Questa è una storia semplice. Quella di Anna: giovane insegnante di italiano in una città del sud. E quella di Edo: calciatore di serie A che alla fine della carriera vuole prendersi la maturità classica per aprire una libreria. Dal momento in cui si conoscono Anna ed Edo si parlano d'amore attraverso i versi dei loro poeti più amati, attraverso le pagine dei libri di poesia allineati sui loro scaffali. Gli scaffali della libreria che hanno aperto insieme e che diventa il luogo, anche metafisico, del loro amore. Il luogo dove Anna aspetterà Edo. Perché lui è andato via: non si sa dove, non si sa il perché. E saranno le parole d'amore dei libri, le poesie di Montale, di Ungaretti, di Kavafis gli unici custodi di una passione che non ha più tempo, eppure esiste. E Anna dedicherà la sua vita all'attesa di questo amore tanto sospeso quanto reale, tanto profondo quanto felice. Finché il lettore, alla fine, non scoprirà che la storia potrebbe essere ancora un'altra. E ancora più sorprendente.
Sono nato ad Alessandria il 10 maggio 1961, dopo gli studi di filosofia e pianoforte ho iniziato giovanissimo la carriera giornalistica. Prima sull’Europeo e poi dal 1987, chiamato da Giovanni Valentini alla redazione del settimanale L’Espresso, giornale dove ho lavorato per 16 anni. Dal 1993 al 2001, sotto la direzione di Claudio Rinaldi, sono il responsabile delle pagine culturali e per più di un decennio uno dei critici letterari del settimanale. Sono stato editorialista di Panorama e dell’Unità. Tra il 1988 e 1989, con lo pseudonimo di Mamurio Lancillotto ho scritto stroncature letterarie per l’inserto culturale del Sole 24 Ore. Ho condotto per alcuni anni la Mezzanotte di Radio Due, e nel 2010 il programma sul cinema indipendente de La7: La 25ª Ora. Dirigo la Scuola Superiore di Giornalismo della Luiss di Roma, e i master creativi della Luiss (Luiss Writing School, Master of Art, Master of Music). Ho una rubrica settimanale su Sette del Corriere della Sera, “Blowin’ in the Web”, e pubblico recensioni sul Messaggero. Vivo a Roma e ho due figli.
Mi era capitato di ascoltare un'intervista alla radio a Roberto Cotroneo. Raccontava di questa storia d'amore (vera) alla quale si era ispirato, una storia tra un calciatore e una libraia: l'utile e il dilettevole, la mente e il corpo, la passione e la ragione. E poi l'amore che avvolge e la tragedia che incombe, tutto in un romanzo che si snoda come i pensieri nella mente, senza un ordine apparente, ma dove alla fine tutto ha una sua logica.
Bellissima questa recensione trovata oggi, dopo che Roberto Cotroneo e i suoi romanzi mi sono tornati alla mente perché lo seguo su Instagram, dove ho scoperto della sua passione per la fotografia e in seguito, cercando sul web, compreso anche che questa negli anni ha avuto seguito e ha finito per concretizzarsi in progetti fotografici poi confluiti in mostre, teatro, e libri, dove le immagini e le parole trovano una loro sintesi e ciascuna una sua collocazione e interazione.
Nel leggere l’ultima pagina è inevitabile sentir scendere due lacrime.. un finale incedibile, spiazzante… “Questo Amore” è un romanzo dolce, delicato, un piccolo scrigno che racchiude pensieri, poesia, emozioni. E’ la storia di Edo e Anna, è la storia di una grande amore, di un’assenza, di un’attesa, di un sentimento che va al di là della linea di confine, al di là tempo e dello spazio. Anna vive da anni nella speranza del ritorno di Edo, dentro il suo cuore lei sa che lui c’è, vive e sta cercando di tornare da lei, (“…l’amore è capace di far vivere le assenze, di generare presenze.”) e nell’attesa ricorda ogni minimo particolare del loro amore vissuto così intensamente, in maniera molto dolce e delicata, citando i versi dei loro poeti tanto amati.. è un inno alla poesia, dove le frasi scivolano via leggere come le onde del mare.. “Impara a respirare con l’anima.” Respirare con l’anima vuol dire respirare la poesia.”. Una frase per me bellissima: “Ora che Edo non c’è più quei segni me li restituisce il vento, e poi me li cancella il mare, come un dialogo infinito… Io ho ancora bisogno di seguire il vento quando il vento mi lascia i suoi messaggi sulla sabbia..”
Concludo con questa poesia di Anna Achmatova citata nel libro: In sogno Nero e duro distacco che io sopporto al pari di te. Perché piangi? Dammi meglio la mano, prometti di ritornare in sogno. Noi siamo come due monti... non ci incontreremo più a questo mondo. Se solo, quando giunge mezzanotte, mi mandassi un saluto con le stelle.
Ein seltsames literarisches Konstrukt aus einer über 150 Seiten langen konsequenten Aneinanderreihung von durchgewirbelten Gedanken. Es existieren weder Kapitel noch kaum durchgängiger Text. Die Ich-Erzählerin, die von ihrer Liebe zu ihrem Mann und dessen veränderten Verhalten berichtet, befindet sich permanent zwischen Zeit und Raum. Sie springt zwischen dem Gestern, Heute und dem Morgen hin und her wie sie auch ständig ihre Gedanken und Assoziationen über Personen, Erlebnisse oder Gegenstände wechselt. Nie stellten sich dadurch ein Sprachfluss und erkennbarer Rhythmus ein. Immer wieder fragte ich mich, wann beginnt endlich die Handlung, wann beginnen mich Edo und Anna mit ihrer Geschichte zu packen. Dabei befand ich mich die ganze Zeit schon mittendrin. Allerdings wurde es nie strukturierter, fließender und vor allem schlüssig. Falls geplant und beabsichtigt, konnte mich der Autor damit weder erreichen noch berühren, sondern ließ mich nichts als frustriert zurück.
per continuare a leggere cotroneo dovevo trovare il modo di neutralizzarlo. di non lasciarmi prendere dalle frasi costruite ad arte per martellare dentro le emozioni. per riaprire ferite passate, emozioni sconosciute mie o di altri. leggendolo veloce sembra una poesia non capìta, una filastrocca noiosa. una storia inutile, senza storia. sembra di pensare chissenefrega fino... fino alle ultime pagine, quando tutto crolla e si capisce tutto. ma va letto veloce, per non rimanerne invischiati. se fosse stato un racconto, sarebbe stato perfetto.