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La malga di Sîr

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In pochi luoghi d'Italia, guerra e Resistenza furono dure, complicate, crudeli, come sul fronte orientale, nell'estremo nord-est. Tutti volevano il Friuli: i tedeschi, che lo avevano annesso col nome di Adriatisches Küstenland, i cosacchi, per cui era Kosakenland, e gli slavi, che lo chiamavano Benecia slavenska. E così alla lotta contro i nazisti e i fascisti, che nei primi anni della guerra avevano occupato la Slovenia, si aggiunsero gli sconfinamenti dei partigiani slavi, i risentimenti etnici e una Resistenza italiana distinta in partigiani Rossi, legati ai titini, e Verdi, moderati, cattolici e liberali. Un'ulteriore sanguinosa, fratricida divisione.
La pagina più sconvolgente della guerra partigiana fu l'eccidio della malga di Porzùs, fatto terribile e misterioso, che continua ad agitare nel profondo la coscienza dei friulani.
Grande romanzo dal vasto respiro epico e umano, ricco di avventure e di personaggi, La malga di Sîr è però soprattutto la storia di una donna, Marianna Novak, detta in paese "la Bella Gigugin", per il suo estro canterino e la prorompente femminilità.
Amori, mariti, figli, mutamenti di fortuna non sono mai cercati dalla donna ma provocati dai conflitti di questo secolo sciagurato. Alle vicende di guerra e di pace si mescolano le meditazioni sul destino, l’enigma infinito del mondo, le eterne illusioni degli uomini, di coloro che sempre sognano una società di giustizia e di uguaglianza, una Patria senza difetto, e mai riescono a realizzarla, trascinati dalle costrizioni della storia e del sangue, infinitamente più forti di ogni buona volontà umana. Così, alla fine, conteranno di più la pietà e il vivace senso del quotidiano di Marianna, che riesce a vincere anche nella sconfitta delle armi e a prevalere sulla violenza cieca della storia.

335 pages, Hardcover

First published January 1, 1997

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About the author

Carlo Sgorlon

75 books12 followers
Carlo Sgorlon was born in 1930 in Cassacco, a tiny village near Udine, capital of Friuli, a region in northeastern Italy near the Austrian and Yugoslav borders. He spent much of his childhood in the countryside, where he attended primary school only rarely but came into daily contact with Friulian peasant life. The influence of his grandfather, a retired schoolmaster with a strong literary bent, and his grandmother, a practicing midwife steeped in local folklore, formed the basis of his love of literature and his reverence for ancient peasant traditions.
He has written a number of novels in the dialect of Friuli, as well as twelve novels and numerous short stories in Italian. His fiction has been translated into French, Spanish, Finnish, German and certain Slavic languages. His literary scholarship, aside from translations from the German, includes two major critical works, one on Kafka and the other on Elsa Morante.

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Profile Image for Eddy64.
593 reviews17 followers
February 9, 2025
Carlo Sgorlon oltre che scrittore è stato insegnante. Mi piace immaginarlo con quella sua aria paciosa di vecchio professore d’altri tempi raccontare storie ai ragazzi come agli adulti, mescolando abilmente il fantastico al reale e il reale con il fantastico.
C’era una volta in un paese del Friuli una bella ragazza, Marianna Novak che lavorava nell’osteria del padre slavo e della madre belga e amava cantare… c’era poi un castello di un signore ebreo con sei figli maschi, e Marianna divenne la fidanzata del primo e la moglie del secondo… c’era anche un prete che costruiva apparecchi radio per sentire le notizie del mondo… un giorno ci fu una memorabile gara di bocce con in palio un’osteria e un vigneto ma la vera posta fu un’altra…
Fin qui la favola, poi arriva la realtà: il fascismo e un fidanzato ribelle e rivoluzionario, le leggi razziali, la guerra e un marito in Russia, la resistenza, i nazisti, i partigiani bianchi, quelli rossi e oltre confine i Titini, le rappresaglie, gli stupri, le violenze, i rastrellamenti degli ebrei… fino a narrare dettagliatamente dell’eccidio di Porzus (la malga di Sir del titolo), uno degli episodi più controversi della guerra civile, dove un gruppo di partigiani cattolici venne trucidato dai rossi, un probabile regolamento di conti tra le diverse formazioni combattenti. Finita la guerra è tempo di processi ai colpevoli e di celebrazioni degli eroi, ma per i sopravvissuti il tempo delle favole è finito per sempre.
Sgorlon racconta tanto e intreccia trame e sottotrame, a volte sembra perdere il filo (o è il lettore che non riesce a starci dietro) ma la storia c’è, sia quella con la minuscola che quella con la maiuscola. Con gli anni, leggendo i suoi romanzi, è diventato uno dei miei scrittori preferiti. Per questo quattro personalissime stelle.
Profile Image for Sofia.
41 reviews19 followers
March 1, 2019
Un po' romanzo di formazione, un po' familiare e un po' storico. Racconta di un territorio e di una popolazione che raramente i libri sulla seconda guerra mondiale raccontano. La tematica principale è la ricerca dell'identità personale, di popolazione, di religione e di credo politico in periodo di guerra. E inoltre in alcuni capitoli si parla di un evento storico realmente accaduto di cui si parla veramente poco: l'eccidio di Porzus (qui chiamato eccidio di Sir). Peccato sia fuori catalogo!
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