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Bella gente d'Appennino

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"Non posseggo molte parole, ma queste poche sono mie, le ho ricevute, le vivo e riscrivo e solo la morte sigillerà il racconto. Ne faccio commercio, ne faccio dono."
Giovanni Lindo Ferretti ha smesso di fare il cantante e si è fatto cantore di un mondo residuale, antico, sfuggito al moderno. Quello montano, il suo.
Dall'esilio in quella terra di mezzo che è l'Appennino tosco-emiliano, Ferretti racconta le gesta nobili e quotidiane dei suoi avi e della comunità di Cerreto Alpi, montanari capaci di valore, dignità, lavori umili, buonumore, passioni forti e sempre decorose. Dalla capostipite sassalbina Maddalena fino a sua madre Eni, dallo zio Archimede, grande cacciatore di orsi in Alaska, alla tragica vicenda di Ezio Comparoni- Silvio D'Arzo e di sua madre Rosalinda.
Tante donne, molti uomini e moltissimi animali, ché la famiglia Ferretti ha campato da sempre di quello: pecore per i formaggi saporiti, cani per governarle e cavalli per viaggiare, fare la guerra o scoprire - come nel caso del suo destriero personale, il roano Tancredi - inattese forme di fedeltà fra esseri viventi.
Dopo il grande successo di Reduce, l'autore raccoglie in questo nuovo libro anche il suo pensiero su meraviglie (poche) e miserie (tante) dell'oggi: il rispetto della vita, la naturale accettazione del dolore, il disincanto per la politica, l'emozione del mistero della fede, il distacco da un contemporaneo che ha perso il contatto con le immutabili leggi di natura. Tutto questo e molto altro ancora con una prosa che ha punte di vibrante poesia, ritmata con cadenza ipnotica.

204 pages, Hardcover

First published November 10, 2009

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About the author

Giovanni Lindo Ferretti

13 books12 followers
Giovanni Lindo Ferretti (Cerreto Alpi, 1953) già CCCP – Fedeli alla linea, CSI e PGR. Ora libero cantore. Con Mondadori ha pubblicato Reduce, Bella gente d’Appennino, Barbarico.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Elena Battaglia.
44 reviews6 followers
June 28, 2017
Avevo letto a mio tempo “Reduce”, da fan di lunga data di Giovanni Lindo che spesso ha ascoltato le parole del vate del punk nostrano come quelle di un guru. Certo, dall’ideologia marxista – così tanto “fedele alla linea” (Giovanni, rimembri ancora quando cantavi “A ja ljublju S.S.S.R”?) – al culto del pontefice Ratzinger ne è passata di acqua sotto i ponti. Eppure, in questo testo denso di lirismo, terra, sangue, esperienza biografica e storica legata alla tradizione “appenninica” tosco-emiliana, c’è molto del personaggio Ferretti e della sua evoluzione (perché di questo si parla) umana. Il “ritorno” del figliol prodigo alla famiglia di origine: questa è la parabola con cui l’autore spiega la sua decisione di vivere a Cerreto Alpi, suo natio borgo selvaggio sulle montagne emiliane, al confine con la Maremma. E, finalmente, anche i lettori possono capire le ragioni di una scelta così radicale, che non è rinnegare quello che è stato ma approdare ad una maturità più consapevole ed autentica, sempre lontana dal capitalismo e dal consumismo che ci spingono ad essere atomi dispersi, privi di reali e concrete relazioni sociali di spessore. Parte da lontano, il Ferretti, dagli antenati che lasciarono l’Italia a fine ‘800 per farvi ritorno agli inizi del nuovo secolo, dopo aver guadagnato qualche soldo in terra americana, terra di promesse, speranza e nuova vita. E poi la storia della giovane madre, rimasta vedova in giovane età e lasciata sola a crescere il piccolo Giovanni Lindo in mezzo ai disagi e alle tribolazioni di un’epoca, fino all’evanescenza nella malattia che la fa tornare bambina. C’è la storia dei cavalli, dei quali ha scelto di prendersi cura e che ha deciso di cavalcare alla maniera dei cavalieri medievali (non come i moderni fantini per i quali l’animale è solo uno “strumento”, un altro tributo alla moderna tèchne che ogni slancio vitale distrugge). C’è l'omaggio al leggiadro Tancredi, domato e amato. Ripercorriamo insieme all’autore anche l’esperienza della Bottega di musica e comunicazione, aperta da Ferretti a Bologna negli anni 2000 e rivolta a venti giovani studenti selezionati con lo scopo di realizzare progetti legati alla città. E poi, ancora, la religione, la morte, i riti ancestrali che legano alla sacralità della terra. Non manca una menzione al tanto discusso rapporto con la politica, alla cosiddetta “svolta” che ha visto Ferretti arrivare a scrivere per “Il Foglio” di Giuliano Ferrara e difendere a spada tratta i diritti alla vita nel referendum sulla fecondazione assistita. Possiamo, noi giovani focosi atei e pieni di ribellione, non condividere le scelte dell’uomo (che pure ha dovuto lottare con il demone del cancro, arrivando recentemente ad una pacificazione dell’anima, ad una nuova alba dell’essere), eppure le sue motivazioni sono così ben scritte ed analizzate nelle pagine di quello che assomiglia molto ad un saggio piuttosto che ad un testo autobiografico. Una critica a tutte le ideologie, che trasformano “gli esseri umani in pedine funzionali ad uno schema dato” e che non esauriranno mai la splendida complessità della realtà, né i sentimenti e il legame autentico con le proprie radici.
Profile Image for Monaco Obbediente.
168 reviews8 followers
January 11, 2019
Un libro che è come un cd. Musica pura. Ogni capitolo, una canzone. Ma Ferretti è molto più bravo a scrivere le liriche, che le pagine di un saggio (saggio? racconto? non c'è un vero genere per questo libro). Il fatto di scegliere le parole più in base al loro suono, che al loro significato, dopo un po' irrita. Poi, quello che dice è già tutto nelle sue canzoni. Non c'è niente di nuovo da dire e la sua musica lo ha detto sempre meglio. I temi sono sempre i soliti, ormai cari a Ferretti da qualche anno a questa parte: il ritorno a casa, le radici, la conversione religiosa, la lotta alla modernità. In tutto questo, secondo me, Ferretti è sempre coerente: era un reazionario allora e lo è anche adesso. Venti anni fa tifava per l'URSS per puro gusto estetico: i valori umani, dell'uomo nuovo, contro il capitalismo occidentale decadente. Nel duemila non c'è più comunismo, Ferretti riconosce di aver sbagliato: i veri valori non stavano nella bandiera rossa, ma dove sono sempre stati, nella croce di Cristo. E così da un'ideologia passa ad un'altra, perché serve a dare risposte, a dire che cosa è giusto, a dare ordine al mondo. Se volete sapere che cosa pensa Lindo ultimamente ascoltate la discografia dei PGR, ma non comprate questo libro.
Profile Image for Federico.
Author 2 books18 followers
June 20, 2014
Questo libro e' per me importante, perché mi ha consentito di far pace con Giovanni Lindo Ferretti.
come molti dei seguaci dei CCCP-Fedeli alla linea prima e dei C.S.I. poi, non avevo compreso la virata improvvisa dell'autore.
La lettura di questo libro mi ha aiutato ad accettare le scelte, anche se alcune di esse rimangono, per me, di difficile comprensione.
Il volume e' intimo, ci sono dentro anziani, legami familiari, cavalli, monti ed uomini di montagna. Ci sono i congiunti dell'autore, ci sono gli abitanti dei monti e delle valli in cui è cresciuto Lindo Ferretti.
Il libro è diviso per tematiche, ogni capitolo un tema a sé. Argomenti importanti, con quale tema narrativo portante le radici ed il ritorno a casa.
Alcuni temi (l'amore per i cavalli, la famiglia d'origine) certamente più riusciti di altri (la politica, il rapporto dell'autore con un quotidiano nazionale).
La scrittura è densa, la cifra ferrettiana tutta presente, la penna a tratti ispirata.
La scarsa riuscita di alcuni capitoli e la natura quasi 'saggistica' (ma il libro è incompiuto anche in questo) lo tengono lontano dal pieno riconoscimento.
Profile Image for Lara Facchi.
292 reviews
December 29, 2025
Intenso, intelligente, mistico, profondo, originale: parole cesellate che fanno bene all'anima e al cervello. una bella scoperta.
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