Una guida ideale a tutti i musei. Mille anni di immagini di un lungo Medio-evo scorrono davanti ai tuoi occhi e assumono per la prima volta un senso di racconto altrimenti destinato a restare sepolto solo nelle biblioteche degli eruditi. Affreschi, sculture, mosaici e pale tornano ad essere, grazie a questo viaggio meraviglioso, quello che erano. Storie di incontri, emozioni, sentimenti. Immagini che trovano una parola che racconta. A seconda di come siede, tiene le gambe o muove le mani e il volto, un condannato dice la sua superbia o la sua arroganza, Pilato è tormentato dal dubbio, Maria è sconvolta dal dolore, un peccatore rifiuta la tentazione del demonio. E il gesto famoso delle tre dita levate di Cristo non è solo per benedire, ma può significare anche semplicemente parlare o, se affidato ad altri personaggi e situazioni, legiferare, detenere il potere. E tu, in possesso di una nuova grammatica, molto precisa, molto efficace e molto memorabile, non hai piú davanti solo forme mute e bellissime, ma vere e proprie storie di vita. Robert Louis Stevenson, proprio lui, l'autore dell'Isola del tesoro, pensando alla grande letteratura, parlava della sua forza «plastica», quella capacità cioè di rappresentare i sentimenti interiori piú profondi descrivendo con le parole i piú semplici gesti quotidiani. Qui avviene in qualche modo un movimento contrario ma di uguale potenza conoscitiva. Immagini di grande efficacia plastica riacquistano potenza grazie a una ritrovata forza narrativa. La voce delle immagini, appunto. Dal Medioevo, ma non solo. Fra le centinaia di immagini del libro ne compare una che sembra totalmente fuori contesto. È Aldo Moro che, parlando, unisce indice e pollice della mano destra nel gesto classico che esprime esattezza. Il libro ti fa capire come quel gesto nasca nell'iconografia medievale, a dimostrazione non solo del fatto che le immagini antiche parlino, ma che ancora ci parlano e ci fanno parlare. Si esce dal libro di Chiara Frugoni con nuove chiavi per comprendere ciò che abbiamo a portata di sguardo.
Chiara Frugoni è stata una storica italiana, specialista del Medioevo e di storia della Chiesa.
Figlia del medievista Arsenio Frugoni, si è laureata nell'Università degli studi di Roma "La Sapienza" nel 1964 con una tesi dal titolo "Il tema dei tre vivi e dei tre morti nella tradizione medievale italiana", dove già si fa strada la ricerca di un metodo di lavoro che tenga in uguale conto testi e immagini, metodo che considererà sempre importante nella convinzione espressa che «l'immagine parla».
Ha sposato Salvatore Settis nel 1965: dal matrimonio sono nati tre figli. Nel 1991 è passata a nuove nozze con Donato Cioli.
Nel 1965 è stata ammessa al Diploma di perfezionamento alla Scuola Normale Superiore, e nel 1974 è approdata all'insegnamento universitario; nel 1980 è chiamata a Pisa a ricoprire la cattedra di Storia medievale. Vi è rimasta fino al 1988, per poi trasferirsi presso l'Università di Roma Tor Vergata, dove ha insegnato fino al 2000, anno in cui rassegnerà volontariamente le dimissioni dall'insegnamento.
Il nucleo principale della sua ricerca verte intorno alla figura di Francesco d'Assisi, cui ha dedicato libri tradotti all'estero, e numerosi articoli. In particolare ha approfondito il modo in cui le istituzioni hanno contrastato l'azione di Francesco d'Assisi.
Se avete il minimo interesse per l'arte medievale, se le figurine dei portali romanici e gotici vi incuriosiscono, se le gargoglie sono i vostri animali da compagnia preferiti, questo libro vi entusiasmerà.
Divulgatrice di qualità eccelsa, Chiara Frugoni racconta una storia di (e per) immagini, con spiegazioni tanto efficaci quanto affascinanti, accompagnate da tantissimi esempi scelti con un gusto, un'intelligenza e un'arguzia tali da essere forse la vera cifra del libro. Mille riferimenti, mille suggestioni che si incrociano senza mai generare confusione o fatica nel lettore dilettante.
Un cenno alla veste editoriale, anch'essa di grande qualità, che giustifica pienamente il costo non economicissimo del volume.
Dopo aver letto questo libro, mi sono immaginato la nostra Chiara in una mandorla, con le tre dita della mano destra alzate, in trono, alla destra del Padre, Ernst Gombrich.
Libro imprescindibile per chiunque voglia approfondire l'arte medievale. Scorrevole ed interessante, è un'educazione allo sguardo dei nostri avi, l'insegnamento di un nuovo linguaggio.
Alcuni appunti sparsi: Stringersi il polso con l’altra mano = dolore impotente Braccia incrociate serrate al petto (con i palmi verso l’interno) = umiltà/obbedienza/ attesa di un comando (es. annunciazione) La mano "parlante" con due dita alzate = il gesto della parola / benedizione Mani incrociate sul petto = accettazione Dito puntato = ordine/ comando Ripetizione identica di un gesto (da parte di altre figure) = ciò che è stato ordinato è stato accettato e verrà eseguito
Se la prima parte l'ho trovata semplice, quasi da portarsi dietro nelle mostre tanta è l'immediatezza delle indicazioni, negli ultimi capitoli ammetto che non sempre sono riuscita a seguire i rimandi, le storie a cui si riferiscono gli esempi iconografico preso in esame. In generale, l'ho trovato un libro accurato, pensato per un pubblico interessato, attento ma forse un po' più addentro di me nelle storie della Chiesa.
Ci sono pochi commenti diretti dell'autrice, ma quando sceglie di farsi sentire la sua voce è limpida e centrata. Mi ha fatto venire voglia di approfondire la sua bibliografia.