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La casa nel vicolo

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Tre racconti pubblicati in questa collana (Casa paterna) hanno richiamato su Maria Messina, scrittrice di cui nel giro di un cinquantennio si era del tutto perso il ricordo, l'attenzione dei lettori e dei critici. Apprezzata da Verga, con cui intrattenne una devota corrispondenza; recensita come «scolara del Verga» da Borgese, la Messina è da accostare, piuttosto, al Pirandello dell'Esclusa e di tante novelle che oggi si possono approssimativamente definire «femministe»: quelle cioè attente, vibranti di commossa partecipazione pur nella registrazione realistica, alla condizione femminile in Sicilia qual era fino agli anni della seconda guerra mondiale. La ripubblicazione di questo romanzo (edito da Treves nel 1921), darà, crediamo, una piena conferma della qualità della scrittrice e darà misura dell'ingiustizia di averla - critici e storici della letteratura italiana - dimenticata.

152 pages, Paperback

First published January 1, 1921

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About the author

Maria Messina

62 books20 followers
Librarian Note: There is more than one author by this name in the Goodreads database.

Maria Messina (Palermo, 14 marzo 1887 – Pistoia, 19 gennaio 1944) è stata una scrittrice italiana.

Nacque a Palermo, secondo alcune fonti a Alimena, in provincia di Palermo, da Gaetano, ispettore scolastico, e Gaetana Valenza Traina, discendente di una famiglia baronale di Prizzi. Cresciuta a Messina, trascorse un'infanzia isolata, con i genitori ed i fratelli. Durante l'adolescenza, viaggiò molto, per via dei continui spostamenti del padre, finché, nel 1911, la sua famiglia si stabilì a Napoli.

All'età di ventidue anni, iniziò una fitta corrispondenza con Giovanni Verga, e tra il 1909 e il 1921, pubblicò una serie di racconti. Grazie all'appoggio di Verga, inoltre, una sua novella uscì sull'importante rivista letteraria, "La Nuova Antologia"; un'altra, La Mèrica, uscita su "Donna", vinse il premio Medaglia D'oro.

Fatta esclusione per i fratelli, la corrispondenza con Verga rappresentò l'unico contatto amichevole e l'unico legame con il mondo letterario. In totale, questa scrittrice produsse diversi volumi di racconti brevi, cinque romanzi e una selezione di letture per bambini, che le diedero una modesta fama. Nel 1928, uscì il suo ultimo romanzo, L'amore negato, mentre la sclerosi multipla, che le era stata diagnosticata a vent'anni, si stava complicando. Maria Messina morì, a Pistoia, nel 1944, a causa di questo male. È la zia di Annie Messina (figlia del fratello di Maria, Salvatore).

Visse molti anni a Mistretta, città in provincia di Messina, nel cuore dei monti Nebrodi, dove ambientò molti suoi racconti. Le sue spoglie mortali, assieme a quelle della madre, sono state traslate, il 24 aprile 2009, proprio a Mistretta, considerata come una sua seconda patria. Maria Messina è divenuta "cittadina onoraria" dell'antica "capitale" dei Nebrodi Inizialmente non era molto conosciuta come autrice, soltanto successivamente venne riscoperta da Giovanni Verga che ripubblicò numerose opere di Maria Messina in case editrici molto conosciute.

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Displaying 1 - 30 of 35 reviews
Profile Image for The Frahorus.
1,000 reviews100 followers
November 25, 2020
Non conoscevo questa brava scrittrice siciliana, ed è stata una piacevole sorpresa. Spiace constatare che sia stata quasi dimenticata, vi consiglio di leggere le sue opere.

In questo romanzo l'autrice ci fa conoscere la vita quotidiana di due donne dei primi del 900 in Sicilia. Sono due sorelle che vivono a casa del burbero Don Lucio Carmine, segretario del barone, il quale ha sposato Antonietta e la cui sorella minore Nicolina decide di stare da loro per aiutarli in casa. Le due donne sono completamente schiavizzate dal padrone di casa: non posso avere altri desideri che curare la casa, cucinare, cucire, badare ai figli, obbedire a tutti gli ordini che vengono loro impartiti. L'autrice rende in modo magistrale la vita claustrale che fanno le due donne, le quali non si ribellano ma abbassano la testa. Lo stesso Don Lucio a un certo punto dice che "le donne devono essere docili, ignoranti, e senza desideri". La Messina riesce bene a farci sentire quella claustrofobia che provano quelle donne, che covano dentro rancore per quel burbero uomo di casa e malinconia per il loro paese natìo. Ho provato tanta tristezza soprattutto per Nicolina la quale ha deciso di sacrificare i suoi anni di giovinezza per servire suo cognato e sua sorella maggiore, e poi i suoi nipoti, tra i quali Antonio, al quale si affezionerà molto e sarà l'unico che le consiglia di andare via da lì.

Quando ti trovi al cospetto di un grande scrittore, non puoi fare a meno che desiderare di leggere altre sue opere.
136 reviews2 followers
April 22, 2020
Tremenda l'immagine della donna siciliana che ne esce fuori, donne recluse in case in penombra, che trascorrono le giornate facendo mille cose eppure invisibili agli occhi del mondo; senza riposo, senza svaghi, senza altre occupazioni che non siano la pulizia della casa, il cucito, la preparazione dei pasti e l'accudire figli e uomini di casa. Una vita abituale e abitudinaria per tante donne siciliane tra l''800 e il '900, che la Messina ritrae con occhio attento e spirito vagamente femminista. Le donne ma nemmeno i figli adolescenti non devono ingombrarsi il cervello di romanzacci, le donne vanno custodite e formate dagli uomini, in modo che siano docili, semplici, ignoranti, senza desideri. In questo clima terribile sono cresciute e vivono Antonietta e Nicolina, figlie del segretario comunale di Sant'Agata, fin quando Antonietta va sposa al burbero e scostante Don Lucio Carmine, una specie di "faccendiere" diremmo oggi, che la porta a vivere in città assieme alla sorella minore Nicolina, a farle da aiuto fisico e da conforto spirituale.
Da aiuto e conforto diventerà invece serva, a poco a poco, per la sorella e per il terribile cognato, il cui sguardo basta a gelare sia le due donne che i figlioletti e i cui passi nell'ingresso mettono in subbuglio tutta la casa.
L'atmosfera è claustrofobica, anzi claustrale, solo un balcone che dà sul vicolo le unisce alla città, una città che l'autrice non nomina mai.
Eppure, per Nicolina è meglio la vita in una casa soffocante, triste, dove tutto è malinconia e rancore, piuttosto che il ritorno a Sant'Agata o un futuro incerto che potrebbe essere solo causa di rimpianti. Dalla sua stanzetta angusta, da quella finestra rotonda come un occhio o come l'oblò di una nave, Nicolina guarda la vita che se ne va mentre lei è impegnata ad ottemperare alle maniacali regole del cognato, la pipa, la limonata col vino, i registri e le carte, le salsicce per Natale, il piatto di minestra fumante, il rito del pettinargli i pochi capelli come solo la cognata sapeva fare.
La scrittura della Messina è sorprendente, che indugia con pigrizia sonnolenta sui dettagli, e che eppure non lascia tregua, uno sguardo su oggetti, persone, sentimenti che poco ha da invidiare alle grandi voci femminili della prima metà del XX secolo.
Non c'è via di scampo per le creature di questa scrittrice ingiustamente poco conosciuta; le loro strade si accartocceranno su se stesse senza sfogo, senza linearità, senza orizzonti se non quello, opprimente e vincolante, di un vicolo.
Profile Image for Sara.
28 reviews2 followers
December 12, 2025
Es cortito y al pie, pero qué tristeza tan honda.
Profile Image for Leggocomemangio.
94 reviews3 followers
July 20, 2025
Perché non si conosce Maria Messina? Eppure tante e tanti hanno sicuramente preso ispirazione da lei nella scrittura! Un libro breve e denso, indimenticabile.
Profile Image for Marigiusy Digregorio.
410 reviews14 followers
July 26, 2023
Ambientato nella Sicilia dei primi del '900, questo romanzo racconta del matrimonio di Angelina e don Lucio, un buon partito, e della loro vita familiare condotta nella casa del vicolo, in cui è coinvolta irrimediabilmente anche Nicoletta, la sorella di lei. Con la nascita di tre figli e le "esigenze" crescenti di don Lucio (le due donne sono trattate come schiave), i rapporti tra le sorelle cambieranno, fino a sfociare nella rivalità.
La caratterizzazione dei protagonisti è notevole e raramente ho trovato un personaggio odioso come don Lucio. Intenso, ma non come speravo. E poi la lettrice purtroppo non mi ha entusiasmato.
Profile Image for Ricki Fornera.
25 reviews2 followers
May 19, 2023
Un libro dimenticato ma molto bello che andrebbe riscoperto
Profile Image for Francesco Iorianni.
250 reviews3 followers
August 5, 2023
„Nicolina cuciva sul balcone, affrettandosi a dar gli ultimi punti nella smorta luce del crepuscolo. La vista che offriva l’alto balcone era chiusa, quasi soffocata, fra il vicoletto, che a quell’ora pareva fondo e cupo come un pozzo vuoto, e la gran distesa di tetti rossicci e borraccini su cui gravava un cielo basso e scolorato. Nicolina cuciva in fretta, senza alzare gli occhi: sentiva, come se la respirasse con l’aria, la monotonia del limitato paesaggio.“
Bereits die ersten Sätze des Romans entwerfen das beklemmende Bild eines verborgenen Hauses, in dem das Sonnenlicht kaum Einzug findet: Die einengende Gefühlslage, die im Laufe des Werkes kreiert wird, eröffnet einen düsteren Schauplatz für das Zusammenleben der im Zentrum der Handlung gestellten Kleinbürgerfamilie, die unter der patriarchalen Hierarchie und Machtausübung des Hausherrn don Lucio leben. Die Räume, die Lichteinflüsse und die Narration selbst veranschaulichen pointiert eine autoritäre Präsenz und unterwürfige Repression, die von der Vaterfigur ausgeht und den Rest der Familie unterdrückt.
Obwohl die pessimistische Lesart des Werkes einer feministischen Grundeinstellung entgegenwirkt, ist es dennoch erwähnenswert zu benennen, dass in Messinas Roman nicht nur die weiblichen Protagonistinnen einer patriarchalen Hegemonie ausgesetzt sind, sondern ebenfalls die männlichen Figuren unter diesen gesellschaftlich normativen Machtverhältnissen leiden. Daher liest sich La casa nel vicolo als ein zeitgemäßes Werk, welches die diskriminierende Rolle des Patriarchats als gemeingültiges Problem aller Geschlechtsidentitäten erkennt. Binäre Opposition wie starker Mann / schwache Frau sind in diesem Werk nicht wiederzufinden. Nichtsdestotrotz propagiert Messinas Roman keine optimistische Zukunftsperspektive, sondern verdeutlicht vielmehr die Schwierigkeiten einer sich wandelnden Gesellschaftsstruktur. Jene historische Schwelle wird innertextuell durch den Raum des Balkons, durch die dämmrigen Lichtspiele sowie durch die Figur Alessio hervorgehoben.
10 reviews
September 15, 2024
alessio may rest in power
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for stampatominuscolo .
120 reviews3 followers
September 30, 2023
Questa autrice siciliana, dopo il buon successo dei suoi racconti e romanzi tra il 1910 e il 1930, fu presto dimenticata, sia per la sclerosi multipla che la colpì giovane e ne limitò ed infine impedì l'attività, sia soprattutto per la frequente miopia della critica che ha spesso considerato la produzione femminile meno rilevante di quella maschile.
Legata al Verga, che la stimava e apprezzava, e alla tradizione letteraria siciliana dell'epoca, Maria Messina va oltre e racconta di personaggi meridionali, soprattutto donne, che vivono soffocati dalla società e dalla famiglia patriarcale.

La sua attenzione è per la loro vita interiore: essi si muovono all'interno di un piccolo mondo borghese fatto di pregiudizi e apparenze, sentimenti, legami personali e valori tradizionali che vanno sgretolandosi perché ne emergono finalmente la limitatezza e l'artificiosità.

Le donne di Maria Messina, come tante donne ed intellettuali europee che nel primo quarto del XX secolo cominciano a raccontarsi, prendono coscienza della gabbia che è questo piccolo mondo e aspirano ad uno spazio proprio, sia fisico che mentale.
Gli spazi e i luoghi abitati dalle donne le separano dall'esterno, sono sempre chiusi, serrati, confini difficilissimi da varcare (per la Capinera verghiana la prigione è il convento, per la giovane protagonista di Un sussurro nel buio della Alcott il manicomio).

Così è anche ne La casa nel vicolo, fin dal titolo che segna subito un perimetro limitato: quello del vicolo appunto.

È la storia di Nicolina che, quando la sorella Antonietta, più grande di lei di qualche anno, va in sposa a don Lucio, si trasferisce nella casa degli sposi, in città, per aiutare Antonietta, spaventata dalla vita matrimoniale: finirà per restarvi tutta la vita.
La casa è la muta e sola testimone delle vicende e del disfacimento della famiglia che la abita: tutto avviene al suo interno, tra mura opprimenti, stanze soffocanti, silenzi che celano rancori e dolori.
Oltre il vicolo "fondo e cupo come un pozzo vuoto", non c'è orizzonte su cui gli occhi delle due sorelle possano indugiare.

Nicolina e Antonietta vivono come prigioniere, perché don Lucio è il padrone assoluto, della casa e dei suoi abitanti: dispotico, collerico, egocentrico, è un maniaco del controllo e dell'ordine, delle abitudini e delle regole.
Ha una buona posizione economica e sociale, garantisce benessere alla moglie, alla cognata e ai figli. Soprattutto, è un uomo: è così che le cose devono andare.

Il dominio che egli esercita sui suoi familiari è profondamente radicato nelle loro coscienze e li costringe a vivere in punta di piedi, trattenendo fiato, sentimenti e sogni.

L'epilogo tragico, inaccettabile della storia, segnata da due eventi che determineranno in modo definitivo le vite di ognuno di loro, è la denuncia senza appello di Maria Messina al patriarcato, al matrimonio borghese, alla condizione di vita delle donne.

La casa nel vicolo è un romanzo povero di azione, ma ricco di emozioni, sentimenti forti e contrastanti: amore e rabbia, senso del dovere e ribellione, violenza e rispetto, passione e sottomissione.
Profile Image for Lorenzo D'Arcaria.
541 reviews22 followers
January 12, 2023
Assocerei questo libro a Canne al vento di Grazia Deledda.
Entrambi scritti nelle prime decadi del 900 da due donne, mostrano la condizione femminile di quel periodo limitandosi a un'osservazione dall'uscio della porta che da sulle vicende.
Mentre noi siamo ormai abituati a una rilettura che veste la donna di un'empowerment che, effettivamente, raramente in quei periodi riusciva ad avere.

Un libro molto nostalgico, a tratti deprimente, che racconta il bello e il brutto di alcune vite abbastanza "normali", sottolineando l'importanza della quotidianità.

Non l'ho trovato memorabile ma ha dei passaggi interessati, sia da un punto di vista di bellezza letteraria, sia di analisi del conflitto famigliare.
Profile Image for Mars .
69 reviews3 followers
March 11, 2023
Maria Messina ha una scrittura libera da certi orpelli ottocenteschi che pure doveva avere inevitabilmente assorbito. È, come scrive la stessa Messina, fatta di "acciaio fine", se non si sta attenti si finisce per farsi male.
La storia delle due sorelle, Antonietta e Nicolina, prigioniere in questa casa nel vicolo, prigioniere del marito di Antonietta, che sin dalle prime pagine ci appare disgustoso attraverso la sola descrizione delle sue abitudini, è una storia che guarda al silenzio a cui le donne sono state confinate per molto tempo.
Fino all'ultimo atto di forza, che apparentemente forza non è, ma che crea disordine, irritazione, e allora anche se piccolo è pur sempre un riscatto.
Profile Image for Nuria.
148 reviews3 followers
November 7, 2023
Te transmite muy bien el ambiente opresivo de una casa, de la que casi no salen las dos protagonistas, al servicio del marido de una de ellas. El análisis psicológico de cómo se ha llegado a esa situación está muy logrado, de las formas de manipulación y de asumir roles que nos encierran. Hacia el final se me hizo un poco más pesado, pero tiene muy buen arranque y la voz de esta autora de Palermo me ha parecido muy interesante. Un rico hombre de negocios elige como esposa a una chica de provincias, porque no quiere a una de ciudad. Esta que nunca salió del pueblo se lleva a su hermana menor, y los años pasan y allí continúan, en una espiral malsana.
Profile Image for Silvia.
25 reviews7 followers
November 19, 2019
Scrittrice colpevolmente misconosciuta, la Messina, scoperta grazie a delle amiche lettrici. Piccolo libro che racconta di vite minime, storie di donne umiliate e soggiogate alla volontà del maschio padrone di casa a cui tutto si deve sacrificare. Tutto questo in una assolata Sicilia del primo 900 in cui la claustrale esistenza (o sopravvivenza?) delle due sorelle protagoniste risulta ancora più triste e angosciante. Oltre ad essere scritto benissimo, è un'importante documento sul ruolo femminile in Italia in alcune realtà, probabilmente neanche del tutto scomparse.
Profile Image for Marzia.
49 reviews
December 22, 2021
Il romanzo è terribile e affilato. Molto molto cattivo. Coinvolge un marito i cui silenzi sono fulminanti, una violenza continua e l'ostilità tra le sorelle. È coinvolto un piccolo bambino che soffre tanto perché i genitori si dimenticano che "è una creatura che sente e capisce". Tra i pochi libri che danno voce alle nonne delle nostre nonne in italia.
This entire review has been hidden because of spoilers.
68 reviews1 follower
September 20, 2025
essential read if you want to understand how women felt and fathers ruled the homes in the late 19th century up to the early 20th century
I understand so much more about my grandmother and my mother's upbringing
Profile Image for Emy.
10 reviews
October 9, 2020
4.5
Un'autrice davvero talentuosa che merita di essere riscoperta.
Profile Image for Fabio Bruno .
26 reviews
January 4, 2021
Il libro di legge tutto di un fiato che ritrae un'idea di famiglia lontana da stereotipi romantici. Uno spaccato di una società che ahimè a volte è ancora presente.
1,254 reviews2 followers
June 6, 2022
Concise. Interesting afterward by the authors niece.
24 reviews
December 4, 2024
Very heavy subjects approached in admirable detail and subtetly. Also, a very easy read. Every word had its place and purpose.
Profile Image for Susan Tekulve.
Author 5 books35 followers
October 13, 2012
Maria Messina is one of my favorite Sicilian writers, and her books are difficult to find in English translation, so I was delighted to find this book for sale, second hand, from the Toronto Public Library. On its first page, the words "no longer in demand" are stamped. How sad to see these words stamped on the work of a writer of such literary and historical importance. In this novel, which is considered her masterpiece, Messina tells the story of two sisters, Antonietta and Nicolina, from a small village in Sicily. When Antonietta's bankrupt family arranges for her to marry Don Lucio, a "relatively well off" administrator to a local baron, Antonietta asks that she be allowed to bring her younger sister, Nicolina, along with her to live and keep house for her and her new husband. Nicolina eventually becomes Don Lucio's mistress--at first against her will. Over a course of many years, Don Lucio scares off Nicolina's only suitor, and ensures that Nicolina remain in his house, working as both his housekeeper and his second lover. Both sisters are bullied and abused by Don Lucio, and yet they turn against each other and vie for the affections of the man who keeps them living inside a dark and lonely house. The novel covers a great deal of time and, ultimately, explores the corruption of this family and recounts the tragedy that is the upshot of this corruption.

Before reading House in the Shadows, I'd already read Messina's short story collection, Behind Closed Doors, and I was quite taken with these wonderfully detailed stories about Sicilian women. The stories in Behind Closed Doors are essentially about the women who were left behind to live in isolation and poverty after the mass emigration of Sicilian men from the island in the early 20th century. Though I liked the story collection a little bit better than House in the Shadows, I read this novel with great interest and admiration. The plot of this novel is very simple, almost like the plot of a tragic opera, but Messina's voice is singular, poetic. She returns to the themes of her short fiction, rendering the "hidden" lives of these two sisters--women who rarely leave the inside of a dark house on a narrow side street-- with flawless details and dialogue. Though she writes in the tradition of "realistic fiction," Messina writes about such obscure characters, who reside in such a faraway place, that all of her work has a fairy tale quality to it. But these are "true" fairy tales that offer a glimpse into a time and place that few people know about, a side of Sicily that isn't romanticized. Ultimately, I cannot read enough of Messina's work. I'm always left wondering when, and if, I will find another one of her books, and I look forward to the day when somebody translates all of her work and makes it more available to the American public.
Profile Image for Lou.
42 reviews9 followers
July 22, 2020
Nicolina vit en ville chez sa soeur Antonietta, ou plutôt chez le mari de celle-ci, Don Lucio, qui tient à rappeler clairement qui est le maître des lieux. Don Lucio est hommes d’affaire influent qui se targue d’être un homme d’honneur bien que dès le départ, le lecteur ait des raisons de s’interroger sur son honnêteté. Suite à un prêt qui a sorti le père des deux femmes de l’embarras, Don Lucio est devenu un invité de marque dans la maison de leur enfance. Lorsqu’il décide d’épouser Antonietta parce qu’il voit en elle une épouse docile, la famille la lui tend à bras ouverts.

Depuis, dans une maison sombre au fond d’une impasse, Nicolina et Antonietta vivent au service de ce sinistre individu. Toute la journée, les deux femmes nettoient, cuisinent et s’assurent que la maison sera parfaitement prête pour le retour du maître le soir-même. Lucio a peur pour son coeur, mastique lentement, tape les verres avec un couteau s’il n’est pas servi assez vite, exige mille petites choses, autorise ou non les deux femmes à se retirer sur le balcon ou dans leur chambre. Par sa présence écrasante, même lorsqu’il est sorti, les femmes n’osent pas s’offrir de menus plaisirs ou sortir. Ajoutons à cette situation trois enfants qu’il a eus avec Antonietta, et qui lui sont indifférents.

Voilà la situation de départ, qui forcément ne pourra avoir d’issue positive. Ce roman est révoltant et touche à son but en faisant naître l’indignation et l’envie de révolte chez le lecteur. Dans cette maison obscure, au contexte glauque, les sentiments atrophiés se muent progressivement en haine, le quotidien devient détestation mutuelle. Si Don Lucio est la plaie évidente de ce foyer, son pouvoir de nuisance limite la possibilité d’alliances et de rébellion pour les femmes et les enfants, prisonniers d’une façon de voir qui leur a été imposée par l’homme, le « sachant ». Au-delà de la petite histoire, ce roman fait écho à la condition féminine dans la première moitié du XXe en Europe du Sud. Assez tristement, même si les choses ont évolué, les abus dénoncés ici rappellent que certains combats restent à mener.

http://www.myloubook.com/2020/07/22/m...
Profile Image for Roberto/Isairon.
286 reviews7 followers
January 13, 2022
Fonte LiberLiber - https://www.liberliber.it/online/auto...

*** Spoiler
"L’opera racconta la vita di Antonietta e Nicolina, due sorelle legate e segnate da un cammino comune. Le sorelle vivono con la famiglia a Sant’Agata. Nella loro vita compare don Lucio, un amministratore ed usuraio che aveva prestato del denaro al padre. Don Lucio è un giovane che sembra già un vecchio, ma viene accolto in famiglia soprattutto da quando mostra interesse per Antonietta. E l’interesse cresce fino al punto di “domandarla in isposa”. Quando Antonietta lascia la casa della famiglia, e va a vivere con don Lucio nella casa nel vicolo, la sorella Nicolinedda la segue come una “sposa senza anello e senza sposo”.

Antonietta ha tre figli il gracile Alessio, Carmelina e la piccola Agata. Per le due sorelle i bambini sono un ritaglio di luce nella vita altrimenti squallida. Antonietta e Nicolina vivono infatti segregate e non fanno che assecondare e servire il padre-padrone che domina con le parole dette e non dette, e con le velate minacce. Ma a don Lucio non basta dominare, vuole anche possedere, e vuole possedere anche Nicolina, e nasce così un rapporto incestuoso con la cognata. Rapporto che porterà le due sorelle ad allontanarsi e alla fine a vivere come separate in casa: nella casa della loro prigionia. Antonietta vorrebbe che la sorella se ne andasse, ma Nicolina non ha prospettive dopo avere sciupato la propria giovinezza al servizio di entrambi.

Negli anni Alessio crescendo sviluppa una propria sensibilità ed un’affinità con “Zia Nicoli'”, di cui intuisce una sofferenza dettata da una colpa inesprimibile. Alessio vuole conoscere il mondo oltre la scuola ed il vicolo: ma questo lo porta ad allontanarsi dal padre, e ne nasce un contrasto. La ribellione porta il ragazzo a fuggire da casa ed al gesto estremo di togliersi la vita. Il romanzo termina con don Lucio che cerca di ricostruire, ma risulta impossibile, e le sorelle non possono che sorreggersi con mutua pietà: impedendo a don Lucio di separarle, per restare unite e divise per sempre nella casa prigione della via del vicolo."
Profile Image for Moonlight.
136 reviews3 followers
February 6, 2025
Mi ha stupita di nuovo, Maria Messina, con questa narrazione, degna di essere annoverata tra le migliori opere di corrente verista.
Le due sorelle, Nicolina e Antonietta, dopo il matrimonio di quest'ultima, vivranno una vita sacrificata, triste, soffocata nella casa nel vicolo di don Lucio, marito di Antonietta.
Don Lucio stesso è vittima di un'infanzia vissuta senza amore, piena di frustrazioni e, per affrontare la sua vita da adulto, si arma di egoismo sfrenato; nel suo cuore non vi è spazio per affetto sincero nemmeno per le persone della sua famiglia, nemmeno per i suoi figli!
Le donne che, secondo lui, devono "vivere senza desideri", si adattano alla sottomissione e a trascorrere le loro giornata con l'obiettivo di rendere contento don Lucio o, per lo meno, di non infastidirlo o creargli problemi, divenendo tra loro nemiche. Tale situazione però non fa altro che ingigantire sempre più l'egoismo di don Lucio che sarà la causa della tragedia di Alessio, il figlio maggiore, ancora ragazzino, che si rende conto di quale sia la realtà del padre: meschino, crudele e così avaro da non volere dare al figlio il denaro necessario per riparare ad un guaio involontariamente commesso; Alessio, senza l'amore del padre, non è in grado di affrontare la vita.
Maria Messina introduce anche in questa sua opera tematiche evergreen, in quanto appartengono all'animo umano.
Profile Image for Gravity.
57 reviews7 followers
November 15, 2007
This is the first English translation of a novel by an Sicilian woman writer from the early part of the twentieth century(contrary to the claims of a recently published collection of her short stories.) She lived in a time when women were treated more or less as chattel, and had very little in the way of rights or privileges. As a young woman trapped in a loveless home and never married, Maria Messina observed the simple and impoverished (financially and spiritually) lives around her. This novel, although certainly not perfect, is a brilliant and very dark window into the lives of one family. In Messina's world, women are long suffering and the men are awful. She has been called a feminist writer, and she does reveal the stultifying conditions under which women were forced to live, but the women are co-conspirators in their oppression--they don't even dare to dream of a richer life outside of their fates as dutiful and abused wives, lonely spinsters, forgotten mothers...basically women who exist for little more than to serve their men and reproduce more boys to be coddled and girls to be trained to be obedient and without imagination.

Profile Image for Loredana.
15 reviews
December 25, 2021
J’ai beaucoup aimé la description qui est faite de la condition des femmes à cette époque, la description est très réaliste et a suscité chez moi l’indignation.
Profile Image for Una (EX) precaria tra i libri.
200 reviews2 followers
October 29, 2023
E’ il ritratto di una situazione angosciante, quasi claustrofobica e purtroppo anche assolutamente realistica e che per secoli è stata la situazione di molte donne (in alcuni luoghi lo è ancora oggi, purtroppo): quella di chi vive nella casa di un “padre padrone”. Non amo leggere queste storie, perché mi turbano profondamente, mi trasmettono un senso di angoscia costante mista a indignazione. In questo caso anche di claustrofobia, poiché don Lucio non consente alla moglie nemmeno di aprire le finestre di casa, figuriamoci di uscire.
Mi ricorda un po’ la paralisi che caratterizza le storie di Gente di Dublino di Joyce, “una forma di auto-privazione dell’anima” (causata qui da una condizione di soggiogamento mentale) che non consente alle protagoniste di ribellarsi o agire in qualche modo per la propria felicità.
Displaying 1 - 30 of 35 reviews

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