"Corsi in timoniera, manovrai e ripresi il fiume, alla cieca. Le fiamme si alzarono alle mie spalle, dilatando le ombre della notte. Poi il fuoco mose il generatore e un boato devastante risuonò nel cuore della tenebra."Una compagnia petrolifera avidamente orientata al profitto. Un geologo coraggioso che crede in un futuro di energie rinnovabili. Troppi interessi in gioco, un agguato, un rapimento.Al ritmo di blues il Delta del Niger si fa protagonista e spettatore di una storia di oscura redenzione.
: Kai Zen : è un ensemble narrativo attivo dal 2003, i suoi componenti; Jadel Andreetto, Bruno Fiorini, Guglielmo Pispisa e Aldo Soliani, vivono in città diverse (Bolzano, Bologna, Messina, Milano) e rappresentano stili di vita e immaginari differenti.
Hanno ideato vari progetti di scrittura collettiva e curano alcuni siti internet: www.kaizenlab.it e www.romanzototale.it – in specifico per gli esperimenti di romanzo aperto alla partecipazione dei navigatori della rete e il sito dedicato al romanzo La Strategia dell’Ariete (Mondadori), partecipativo, con approfondimenti, curiosità, parti tagliate ecc… aperto in concomitanza con l’uscita in libreria del volume.
Tutto il materiale prodotto dai Kai Zen viene pubblicato e diffuso in COPYLEFT con licenza creative commons.
Questo libro è ispirato a Cuore di tenebra e si vede. E’ un piacere notare i parallelismi tra le due storie, la trama in comune, chi assume quale ruolo, in cosa differiscono, come è cambiata la situazione dalla fine dell’800 a ora e come invece non è cambiata minimamente per certi aspetti.
La parte di Marlow è recitata da Tamerlano, nome in codice di un soldato, un segugio, un uomo abilissimo nel riportare a casa le persone scomparse in zone pericolose. A lui si rivolge il governo italiano per riportare a casa Klein, geologo al servizio dell’ente, compagnia petrolifera con interessi un po’ in tutto il mondo. Klein aveva dato una svolta al proprio lavoro, aveva cominciato a proporre cambiamenti in favore delle energie alternative, ed era appoggiato da personalità influenti in Europa. L’ente lo aveva spedito al Delta del Niger per effettuare uno studio di fattibilità, ma a quanto pare il geologo era stato rapito dai ribelli del MEND e ora si doveva cercare di riportarlo a casa.
In realtà l’Ente, così come gli inviati della Compagnia nel libro di Conrad, non vuole modificare di una virgola la propria politica. Affianca a Tamerlano un suo uomo sul posto, l’equivalente del Conradiano addetto alla fabbricazione di mattoni e contemporaneamente anche del Direttore, e un paio di membri della JTF con il chiaro compito di far fuori Klein, nel caso fosse ancora vivo. E in più gli alti vertici societari hanno in allerta anche i russi, compagni di affari desiderosi che i progetti di Klein non vedano la luce.
Klein, ovviamente, è Kurtz. La persona illuminata che parte armata di ottimi propositi e finisce nel cuore dell’Africa, in mezzo agli indigeni. La persona che cambia tutti quelli con cui parla, tanto è vero che incontriamo prima un’alta funzionaria dell’Ente in Nigeria pronta a lasciare l’incarico e diversi indigeni lungo il corso del fiume che erano stati profondamente toccati dai discorsi dell’uomo. La persona che finisce schiacciata dalle tenebre, perde la salute sia fisica che mentale, poco a poco impazzisce e si cala sempre più nella tenebra.
Uno dei difetti che avevo trovato in Cuore di tenebra erano le tantissime ripetizioni, le tante omissioni, le troppe metafore. Qui invece tutto è più chiaro, più scorrevole.
La tenebra è ben inquadrata, l’oppressione mentale di Klein diventa anche oppressione fisica per l’uomo impossibilitato a vedere il cielo e il sole, nascosto sotto la fitta copertura degli alberi. E anzi, il personaggio di Klein viene mostrato chiaramente e con dovizia di particolari, dato che mentre Tamerlano e i suoi compagni di viaggio ne seguono le traccie, noi scopriamo poco a poco il viaggio che ha condotto Klein fino a dove si trova ora.
E poi abbiamo Marguerite, la reporter belga che decide di fare un servizio su Klein, a causa del suo incontro fortuito con Tamerlano e che per certi versi condivide con lui il ruolo di Marlow.. Precipitando anche lei nel cuore della tenebra, incontrando la morte come non l’aveva mai vista prima. Perché alla fine del viaggio lei sarà cambiata, e anche Tamerlano sarà profondamente cambiato, dilaniato dall’interno dalle esperienze vissute e dalla figura di Klein.
Il libro ha una buona storia, e ci mostra in maniera cruda la situazione dei luoghi come il Delta del Niger. Dove la gente muore di fame, o muore intossicata per aver mangiato qualcosa distrutto dall’inquinamento, inquinamento prodotto dalle pipeline fatiscenti e raramente manutenute. Inquinamento e miseria, dato che l’economia è cannibalizzata da questi Enti. Al tempo di Conrad i nativi erano dei selvaggi che vivevano in tribù nascosti nella foresta, vedevano Kurtz come una divinità e facevano gli schiavi per i lavori di fatica. Quelli svegli, con mesi di addestramento, arrivavano a tenere il timone dei battelli e a tenere viva la caldaia. Adesso sono sempre schiavi. Schiavi di chi gli sfrutta la terra dandogli in cambio la morte sotto forma di terreni e acque avvelenate. Vivono in baraccopoli, oppure hanno studiato e preso lauree sperando di poter cambiare in meglio il proprio paese solo per scoprire che gli risulta più utile il fucile che le lauree, e vivono nascosti in villaggi clandestini nella foresta meditando attacchi di poco conto contro gli Enti.
Mi è piaciuto, ben più di Cuore di tenebra. L’unica cosa che mi lascia perplesso è il blues, presente nel titolo, nella quarta di copertina, nell’apertura delle scene in cui il libro è diviso. Ma che per il resto non mi sembra granché importante per la storia, compare giusto con l’Arlecchino…
Non ho più la forza ormai. Sono stato ingoiato da tutta questa tenebra. Ho visto in faccia l’orrore, e ho cominciato a capire cosa significhi essere liberi. Liberi dalle opinioni altrui e dalle proprie. Mi sono fatto amico dell’orrore e del terrore mortale. Dovevo essere loro amico. Ho provato a salvare questa gente. Ho provato a farlo pensando di uccidere la mia gente. Ma non ho avuto la tempra per andare fino in fondo. Ho visto alcuni di questi uomini far morire di fame i propri figli, mentre il pesce si dimenava in pozze di petrolio. Ho visto alcune di queste donne far morire di fame le proprie figlie, per non darle in pasto a criminali assetati di sangue. Loro sono più forti di noi. Possono sopportare, hanno la forza di fare cose come quelle. Hanno l’amore per farlo. Un amore sconfinato. Hanno solo bisogno di qualcuno che insegni loro come reagire. Che spieghi loro come incutere timore, come evocare il terrore.
Una cover di Cuore di tenebra. La storia è quella della ricerca di un tecnico di un Ente petrolifero rapito dai guerriglieri del delta del Niger. Ricerca che, come in quella conradiana, porterà nei fatti alla scoperta del cuore di tenebra dell'Occidente. Una cover è una cover, non stai a parlare dell'impianto melodico. Ti chiedi se abbia reso giustizia all'originale, più crudamente se valesse la pena di eseguirla. E la risposta, nel mio caso è: senza nessun dubbio. Anzi questa era una cover necessaria. E' un libro che non solo rende giustizia a Conrad, ma, cosa più importante, lo resuscita letteralmente. Ho letto Cuore di tenebra solo poche settimane prima e ho capito dopo aver letto Delta blues quanto fosse importante reinterpretarlo, ridare fiato alla denuncia di Conrad, attualizzarla e inchiodarti ben bene in testa i messaggi "non succedeva cent'anni fa, succede adesso" e "non sono gli altri, siamo noi".
Questa è una cover ... messaggio da tenere ben presente mentre si legge questo libro, una delle cover letterarie meglio riuscite del capolavoro di Conrad. Eppure si fa presto a dimenticare le analogie con l'archetipo per lasciarsi trascinare da questo romanzo pieno della vita effervescente dell'Africa, quella nera, che non si arrende allo scempio della gente e del territorio operato dalle multinazionali del petrolio. Un libro che si legge con la piacevolezza di un noir ben scritto, ed è anche un saggio, per l'evidente imponenza dell'apparato documentale che ci sta sotto, e che ha tanti livelli di lettura quante sono le righe di testo. Per anime libere e menti agili e aperte.
Si può coniugare un romanzo con un'inchiesta ambientale? E' quello che hanno provato a fare i Kai Zen in questo libro. Operazione non del tutto risucita, secondo me; troppa la carne al fuoco: Nigeria, Eni, Istria, Servizi segreti, saghe nordiche, Conrad. Un libro barocco, lo definirei, che tuttavia lascia troppe cose ad un livello superficiale.