitate letture non mi era mai capitato di leggere un romanzo raccontato interamente tramite lettere che i cinque personaggi si scambiano fra loro.
Se si trattasse di un normale romanzo, la trama risulterebbe piuttosto banale, oserei dire poco interessante. Ma l’averlo strutturato in forma epistolare lo rende sicuramente originale e spesso anche divertente. I cinque personaggi che si scrivono lettere di vario tipo - con cui si insultano o dichiarano il loro amore, chiedono consigli o ne dispensano, implorano prestiti, confessano segreti o minacciano ritorsioni - sono un po’ grotteschi, a volte caricaturali, ma comunque credibili e ben delineati; attraverso le loro parole costruiscono una storia che riesce a diventare addirittura avvincente. Davvero un libro geniale e sorprendente, di un autore giapponese che ancora non avevo avuto modo di conoscere, nonostante la sua fama.
This was surprisingly fun to read and not at all what I expected from Mishima Yukio. Great fun and lots of 泥々した drama, a few interesting insights on how people work, but no great revelations.