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Cinacittà: memorie del mio delitto efferato

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Rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, un uomo indolente e apatico cerca di capire come si è compiuto il suo destino.
Le cose procedevano per il meglio, prima di essere arrestato e additato dalla stampa come un brutale assassino. Amministrando oculatamente il modesto capitale della sua liquidazione, aveva trovato il modo di condurre una personalissima versione della «dolce vita». Frequentava la Città Proibita, un go-go bar di quella che un tempo era la Capitale. Passava nottate intere sorseggiando birre ghiacciate e contemplando i corpi nudi di giovani danzatrici. Un'esistenza abitudinaria, forse anche un po' squallida, ma a lui piaceva. Aveva imparato ad accontentarsi. Poi tutto è cambiato. L'incontro con uno strano cinese lo ha trasformato nella pedina inconsapevole di un piano diabolico e tutto è finito in un bagno di sangue.

Nel Sud del mondo i cambiamenti climatici sconvolgono i ritmi di vita provocando esodi di massa. L'invenzione di una moneta globale scatena una crisi economica rendendo tutti piú poveri. La vita non è piú la stessa. I soli che sembrano adattarsi senza problemi sono i cinesi, nelle cui mani è finita ogni cosa, giustizia compresa. In questo scenario da apocalisse, uno dei pochi romani rimasti nell'Urbe racconta con amara ironia come sia possibile che un uomo qualunque precipiti agli inferi senza quasi accorgersene.
Una folla di personaggi irresistibili - l'improbabile sporchissimo avvocato Trevi, la bella e silenziosa Yin, Giulio il nemico dei poteri forti e Wang, maestro nell'arte della manipolazione - accompagna l'«ultimo dei romani» lungo il suo viale del tramonto.

340 pages, Paperback

First published September 1, 2008

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About the author

Tommaso Pincio

75 books33 followers
Tommaso Pincio, pseudonimo di Marco Colapietro, è uno scrittore italiano. Il suo pseudonimo è la traslitterazione italiana del nome dello scrittore postmoderno Thomas Pynchon.

Dopo aver frequentato l'Accademia delle Belle Arti, ha esordito come fumettista, ha diretto per dieci anni una galleria d'arte internazionale e vissuto tra la fine degli '80 e l'inizio dei '90 a New York come assistente di un famoso pittore; è in questo periodo che ha cominciato ad approcciarsi alla scrittura. Ha esordito come romanziere nel 1999 con M.. Successivamente ha pubblicato Lo spazio sfinito (2000) e Un amore dell'altro mondo (2002), un libro che ha diviso la critica letteraria e con il quale l'autore ha acquistato una certa notorietà. Vi si narra la vita di Kurt Cobain, leader del gruppo rock Nirvana, attraverso lo sguardo di un suo amico immaginario. La ragazza che non era lei, pubblicato nel 2005, traccia un bilancio su ciò che è andato perduto e ciò che è rimasto dei sogni di amore e libertà degli anni Sessanta. È invece del 2006 Gli alieni, un'indagine su come l'ipotesi dell'esistenza di civiltà extraterrestri sia diventata uno dei grandi miti dell'era moderna. Di più recente pubblicazione è il quinto romanzo dell'autore, Cinacittà.

Tommaso Pincio collabora regolarmente alla rivista Rolling Stone e alle pagine culturali de la Repubblica e il manifesto, occupandosi perlopiù di letteratura statunitense.

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7 (9%)
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4 (5%)
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Simona F. 'Free Palestine, Stop Genocide'.
618 reviews61 followers
January 9, 2020
Romanzo scritto bene ma per nulla avvincente e abbastanza noioso. Subito nelle prime pagine il protagonista ci racconta i fatti salienti della sua storia. Si trova in prigione accusato di omicidio: è stato trovato a letto insieme al cadavere della sua adorata fidanzata prostituta cinese assassinata una settimana prima e tutto è contro di lui. Occorre leggere un buon 70% del libro prima di ricevere informazioni nuove. Il grosso del romanzo è una continua ripetizione di alcuni concetti: lui, il protagonista, è uno dei pochissimi romani rimasti in una Roma invasa dai barbari cinesi; lui, poverino non è riuscito a realizzare il suo sogno di diventare un pittore; lui che legge perennemente la biografia di Marx; lui piuttosto fissato con il sesso. Aggiungiamo qualche dichiarazione al limite del razzismo e della misoginia e posso così spiegare il perché di una sola stella.
Profile Image for Hex75.
986 reviews60 followers
December 31, 2017
nonostante sia "lo spazio sfinito" che "la ragazza che non era lei" non mi avessero convinto appieno, era parecchio che volevo leggere questo "cinacittà": ne avevo letto assai bene, e quello che avevo afferrato della trama e del contesto sembrava intrigante.
e il libro è in effetti intrigante: abbiamo una situazione post-apocalittica assai inedita (ma neanche tanto improbabile), con una storia che si sviluppa in maniera interessante e -soprattutto- un protagonista decisamente diverso dal solito. "marcello" infatti è decisamente sgradevole, tanto nel suo carattere indolente e fatalista quanto nel suo razzismo, e la sua tendenza a lasciarsi travolgere dagli eventi senza pensare -se non a posteriori- alle conseguenze riesce ad essere tanto comica quanto tragica.
a salvarlo si potrebbe dire che è un ingenuo: ma non è vero, l'ingenuità di "marcello" tende alla stupidità (e si vedrà tragicamente come) e non lo si salva neppure da quel lato. anzi, ad un certo punto si capisce quale rete si stia stringendo attorno a lui, si capisce benissimo cosa sta per succedere eppure il nostro lascia che accada, fa tutte le mosse per lasciare che la trappola lo stritoli.
al massimo si prova empatia per la sua solitudine: è un "ultimo uomo sulla terra" con i cinesi al posto dei vampiri (anche se qualcosa di vampiresco c'è nel romanzo, e peraltro "l'ultimo uomo sulla terra" era stato girato proprio a roma), circondato da persone che non capisce né come lingua né come cultura, in una città che non è più quella che conosceva, abbandonato da tutti e lasciato a routine prive di senso.
vien da pensare a "lo straniero" di camus, ma anche e soprattutto a genna (c'è in particolare un accenno ad una teoria del complotto -il signoraggio bancario- da parte di un personaggio, con il geniale particolare dei volti impressi sulle banconote in uso, che sembrava davvero uscita dalle sue pagine) e per una volta anche a quel pynchon a cui pincio si ispirato per il nome d'arte (e che apprezzerebbe la storia dei pesci fluorescenti): non male, davvero non male.
non è per tutti: è il classico libro che si apprezza oppure si odia, senza vie di mezzo.
però si distacca nettamente dal resto della produzione italiana dell'ultimo decennio.
Profile Image for Else.
123 reviews13 followers
December 1, 2019
"Il tratto distintivo dell'autentica romanità è proprio la sublime ignoranza. Conosco bene il fenomeno. In virtù del semplice fatto di essere nato a Roma, il romano è convinto di sapere tutto quel che c'è da sapere, mentre invece non sa un fico secco. E semmai se ne rende conto, la sua reazione immediata è di totale indifferenza, giacché il romano è refrattario al fuoco della conoscenza e agli slanci di ogni sorta come lo è il tufo alle fiamme. Niente lo commuove, nulla lo smuove. E' una pietra in una città di pietre. Non potrebbe fregarmene di meno: così si esprime il vero romano. E nel dire ciò, dà di sé la definizione più calzante possibile"

"Dio non è trino ma quatrino" Proverbio medioevale romano
Profile Image for Gaetano Laureanti.
491 reviews74 followers
November 30, 2019
Roma invasa dai cinesi e sconvolta dal clima caldissimo. Sembra familiare, no?

Romanzo che incuriosisce e coinvolge, nell’attesa di conoscere la soluzione dell’omicidio, solo in apparenza scontata.

Ironia amara a Regina Coeli.
Profile Image for Rainbowgirl.
208 reviews38 followers
August 4, 2011
Dans un futur que l'on sent très proche, Rome est écrasée par une chaleur constante qui ne connaît plus d'hivers. Les Romains sont tous partis vers les pays du nord pour échapper à la fournaise, laissant la ville aux mains des Chinois qui ont choisi de faire de cet enfer leur nouveau territoire. Tous ? Pas tout à fait, un irréductible Romain est bien resté et nous raconte de façon décousue (et pourtant judicieusement structurée) comment il a perdu pied sans s'en apercevoir, comment il a choisi l'immobilité pour ne pas affronter la réalité et comment il en est venu à commettre le « crime atroce » qui l'a conduit dans la prison où il croupit aujourd'hui.

Dans la BO que nous propose la jaquette du livre, on trouve la chanson "The End" des Doors, qui à mes yeux correspond parfaitement à l'ambiance du roman, à sa langueur fascinante et ses images de chaleur torride qui s'élève du sol en brouillant la vision qu'on a des choses. Pas avant les dernières pages ne comprendra-t-on toutes les dimensions de ce crime atroce, dont on est finalement bien en peine de dire qui est le coupable et qui est la victime. Un roman atypique, qui se passe dans le futur sans être de la science-fiction et qui dévoile les tenants et aboutissants d'un meurtre sans être du policier. Un livre plein de réflexions très justes sur l'apathie, l'engrenage de l'endettement, l'ambiguïté des sentiments, les phénomènes de foule, les pièges de l'économie et j'en passe, qui m'ont suivie quelques temps après l'avoir lu. Cela ne correspond pas tout à fait à ce que j'aime lire habituellement, mais cela m'a indubitablement plu.
Profile Image for Ju.
105 reviews
August 2, 2011
Dès les premières pages, l'histoire (complètement folle) et le style (rythmé, prenant, original) se mêlent pour créer une atmosphère étrange et totalement hypnotique. On y croit. Oui, on accepte le postulat de départ, une canicule qui dure depuis des années et a conduit tous les Romains -ou presque- à migrer vers le nord. L'invasion de Chinois qui suit, avec tous ses clichés, paraît presque normale. Et donc, on veut savoir. Comment le "crime atroce" a eu lieu, qu'est-ce qui s'est vraiment passé, mais surtout, que se passe-t'il réellement dans la tête du narrateur? Car plus le texte avance, plus ce personnage, glandeur professionnel aux réflexes un peu autistes, nous paraît bizarre. Puis dingue. Fou à lier.

Voilà donc un roman très original, sorte de polar/roman d'anticipation, avec des faux airs de Dostoïevsky (toute cette culpabilité, cette fièvre, cette touffeur...) qui mérite qu'on s'y arrête. Car en plus, c'est vraiment très drôle...
Profile Image for Elena.
1 review
June 8, 2020
Review about the book of Pincio

Interesting book and a good reading, though I would suggest the reading of it only to an adult audience! Thanks
Profile Image for Gerardo.
489 reviews34 followers
October 27, 2016
Testo che manifesta a ogni pagina la sua chiara ispirazione a Lolita di Nabokov, solo per celare i tanti rimandi allo Straniero di Camus.


Parte molto lentamente, bisogna dargli molto tempo e bisogna superare tante pagine di noia iniziale. Pincio dimostra di essere molto bravo nell'uso della suspense, qualsiasi dettaglio della vicenda diventa occasione di mistero. Ecco, questo è il problema: ogni dettaglio. All'inizio, questo processo di 'messa in attesa' di questo gran numero di dettagli rende la lettura lenta e pesante. La lettura è un crescendo: un inizio molto lento che confluisce in una fase finale molto rapida e travolgente. Il punto è che la prima parte è troppo lenta, rendendo la lettura di questo romanzo poco armonica. Ciononostante, ne vale la pena superare il blocco iniziale.

Il romanzo è scritto in prima persona: un anonimo carcerato parla del delitto che ha commesso, così facendo, ci descrive una versione distopica della città di Roma: in un presente alternativo, Roma diviene così calda da rendere impossibile la vita diurna. Questo porterà i romani a trasferirsi al Nord, lasciando tutto in mano ai cinesi. L'intero romanzo si fonda su questa atmosfera razzista ai danni dei cinesi, visto come un popolo materialista che ha 'barbaramente' invaso Roma. In questo, Pincio è molto bravo a mostrare i luoghi comuni sulla migrazione.

Il protagonista è un ignavo: qualsiasi evento deriva da questa sua capacità di farsi trascinare dagli eventi, anche quelli più innocui. Non oppone resistenza, perché non ha nessun tipo di progetto. Vive in una routine in cui non ha la forza neanche di esaudire il proprio desiderio: va ogni notte in un night club per osservare le ballerine nude, senza però mai ricercarne la compagnia o anche solo di partecipare all'atmosfera sensuale del locale. Qui incontra un personaggio, Wang, che diventerà suo amico. E, successivamente, Yin, una prostituta silenziosa di cui si innamorerà.

L'amicizia con Wang è passiva: il narratore fa tutto ciò che vuole Wang, anche se questi sembra solo consigliarlo e mai comandarlo. Yin, invece, è ancora più passiva del protagonista: su di lei, potrà esercitare un illusorio controllo, tipico di chi vive nella frustrazione e nell'inedia.

Il romanzo è un lungo racconto della colpevolezza di chi non oppone resistenza e Pincio è assai capace di rendere interessante il racconto della routine (con le giuste difficoltà nella prima parte che ho già evidenziato). Ogni narrazione dovrebbe basarsi su una storia eccezionale: ma questa è la storia di un uomo noioso, ripetitivo, povero di contenuti che si ritrova a vivere una situazione eccezionale solo quando viene arrestato.


Il romanzo è anche un inno alla lettura come strumento di difesa: infatti, la routine non è solo una scelta del protagonista, ma anche una conseguenza di una struttura sociale che porta alla 'normalizzazione'. La lettura, quindi, diventa l'occasione per 'vivere' un'altra vita, così da comprendere meglio quella che si vive in prima persona. Lettura come palestra di vita, insomma.

SPOILER


La struttura a ritroso deriva da Lolita: sappiamo tutto, tranne il movente del delitto. E, per certi versi, il protagonista sembra voler fare uso della stessa retorica del narratore di Lolita: ho fatto questo, ma in realtà sono innocente come tutti quanti voi. Invece, nel finale, quando sarà chiaro che non è stato lui ad assassinare la vittima, dichiarerà che alla luce della sua inedia egli è lo stesso colpevole. Quindi il racconto della sua inedia non era un tentativo di autoassoluzione, ma una presa di coscienza della propria colpevolezza, seppur indiretta, nei fatti. La filosofia soggiacente, però, guarda a Camus: totale indifferenza alla vita, come se non avessimo nessun potere sulle cose che ci capitano (il protagonista, nel finale, viene accusato di chiamare poco la madre: lì si manifesta l'ispirazione a Camus). D'altronde, egli - romano - diventa 'straniero' in una Roma invasa dai cinesi.
Profile Image for Vito.
186 reviews12 followers
March 9, 2011
Il protagonista senza nome di questo romanzo dall'ambientazione distopica è uno degli ultimi romani rimasti a Roma, dato che tutti gli altri sono fuggiti verso il fresco Nord, e vaga per le strade della non-più-sua città trasformata dall'invasione cinese.

Pincio mette in scena una catastrofe avvertendoci che è quello che rischia di accadere se, come il protagonista, anziché agire ci limiteremo a guardare gli eventi.

Romanzo affascinante, anche se ha i suoi momenti di stanca.

http://www.blogdegradabile.net/?p=771

Displaying 1 - 9 of 9 reviews

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