Organizzato come un percorso in quattordici tappe, "Introduzione alla storia del cinema" parte dalle origini del racconto cinematografico e si snoda attraverso la grande stagione del muto in Europa e in America, fino alle più recenti tendenze del cinema contemporaneo. Dalla nascita di Hollywood all'espressionismo tedesco, dal cinema classico al realismo poetico francese, dai grandi autori alla ricerca indipendente e sperimentale, il libro ripercorre le tappe della storia del cinema e dei film con una pluralità di approcci interpretativi che, intrecciandosi armonicamente, arricchiscono la visione d'insieme. Accanto a un discorso di carattere generale sugli autori e le tendenze principali di ogni periodo o corrente, vi sono anche finestre di approfondimento, dedicate a problemi di natura tecnica ed estetica, che vanno al di là dei limiti geografico-temporali dei singoli capitoli: dal colore nel cinema muto alla questione del piano-sequenza, fino all'uso degli effetti speciali. Il libro curato da Paolo Bertetto si avvale dei contributi di studiosi come Lino Micciché, Giorgio Tinazzi, Giulia Carluccio, Dario Tomasi, Giaime Alonge, Federica Villa e Silvio Alovisio, coniugando felicemente le singolarità e le specificità metodologiche degli autori in una visione d'insieme ricca e articolata.
Questo manuale è una pagliacciata. Come si fa a pretendere di insegnare storia del cinema citando migliaia di film, limitandosi di tanto in tanto a riassumerne la trama e ignorando completamente i motivi per cui dovrebbero essere rilevanti. Le nozioni storiche indicate sono al livello di un riassunto ottenibile tranquillamente (e gratuitamente, 28 euro su amazon signori) su siti come docsity. Per approfondire correnti o periodi mi è tornato cento volte più utile youtube. Ma si può davvero dare in mano ad uno studente (per un corso che dovrebbe essere un'introduzione alla disciplina) un simile disastro di manuale? Arricchito da una lingua vetusta e forbita perchè in un qualche modo dobbiamo sembrare competenti.
Ma cazzo.
Ma che poi leggo altre recensioni e mi chiedo come si faccia a dire che è ben scritto, che è comprensibile, che tanto perchè ho preso 30 al mio corso/circo al DAMS allora anche il manuale supera a pieni voti. Ma scherziamo? Ma li avete mai letti dei manuali in vita vostra? Ma vi pare normale una roba del genere? Ci sono manuali di filologia romanza meglio scritti; mannaggia pure Freud è più comprensibile, e almeno le cose che scrive non possono venire rimpiazzate da un riassuntino.
Ho studiato su questo manuale per il corso di storia del cinema e ho preso trenta quindi per me è un 5/5. Anche se per essere precisi è più un 4.75/5 perché ci sono certi passaggi, seppure pochi, che risultano particolarmente complessi per favorire l'apprendimento. Comunque il manuale è fortemente consigliato, perché è tutto sommato completo nonostante la grande varietà di storie del cinema che compongono la vasta galassia di quasi 130 anni della Storia della settima arte e inoltre c'è il compendio dei film citati nei vari capitoli nelle pagine finali di questo manuale, una cosa che ho apprezzato moltissimo, che invita ad ampliare la propria conoscenza anche tramite la visione delle pellicole, oltre che sul piano teorico, aspetto fondamentale per lo studio di storia del cinema.
Testo didattico, racchiude in maniera molto ben organizzata, la storia del cinema e le sue correnti, le sue avanguardie, con approfondimenti su film, autori e Paesi e relative avanguardie/movimenti artistici nel campo del cinema.