Pioggia, pioggia, ancora pioggia. Poco cibo, tende insufficienti e scarse armi. Le truppe fasciste concentrate a nord di Roma per l'attacco alla capitale sono stanche, bagnate e affamate quando si diffonde la notizia che Mussolini è stato nominato capo del governo. Ma l'entrata a Roma non coincide con la sua conquista, anzi in quei giorni la città continua a respingere i fascisti come nessun'altra, e gli scontri si fanno durissimi. Inizia così un nuovo racconto della marcia su Roma che finalmente spiega il ruolo giocato dalla violenza, il motivo per cui la classe dirigente politica non ha compreso subito la gravità degli avvenimenti, il modo in cui lo Stato liberale è crollato. E che mostra come la marcia non sia stata solo quella degli squadristi su Roma, ma anche l'invasione e la trasformazione degli equilibri di potere nelle altre città d'Italia.
La marcia su Roma come inizio della dittatura fascista, la marcia su Roma come evento di rottura senza che questo voglia dire che non vi siano elementi di continuità tra il pre-28 e il post-28 ottobre 1922. Una ricostruzione chiara e approfondita degli eventi che portarono l'ex-socialista Benito Mussolini e il suo piccolo partito, entrato in parlamento solo l'anno prima, al potere.
Una completa analisi dei macro-punti storiografici che nell'edizione aggiornata, a 100 anni dalla Marcia, invitano a - anzi, impongono - una riflessione più accurata degli eventi.