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Tu vipera gentile

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"Tu vipera gentile" è il primo verso di un'antica canzone viscontea.
Con questo titolo Maria Bellonci ha raccolto tre grandi racconti:
"Delitto di Stato", che tra ombre e luci caravaggesche ha per sfondo la tumultuosa e controriformistica Mantova del 600;
"Soccorso a Dorotea", storia limpida e crudele di un'adolescenza travolta in un contrasto di ambizioni politiche e di inutili difese tra Sforza e Gonzaga; infine il più ampio,
"Tu vipera gentile", che si muove sullo sfondo di una Milano tra Medioevo e primo Rinascimento, ricca di traffici, di tumulti, di partiti, di fazioni.
La chiave dei tre racconti, l'elemento che li unisce, nella diversità dei tempi e dei personaggi, è l'idea del "delitto di stato", del potere che, mentre inesorabilmente degenera verso una sempre più cupa tirannia, macina tra i propri ingranaggi i sentimenti e le intere vite di uomini, donne, giovani.
Personaggi che Maria Bellonci, con la sua prosa armoniosa e vibrante, ci restituisce più vivi che mai, colti nelle intime riflessioni del loro animo.

248 pages, Paperback

First published January 1, 1972

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224 people want to read

About the author

Maria Bellonci

48 books36 followers
Maria Villavecchia Bellonci was an Italian writer and translator especially known for her biography of Lucrezia Borgia. She and Guido Alberti set up the Premio Strega in 1947.

Maria Bellonci nasce a Roma nel 1902. Suo padre, Girolamo Vittorio Villavecchia, insegna chimica all’università ed è autore di un celebre trattato di merceologia. Da lui Maria dirà di aver appreso il rigore della ricerca scientifica. Frequenta l’Istituto del Sacro Cuore a Trinità dei Monti e il liceo Umberto I. Di questi anni, già intellettualmente vivaci, ricorderà «il senso di vita traboccante […] per il quale mi pareva d’essere chiusa in una mandorla d’immortalità».

Luisa Avellini, 'Bellonci, Maria', Dizionario Biografico degli Italiani (2012).

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7 (4%)
Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for Malacorda.
603 reviews289 followers
August 9, 2017

Tre agili racconti che pur narrando episodi ben distinti hanno molto in comune. Il filo conduttore, come già scritto altrove, può essere la ragione di stato - o a mio avviso, più in generale, quell'idea della Storia come di uno schiacciasassi che passa sopra tutto e tutti e macina non solo le vite della plebe ma anche dei signori e della loro discendenza, i quali signori pur essendo figure di governo rivestite di una qualche responsabilità, quando si scontrano con qualcosa di immensamente più grande di loro finiscono per acquisire una certa aura di innocenza e finanche di merito. Questo concetto, questo filo conduttore si trova ampiamente ripreso e sviluppato in Rinascimento Privato.

Un altro elemento di grande rilievo, in comune tra i tre racconti, è l'amore della Bellonci per le figure storiche ivi descritte: la Bellonci vuole bene per davvero ai personaggi - alle donne soprattutto, e considerando l'epoca in cui scriveva le si perdona questo squilibrio - e riesce a farli rivivere in maniera sorprendente. Sa evocare i fantasmi che tutti gli appassionati di Storia in qualche modo frequentano e su cui sono abituati a fantasticare. Anche questa è una discriminante di rilievo per saper scrivere un buon romanzo (o racconto) storico. Tutti gli storici conoscono bene le date, i nomi e gli eventi, ma non tutti sanno raccontare con un tale soffio vitale.

Proseguendo con gli elementi in comune, protagoniste sono le Signorie dell'Italia settentrionale durante il Rinascimento. Ancora una volta la Bellonci dimostra e sottolinea come fosse un'epoca fatta non soltanto di splendori, ricchezze e bellezze, ma anche di violenze, paure e caos istituzionale - quest'ultima cosa è forse la più difficile da immaginare, per noi abitanti del ventunesimo secolo che diamo tante cose per scontate e dovute. Mentre la povertà era patita solo da una parte della popolazione, il caos e le incertezze sono stati sofferti dagli appartenenti a tutti i ceti.

Se letti in ordine inverso, dal terzo al primo, i racconti sono tre episodi in ordine cronologico.

La vipera del titolo fa riferimento allo stemma dei Visconti, la cui storia è raccontata nel terzo racconto: a cavallo tra XIII e XIV sec si assiste alla nascita delle signorie, quando ancora esse non erano percepite come tali: sentirsi testimone, anche se indirettamente, di un tale passaggio, è già di per sé cosa emozionante.

Nel secondo racconto la Bellonci si porta nel XV secolo a cavallo tra il marchesato di Mantova e il ducato di Milano, e prendendo a pretesto la storia del mancato matrimonio tra Dorotea Gonzaga e Galeazzo Maria Sforza, con la pubblicazione di alcuni documenti e lettere fino al quel momento inediti, oltre ad alcuni momenti toccanti nel ricostruire la vita dei personaggi, espone lo scacchiere geo-politico dell'epoca.

Il primo racconto giunge infine al XVII secolo per mostrare la decadenza della città di Mantova e del ducato dei Gonzaga: e se da un lato c'è la fedeltà cieca del cortigiano Striggi che in nome della lealtà verso la casata regnante è in grado di compiere delitti e perdere sé stesso, d'altro canto il racconto della Bellonci si riempie di una vena malinconica per la fine di una città e di una dinastia cui lei, come ho già scritto, deve aver voluto davvero tanto bene per descriverla in modo così eccezionale, e la pena per un saccheggio che è rimasto famoso nel corso dei secoli.

Queste tre storie sono zeppe di nomi e date ma raccontate con la forza e la passione di un vero romanzo, con una prosa estremamente aggraziata, che utilizza qualche espressione dell'epoca ma in modo spontaneo senza farne la scimmiottatura, talmente aggraziata che in alcuni passaggi sa essere prosa e poesia al tempo stesso. E al di là dell'eleganza ci sono le riflessioni e le spiegazioni delle congiunture, delle problematiche e dei punti di vista: un tale insieme è meglio di qualsiasi testo scolastico o didattico. Per la Bellonci, cinque stelle d'ufficio.
Profile Image for Rosenkavalier.
250 reviews114 followers
June 10, 2013
Eleganti pillole di storia

Questo libro, incontrato grazie al mio gruppo di lettura, è una specie di compendio dell'arte del racconto storico, composto da una rinomata autrice del genere.
Il primo è un vero e proprio racconto storico, un classico insieme di vicende e personaggi reali e inventati, saldamente inserito in una ricca e dettagliata cornice storica.
Peccato che le vicende del potente Conte Striggi, cortigiano dei Gonzaga mantovani, non mi siano parse nè particolarmente avvicenti, nè ben costruite.
In altri termini, c'è poco racconto (e quando c'è, è debole) e troppa cronaca, il tutto non molto equilibrato.
Il secondo è un esercizio sulla variante psicologica e mette a fuoco le vicende di una delle eredi Gonzaga, Dorotea, fin da bambina al centro di un complicato intrigo matrimoniale e dinastico con i Visconti.
E' curiosa e ben sviluppata, anche se certo non originale, la scelta della protagonista (figura del tutto minore) di cui si prova ad immaginare la vita e i sentimenti, in un'epoca e in circostanze remote.
L'ultimo, che dà il titolo al libro, è invece una carrellata sulla storia del casato Visconteo.
A mio parere, è il migliore dei tre e vale da solo la lettura del libro. Qui la Bellonci si affranca dal problema di creare un intreccio, dato che la trama è gentilmente offerta dalla Storia. Può quindi usare la sua scrittura elegantissima e la sua conoscenza storica per dipingere, in poche pagine, una miriade di personaggi, che risaltano pittoricamente pur nella sintesi inevitabile(300 anni in 120 pagine).
Il lettore finisce davvero nella Milano dell'epoca, ricreata con grande efficacia suggestiva.
Inutile tentare di ricordare a memoria le complicatissime genealogie, leggete senza porvi il problema e vi divertirete.
Il mio amico anobiano Asclepiade ha citato la Storia d'Italia di Montanelli come precedente e la citazione mi pare azzeccatissima. Più cronachistico (ovviamente) il grande giornalista, più letteraria la scrittrice, il cui stile tenta una specie di felice ibrido tra l'italiano moderno e la lingua parlata all'epoca.
Mi ha molto colpito, una volta superato il primo impatto.
Mi lascia invece più perplesso la lettura di questi racconti in una chiave di critica della ragion di stato, come dice il risvolto di copertina.
Preferisco pensare al libro come a una divagazione storico-letteraria piacevole e interessante, tanto mi basta per mettere nella lista dei "da leggere" anche il più famoso Rinascimento privato.

PS: la lettura del libro mi ha spinto a rivedere lo splendido "Il mestiere delle armi" di E. Olmi, storia degli ultimi giorni di vita di Giovanni de' Medici, più noto come Giovanni dalle Bande Nere, trascorsi proprio nei territori mantovani.
Profile Image for sara r..
38 reviews14 followers
Read
July 2, 2024
In questi tre racconti che hanno come protagonisti i Gonzaga e i Visconti, sono “passione e ragione” le vere potenze regnanti; tiranneggiano su Mantova e Milano, si affiancano, si succedono e conducono scontri insoddisfatti finché una delle due parti non prevale. Prestano loro braccia e armi i grandi potenti che la storia dall’alto addita erroneamente come i fautori della storia: ne sono in realtà artefici e vittime insieme. Le istintive passioni umane collidono con le algide ragioni politiche e, spesso, ne restano vittime. Il perno attorno a cui orbitano i tre racconti, pur diversissimi, è questo dualismo imperativo che si impone forzosamente a tutte le esperienze personali e politiche (vite che per me risultano così separate!). È un’opposizione che traspira in maniera quasi ostentata perché la storia dall’alto riflette la propria luce in gioielli e stucchi dorati, e non si disperde nell’ombra bassa di un casolare di campagna: “La fortuna si lascia captare solo da vitalità dirompenti”.
Mi è inconcepibile la grandiosità dell’impegno letterario e storiografico di Bellonci, che riesce a disegnare immensi affreschi corali in cui ogni figura non è un abbozzo di colore ma una persona in carne e ossa momentaneamente deposta sull’intonaco. Parla di se stessa quando scrive: “Io depositario, io arbitro, io storico; ma nello stesso tempo io confidente”. Non trapela mai la sterilità della fonte storica, nemmeno quando finge di esserlo. Bellonci riesce a intingere la penna direttamente nella mente dei grandi personaggi storici del Rinascimento italiano: ne spilla un inchiostro limpido, così naturale che il merito dell’autrice rischia di scolorire a confronto. Nonostante la sua scaltrezza, Bellonci non riesce a trattenersi dalla tracotanza a lei propria, e rende l’esposizione storica una esibizione poetica. L’ostentazione della sua ineccepibile bravura è, schiettamente, eccessiva: non lo ammetto per invidia, ma per noia. Così diventa una ritrattista presuntuosa e biliosa. È l’autrice la vera vipera del titolo: quando gentile ti si mostra nelle sue spire iridescenti, quando anarchica ti punge e inghiotte senza controllarsi. “Una spina senza acredine, un rimorso dolce”.
Profile Image for Benedetta Marrelli.
138 reviews25 followers
October 17, 2019
Dei tre racconti io ho letto solo l'ultimo, quello che da il nome alla raccolta ovvero "Tu vipera gentile"
(tra l'altro l'unico racconto presente nella mia edizione)
Tu viper gentile è un romanzo storico che ha come argomento la famiglia Visconti.
La Bellonci ci fa un quadro (alle volte anche troppo dettagliato) della storia di questa famiglia dall'arcivescovo Ottone Visconti fino ai suoi ultimi eredi Filippo Maria e Bianca Maria con la quale terminerà il dominio dei Visconti su Milano per inagurare quello degli Sforza.
Quello che però non mi ha convinta tantk è stato il modo in cui la Bellonci ci narra di tutto questo, trovando il testo davvero noioso alle volte mentre quando si concentrava su aspetti psicologi e "personali" dei suoi personaggi e non facendo un mero elenco di fatti storici era tutto molto più godibile.
Consiglio questo racconto a chi vuole conoscere un pezzetto della storia d'Italia.
27 reviews2 followers
June 29, 2025
Non verrà mai il giorno in cui darò non darò cinque stelle a un'opera di Maria Bellonci. Questa raccolta di racconti è un'ulteriore prova di come la Bellonci sappia destreggiarsi perfettamente tra storia romanzata e cronaca precisa e rigorosa e io, che adoro entrambi i suoi lati, quello della romanziera e quello di ricercatrice, non ho potuto non amare anche questo libro.

Il primo racconto, Delitto di Stato, è la prima e forse unica storia completamente di invenzione della Bellonci. Con il suo consueto stile elegantissimo, inventa e racconta un personaggio oscuro e tormentato che per nascondere un delitto compiuto per errore sparge tanto altro sangue.
L'ambientazione è la Mantova seicentesca, saccheggiata dalle invasioni dei francesi. Ho trovato, in questo racconto, personaggi più liberi, come se la Bellonci avesse osato muoversi un po' di più da quello che fa di solito, forse perché essendo una storia di sua fantasia ha sentito meno l'oppressione di seguire fedelmente la realtà.

In Soccorso a Dorotea, invece, ritorna la cronaca narrata di cui la Bellonci è maestra: fulcro del racconto è il matrimonio mai avvenuto tra Dorotea Gonzaga e Galeazzo Maria Sforza. Frugando tra i documenti la Bellonci ha tirato fuori personaggi femminili molto belli (purtroppo non si può dire la stessa cosa di Galeazzo) tra cui Dorotea stessa, sua madre Barbara di Brandeburgo e Bianca Maria Visconti.

Per ultimo, il terzo racconto è il più corposo. "Ahi valorosa vipera gentile" scrive una canzonetta di un anonimo milanese ed è proprio la vipera, il serpente visconteo a essere protagonista. La Bellonci ricostruisce la storia e la famiglia dei Visconti partendo dall'arcivescovo Ottone, il primo della sua stirpe a ottenere il potere a Milano, e prosegue con il nipote Matteo, il figlio Galeazzo e tutti gli altri successori fino ad arrivare al Quattrocento. Sono tanti i nomi che si incontrano, tra cui alcuni molto conosciuti: molto bello trovare il Petrarca che ci accompagna per un pezzo di storia viscontea.

Assolutamente consigliato, come tutti i libri della Bellonci, per chi ama le storie delle grandi famiglie del passato.
Profile Image for DS25.
555 reviews15 followers
July 18, 2021
Dopo aver ripreso la lettura di "Rinascimento Privato", si continua in Lombardia.

Questo libro è una collezione di tre storie: "Delitto di Stato" e "Soccorso a Dorotea" ambientate alla corte ducale (e marchesana) gonzaghesca. La prima storia nella tarda era dei Gonzaga, quando la dinastia era in piena decadenza. La seconda invece durante la piena fioritura, durante il marchesato di Ludovico Gonzaga.
L'ultima, che dà il titolo al romanzo, è una breve storia della casata viscontea.

La prima storia è divisa in due pov, con uno stile che ricorda vivamente quello di Rinascimento Privato. Anche il tono è eccezionalmente simile e la maestria è la stessa.
La storia di Dorotea è narrata in terza persona, con un tono sicuramente più distaccato, quasi a volo radente. Se si è vicini ai personaggi, lo si è solamente nelle sofferenze della fanciulla, ingannata in un sogno d'amore e di attesa in modo crudelissimo.
L'ultima storia è una carrellata sui Visconti, anch'essi prima marchesi e poi duchi: stile a telecamera, sicuramente meno introspettivo e di difficile lettura... ma con la solita arguzia "Belloncesca", la solita ironia e le solite conclusioni politiche.
Profile Image for Tex-49.
743 reviews60 followers
November 28, 2017
Dopo Rinascimento privato, questo libro mi ha deluso, sembra più una storia romanzata che un romanzo storico; specialmente il terzo racconto, che dà il titolo al libro, è una sciorinata delle vicende della casata Visconti dal suo fondatore Ottone fino al'ultima erede che sposa Ludovico Sforza, dando il via ad una nuova dinastia, ma dov'è il romanzo?
Profile Image for Angela.
2 reviews2 followers
July 11, 2023
Una scrittura che come sempre sa assottigliare il velo tra presente e passato, che sa mostrarci le emozioni che modificano i volti dei personaggi raccontati, protagonisti (resi meno) lontani della storia italiana.
Profile Image for Victoria.
123 reviews2 followers
March 7, 2025
Ho comprato questo libro a Roma in uno stand vicino alla Sapienza per €1
La prima storia mi è piaciuta: c’erano pochi personaggi e molta azione
La seconda è stata un po’ più noiosa ma comunque interessante
La terza invece è stata molto confusa da seguire, troppi nomi e poca azione
Profile Image for Pao.
328 reviews27 followers
February 6, 2016
Letto perché consigliato durante una visita guidata al Castello Sforzesco.
Il libro contiene tre storie indipendenti che differiscono per argomento, ambientazione e stile.
Delitto di stato è costituito da due lettere, la prima scritta dal cancelliere Striggi e la seconda dal suo segretario Paride Maffei, che ricostruiscono alcuni fatti di cronaca ambientati nella Mantova del Seicento. La particolare struttura del racconto rende avvincente la lettura anche se la prima parte è resa un po' ostica dallo stile ricercato del cancelliere.
Soccorso a Dorotea è il racconto più breve e ripercorre la vita di Dorotea Gonzaga dal momento in cui divenne promessa sposa di Galeazzo Maria Sforza (lei otto anni, lui tredici). Ragion di stato, amore coniugale e filiale, virtù e viltà sono gli elementi di questo racconto impreziosito da lettere (alcune inedite) dei protagonisti.
Tu vipera gentile, il più lungo dei tre, ricostruisce la storia della dinastia dei Visconti che governarono Milano e per lunghi tratti il Nord d'Italia per quasi due secoli. Quella che potrebbe apparire come una noiosa lezione di storia si trasforma in un viaggio lungo duecento anni tra personaggi fuori dal comune (fra cui arcivescovi che mai celebrarono messa e prolifici condottieri con più di 30 figli), vecchie conoscenze della letteratura italiana e sullo sfondo Milano con le sue trasformazioni e il suo essere brulicante di vita allora come oggi.
Conclusa la lettura tanta voglia di rileggere Rinascimento privato.


Read because recommended during a guided visit.
The book contains three unconnected short stories that differ by topic, setting and style.
Delitto di stato is made up of two letters, the first letter is written by the chancellor Striggi and the second by his assistant Paride Maffei. The story is set in Mantova during the seventeenth century. The tale is engaging but the refined style of the first letter could make the story difficult to read.
Soccorso a Dorotea is the shortest tale and it retraces the life of Dorotea Gonzaga since she got engaged to Galeazzo Maria Sforza (she was eight and he was thirteen). The story combines national interest, love, virtue, cowardice and contains some letters (certain unpublished) written by the characters.
Tu vipera gentile, the longest one, reconstructs the story of the Visconti family who ruled Milan and northern Italy largely for almost two centuries. It may seem a boring history class whereas it is a interesting two-century-long journey with out-of-the-common people (including an archbishop who had never celebrated mass and a prolific condottiero with more than 30 children) and some old acquaintances of the Italian literature.
When the book is over you want to reread Rinascimento privato.
61 reviews
January 27, 2014
Eleganti pillole di storia

Questo libro, incontrato grazie al mio gruppo di lettura, �� una specie di compendio dell'arte del racconto storico, composto da una rinomata autrice del genere.
Il primo �� un vero e proprio racconto storico, un classico insieme di vicende e personaggi reali e inventati, saldamente inserito in una ricca e dettagliata cornice storica.
Peccato che le vicende del potente Conte Striggi, cortigiano dei Gonzaga mantovani, non mi siano parse n�� particolarmente avvicenti, n�� ben costruite.
In altri termini, c'�� poco racconto (e quando c'��, �� debole) e troppa cronaca, il tutto non molto equilibrato.
Il secondo �� un esercizio sulla variante psicologica e mette a fuoco le vicende di una delle eredi Gonzaga, Dorotea, fin da bambina al centro di un complicato intrigo matrimoniale e dinastico con i Visconti.
E' curiosa e ben sviluppata, anche se certo non originale, la scelta della protagonista (figura del tutto minore) di cui si prova ad immaginare la vita e i sentimenti, in un'epoca e in circostanze remote.
L'ultimo, che d�� il titolo al libro, �� invece una carrellata sulla storia del casato Visconteo.
A mio parere, �� il migliore dei tre e vale da solo la lettura del libro. Qui la Bellonci si affranca dal problema di creare un intreccio, dato che la trama �� gentilmente offerta dalla Storia. Pu�� quindi usare la sua scrittura elegantissima e la sua conoscenza storica per dipingere, in poche pagine, una miriade di personaggi, che risaltano pittoricamente pur nella sintesi inevitabile(300 anni in 120 pagine).
Il lettore finisce davvero nella Milano dell'epoca, ricreata con grande efficacia suggestiva.
Inutile tentare di ricordare a memoria le complicatissime genealogie, leggete senza porvi il problema e vi divertirete.
Il mio amico anobiano Asclepiade ha citato la Storia d'Italia di Montanelli come precedente e la citazione mi pare azzeccatissima. Pi�� cronachistico (ovviamente) il grande giornalista, pi�� letteraria la scrittrice, il cui stile tenta una specie di felice ibrido tra l'italiano moderno e la lingua parlata all'epoca.
Mi ha molto colpito, una volta superato il primo impatto.
Mi lascia invece pi�� perplesso la lettura di questi racconti in una chiave di critica della ragion di stato, come dice il risvolto di copertina.
Preferisco pensare al libro come a una divagazione storico-letteraria piacevole e interessante, tanto mi basta per mettere nella lista dei "da leggere" anche il pi�� famoso Rinascimento privato.

PS: la lettura del libro mi ha spinto a rivedere lo splendido "Il mestiere delle armi" di E. Olmi, storia degli ultimi giorni di vita di Giovanni de' Medici, pi�� noto come Giovanni dalle Bande Nere, trascorsi proprio nei territori mantovani.
Profile Image for Stefania.
191 reviews4 followers
May 13, 2016
"Tre racconti" che non sono veri e propri racconti; il primo, "Delitto di Stato" sicuramente rientra in questa categoria, anche se onestamente è quello che mi è piaciuto di meno. Gli altri due sono saggi brevi che descrivono rispettivamente la storia di Dorotea Gonzaga, sfortunata promessa sposa di Galeazzo Maria Sforza, futuro Duca di Milano (e fratello maggiore di Lodovico il Moro) e la storia dell'ascesa della famiglia Visconti, che governò Milano prima degli Sforza stessi. Molto interessanti e ben scritti entrambi, per chiunque sia interessato alla storia delle grandi famiglie del Rinascimento.
Profile Image for Theut.
1,886 reviews36 followers
June 7, 2013
3* 1/2.
Primo romanzo storico... ammetto che mi aspettavo qualcosa di diverso. Linguaggio un po' troppo arzigogolato (cit.) nel primo racconto, che però mi ha catturata (anche se ho controllato ogni minimo dettaglio storico, sono persona di poca fiducia :P). Il secondo piacevole. Il terzo mi è sembrato un po' un bignami della storia della famiglia Visconti con alcune citazioni dai documenti del tempo e una parvenza di caratterizzazione psicologica dei personaggi... Mi dicono che i romanzi abbiano un respiro diverso, prima o poi tenterò :)
2 reviews1 follower
January 4, 2021
Tu vipera gentile offre un quando realistico della situazione politica del nord Italia tra la fine del Medioevo e il rinascimento. Tutti e tre i racconti sono molto dettagliati ma risultano quasi pesanti date le numerose informazioni politiche e le descrizioni. Personalmente trovo il secondo racconto, soccorso a Dorotea, il più piacevole alla lettura data anche la natura quasi romantica che prende la faccenda. L’ultimo l’ho trovato complesso e molto pesante.
Profile Image for Martina Sartor.
1,233 reviews41 followers
January 30, 2018
Tre racconti di storia: due sui Gonzaga mantovani. E il terzo che porta il titolo del libro, sulla storia dei Visconti a Milano: splendido.
Dal lamento funebre per la morte del 1° duca, Giangaleazzo Visconti:
"Piangete, piccole città di montagna, Belluno e Feltre..."
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