Nel 1495, in un paesino del Piemonte, nove donne sono condannate per stregoneria. Denunciate all'inquisitore, imprigionate e torturate, confessarono sabba notturni, amplessi demoniaci, profanazioni di croci e ostie, banchetti di carne di bambino, malefici e violenze. C'è una realtà dietro quelle confessioni fantasiose? Di che cosa parlavano veramente? Merlo addita una possibile realtà, meno fantasiosa, che pare trasparire da alcuni una storia di furto d'erba e di botte in convento, una morte che innesca la maldicenza. Ma alla fine del Quattrocento streghe e demoni erano ormai la "favola horror" con cui spiegare reltà minacciose o non chiare.
Un testo preparatorio per me, perché a fine luglio si terrà, dopo due anni di vuoto, nuovamente la festa delle streghe in qual paesello antigoriano che mi sta tanto a cuore. Da una indagine negli archivi del cuneese l'autore riprende tre incartamenti di 3 processi alle streghe strettamente correlati l'un con l'altro, negli ultimi mesi del 1495. Ricostruisce la storia del processo, dei mandanti e, sebbene manchi la certezza, del perché furono fatti. Quasi la stessa storia dei processi degli stessi anni in tutta l'Ossola e in tante altri luoghi delle Alpi. Decisamente buona la ricostruzione interpretativa della parte processuale dove l'inquisitore, Vito Beggiani in questo caso, arriva dove vuole arrivare, ossia alla confessione (dopo tortura) delle donne accusate. Quasi tutte, come sempre, poverette senza quasi sostegno. Possiamo ben immaginare come finì una volta che queste furono traslate al braccio secolare per la condanna, perché ne abbiamo già letto nei processi alle streghe ossolane. Intanto il sequestro dei beni, pochi o meno che fossero (appezzamenti di terreno, piccole vigne, qualche vacca o capra) per pagare il soggiorno in carcere (sì, all'epoca era a spese dell'imputato, che ci stava fino al termine del processo, e avrebbe pagato anche se innocente) e poi l'esilio, o il carcere a vita, o una condanna di qualche tipo. Il tutto a vantaggio di qualche signorotto locale o, come in questo caso, dell'abadessa. Che brutta epoca il rinascimento, molto meglio il medio evo. 4 stelle
Streghe è un saggio storico-giuridico sul fenomeno inquisitoriale della Chiesa Cattolica verso le donne (e raramente gli uomini) accusati di stregoneria. Accusa, tra l'altro, spesso non riconducibile ad una fattispecie di reato ben chiara. Il saggio si divide sostanzialmente in tre parti principali, più quella bibliografica: la raccolta delle testimonianze delle accusate, un'analisi delle dichiarazioni delle vittime e degli accusatori, un approfondimento - non troppo profondo - sulla percezione del mondo soprannaturale nella società di fine 400. Il libro è interessante, fa da trampolino a futiri approfondimenti (voluto) sul tema. Piacevole, consigliato a chi è curioso del folklore e della tradizione popolare.
Quale libro più adatto da leggere nei giorni intorno ad Halloween se non un libro sulle streghe?
Questo che propongo poi è scritto da un accademico del ramo, uno storico medievalista della statale di Milano, che si muove con tutto il rigore di uno specialista.
Ci fa subito sapere infatti che la storia narrata nel libro è tutta riferita a quanto contenuto nei verbali dell’Inquisizione, tratti in gran parte dai “consignamenta nova incliti monasteri Beate Marie de Rivofrigido leggi di più : https://draft.blogger.com/blog/post/e...