Che cos’è la Terra morente? È il nostro stesso mondo ma in un futuro inconcepibilmente remoto. Tanto remoto da essere privo di ogni legame col nostro presente e da apparire come un bizzarro ibrido dei molti passati della Terra. Ecco perché – se vogliamo giocare con le etichette – un’opera che forse dovrebbe essere fantascienza, può essere considerata fantasy.
Nei cieli della Terra morente brilla un sole rosso, dalla luminosità vacillante, prossimo alla morte; gli esseri umani lo sanno e attendono con rassegnazione il giorno in cui l’astro non si riprenderà dall’ennesimo offuscamento; i venti e le piogge di millenni hanno levigato le montagne conferendo loro dolci profili. La flora e la fauna sono state stravolte e accanto agli animali più usuali camminano sulla Terra creature di cui è difficile individuare i progenitori. Demoni e vampiri, morti viventi e ibridi essere umano-animale, giganti e gnomi paiono usciti dalle leggende grazie al lavorio di centinaia di millenni di mutazioni. La scienza è stata dimenticata e la magia l’ha sostituita; ma il trascorrere del tempo ha avuto ragione anche di quest’ultima e nella Terra morente le conoscenze magiche sono solo pallidi ricordi delle arti gloriose esercitate dai grandi incantatori del passato (un passato vecchio di migliaia di anni, ma pur sempre un futuro rispetto al nostro presente). La consapevolezza della fine ormai prossima incombe su tutte le attività umane e smorza il gusto di amori e vendette, crimini e avventure. Un’infinita stanchezza circonda ogni gesto, anche i più crudeli o i più romantici. “Che importa!” ripetono spesso e a ogni proposito gli uomini e le donne della Terra morente, “Il mondo è ormai vecchio, e questo potrebbe essere l’ultimo giorno in cui il sole splende alto su di noi…” Ogni impresa appare vana in partenza, ogni amore senza speranza, ogni crudeltà priva di costrutto. Tuttavia uomini e donne si affannano a inseguire i loro sogni e desideri. Combattono, mirano a ciò che è irraggiungibile, conversano e questionano come se in ogni domanda, in ogni risposta fosse nascosto il segreto dell’esistenza. L’aguzzino accetta di conversare con la propria vittima prima del colpo di grazia, ogni scontro si trasforma in una schermaglia verbale, ogni dialogo investe i massimi sistemi (nella migliore tradizione di Vance).
Nella prima parte dell’opera (La Terra morente, una raccolta di racconti del 1950) assisteremo alle avventure di Turjan di Mir, il mago ossessionato dal segreto della coltivazione degli esseri umani nelle vasche di crescita; e vedremo che cosa dovette fare T’sain, una delle creature da lui create, per salvarlo dalle grinfie di Mazirian il Mago, che proprio quel segreto voleva sottrargli. Conosceremo T’sais, sorella gemella di T’sain, che per un errore di bio-progettazione è nata con un cervello incapace di percepire la bellezza del mondo e che si metterà in viaggio alla ricerca di essa. Seguiremo Ulan Dhor sulle tracce delle sapienza tecnologica delle ere perdute e Liane il Viaggiatore nelle sue imprese crudeli, fino alla sua missione più rischiosa; e Guyal di Sfere, l’uomo dalle mille domande, che per soddisfare la sua inesauribile curiosità si metterà alla ricerca del “Museo dell’Uomo”, in cui è contenuta tutta la conoscenza umana: un tesoro prezioso ma anche bizzarro in un mondo che sta per finire… Storie di volta in volta crudeli e patetiche, romantiche e malinconiche.
Nella seconda parte (Cugel l’astuto, un romanzo del 1966) il tono si fa più ironico, ma anche più pessimista. Questo per merito del nuovo personaggio che Vance introduce (uno delle sue creazioni migliori): Cugel l’Astuto. Cugel è un ribaldo: egoista ed egocentrico, astuto ma spesso presuntuoso e superficiale, collerico e vendicativo, prodigo e imprevidente nelle rare occasioni in cui vive nella ricchezza, avido e insidioso quando le sue tasche sono vuote. Coinvolto in un furto ai danni di un mago, Cugel è costretto ad espiare la propria colpa mettendosi in viaggio per rubare e consegnare all’incantatore un prezioso tesoro magico. A ogni tappa del proprio viaggio Cugel cercherà di arricchirsi truffando e rubando, interagendo in modo spesso disastroso – per sé e per gli altri – con i singoli e i gruppi con cui avrà a che fare. Avidità, una vena di sadismo, incomunicabilità radicale tra gli esseri umani…
Fra i tanti personaggi di quest’opera composita è comunque la Terra morente il vero protagonista, dotata com’è di una personalità ben caratterizzata: ogni storia, ogni evento e personaggio paiono infatti emanazioni di questo mondo creato da Jack Vance.