I portici di Ferrara, un muro, una farmacia. Tanti uomini uccisi per rappresaglia in una notte di dicembre del '43. Ma chi è stato il responsabile di quella strage? Finita la guerra arriva la resa dei conti. Uno solo è testimone, un farmacista paralitico che quella notte ha assistito all'eccidio dalla finestra che si affaccia sulla via. In questo racconto, tratto dalle Cinque storie ferraresi che gli valsero il Premio Strega nel 1956, Giorgio Bassani restituisce al lettore il clima di arbitrio e terrore degli anni cupi della nostra storia.
Giorgio Bassani was born in Bologna into a prosperous Jewish family of Ferrara, where he spent his childhood with his mother Dora, father Enrico (a doctor), brother Paolo, and sister Jenny. In 1934 he completed his studies at his secondary school, the liceo classico L. Ariosto in Ferrara. Music had been his first great passion and he considered a career as a pianist; however literature soon became the focus of his artistic interests. In 1935 he enrolled in the Faculty of Letters of the University of Bologna. Commuting to lectures by train from Ferrara, he studied under the art historian Roberto Longhi. His ideal of the “free intellectual” was the Liberal historian and philosopher Benedetto Croce. Despite the anti-Semitic race laws which were introduced from 1938, he was able to graduate in 1939, writing a thesis on the nineteenth-century writer, journalist, radical and lexicographer Niccolò Tommaseo. As a Jew in 1939, however, work opportunities were now limited and he became a schoolteacher in the Jewish School of Ferrara in via Vignatagliata. In 1940 his first book, Una città di pianura (“A City of the Plain”), was published under the pseudonym Giacomo Marchi in order to evade the race laws. During this period, along with friends he had made in Ferrara’s intellectual circle, he became a clandestine political activist. His activity in the anti-fascist resistance led to his arrest in May 1943; he was released on 26 July, the day after Benito Mussolini was ousted from power. A little over a week later he married Valeria Sinigallia, whom he had met playing tennis. They moved to Florence for a brief period, living under assumed names, then at the end of the year, to Rome, where he would spend the rest of his life. His first volume of poems, Storie dei poveri amanti e altri versi, appeared in 1944; a second, Te lucis ante, followed in 1947. He edited the literary review Botteghe oscure for Princess Marguerite Caetani from its founding in 1948 until it halted publication in 1960. In 1953 Passeggiata prima di cena appeared and in 1954 Gli ultimi anni di Clelia Trotti. In the same year he became editor of Paragone, a journal founded by Longhi and his wife Anna Banti. Bassani’s writings reached a wider audience in 1956 with the publication of the Premio Strega-winning book of short stories, Cinque storie Ferraresi. As an editorial director of Feltrinelli Bassani was responsible for the posthumous publication in 1958 of Giuseppe Tomasi di Lampedusa's Il Gattopardo, a novel which had been rejected by Elio Vittorini at Mondadori, and also by Einaudi, but which became one of the great successes of post-war Italian literature. Bassani’s enthusiastic editing of the text, following instructions from Elena Croce (daughter of Benedetto) who had offered him the manuscript, later became controversial however; recent editions have been published which follow the manuscript more closely. Also in 1958 Bassani’s novel Gli occhiali d’oro was published, an examination, in part, of the marginalisation of Jews and homosexuals. Together with stories from Cinque storie ferraresi (reworked and under the new title Dentro le mura (1973)) it was to be form part of a series of works known collectively as Il romanzo di Ferrara which explored the town, with its Christian and Jewish elements, its perspectives and its landscapes. The series also includes: Il giardino dei Finzi-Contini (1962, Premio Viareggio prizewiner); Dietro la porta (1964); L'airone (1968) and L'odore del fieno (1972). These works realistically document the Italian Jewish community under Fascism in a style that manifests the difficulties of searching for truth in the meanderings of memory and moral conscience. In 1960 one of his novels was adapted as the film Long Night in 1943. Bassani died in 2000, and was buried in the Jewish Cemetery in Ferrara. He was survived by his estranged wife Valeria and their two children.
La notte protagonista di questo racconto di Bassani è la vera notte del 15 novembre del 1943 in cui, prima dell'alba, una rappresaglia fascista prelevò dalle loro abitazioni 11 personalità conosciute di Ferrara considerate oppositrici del regime e le giustiziò nel corso principale della città.
In questo racconto in cui Bassani posticipa la data dell'evento al 15 dicembre, ad assistere dalla finestra della sua casa da cui raramente esce a causa di una paralisi alle gambe c'è Pino Barilari, il figlio del farmacista che dal padre ormai defunto ne ha ereditato l'attività. Ciò che accade in questa notte è anche il pretesto per raccontare la vita di Pino sin dalla sua giovane età, dal matrimonio con Anna alla vita da recluso che ormai conduce a causa della paralisi.
Un racconto narrato a 5 voci in questo audiolibro, in cui Bassani rende perfettamente l'atmosfera dell'Italia fascista di quegli anni e che mi è piaciuto molto. Ovviamente avrei sperato in un finale differente, ma forse personaggi come Pino, spettatori non solo della vita degli altri ma soprattutto della propria, non erano pronti e coraggiosi abbastanza per creare davvero un finale diverso.
Σ' αυτό το σύντομο διήγημα, ο Giorgio Bassani αφηγείται μέσα από διαφορετικές μαρτυρίες τη νύχτα της 15ης Νοεμβρίου του '43 όταν φασιστικές δυνάμεις εκτέλεσαν 11 πολιτικούς αντιπάλους τους λίγο έξω από το κάστρο της Ferrara.
Δημοσιογραφική γραφή, γρήγορη και άμεση, αλλά πρόκειται περισσότερο για ιστορικό ντοκουμέντο και λιγότερο για λογοτεχνία.
Una storia di fascismo e di amore ambientata a Ferrara. Ottima la scrittura, l’ho letto in poche ore. Personaggi ben delineati, soprattutto Pino il ragazzo protagonista di cui si seguono le vicende dalla Marcia su Roma alla fine della guerra. Per chi ama la Storia italiana di quel periodo, ci sono tanti spunti di riflessione sulle scelte degli Italiani dopo l’8 settembre
Bassani per me è una recentissima scoperta. E meno male! In questo racconto lungo la Storia (quella con la S maiuscola, quella degli eventi che travolgono e cambiano la vita di una città come un eccidio fascista) si intreccia con la vita privata di un timido farmacista rimasto semiparalizzato. Vizi privati e pubbliche virtù portano ad un finale aperto, ma che lascia intuire come scelte personali incidano in modo sconvolgente su eventi più grandi
Racconto breve ma carico di significato che racconta, ancora una volta, l'Italia fascista e, in particolare, la provincia ferrarese. Come per gli altri racconti del ciclo ferrarese che parlano del fascismo, credo sia necessaria una non superficiale conoscenza storica del periodo che va oltre i libri di scuola. È necessario capire la profonda e soprattutto violenta crisi sociale che sconvolse il paese nel primo dopoguerra e che ebbe l'Emilia-Romagna al centro dell'azione.
Bassani non è il mio autore resistenziale preferito e "Una notte del '43" non si allontana dall'idea che già mi ero fatto di lui. Il libro oscilla tra il report cronachistico e la storia romanzata del protagonista, il farmacista Barilari. Forse nell'intento dell'autore, il grigio e l'inerzia che tenta di dipingere con le parole alla fine finiscono per pervadere anche lo stile della narrazione. Non ho capito perchè a processo il farmacista decide di non confessare...forse ancora per paura di Sciagura? Forse per un qualche sadismo voyeuristico? Forse per riscattare la sua minorità fisica? O magari ancora per poter disporre della vita di Sciagura a sua guisa? Non l'ho capito e non so come questo si inserisca nella disamina della mentalità dell'italiano vittima del giogo fascista.
Noiosa la versione audiolibro , immagino come sarà stata la cartacea... Per quanto l'argomento del testo fosse di mio interesse , l'esperienza complessiva è alquanto scadente tanto da non farmi leggere altro dell'autore , ma aprezzando comunque le voci narranti.
Crudo e poetico racconto di Bassani, ambientato in una Ferrara vivida e contraddittoria. L'autore sa raccontare con garbo e maestra gli orrori della guerra.