"Aby Warburg (1866-1929) scelse come argomento della sua tesi di dottorato due dipinti mitologici di Botticelli: la Nascita di Venere e la Primavera, a quel tempo divisi ed esposti rispettivamente agli Uffizi e all'Accademia. Nella scelta di due "capolavori", già allora considerati "emblematici" del Rinascimento, oltre alla volontà di porre in risalto il significato che l'interesse per l'antichità assumeva nella cultura fiorentina del tardo Quattrocento, è possibile riconoscere un'intenzione polemica e una sfida alla visione "estetizzante" di tali opere da parte di un pubblico "moderno", ispirata dalle concezioni dei preraffaelliti e dell'Art Nouveau. La dissertazione, presentata nel dicembre 1891, venne pubblicata due anni più tardi, con il significativo sottotitolo di Ricerche sull'immagine dell'antichità nel primo Rinascimento italiano, e con una dedica a Hubert Janitschek e al docente di archeologia classica Adolf Michaelis, di cui il giovane Warburg aveva nel frattempo seguito i corsi." (dallo scritto di Pierluigi De Vecchi)
Aby Moritz Warburg, better known as Aby Warburg, was a German art historian and cultural theorist who founded the Kulturwissenschaftliche Bibliothek Warburg (Library for Cultural Studies), a private library, which was later moved to the Warburg Institute, London. At the heart of his research was the legacy of the classical world, and the transmission of classical representation, in the most varied areas of Western culture through to the Renaissance. Warburg described himself as: "Amburghese di cuore, ebreo di sangue, d'anima Fiorentino" ('Hamburger at heart, Jew by blood, Florentine in spirit').
“…entonces resulta más sencillo entender el proceso de creación artística; y, por otro lado, el concetto del mentor erudito pierde su carácter pedante: el inspirador no sugería el objeto a imitar sino que tan sólo facilitaba la articulación de su enunciado”.
“Diríase que las mujeres y los jóvenes de Botticelli acabar de pasar del sueño a la conciencia del mundo exterior pero que, aun estando en el mundo, las imágenes oníricas siguen resonando en sus mentes”.