Le vicende del Capitano dei Carabinieri che ha arrestato Totò Riina e che si fa chiamare Ultimo perché rifiuta premi e promozioni e vuole affrontare Cosa Nostra a modo suo, da ''ultimo'', con i suoi uomini scelti tra i puniti e gli emarginati nell'Arma, ''ultimi'' anche loro.
Divorato in poche ore. Non solo perché si tratta di un libro di 120 pagine, ma perché è come stare seduti ascoltando il Capitano Ultimo in persona. Me lo sono immaginato svaccato su una sedia, barba incolta e spettinato, 883 ai piedi, jeans fuori moda e camicia a quadri con maniche risvoltate. Emozionante e agghiacciante allo stesso tempo. Crudo. Il racconto di come andò, senza troppi giri di parole. Consigliato a chi ama le storie criminali e le vicende dell’Italia del XX secolo.