Il giovane Juan Olivier, al suo primo incarico come secondino in un carcere di massima sicurezza, si presenta al lavoro con un giorno d’anticipo sul primo turno di guardia. Mentre visita il braccio che rinchiude i detenuti più pericolosi ha un mancamento. Nel tentativo di rianimarlo, le guardie lo distendono temporaneamente sulla brandina di una cella al momento vuota: la cella 211. Ma non hanno il tempo di aspettare che Juan si riprenda: il carismatico Malamadre, leader indiscusso dei detenuti più pericolosi, è riuscito ad assumere il controllo del braccio e a scatenare una sommossa. Alle guardie non resta che togliersi da lì al più presto e mettersi in salvo, abbandonando l’ignaro Juan al proprio destino in mezzo ai rivoltosi. Un originale e raffinato thriller carcerario che si avvale di un tema di grande impatto, una trama piena di colpi di scena e un protagonista camaleontico confrontato a un tragico destino.
Da questo romanzo il film rivelazione di Daniel Monzón, grande successo di critica al Festival di Venezia 2009 e assoluto trionfatore in patria ai Premi Goya 2010.
Es licenciado en Periodismo por la Universidad Complutense de Madrid, ha trabajado en diversos medios informativos, como el diario Informaciones y El Correo de Andalucía. Desde el año 1986 forma parte de la redacción del diario ABC de Sevilla. En este periódico fue durante muchos años redactor jefe de la sección deportiva.2
El libro es entretenido, se lee rápido, pues es adictivo y sencillo, esta escrito en forma de diario, al principio te puede ser un poco lioso, pero acabas cogiéndote al estilo en el que esta escrito. El lenguaje es farfullero, callejero, mal habado y soez, llegando en algunos momentos a ser hasta difícil de entender. En algunos momentos se hace algo pesado, pues al contar lo mismo desde varios puntos de vista, tu ya sabes lo sucedido y no lo ves imprescindible para el avance de la historia. Los personajes principales bien construidos y con personalidad, los secundarios….eso secundarios sin mas, están se nombran y ya, pero suficiente. Novela entretenida y ágil, con un final algo sorprendente (no es el de la película), para desconectar un rato de lecturas mas complejas.
Me ha gustado, el primer capítulo a mi modo de ver fue en un poco lioso porque cuentan la historia 3 o 4 personas y puede llevar a confusión pero es muy buena novela
Cella 211 era nella mia lista da parecchio tempo. La trama era molto interessante e se ricordate, ve l’avevo proposto in una delle prime puntate di “Consigli di Mamma Chioccia”. Settimana scorsa mi sono finalmente decisa a comprarlo. Non sapevo bene cosa aspettarmi ma ovviamente, una mezza idea me l’ero fatta. Parliamo di Carcerati e di una futura Guardia Penitenziaria che viene abbandonata tra di loro. Com’è giusto che sia, nessuno sa chi è realmente e dopo qualche trucchetto, viene accettato come uno di loro. Fin qui, la storia non è male, il potenziale c’è, anche se non è poi così nuovo. Di certo non è la classica storia trita e ritrita che ultimamente ci stanno proponendo. C’è un MA in tutto questo e probabilmente, l’avrete intuito. Per quanto non sia una storia difficilissima, ha bisogno però di avere dei dati e delle azioni reali. Qui non puoi inventare di sana pianta le cose, altrimenti fai un po’ la figura dello sciocco e di certo non va bene. Ci sono punti dove capisci che chi scrive, si è informato ma ci sono altrettanti punti dove le cose non solo sono inventate, ma hanno quella presunzione di voler essere “vere”. I vari capitoli sono suddivisi in altri piccoli capitoli (se così si possono chiamare), dove un personaggio parla in prima persona (rotano sempre tra gli stessi tre). Uno di loro, è il capo dei Carcerati e viene dipinto come un troglodita… Penso che sia la parte che odio di più in assoluto. Quei pezzi, sono per me difficili da leggere perché sono un errore unico. Ovviamente è stato fatto di proposito ma l’idea che dà, ovvero che ogni carcerato è un povero idiota analfabeta, mi spiazza e mi fa “girare la testa”. Ci sono dei passaggi che mi annervano, questo dare per scontato proprio non lo digerisco! Detto questo però, voglio dire che non è un pessimo libro. Certo mi ha deluso un po’, però non è da scartare. Il finale poi è sorprendente, non ci sono arrivata subito!
Libro veloce, di facile trasportazione sul grande schermo come in effetti è avvenuto; storia semplice di genere carcerario. Tutta la vicenda si svolge all'interno di un carcere spagnolo, nel braccio 5 a regime speciale, dove sono reclusi i detenuti della peggiore specie e dove si ritroverà suo malgrado il protagonista che nell'arco di poche ore si vedrà completamente trasformato e cambiato nella sua visione della vita e nel suo carattere. Tutto nasce da una coincidenza, da un valore beffardo del destino, se vogliamo da un numero, un uomo viece catapultato all'interno di un cercere e dovrà affrontare una rivolta in piena regola con tanto di ostaggi, negoziatore, reparti speciali e altri personaggi di contorno. La storia è meritevole e la scrittura invoglia la lettura ma è a tratti un po' troppo veloce, poco descrittiva e le scene si esauriscono velocemente, immagino come possa essere stato relativamente semplice adattare questo scritto ad una sceneggiatura cinematografica. Sembra quasi scritto come un copione. Ci si affezziona quasi subito al personaggio di Juan o "Mutanda" come vorrà il regime carcerario e a "Malamadre", fino adesso indiscusso capo del braccio 5; ci si diverte abbastanza anche se si può intuire il finale già molto prima delle ultime pagine, insomma godibile ma non sicuramente eccelso. Credo che le tre stellette siano la giusta valutazione. Forse se la storia fosse stata più "introspettiva" o "meditativa" sarebbe risultata più meritevole e godibile al lettore, ma avrebbe perso quella velocità che credo contraddistingue il film, che al momento non ho visto. Consigliato agli appassioanti del genere.
Basta una distrazione e un colpo di sfortuna perché la vita cambi all'improvviso, per sempre. Juan è al primo giorno di lavoro come sorvegliante, all'interno di un carcere di massima sicurezza. Il secondo giorno sarà uno dei sorvegliati. Dal libro è stato tratto un film, e in effetti il modo in cui è stato scritto sembra proprio essere stato compiuto con la previsione di una trasposizione cinematografica. Un bel libro, che fa riflettere su come la parte più oscura e sconosciuta di noi non emerge solo perché è il contesto che la tiene nascosta. Ma se cambia di colpo lo scenario, nessuno può sapere quale sarà la propria reazione.
Genial. Atrapa desde el primer momento y es imposible dejar de leerlo. Aunque previsible por momentos, lo cierto es que no deja de sorprender incluso así. Las múltiples voces narrativas pueden resultar un poco confusas al principio pero, conforme avanza la lectura, dotan a la historia de una notable riqueza de enfoques. Muy recomendable.
Originale la scelta di narrare l'intero libro in prima persona (da più punti di vista diversi), anche se questo non sempre aiuta a capire chi sta raccontando e fa perdere per qualche riga il filo della narrazione...
Lectura rápida con muy buenos giros. No me esperaba el final. No le pongo un cuatro sobre cinco porque la parte contada por Malamadre me saca de mis casillas por lo mal escrita que está (tan mal como habla).
[8] With the power of changing perspectives, this story is masterfully told through questionable but always human characters, that give you moments you will not forget for a long time.