Un intellettuale marsigliese passato dalla Resistenza alla malavita, un pappone indolente e un pastore sardo scampato a una pesante condanna organizzano il furto di un carico di merce preziosa. Tre uomini provenienti da diverse latitudini ed esperienze che il destino riunisce a Genova per il "colpo" della vita. Due donne, una timida prostituta dell'angiporto e un'affascinante istriana, attraversano indenni lo spettacolo del disastro. Ma saranno Fabrizio e Alessandro, personaggi fino a quel punto marginali, a rintracciare e raccontare gli esiti delle avventure degli altri.
Fabrizio Cristiano De André (18 February 1940 - 11 January 1999) was an Italian singer-songwriter. Known for his sympathies towards anarchism, libertarism and pacifism, his songs often featured marginalized and rebellious people, gypsies, prostitutes and knaves, and attacked the Catholic Church hierarchy hypocrisies. Artistically active for almost 40 years and the author of thirteen studio albums, he is renowned for the quality of his lyrics and often considered a poet. He contributed to the valorization of the languages of Italy, most notably Ligurian and, to a lesser extent, Sardinian, Gallurese and Neapolitan. Following his early death several streets, places, parks, schools and public libraries were named after him.
Dico solo che ho regalato questo libro, perché va sparso il verbo. Deve essere conosciuto, e letto. Soprattutto dalle persone a me più care. Un piccolo capolavoro, sottovalutato, di poca fama. Faber vive. E vivrà sempre.
Un destino ridicolo è un romanzo breve, scritto a quattro mani da Fabrizio De André e l'amico Alessandro Gennari. La trama è semplice: un membro della mala sarda, un protettore e un ex partigiano datosi alla malavita si incontrano a Genova e decidono di prendere parte ad un furto che dovrebbe segnare una svolta nelle loro vite. Intrecciato al trittico di questi briganti si svolgono le vicende di due donne: una prostituta e una venditrice istriana. All'interno del romanzo sono presenti gli autori stessi: Fabrizio, un cantautore di successo, e Alessandro, un giovane colto e brillante.
Il romanzo vuole essere un romanzo- canzone, nel quale tutti i temi e personaggi della poetica di De Andrè vorticano nella Genova tanto cara al cantautore. Il romanzo lascia spazio a riflessioni sui temi principali della visione del mondo di De Andrè, tra i quali spicca il tema della libertà. La questione della "signora libertà" è il leitmotiv dell'opera, infatti ciò che i personaggi sperimentano è l'illusione del controllo e l'inevitabilità di un destino ridicolo, che come un bambino capriccioso, se la prende con tutti, picchiando con una violenza senza ragione.
Il romanzo è ben scritto, lo sviluppo, nella sua semplicità, è sempre coerente. Si apprezza particolarmente il finale ironico che chiude in maniera brillante questa storia assurda.
La musica di De André fa capolino tra le pagine, a rendere un po’ più reale questa storia assurda, queste vite che si rincorrono come gocce di pioggia sul finestrino della macchina, per finire in un punto che non l’avresti mai detto.
Romanzo costruito con diverse storie intrecciate: a tratti acerbo, ma nel complesso buono. Singolare l'autopresentazione di Fabrizio De André, autore con Alessandro Gennari: "Agricoltore genovese, esercita da tempo immemorabile e con alterne fortune le attività di padre, di concubino e di circense. Il suo ultimo album si intitola, sfacciatamente, Anime salve."
senza infamia e senza lode. Un libro un pò autobiografico, consigliato ai seguaci di De Andrè, ma non presenta (a parte un paio di passi) cose degne di grande nota.