Bologna, primavera 1977. L'università è occupata. Al DAMS c'è un professore stravagante, Gianni Celati, che scrive saggi geniali e non si stanca mai di raccontar storie. Così il suo seminario su Lewis Carroll si trasforma in un collettivo politico, una scuola di scrittura creativa, un cineclub, un concerto rock, un set psicanalitico. Soprattutto un posto dove «farsi delle storie». Alice è l'emblema del Movimento. Un'Alice disambientata perché ormai è dappertutto: cade, precipita, rimpicciolisce e ingrandisce. Il suo, dicono gli studenti e scrupoloso annota il prof, è «un modo per non farsi catturare». Nasce questo volume, esperimento di scrittura collettiva, libro-nonlibro, frutto della collaborazione tra individui «che si identificano molto l'uno nell'altro (si innamorano anche) ma non si identificano più in nessunissimo capo». Un volume che ora l'autore riscrive da cima a fondo, corredandolo di illustrazioni scelte nella grande tradizione iconografica del capolavoro di Carroll, ma anche fra le icone pop di quel tempo.
Gianni Celati (Sondrio, 1937) è stato uno scrittore, traduttore, anglista, critico letterario e documentarista italiano.
Nasce a Sondrio, dove si trova la famiglia a causa del lavoro del padre, usciere di banca spostato spesso di sede in sede a causa dei litigi con i suoi superiori. Il padre Antonio era originario di Bondeno, vicino a Ferrara, mentre la madre, Exenia Dolores Martelli, era nata a Sandolo, vicino al delta del Po. Celati passa l'infanzia e l'adolescenza in provincia di Ferrara. Laureatosi in letteratura inglese presso l'Università di Bologna scrive articoli per Marcatré, Lingua e stile, Il Verri, Il Caffè, Quindici, Sigma, ecc. oltre a pubblicare le prime traduzioni. Assume la cattedra di letteratura angloamericana del DAMS di Bologna e riprende anche l'attività critica e di studioso della letteratura europea. Nel 1971 pubblica il suo primo romanzo, Comiche, per Einaudi. Sempre da Einaudi escono i successivi Le avventure di Guizzardi (1972), La banda dei sospiri (1976) e Lunario del paradiso (1978), Torna alla narrativa nel 1985 con i trenta racconti di Narratori delle pianure che segnano anche il passaggio alla casa editrice Feltrinelli. In seguito vengono le Quattro novelle sulle apparenze (1987), dove alla precisione stilistica si accompagna una tematica della fiducia e del disincanto della società contemporanea, e Verso la foce (1989). Insegnato quindi all'Université de Caen e alla Brown University di Providence e per il resto della sua vita risiede a Brighton, in Inghilterra. Nel marzo 2013 Einaudi pubblica l'Ulisse di James Joyce in una nuova versione tradotta da Celati, frutto del lavoro di oltre sette anni e attesa già da diverso tempo. L'anno successivo si piazza terzo al Premio Chiara con la raccolta di racconti Selve d'amore. Nel 2016 esce presso la collana I Meridiani di Mondadori un'ampia raccolta di opere narrative dal titolo Romanzi, cronache e racconti, a cura di Marco Belpoliti e Nunzia Palmieri. Il 3 gennaio 2022 muore nella sua casa di Brighton, in Inghilterra, una settimana prima di compiere 85 anni.
Enrico Palandri, attualmente docente a Ca' Foscari, mi ha detto di non essere soddisfatto di questo libro. Lui era fra gli studenti del DAMS di Bologna che seguirono il corso di Celati del '77 sulla letteratura del nonsense, in primis su Lewis Carroll. La Alice di Carroll era all'epoca un simbolo per tutto il movimento (da cui anche il nome di Radio Alice) & Celati era un critico acuto & attento.
Ristampato trent'anni dopo (v. copertina originale delle Ed. Quadrifoglio), il libro è un documento molto interessante di COSA si studiava in quei mesi concitati, ma anche di COME. Aver mantenuto l'impianto plurale e collettivo del discorso è a mio parere uno dei meriti di Celati, anche se paradossalmente il testo dovesse risentirne. In verità il testo è un po' sui generis: a tratti è ripetitivo, mentre alcuni punti sono concettualmente molto densi.
Molto belle le foto (la copertina non è tra le migliori). Alcune sono drammatiche, come i carri armati in città o la famosa ragazza con carabinieri, mentre altre sono impagabili, come gli slogan che sembravano tappezzare ogni superficie ("l'anima è la galera del corpo" ; "dichiaro lo stato di felicità permenente" ; "GIU' LE MANI DA RADIO ALICEEEEEEEE!").
Paradossalmente, se dovessi farmi firmare un libro da Celati, sceglierei questo.
Sull'epoca di questo libro
Dalla prefazione dell'autore: L'allegria che ha cercato di farsi strada nel nostro libro deve sempre rinunciare all'idea di sapere come stato di coscienza, il sapere stagno da professionista patentato. E deve accettare questo modo slegato, pagliaccesco, con alti e bassi secondo i momenti. Perché la positività è sempre questione di momenti; è l'atmosfera, l'intonazione del momento esaltante o angoscioso, in cui si annuncia un'apertura mentale. L'adesione al movimento trascende ogni tipo di sapere, ogni forma d'interiorità, perché ci rimanda ad un avvenire al di là di noi; e mentre sospendo le ansie competitive, aiuta a pensare a una comunità possibile, senza "messaggi".