Noi siamo costruiti per convivere quotidianamente con lo stress. A questo scopo possediamo dentro di noi, come un dono, un insieme di risorse che abbiamo ereditato dal passato e che costituiscono la nostra «resilienza». Ed è la resilienza la norma negli esseri umani, non la fragilità; la resilienza psicologica, ovvero la capacità di persistere nel perseguire obiettivi difficili, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà che ci si presentano. L’individuo resiliente ha una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a «leggere» gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato e di fronte a sconfitte e frustrazioni tende a non perdere la speranza. Ma la notizia migliore è che resilienza può essere potenziata. Possiamo imparare a gestire lo stress. E nella nostra cultura c’è un ambito che può promuovere in modo strutturale la resilienza: il mondo dello sport che può essere utilizzato come metafora, ma anche come disciplina da cui mutuare metodologie ed esperienze, come fa Pietro Trabucchi in questo libro che sarà di aiuto a tutti coloro che vogliono vivere e non lasciarsi vivere.
Ho finito di leggere il libro completamente perché ben scritto e con tanti racconti di persone dello sport che hanno fatto uso della resilienza per vincere (nello sport e nella vita). Sono stato tentanto un paio di volte di abbondarlo perché troppo incentrato sul mondo sportivo, e io di sportivo ne ho ben poco. Sono un divanista, cinema e libri sono il mio forte, allora ho cambiato approccio, invece di usare il potere della forza di volontà e la resistenza per scalare montagne o correre la maratona in un deserto, la uso per vedere più film e leggere più libri. E tutti felici e contenti.
Spiega in modo molto comprensibile il funzionamento della nostra mente in merito alla resilienza e ne approfondisce le connessioni, dirette e indirette, con il nostro fisico, il nostro comportamento e il nostro benessere in generale.
Davvero utile ed estremamente ricco. Credo che non sia sufficiente una sola lettura per apprezzarlo fino in fondo, infatti credo che tra qualche mese lo rileggerò.
Adatto agli atleti, a genitori, a liberi professionisti o lavoratori in proprio, ma in generale è un libro perfetto per chiunque voglia affrontare la vita con grinta e determinazione.
Di Trabucchi ho apprezzato maggiormente “Tecniche di resistenza interiore” - più scientifico e naturalista (e paradossalmente più divulgativo) // invece, “Perseverare è umano”, nonostante sia ben strutturato anche per i non addetti ai lavori, risulta a volte lento e ridondante (quasi stesse già allenandoti per la resistenza interiore) 🏔
Un libro breve, scorrevole e ricco di spunti interessanti. Malgrado, a causa del background dell'autore, tutti gli esempi riguardino il mondo dello sport, questo non costituisce un limite per il libro. Lo consiglio a chiunque voglia approcciarsi al concetto di resilienza.
Molto interessante questo saggio, che ci spiega nel dettaglio l'ormai inflazionato concetto di "resilienza". Ci da la chiave di lettura giusta per poter imparare ad affrontare le situazioni difficili e impreviste della vita, facendoci notare come sia più di tutto la percezione del controllo che abbiamo sulla situazione, che ci fa sviluppare resilienza. Tanto più capiamo l'influenza che abbiamo sulle situazioni, quanto potremo regire in modo "resiliente". Il tutto è spiegato con esempi di atleti e sportivi di tutto il mondo, con storie assurde, ma di molta ispirazione. Interessanti gli ultimi capitoli sulle applicazioni pratiche e il concetto di resilienza inseriti nella nostra cultura.
"Resilienza" é parola blasonata e spalmata, mai come ora, su svariati contesti. Qui trova senso nei termini già usati da George Vaillant - La resilienza non è una condizione ma un processo: la si costruisce lottando.
Il merito di Trabucchi é quello di essere riuscito, secondo me, a dare voce al quotidiano di ognuno di noi attraverso la lente dello sport, della psicologia cognitiva e della biochimica, senza mai farla difficile e complicata.
Ho apprezzato molto il modo in cui l'autore racconta le esperienze sportive e di vita di grandi atleti, dedicando altresí un capitolo al come costruire la resilienza nei bambini.
- Ogni impedimento è giovamento. Proverbio del dì e da qui in poi.
Avevo tanto sentito parlare, con entusiasmo, di questo autore. Notando un suo libro su Audible, non ho potuto fare a meno di iniziarlo, così, a scatola chiusa. Neanche due minuti dall’inizio e scopro che tratta di RESILIENZA. Resisto all’attacco di orticaria generato da questa parola, ormai abusata soprattutto da palestrati e sedicenti maestri di vita da social, e continuo ad ascoltare. Si rivela presto molto interessante e motivante, oltre che ben argomentato e con una miriade di esempi curiosi dal mondo sportivo ed escursionistico.
Punto di vista molto bello e interessante, con un ambito di studio della resilienza, lo sport, insolito e esperto. Bellissima l'introduzione: il verbo "resalio", da cui probabilmente arriva resilienza, è, secondo gli antichi, l il gesto di risalire sulle imbarcazioni rovesciate senza perdere la speranza, lottando contro le avversità con motivazione che dipende soprattutto dal controllo cognitivo dei propri pensieri e motivazioni.
recensione a cura del blog "Libri Magnetici" by Carmela
Resilienza. Una parola che ultimamente fa venire qualche brividino a chi la sente. Probabilmente è l’abuso che ne è stato fatto e che in molti casi non ha contribuito a valorizzare l’importanza che questa capacità ha nella vita di tutti i giorni. Pietro Trabucchi nel suo libro “Resisto dunque sono” invece ne da una spiegazione in termini estremamente pratici, attraverso una sorta di parallelismo nelle pratiche sportive ed in particolare nelle discipline di resistenza, essendo lui stesso uno psicologo che segue atleti di sport come lo sci di fondo e al contempo anche un appassionato di alpinismo e scalatore.
“Piantatela di concentrarvi sull’intera operazione, perché vi fa sentire persi. Ponetevi piccoli obiettivi quotidiani: oggi arriveremo lì, domani là. Cambiate la cornice di riferimento: non più l’intero perimetro della regione ma piccoli spostamenti tra le montagne.”
L’autore effettua un’analisi dell’individuo resiliente, come colui che “legge” i momenti negativi come passeggeri, incline a vedere nel cambiamento una sfida e a possedere un certo controllo della propria vita e dell’ambiente circostante. Egli lo fa avvalendosi delle prestazioni sportive di grandi atleti come scalatori, sciatori di fondo, maratoneti, ciclisti. A proposito poi del concetto di controllo, egli parla di come gli eventi esterni subiscono una valutazione cognitiva, che può essere diversa a seconda di quelli che sono i vissuti, le credenze, e le esperienze pregresse. Una stessa situazione per qualcuno può essere percepita come tragedia e per altri come sfida motivazionale. Ma la resilienza non è un dono, o meglio la natura ci ha forniti di capacità di resistenza, ma essa può e deve essere potenziata. Ecco l’obiettivo del testo: vedere nel dettaglio i processi mentali che si attivano di fronte ad un evento stressante e favorire la capacità di affrontare le sfide quotidiane. Tutto questo in un lavoro costante tra impegno e “allenamento mentale” sempre considerando i limiti che l’essere umano possiede.
“Occorre saggezza è molta consapevolezza di se. E occorre anche rammentarsi la celebre preghiera di Reinhold Neiburh, motto degli alcolisti anonimi: “Dio mi ha concesso la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, io coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza di cogliere la differenza”.
9! E’ molto più di un manuale sulla resilienza, e’ la presenza di un coach, un personal trainer accanto a te che ti sprona a vedere una realtà differente,raccontandoti imprese straordinarie. Entrare nei pensieri di Brunot , di Roberto Guidotti, Mario Castignoli, Dachiri «Dawa» Sherpa, Fabrizio Macchi, Giorgio di Centa e’ stato un regalo prezioso: osservare l’umanità dell’atleta che accetta la sfida con se stesso e l’ambiente come occasione di crescita. Quando la vita rovescia la nostra barca, alcuni affogano, altri lottano strenuamente per risalirvi sopra. Gli antichi connotavano il gesto di tentare di risalire sulle imbarcazioni rovesciate con il verbo «resalio». La definizione personale di resilienza dell’autore è “la capacità di PERSISTERE nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino.” La resilienza è una disciplina, cioè qualcosa che si ottiene in cambio di impegno e dedizione. La "valutazione cognitiva" determina la risposta comportamentale, emozionale e fisiologica agli eventi, allo stressor. Il senso di autoefficacia corrisponde a quelle che fino a ora abbiamo definito "convinzioni di controllo". La nostra valutazione della realtà si fonda su un sistema di credenze,spesso distorte,che tende ad autoperpetuarsi e autoconfermarsi.Il nostro filtro cognitivo può cambiare il corso degli eventi. “Lascia che i tuoi figli abbiano sempre un po’ di freddo e un po’ di fame se vuoi che siano felici.”
L'idea alla base del libro è affascinante e l'autore ha un background molto credibile, un'esperienza pazzesca e ha lavorato con persone che hanno superato i limiti di cosa si considerava possibile. Di consequenza, avevo alte aspettative.
il libro invece è un incrocio tra aneddoti edificanti, brodi per l'anima e frasi ad effetto perfette per istangram. La professionalità e l'efficacia dell'autore semplicemente non passano.
e poi ci sono frasi come la seguente: è senz'altro più redditizio per la fiorente industria degli antidepressivi puntare sugli effetti delle molecole che ci "aiutano" ad affrontare la vita piuttosto che favorire la resilienza". se cominciamo così, cominciamo malissimo. Ma sì, schiaffiamo una palata di pregiudizio e stigma sull'uso di psicofarmaci. Che sono FARMACI, non palliativi per persone pigre e demotivate.
non solo non mi ha convinto, ma ho paura passi messaggi fuorvianti.
Nonostante sia una appassionata dei temi trattati non conoscevo Pietro Trabucchi e mi sono imbattuta in questo testo grazie ad un blog online. Sono rimasta entusiasta del libro e ne ho già acquistato un secondo dello stesso autore. L'argomento è estremamente interessante ma anche la scrittura dell'autore, chiara e appassionata, rende la lettura scorrevole e piacevole. Inoltre il racconto delle esperienze di grandi escursionisti e sportivi rende il tutto ancora più piacevole. Consiglio vivamente la lettura del libro a tutti, non solo a chi è appassionato del tema.
È stato uno dei primi libri del genere che ho letto. Molto facile da leggere, con racconti di atleti che hanno fatto cose straordinarie,seppur non essendo dei veri professionisti,ma allenandosi post lavoro o peggio ancora finché bisognerebbe dormire. Spiega un sltro modo di vedere lo stress. Penso sia stato il libro che mi ha cambiato il modo di affrontare stanchezza ,problemi e il proprio lamento. Consigliato a chi vuole qualcosa di più da se stesso.
Veramente ben scritto. È interessante leggere di studi che affermano quanto la mente possa cambiare gli esiti. Siano essi esiti sportivi o di risoluzione dei problemi o di superamento di ostacoli. E il fatto che questo avvenga non solo grazie a "forza mentale" ma a processi fisiologici che si instaurano grazie a questa è sorprendente.
Una lettura davvero azzeccata per chi sta cercando spunti e riflessioni di crescere personale. Questo libro parla della resilienza, ovvero di quella caratteristica insita in ciascuno di noi, a diversi livelli, grazie alla quale riusciamo a rialzarci dopo un insuccessi o un fallimento.
Buon libro, tratta e da spunto con molte storie sportive di atleti portati a vere imprese estreme. E di come riescono con l allenamento e la resistenza fisica ma soprattutto mentale ad accedere a grandi risultati di livello. Resilienza nello sport e nella vita quotidiana
Very nice book with real life examples along with examples from studies. A simple and pleasant reading, it allows you to understand the origins of stress in any environment.
Mi è piaciuto molto nella prima parte, dove parla della resistenza degli atleti, poi l'ho trovato un po' noioso e dispersivo, troppi casi e situazioni diverse sebbene legate da un filo conduttore
“Resisto dunque sono” è un libro di crescita personale scritto da Pietro Trabucchi che affronta il tema della resilienza, trattandolo in modo strettamente legato al mondo dello sport. L’ho acquistato praticamente a scatola chiusa, dopo aver letto un articolo del blog Efficacemente, anch’esso incentrato sulla crescita personale, in cui l’autore lo consigliava. Devo dire che sono abbastanza soddisfatta, anche se avevo aspettative un po’ più alte, infatti, nel corso della lettura, il mio giudizio è costantemente oscillato tra le 3 e le 4 stelle, e alla fine ho optato per la prima opzione. L’opera presenta innanzitutto un’introduzione per spiegare cosa sia la resilienza, seguita da una serie di capitoli che trattano invece i fattori che la influenzano, per cui la maggior parte dell’opera risulta molto teorica. L’ultima sezione, invece, è decisamente più pratica, e contiene dei consigli su come aumentare la propria resilienza e quella dei bambini attraverso lo sport. Infine, c’è un ultimo capitolo che si discosta dal mondo sportivo per parlare in modo più specifico della resilienza dei manager. I contenuti dell’opera sono sicuramente interessanti, anche se potevano essere organizzati meglio: trovo infatti che un libro di questo genere debba essere strutturato in modo che al lettore restino bene in testa i concetti principali, e nonostante un tentativo ci sia stato, per esempio riassumendo questi concetti alla fine di ogni capitolo, a mio parere lo scopo non è stato raggiunto, ed è questo l’elemento che ho trovato più disturbante. Tra l’altro, se la prima sezione teorica fosse stata organizzata in modo più efficace, avrebbe occupato meno spazio, consentendo di sviluppare meglio la componente pratica. Quest’ultima offre spunti interessanti, ma è incompleta, sembra quasi un trailer con il quale Trabucchi vuole incuriosire il lettore in modo che egli vada poi a cercarsi su internet i suoi corsi, effettivamente citati, che conterranno il contenuto completo a cui il libro fa solo cenno. Davvero molto utile invece la parte successiva, riguardante lo sviluppo della resilienza nei bambini mediante lo sport: pensavo che non mi avrebbe interessato affatto, non essendo né un allenatore né un genitore, invece è stato facilissimo per me trovare affinità da ogni punto di vista con il mio lavoro, che presto mi darà la possibilità di formare. Se anche voi siete formatori in qualunque ambito della vostra vita, vi consiglio caldamente la lettura soprattutto per questa parte. Infine, il capitolo dedicato ai manager, che secondo me è troppo ridotto, ancora una volta sembra solamente un trailer: l’autore parla di tante cose, ma in modo molto superficiale, per cui sarebbe stato più sensato dedicare più spazio al tema oppure rimandarlo ad un altro libro. Complessivamente comunque è stata una lettura utile e stimolante, che necessitava giusto di aggiustare un po’ la struttura per dare più risalto ad alcuni contenuti accantonati troppo rapidamente: in generale la consiglio, soprattutto se siete vicini al mondo dello sport, considerato che Trabucchi scrive praticamente solo di quello (anche se trovare affinità con l’esperienza scolastica, lavorativa o di qualunque altro genere non è assolutamente un problema).