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Caccia grossa: Scene e figure del banditismo sardo
Milano, Madella, 1915, 8vo brossura pp. 208
200 pages, Paperback
First published January 1, 1900
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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
November 30, 2012
DAL REGNO DI SARDEGNA AL REGNO D'ITALIA

Foto di S. R. Zedeler: Banditi.
Un libro che racconta una storia che sembra di conoscere già, invece si scopre parola dopo parola.
Un momento della storia italiana particolarmente interessante e una descrizione della Sardegna di fine Ottocento che non si dimentica.
Pubblicato inizialmente nel 1900, riscosse subito buon successo, sia di critica che di pubblico, grazie anche all’accusa al suo autore da parte di alcuni deputati sardi di aver scritto opera di calunnia: Bechi fu querelato e sfidato a duello, e finì in carcere militare per due mesi. Tutto questo segnò la fortuna del piccolo libro che in poco tempo richiese diverse edizioni.

Foto di S. R. Zedeler: Bandito.
Giulio Bechi fa parte della piccola nobiltà fiorentina e ha il grado di tenente quando parte con la spedizione inviata in Sardegna per risolvere in maniera radicale il fenomeno banditismo.
La caccia grossa del titolo è proprio quella ai banditi, a quegli uomini che si riteneva intralciassero il cammino della modernità, che si voleva configurare con l’unità d’Italia.
Bechi partecipa alla ‘caccia’, e pur condividendo e partecipando alla repressione ordinata dal governo italiano, pur essendo portatore di un punto di vista ‘continentale’, rimane fortemente impressionato.

Foto di M. Murgia. Aggius, Paesaggio roccioso.
Per tagliare il cordone di favoreggiamento tra la popolazione locale e i banditi alla macchia, i soldati usano mezzi sbrigativi quali quella gigantesca retata notturna che Bechi definisce notte di San Bartolomeo in esplicito riferimento alla feroce mattanza degli ugonotti francesi il 24 agosto del 1572, arrestano un migliaio di persone, donne e vecchi inclusi, e li portano in carcere.
Il romanzo di Bechi è un reportage piuttosto accurato reso più vivo ed efficace dal dialogo.


Foto di S. R. Zedeler: Banditi.
Un libro che racconta una storia che sembra di conoscere già, invece si scopre parola dopo parola.
Un momento della storia italiana particolarmente interessante e una descrizione della Sardegna di fine Ottocento che non si dimentica.
Pubblicato inizialmente nel 1900, riscosse subito buon successo, sia di critica che di pubblico, grazie anche all’accusa al suo autore da parte di alcuni deputati sardi di aver scritto opera di calunnia: Bechi fu querelato e sfidato a duello, e finì in carcere militare per due mesi. Tutto questo segnò la fortuna del piccolo libro che in poco tempo richiese diverse edizioni.

Foto di S. R. Zedeler: Bandito.
Giulio Bechi fa parte della piccola nobiltà fiorentina e ha il grado di tenente quando parte con la spedizione inviata in Sardegna per risolvere in maniera radicale il fenomeno banditismo.
La caccia grossa del titolo è proprio quella ai banditi, a quegli uomini che si riteneva intralciassero il cammino della modernità, che si voleva configurare con l’unità d’Italia.
Bechi partecipa alla ‘caccia’, e pur condividendo e partecipando alla repressione ordinata dal governo italiano, pur essendo portatore di un punto di vista ‘continentale’, rimane fortemente impressionato.

Foto di M. Murgia. Aggius, Paesaggio roccioso.
Per tagliare il cordone di favoreggiamento tra la popolazione locale e i banditi alla macchia, i soldati usano mezzi sbrigativi quali quella gigantesca retata notturna che Bechi definisce notte di San Bartolomeo in esplicito riferimento alla feroce mattanza degli ugonotti francesi il 24 agosto del 1572, arrestano un migliaio di persone, donne e vecchi inclusi, e li portano in carcere.
Il romanzo di Bechi è un reportage piuttosto accurato reso più vivo ed efficace dal dialogo.

December 27, 2016
Un racconto che come sfondo ha una dura realtà impenetrabile che è quella della cultura sarda, chiusa e a tratti ostile.
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