Continua il lungo racconto, iniziato da Pansa nel 2002 con "I figli dell'Aquila" e proseguito con "Il sangue dei vinti" e "Sconosciuto 1945". Ora il racconto si conclude con "La Grande Bugia". È un testo diverso dai precedenti. Anche qui il lettore troverà nuove testimonianze emerse dal mondo dei fascisti sconfitti. Ma il cuore del libro è un altro, ed è rivolto all'oggi. C'è il diario delle esperienze di Pansa come autore di ricerche sulla guerra interna. C'è la sua risposta alle stroncature più acide. E infine la ricostruzione di vicende accadute ad autori osteggiati da coloro che uno storico, pure avverso ai libri di Pansa, ha definito i Guardiani del Faro Resistenziale.
Non è revisionismo, ma molti non lo capiscono. Presuntuoso il modo in cui Pansa critica gli avversari, ma gli argomenti sono decisamente a favore suo. Bisogna fare attenzione, però, che tutto questo non venga ingiustamente strumentalizzato dai soliti ignoranti per ribaltare la verità.Una recensione più articolata l'ho scritta per il mio blog: il riassunto stringato è quello che avete già letto, e direi che può già bastare. http://www.lastradainsalita.it/2008/0...
Edit 2019. Negli anni successivi ho poi potuto farmi diventare insopportabile Pansa per altre ragioni e per altri titoli, ma continuo a ritenere questo un buon libro.
Questo volume ha il pregio di raccontare finalmente la verit�� da tutti i punti di vista su un periodo storico particolarmente buio e spesso ignorato. Pansa �� stato criticato da pi�� parti, ma �� chiaro che il suo lavoro �� ampiamente documentato e quindi non pu�� sottomettersi a giudizi soggettivi. Devo sfortunatamente notare che la lettura non �� scorrevole e certi passaggi sono decisamente pesanti. A parte queste note stilistiche, �� un volume che non pu�� mancare a chiunque sia interessato a conoscere le radici sotriche del nostro Paese.