Un poemari dedicat a aquell temps elàstic infinit que anomenem adolescència i que comença cap als deu, onze anys per romandre sempre amb nosaltres d’alguna manera. Quan l’amistat importa més que qualsevol altra cosa, però aleshores, aleshores, ve l’amor, o alguna cosa que s’hi sembla; quan celebres sense res, et sents sol pel no res, irradiat i radiant amb corrents alterns; quan cada dia és un nou barri a mesurar; quan ser diferent és una glòria i una càrrega enorme. La profunda lleugeresa dels versos de Chiara Carminati acompanya el lector davant d’un mirall on mirar-se i veure’s i reconèixer- se, a qualsevol edat. Un llibre de poesia per a adolescents per descobrir-se, emocionar-se i créixer des dels jocs de paraules i la construcció de textos enginyosos i intel·ligents. Aquest llibre també és un material excel ·lent per introduir la poesia d’una manera diferent a les aules d’ESO i suposa una aportació molt important en la poesia per a adolescents.
*5 stars Un libro comovente, bello e pieno di amore. Per me e stata una scoperta nuova, finalmente un libro di poesia per ragazzi! Bellisimo e un libro che restera con me per sempre. Poesia per ragazzi che vogliono scoprire il mondo.
Ho letto in un giorno tutte le poesie. Ma so che andrò a riprenderle per rigirarmele in bocca, ogni tanto, quando l’adolescenza negli occhi dei miei figli mi farà male, o mi farà bene. Alcune poesie sono bellissime, non so come altro dirlo. Non tutte mi hanno parlato, in non tutte mi sono rivista, ed è giusto così. Soprattutto, sono poesie che usano parole giovani, che raccontano contemporanei pensieri. Che meraviglia
Non è facile avvicinare i ragazzi alla poesia ( e mi viene in mente che a scuola se ne studia moltissima ...), ma questo testo ne contiene di bellissime
Una vera delusione. Mi aspettavo poesie adatte a degli adolescenti, semplici ma comunque ben costruite. Si tratta, invece, di poesie per lo più banali e con un lessico che oscilla tra l'estrema semplicità (adatto alle elementari) e parole del tutto inusitate anche per i più grandicelli, senza contare il fastidio della mancanza di punteggiatura che, lungi da essere un artificio poetico, non fa che rendere più ostica la lettura.