Un commando di terroristi islamici si impadronisce di una emittente televisiva. All’inizio intendono solo prendere ostaggi, ma poi scoprono che negli studi si sta girando il Grande Fratello e decidono di alzare la posta: diventano gli sceneggiatori del programma e cominciano a chiamare nel Confessionale i concorrenti, ignari di chi li manovra dietro le quinte… In questo modo mostreranno tutta la corruzione e la degenerazione dell’Occidente. I telespettatori, fra cui i genitori dei cinque finalisti, devono assistere a scene orripilanti: Robin, il favorito del pubblico, lancia slogan antisemiti; Chaco pulisce la cucina con la lingua dietro promessa di una parte in una telenovela; le tre ragazze, ubriache e drogate, si prestano a tutte le possibili combinazioni sessuali. Intanto le forze di polizia circondano la sede della tv, e si tenta di negoziare con i terroristi. Ma lo “scontro di civiltà” è violentissimo: “uno scontro fra l’Audience e il Corano. Per i talebani quello che dice il Corano è buono, e quello che il Corano non dice è cattivo. Per i produttori televisivi la faccenda funziona allo stesso modo: quello che fa audience è buono, quello che non fa audience è cattivo”. I terroristi chiedono la consegna di un traditore e lanciano un ultimatum: se le richieste non verranno esaudite, i telespettatori assisteranno a un omicidio in diretta. Una vicenda vertiginosa ed esilarante, ricca di adrenalina e di humour, che fa riflettere sulla deformazione della realtà provocata dai reality show e sui meccanismi che reggono la finzione letteraria.
Sergio Bizzio es narrador, dramaturgo y director de cine. Publicó las novelas El divino convertible (1990), Infierno Albino (1992), Son del África (1993), Más allá del bien y lentamente (1995), Planet (1998), En esa época (2001), Rabia (2004), Era el cielo (2007), el libro de cuentos Chicos (2003), el ensayo en verso El genio argentino (2005), y las colecciones de poemas Gran salón con piano (1982), Mínimo figurado (1990), Paraguay (1995), El abanico matamoscas (2002), y Te desafío a correr como un idiota por el jardín (2008). Escribió las obras de teatro Gravedad (1999), La china (1995, en colaboración con Daniel Guebel), El amor (1995), y la novela El día feliz de Charlie Feiling (2006). Dirigió los largometrajes Animalada (2001), 100 tragedias (2008, en colaboración con Mariano Galperín) y el documental Rey Queen (2006). Durante 2009 se estrenará su tercera película como director, No fumar es un vicio como cualquier otro. También integra la inclasificable banda musical Súper siempre junto a Alfredo Prior, Francisco Garamona y Alan Courtis, que acaba de editar su primer disco, #Juicio al perro.