La provincia toscana, le ragazze, gli amici, la vita in famiglia, le ore interminabili al bar, gli amori tormentati che non iniziano, che finiscono. L'infanzia in campagna, la voglia di avventura, la paura di crescere. Storie autobiografiche o surreali, apertamente divertenti o malinconiche, raccontate dalla voce fuori campo del narratore. Dall'inconfondibile accento toscano.
Personalmente non mi è piaciuto tantissimo, ci sono tante piccole storie racchiuse in questo libro e proprio per questo non seguendo un filo logico ma passando da un capitolo all’altro cambiando totalmente storia, non mi ha appassionato più di tanto. Ci sono piccole battute in toscano che mi hanno fatto sorridere, avrei preferito una storia che seguisse un filo e che avesse più nozioni in toscano…
Una raccolta di racconti, scritti bene sì, ma con un fondamentalmente difetto: sono astratti. Ma non astratti perché si riferiscono a qualcosa di irrealistico o non specifico, astratti perché non si sa di che cazzo vogliano parlare. Leggendo ho avuto l'impressione che l'autore volesse mandare dei messaggi, che tramite questi brevi racconti volesse mostrarci un modo di pensare, una filosofia. Che volesse scrivere qualcosa di significativo. Bene, ottime intenzioni: peccato che l'unico a capirli, questi racconti, sia lui.