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Jean Flori ha trattato l'immaginario collettivo sui cavalieri e la cavalleria con lo stesso scrupolo del filologo, sfrondando la versione corrente da tutti i suoi tratti spuri, falsi, contraddittori, dai suoi cliché, risalendo alle fonti storiche. Il risultato è un impianto corretto, attendibile, che distingue il cavaliere dell'anno Mille da quello errante del tardo Medioevo, il "vassallo" dal "cavaliere" ed entrambi dal vero e proprio "nobile".
La cavalleria medievale, lungi dal costituire una realtà stereotipata, fu un mondo complesso e variegato, caratterizzato da molteplici ambiguità. Ambiguo fu anzitutto il termine "cavaliere", che dal significato originario di guerriero a cavallo passò ad indicare successivamente un uomo di rango sociale elevato, e solo molto più tardi divenne titolo nobiliare. La cavalleria costituì in realtà una funzione pubblica, che si privatizzò durante il Medioevo e accentuò il proprio carattere aristocratico e militare, fino ad assurgere in epoca feudale a braccio armato della Chiesa. Risale al Medioevo la nascita dell'ideale cavalleresco che tanto determinò i modelli di comportamento dell'epoca fino ad entrare nell'immaginario comune.
290 pages, Hardcover
First published January 1, 1998