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Lo Stato fascista

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Il fascismo si proclamò totalitario e corporativo, ma non fu interamente né l'uno, né l'altro. Pretese di erigere un nuovo Stato, ma riutilizzò abbondantemente elementi e residui dello Stato liberale. Autoritario e dittatoriale, concentrò il potere pubblico, ma accettò anche una sua limitata pluralizzazione. Incorporò gli organismi di resistenza economica, eliminò libere elezioni, creò un surrogato della rappresentanza politica, si valse di organizzazioni satelliti, ma ricorse ad amministrazioni parallele per gestire la crisi economica. Sabino Cassese, in questo libro che è, nello stesso tempo, una storia delle istituzioni fasciste e una ricostruzione dei tipi di Stato cesaristi, esprime dubbi sul valore euristico della nozione di totalitarismo, esamina successi e fallimenti del corporativismo e propone un'analisi più complessa dei paradossi dello Stato fascista.

160 pages, Paperback

First published January 1, 2010

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Sabino Cassese

80 books5 followers

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5 (22%)
2 stars
2 (9%)
1 star
1 (4%)
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Rosenkavalier.
255 reviews117 followers
December 30, 2011
Secondo la nota affermazione di Benedetto Croce, il Fascismo fu come l’invasione degli Hyksos nell’Egitto dei Faraoni, un fenomeno imprevedibile e del tutto estraneo alla storia e al contesto italiano dell’epoca, capace di produrre una frattura nell’evoluzione dello stato nazionale dalla realtà preunitaria fino alla monarchia sabauda e poi alla Repubblica.
Che questa tesi possa essere letta (anche) come un’autoassoluzione dell’Italia liberale, che non capì il Fascismo e ne agevolò (più o meno inconsapevolmente) l’ascesa, a me pare abbastanza chiaro.
Il Fascismo fu invece un fenomeno italiano, che si spiega e si inserisce compiutamente nell’Italia del primo dopoguerra.
Il libro di Cassese analizza lo Stato fascista come macchina organizzativa e produttrice di norme (con particolare attenzione all’ordinamento corporativo) e, partendo da lì, prova a fare il punto sulla natura totalitaria del Fascismo e sui rapporti del regime con l’Italia liberale e con quella repubblicana.
Premettendo che il sottoscritto non è un lettore specialista, ma un semplice appassionato, il libro ha il pregio di un’esposizione sintetica ma non sbrigativa dei temi trattati, il che consente al lettore comune di dotarsi di un punto di vista interessante sulla natura del regime mussoliniano e scoprire (o avere conferma) che gli elementi di continuità con l’Italia liberale – a dire il vero piuttosto autoritaria – e persino con la Repubblica sono più di quanti si potrebbe immaginare.
L’esempio più lampante viene dalla sopravvivenza dei codici penale e civile al 25 aprile 1945, dai testi unici (pubblica sicurezza, ad esempio) e da legislazioni cruciali come la Legge Bancaria che hanno continuato (e in alcuni casi continuano) a regolare la nostra vita di cittadini ancora oggi.
Naturalmente, l’autore sottolinea il rischio che si corre nel voler analizzare un regime dittatoriale sotto il profilo del diritto e dell’amministrazione, laddove il principio di legalità, quand’anche formalmente rispettato, può essere calpestato a piacere per sopprimere gli avversari politici o semplicemente per agevolare gli amici. Questo aspetto critico è comunque ben presente e non mi pare costituisca un limite all’analisi.
Dal punto di vista della scrittura, il tema non consente particolare agilità e alcune parti sono piuttosto faticose, credo inevitabilmente quando si descrive il meccanismo di selezione dei vertici corporativi o la disciplina dei sindacati fascisti.
In conclusione, il lettore professionale credo possa usare il libro come punto di partenza per ulteriori approfondimenti, mentre il comune appassionato di storia vi troverà un punto di vista dal quale osservare il Fascismo, complementare ad analisi più tradizionali e certamente interessante.
61 reviews
May 24, 2013
Secondo la nota affermazione di Benedetto Croce, il Fascismo fu come l���invasione degli Hyksos nell���Egitto dei Faraoni, un fenomeno imprevedibile e del tutto estraneo alla storia e al contesto italiano dell���epoca, capace di produrre una frattura nell���evoluzione dello stato nazionale dalla realt�� preunitaria fino alla monarchia sabauda e poi alla Repubblica.
Che questa tesi possa essere letta (anche) come un���autoassoluzione dell���Italia liberale, che non cap�� il Fascismo e ne agevol�� (pi�� o meno inconsapevolmente) l���ascesa, a me pare abbastanza chiaro.
Il Fascismo fu invece un fenomeno italiano, che si spiega e si inserisce compiutamente nell���Italia del primo dopoguerra.
Il libro di Cassese analizza lo Stato fascista come macchina organizzativa e produttrice di norme (con particolare attenzione all���ordinamento corporativo) e, partendo da l��, prova a fare il punto sulla natura totalitaria del Fascismo e sui rapporti del regime con l���Italia liberale e con quella repubblicana.
Premettendo che il sottoscritto non �� un lettore specialista, ma un semplice appassionato, il libro ha il pregio di un���esposizione sintetica ma non sbrigativa dei temi trattati, il che consente al lettore comune di dotarsi di un punto di vista interessante sulla natura del regime mussoliniano e scoprire (o avere conferma) che gli elementi di continuit�� con l���Italia liberale ��� a dire il vero piuttosto autoritaria ��� e persino con la Repubblica sono pi�� di quanti si potrebbe immaginare.
L���esempio pi�� lampante viene dalla sopravvivenza dei codici penale e civile al 25 aprile 1945, dai testi unici (pubblica sicurezza, ad esempio) e da legislazioni cruciali come la Legge Bancaria che hanno continuato (e in alcuni casi continuano) a regolare la nostra vita di cittadini ancora oggi.
Naturalmente, l���autore sottolinea il rischio che si corre nel voler analizzare un regime dittatoriale sotto il profilo del diritto e dell���amministrazione, laddove il principio di legalit��, quand���anche formalmente rispettato, pu�� essere calpestato a piacere per sopprimere gli avversari politici o semplicemente per agevolare gli amici. Questo aspetto critico �� comunque ben presente e non mi pare costituisca un limite all���analisi.
Dal punto di vista della scrittura, il tema non consente particolare agilit�� e alcune parti sono piuttosto faticose, credo inevitabilmente quando si descrive il meccanismo di selezione dei vertici corporativi o la disciplina dei sindacati fascisti.
In conclusione, il lettore professionale credo possa usare il libro come punto di partenza per ulteriori approfondimenti, mentre il comune appassionato di storia vi trover�� un punto di vista dal quale osservare il Fascismo, complementare ad analisi pi�� tradizionali e certamente interessante.
Profile Image for Davide Montanaro.
15 reviews4 followers
October 29, 2024
Una lettura interessante, giuridicamente orientata, di come il Fascismo abbia raccolto a piene mani i propri strumenti dallo Stato liberale che lo ha preceduto e di come la Repubblica abbia mantenuto alcune novità introdotte dal Regime.
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