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Tre sono le cose misteriose

Il protagonista di Tre sono le cose misteriose è un giovane sostituto procuratore americano che si trova con la moglie e il figlio in Svizzera. Mentre si prepara al processo, riflette sulla sua vita passata, tentando soprattutto di stare un po’ di tempo con il figlio e di rinsaldare il rapporto con la moglie. Il figlio adottivo Adam ha otto anni e mille paure. Chiara, la moglie, è una giovane italiana bellissima: un tempo non tanto lontano si sono amati, ma adesso tutti i loro scambi sono feroci schermaglie verbali, battute acide e intelligenti che celano abissi di lontananza. Anche con lei sarà forse possibile un riavvicinamento, grazie alla densità di quel pugno di giorni in cui pare concentrarsi il senso di piú vite.

308 pages, Hardcover

First published January 1, 2005

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About the author

Tullio Avoledo

32 books45 followers
Nato a Valvasone, in Friuli, il 1º giugno 1957. Laureatosi in giurisprudenza, dopo aver fatto diversi mestieri, fra cui il copywriter e il giornalista, lavora presso una banca di Pordenone.

Con il suo romanzo d'esordio, L'elenco telefonico di Atlantide (gennaio 2003) pubblicato da Sironi, ha ottenuto un lusinghiero successo di critica e di pubblico e vinto il premio «Forte Village Montblanc - scrittore emergente dell'anno».

Nel novembre 2003 viene pubblicato il suo secondo titolo, Mare di Bering (Sironi) e nel 2005 i due romanzi Lo stato dell'unione (Sironi) e Tre sono le cose misteriose (Einaudi), Premio Super Grinzane Cavour 2006 e finalista, nello stesso anno, al Premio Stresa. Nel marzo del 2007 è stato pubblicato il suo quinto romanzo: Breve storia di lunghi tradimenti (Einaudi), Premio Letterario Castiglioncello-Costa degli Etruschi[2] e Premio "Latisana per il Nord-Est".[3] Suoi racconti appaiono in antologie pubblicate da Guanda e da Mondadori. Per Guanda, ne I delitti in provincia appare il racconto La traccia del serpente sulla roccia.

Il suo sesto romanzo, La ragazza di Vajont, è uscito per Einaudi nel giugno del 2008. È la storia di un amore impossibile, sullo sfondo apocalittico di un Nord-Est "parallelo" tormentato da una guerra civile e dai fantasmi della pulizia etnica. A settembre 2008 è stato pubblicato nella collana "VerdeNero" delle edizioni Ambiente il romanzo breve L'ultimo giorno felice (Premio "Tracce di Territorio", Pavia), che narra la crisi esistenziale di un architetto cinquantenne coinvolto nella ecomafia delle discariche friulane.

Il 10 novembre 2009 è uscito per Einaudi il romanzo L'anno dei dodici inverni, storia d'amore e di viaggi nel tempo, finalista al Premio Stresa e vincitore del Premio dei Lettori di Lucca 2010.

Il 31 maggio 2011 è uscito per Einaudi Stile Libero il romanzo Un buon posto per morire, un "romanzo storico sulla fine del mondo" scritto a quattro mani con Davide "Boosta" Dileo, tastierista del gruppo Subsonica.

Avoledo ha aderito con entusiasmo al progetto internazionale "Metro 2033 Universe" di Dmitry Glukhovski scrivendo il romanzo Le radici del cielo, in uscita a metà novembre 2011 per l'editore Multiplayer.it, e che a febbraio verrà pubblicato anche in Russia. Le radici del cielo, ambientato nell'universo postatomico descritto da Glukhovski nei due romanzi Metro 2033 e Metro 2034 è un'avventurosa cerca alla Tolkien, ma anche una profonda riflessione su temi come lo scontro tra il Bene e il Male e la possibilità che la fede in Dio possa sopravvivere all'olocausto nucleare.

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1 star
1 (1%)
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Hex75.
988 reviews62 followers
January 4, 2015
non credo sia il libro migliore di avoledo. ma è un pregio: restiamo pochi giorni dentro la vita di un uomo scortato, isolato dal mondo perchè il suo mestiere l'ha messo contro qualcuno che può attentare alla sua vita e a quella dei suoi cari, le cui relazioni affettive -con la moglie, col figlio- si svolgono continuamente sotto lo sguardo dei suoi "angeli custodi". un uomo che porta con se un compito enorme e che ad un certo punto si trova costretto a compierlo da solo, senza quell'amico a cui deve tantissimo, umanamente e professionalmente. non è facile portare sulla carta una storia così. tuttlio avoledo ha provato a farlo, e se certi momenti mi lasciano perplesso non posso non ammettere che il tentativo è riuscito. potrebbe essere un gran bel film, se qualcuno volesse portarlo sullo schermo...
Profile Image for Old Man Aries.
576 reviews34 followers
August 1, 2012
E poi capitano libri come questo in cui, francamente, ti chiedi se l’autore abbia sbagliato qualcosa o se, semplicemente, non hai capito dove volesse andare a parare.

Perché questo romanzo di Avoledo è sicuramente scritto molto bene e riesce ad infondere un senso di claustrofobia ed inquietudine per buona parte della narrazione, riesce a far giungere i dubbi ed i pensieri del protagonista, riesce a far chiedere al lettore cosa accadrà dopo.

Il problema è che, dopo, non accade niente, che si rimane lì, in attesa di una conclusione precisa che non c’è: sicuramente è una scelta voluta e precisa ma che, mentre in altre situazioni mi ha convinto pienamente, in questo caso mi ha lasciato un senso di tradimento delle aspettative che non mi è piaciuto.

Un romanzo che non mi sento di bocciare, assolutamente, ma che trovo sicuramente inferiore a quello che avevo già letto dello stesso autore.

Poco male, proverò l’Elenco telefonico di Atlantide per una nuova possibilità.

Un accenno di trama: accompagniamo il protagonista, procuratore dell’esercito, negli ultimi giorni di preparativi sotto scorta prima della partenza verso il processo che lo vedrà accusare un “Mostro” responsabile di uno dei tanti genocidi di cui la nostra storia è costellata; una scorta resa necessaria dall’assassinio del suo predecessore e capo, sicuramente ordinato proprio dall’imputato o da uno dei suoi sostenitori.

E così il protagonista, di cui non conosciamo il nome, trascorre le ultime stressanti ore col figlio e la moglie in un remoto paese svizzero, combattuto tra le responsabilità familiari, quelle lavorative ed, ovviamente, la paura per la vita sua e dei suoi cari.
Profile Image for Umberto Rossi.
Author 23 books43 followers
June 2, 2014
Per la prima volta arrivo alla fine di un romanzo di Avoledo e mi vien da chiedermi dove l'autore volesse andare a parare. Ma non posso dire se il finale lascia oggettivamente tante cose in sospeso, o se una serie di interruzioni durante la lettura dell'ultimo quarto del libro mi abbia distratto e mi abbia fatto perdere più di un filo narrativo.
Notevole la tenuta del linguaggio, più curato che nei precedenti romanzi; notevole il senso di minaccia e di oppressione, di claustrofobia, di un magistrato impegnato in un difficile processo al responsabile di una serie di atrocità in una repubblica dell'ex-URSS.
Non so neanche se l'aver scelto un'ambientazione diversa dal solito Nordest e un personaggio non italiano (il protagonista è un giudice militare americano) abbia giocato a favore o a sfavore della storia. Sicuramente voglio rileggerlo con più calma in un periodo più tranquillo. Per il momento, da un lato è il romanzo di Avoledo che meno sono riuscito a penetrare; dall'altro si deve ammirare una prosa estremamente curata ed efficace. Peccato per il finale, che a me è sembrato perdersi.
Profile Image for Claudia.
325 reviews31 followers
February 16, 2012
Avoledo potrebbe anche scrivere una filastrocca insulsa su un pezzo di carta igienica e io l'adorerei lo stesso. Non sono tanto le sue trame, quanto il suo stile: superbo, liscio, scorrevole, a tratti malinconico. In questo libro per esempio, non accade quasi nulla, ma sono le emozioni a essere descritte e narrate magnificamente. La trama di fondo come al solito è una di quelle un pò visionarie di Avoledo, un avvocato dell'esercito americano deve far condannare un imprecisato dittatore mostro di un imprecisato paese, però vuole passare qualche giorno da solo con la famiglia, la moglie e il figlio adottato. E' proprio il rapporto con questo figlio a essere analizzato e sviscerato dallo scrittore. Magari un pelo sotto gli altri suoi libri, ma comunque un bel romanzo.
Profile Image for Stojil.
62 reviews1 follower
January 2, 2011
libro diverso dagli altri romanzi di avoledo, assente l'atmosfera paradossale, rafforzato quel senso di malinconia che qui diventa tristezza e dolore.
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