Tra una telefonata e una chiacchiera, tra un party e un pranzo, un pettegolezzo e un segreto, gli uomini e le donne di Dorothy Parker si inseguono da un capo all'altro della città più eccitante del mondo, l'eterna New York, dove in quegli anni perduti si balla il charleston e si beve di nascosto nei bar più malfamati a causa del proibizionismo. Eppure, anche nella loro fatuità, questi allegri personaggi non si stancano di darci piccole e grandi lezioni di vita.
Librarian Note: There is more than one author by this name in the Goodreads data base.
Dorothy Parker was an American writer, poet and critic best known for her caustic wit, wisecracks, and sharp eye for 20th century urban foibles. From a conflicted and unhappy childhood, Parker rose to acclaim, both for her literary output in such venues as The New Yorker and as a founding member of the Algonquin Round Table. Following the breakup of the circle, Parker traveled to Hollywood to pursue screenwriting. Her successes there, including two Academy Award nominations, were curtailed as her involvement in left-wing politics led to a place on the Hollywood blacklist. Dismissive of her own talents, she deplored her reputation as a "wisecracker." Nevertheless, her literary output and reputation for her sharp wit have endured.
A strange, virtually unknown short novel. Basically this is like a ladies little black book – a chronicle, almost diary style diatribe of all the men that have come and gone in the protagonist’s life.
It is very modern prose, witty but unfortunately lacks the sharpness or spunk of similar style writers, such as Muriel Spark, Stella Gibbons, Barbara Pym or Eelizabeth Thurkell. Clearly ahead of it’s time though!
From the little I know of Parker, she was a bit of a trail blazer (and ball buster?) it seems! I assume some of her chunkier novels are, while similar in style, more in depth and would be worth reading.
Free ebook download from the Gutenberg Project Oh my goodness, I guessed right. I was most like Henry. Henry politely gives people friendly advice they never asked for immediately after it could've been useful, because he seems to believe he knows more about people than they do themselves. That said, I think Henry was the best of the men here... I should know, really, being like Henry....
In an age where people are overly sensitive and where sarcasm has become more aggressive than passive aggressive, Dorothy Parker's silly-but-candid writing is a breath of fresh air.
Uomini. Viziosi, farfalloni, fatui, pettegoli, meschini. Sono i protagonisti di questi racconti brevissimi pubblicati sul New Yorker, specchio di quella società americana vuota e peccaminosa dei primi decenni del secolo scorso. Ritratti fra il serio e il faceto di uomini che la stessa Parker ha conosciuto, schiacciati dalla loro stessa incapacità di comunicare, perfettamente rappresentativi della pochezza del loro tempo e della loro società (che poi io non li trovi tanto dissimili dagli uomini dei nostri tempi, forse questi ancora più passivi e dormienti, beh, è un altro discorso). Alcuni racconti, ahimè, secondo me sono davvero troppo brevi. Avrei voluto leggere di più, riflettere, pensare, ridere di più. Mi è parso tutto un déjà vu di qualcosa, senza sapere bene cosa. Pare tuttavia che Dorothy Parker sia una penna acuta e geniale del quale questo è uno dei libri forse meno riusciti. Che debba forse recuperare anche gli altri?
A vent'anni un libro di racconti come questo può farvi venire la voglia di trasferirvi a New York, a quaranta fa venire la voglia di non sposarsi. Racconti in bianco e nero di una Signora che si sarebbe fatta ammazzare pur di piazzare una buona battuta (e che se non fosse riuscita a dir battute si sarebbe ammazzata.) Il Wit come antidoto alla depressione. Una volta tanto una cura americana che mi sento di sottoscrivere.
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Il libro, non è adeguatamente pubblicizzato perché rimanga miniera intoccata per numerosissimi pubblicisti italiani donne ma anche uomini. Centinaia di articoli di costume sono stati ispirati da Dorothy Parker. Quando lo leggerete per la prima volta vi sembrerà di averlo già letto a iosa, è l'effetto pepe+vaniglia. Sentite questa peculiare miscela e vi chiedete, dove ho già sentito questo profumo?
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Dorothy P. era questa tipa qui: "Razors pain you rivers are damp acids stain you and drugs cause cramp. Guns aren't lawful nooses give gas smells awful you might as well live."
"I wish I could drink like a lady I can take one or two at the most Three and I'm under the table Four and I'm under the host"
"I require three things in a man: he must be handsome, ruthless, and stupid."
[non è offensiva: al quarto whiskeysour coinciderei esattamente] Altri sorsi sono facilmente reperibili in rete. Ricordate che si inventò come poté.
Dorothy Parker had a very dry, and occasionally bitter sense of humor. In her very short notional work, Men I'm Not Married To (Autobiographical Essays) she lists, by name a number of male types, all of whom display non-endearing behaviors. We see many of these same types in movies and TV shows as a montage of bad dates. Here they are presented in text. Some as short as one sentence, none taking more than a few pages. From the opening poem: I watch them as they pass me by; At each in wonderment I stare, And, “but for heaven’s grace, “I cry, “There goes the guy whose name I’d wear!”
They represent no species rare, They walk and talk as others do; They’re fair to see -but only fair- The men I am not married to.
Short sample” Lloyd wears washable ties.
Viewing the collection form the Olympian heights of a 35 year married man, I can safely assert that “Nonna dem is me”. However, I am certain that women will take some pleasure in knowing that they have met, and passed on one or more of the types here published. Even if some tiny number of those pleased women, took a pass on me.
Ritorno a leggere la Parker dopo parecchio tempo e riscopro, solo in parte, la scrittrice che avevo imparato a conoscere con i precedenti lavori. Uomini che non ho sposato sono 13 brani divisi in otto sketches, tre racconti e due articoli apparsi e pubblicati sul New Yorker. Nei 13 brani, la scrittrice descrive piccole scene di vita quotidiana dove i protagonisti sono chiacchieroni, fatui e spesso meschini. I personaggi si muovono in una New York contraddistinta dal proibizionismo, dai balli del Charleston o da drink consumati in locali malfamati. La Parker parla di incomunicabilità nella coppia e ci mostra il vuoto, la pochezza della società. Personaggi come Freddie, Raymond e altri ci regalano delle vere e proprie perle, anche se manca lo stile graffiante e cinico delle sue opere precedenti.
uffa davvero solo questo, dottie? confesso che dopo aver gongolato con il mio mondo è qui mi aspettavo di più. ségnatelo, lorin: mai dar retta a chi consiglia di iniziare dal meglio, significa doversi accontentare dopo. aspettarsi ogni volta il capolavoro e restare un po' delusa se ci si trova tra le mani qualche racconto godibile, ma non graffiante come si sperava. certo c'è quella maledetta giarrettiera che si slaccia al momento giusto perché non ce la si dimentichi più. e il monologo di a tavola che manda in sollucchero ogni donna di mondo che abbia avuto in sorte, almeno una volta, uno stoccafisso per commensale. e poi il celebre tratteggio della nuova-generazione-spa, pubblicato nel 1923 sul saturday evening post, da cui i giornali sfacciatamente pescano ancora per parlar dei giovanilisti di professione nell'arte, nella letteratura, nella politica pure. e infine l'impagabile siparietto di mrs legion, nome che è tutto un programma se lei e le sue amiche vestono con l'uniformità delle ballerine di fila, e non si azzardano a presentarsi in pubblico finché non hanno cancellato ogni residua traccia di personalità. ma a questo giro, spiace dirlo, c'è poco di più. nel merito di questa edizione, va detto che: la resa linguistica della traduzione è mediamente piatta (pare incredibile trattandosi di DP, eppure) e si aggiunga che "qual'è" ripetuto con l'apostrofo non è un refuso. e insomma, forse in originale facevi anche qui più faville, dot, ma così son state un paio d'ore di intrattenimento gradevole e uno zic di troppo ripetitivo. stop.
ti confesso però che il racconto eponimo mi ha indotto ripensare ai miei, di uomini che non ho sposato, e alle ragioni della loro non sposabilità in senso lato. c'è andata bene DP, altroché. a. ai primi di ottobre una volta mi disse: «devo decidere se farti il regalo di compleanno o cambiare la sella alla vespa». pausa. «credo che comprerò la sella, in fondo la usi anche tu». l. mi scriveva appassionate lettere firmandosi anche con il cognome. e mettendolo prima. c. si piaceva tanto. tantissimo. è durata finché non ho realizzato che si piaceva più di quanto piacesse a me. sempre a., nell'ultimo di vari ricorsi. si tagliò il pizzetto dopo un anno buono che non lo faceva, e non me ne accorsi per un'intera serata. naturalmente si trattò di un segnale, non di una mancanza sua. col senno di poi, la mancanza forse era stato il pizzetto. e se non ho come te un mortimer che si è fatto fotografare in abito da cerimonia, annovero un g. che andò a un matrimonio con pezzi in prestito in modalità puzzle. quello però lo segnai alla voce meriti e punti extra. direttamente e senza passare dal via.
In questo libro sono riuniti una serie di racconti e ritratti brevi (sketches) pubblicati, nell'arco di qualche lustro, sul New Yorker, tutti tranne il racconto intitolato "Consigli alla piccola Peyton" uscito su Harper's Bazar. Con la sua penna e la sua prosa sottile ma implacabile Dorothy Parker da vita ad una serie di punzecchiature che mettono a nudo le ipocrisie e i piccoli grandi peccatucci della società americana della prima metà del secolo scorso, l'ultimo dei racconti riuniti in questo libro, quello intitolato "La cena del rospo" à datato 14 dicembre 1957. Il racconto che dà apre e dà il titolo all'intera raccolta, "Uomini che non ho sposato" appunto, presenta una serie di brevi, alcuni addirittura brevissimi, ritratti di uomini coi quali l'autrice ha avuto a che fare. Nel racconto "La giarrettiera", nella quale l'autrice entra come protagonista principale, un incidente comune come la rottura, o comunque l'allentamento, di una giarrettiera porta la protagonista a fare delle considerazioni riguardanti la sua esistenza non solo in quell'occasione mondana alla quale si trova a presenziare, sia pure nel ruolo di semplice spettatrice dato l'incidente occorsole, ma più in generale e si immagina, a cosa di quell'incidente con la giarrettiera, ferma ad osservare la vita altrui scorrerle davanti agli occhi mentre lei non può far altro che esserne spettatrice mentre la sua di vita le sfugge dalle mani. Ma l'apice degli sbeffeggiamenti verso i vizi e le ipocrisie altrui lo si incontra, a mio avviso, in maggior misura nel racconto intitolato "Consigli alla piccola Peyton". Qui troviamo una donna, all'apparenza di mondo e altera, intenta ad elargire consigli ad una giovane in crisi amorosa. La giovane si beve tutti i consigli ed invidia la saggezza della donna che ha di fronte. Tutto sembra scorrere su questo binario fino a che, colpo di scena finale ed imprevisto, una volta rimasta sola, la saggia dispensatrice di consigli si ritrova a tenere i comportamenti che tanto aveva stigmatizzato poco prima. Un libro da leggere assolutamente per potersi godere il talento e la genialità di una delle penne più belle e pungenti che il Nuovo Mondo abbia generato!
It’s so hard to describe how many times I cheerfully giggled each page. So hard to find more books by this author where I live, but if you ever come across Dorothy Parker please buy/read/keep it as close as possible. What a pen!
Incredibly genius idea, written almost like it is her diary and perhaps it is. So silly and so inspiring! Some men are merely worth an incomplete sentence, and that is all. On the other hand, we could write complete novels on another man alone, but do they even deserve that much wasted paper?
I don't know why it ended with a few pages of "Women I'm Not Married To" written by some man, as if I care 🤔
How could anyone not be a Dorothy Parker fan? There is nothing she cannot write from film scripts to limericks. Men I'm Not Married To illustrates personalaties that well, get on everyone's nerves save the people to whom they belong bit in a humorous and harmless way.
My first official introduction to Dorothy Parker, I enjoyed it quite a bit! Sassy, keen observations of different male archetypes, with a sprinkling of wry humour and not the least bit of regret for not having married any of them! ;)
I listened to this on audible because Fran Lebowitz’ humor was compared to Dorothy Parker’s works. Be it a wider generation gap, I prefer Fran Lebowitz over Dorothy Parker. Though this quick read is undoubtedly witty, I found this less relatable for a millennial (or maybe it is just me).
This is my first exposure to Dorothy Parker, and now I'm intrigued. I enjoyed the humorous reviews of these various men, some quite brief! Fast read, funny. And a sneak peak into the period of the time.